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RASSEGNA STAMPA-
Lunedì, 28 Luglio 2014
by webmaster



Ci scusiamo pe ril ritardo nella publicazione dovuta a un disguido eletronico

IL MESSAGGERO dell'UMBRIA del 26.7.14


SPOLETO - Paracadutista per scelta, una medaglia d'Argento al valore dell'Esercito e tanta voglia di onorare la sua divisa.
Francesco Barzacca, spoletino purosangue, a tre anni esatti dall’impresa in Afghanistan che gli è valsa l’onorificenza del Capo dello Stato, guarda avanti.
Lo zaino sempre pronto, come ripete, ma anche una gran voglia di tornare appena può in Umbria, nella sua Spoleto: “Questa è la mia città – dice con orgoglio – ed è qui che voglio tornare”. Non a caso, pur girando il mondo per lavoro, il caporale maggiore scelto è sempre rimasto cittadino spoletino.

Il 25 luglio di tre anni fa nello scenario infernale di Khame Moullawi, Valle del Morghab, ha visto morire un commilitone, mentre un altro, ferito, è stato tratto in salvo. E Francesco, insieme ad altri tre soldati, ha sfidato i cecchini, rischiando la vita per tirar via da quella polvere i due militari del contingente italiano. Simone ce l’ha fatta, David no. E Barzacca, unico umbro in quell’impresa riconosciuta con la prestigiosa onorificenza, ricorda quei momenti con la freddezza del soldato: “Ho solo fatto il mio dovere – dice - lo rifarei sempre. Ricordo tutto di quel giorno, è stata un’esperienza forte ma non mi ha cambiato. Questo è il nostro lavoro, siamo consapevoli di tutto e la vera forza è mantenere sempre la lucidità”.
Quando parla della sua vita da militare del 183° Reggimento Paracadutisti Nembo di Pistoia (un reparto dell’esercito inquadrato nella Brigata Folgore), il soldato Barzacca è impenetrabile. Ma basta pronunciare una formula magica per vederlo sciogliere come neve al sole: “Ho un legame fortissimo con la mia famiglia – racconta – e con mia sorella Maria Chiara, la piccolina di casa, ho un rapporto speciale, quasi morboso. La mia è stata una scelta di vita che loro hanno subito ma per la quale non mi hanno mai fatto pressioni. Li adoro anche per questo, anche se sono consapevole che quando vado fuori soffrono la mia assenza”.
Barzacca si è arruolato 10 anni fa e il momento più esaltante della sua carriera è stato l’ottenimento del brevetto da paracadutista: “È stato allora – racconta - che mi sono sentito veramente parte di qualcosa, qualcosa di molto importante. Ho scelto di fare il paracadutista perché durante il periodo in fanteria ho conosciuto una persona che faceva parte di quel reparto: lo stile di vita, lo spirito con cui si affrontano le difficoltà e la grande capacità di condivisione mi hanno stregato”. E il 183° Nembo è diventato per lui una sorta di tatuaggio nell’anima.
Il momento più triste con la divisa? Barzacca torna serio: “Il 25 luglio 2011, quando eravamo in attesa dell’elicottero che ci riportava alla base e ci è arrivata la notizia che David non ce l’aveva fatta. Era uno di noi”.
Quattro missioni all’estero, di cui una in Kosovo e tre in Afghanistan, dove è tornato anche dopo il 2011. “Sono sempre pronto a partire - dice - questa è la vita che ho scelto e di cui vado fiero".

LE MOTIVAZIONI DELL'ONORIFICENZA
Con il decreto del Presidente delle Repubblica n. 304 in data 25 febbraio 2013, al Primo Caporal Maggiore Francesco Barzacca, nato il 18 febbraio 1984 a Spoleto (PG), è stata concessa una medaglia d'argento al valore dell'Esercito con la seguente motivazione: «Paracadutista impegnato nell'ambito della missione "ISAF XVI" in Afghanistan, esponeva la propria vita a manifesto rischio trasportando un commilitone gravemente ferito attraverso un'ampia area priva di copertura e sotto intenso fuoco avversario. Successivamente, rientrato nel proprio dispositivo, manteneva il settore per oltre due ore malgrado un violento attacco portato con armi automatiche e razzi, incitando i commilitoni fino alla conclusione favorevole del combattimento. Splendida figura di militare che, con il suo comportamento, ha confermato il valore del soldato italiano in un difficile contesto operativo, contribuendo significativamente al successo dell'operazione». Khame Moullawi, Valle del Morghab (Afghanistan), 25 luglio 2011.

 
 
 
 
 
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FINE DEL RAMADAN: ARABI IN DISCORDIA SULLE DATE
Lunedì, 28 Luglio 2014
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PARMA-C'è discordia tra sunniti e sciiti in merito alla fine del Ramadan. Mentre per gran parte della comunità sunnita l'Eid al-Fitr, la festa che mette fine al mese del digiuno, cade oggi, la comunità sciita, sebbene non compatta, festeggerà domani. In Libano, ad esempio, la locale Dar al-Fatwa, l'autorità sunnita incaricata di emettere gli editti religiosi, ha fissato per oggi la festa, proprio come in Arabia Saudita. Ma l'Alto consiglio islamico sciita ha dato indicazioni diverse ai fedeli, affermando che bisogna digiunare anche oggi e solo domani si potrà festeggiare.

Questa indicazione è conforme a quella dell'Iran, il principale paese musulmano sciita, dove l'Eid si festeggia domani. Ma l'ufficio del defunto imam Sayyed Mohammad Hussein Fadlallah, punto di riferimento della comunità islamica sciita libanese morto nel 2010, ha un parere diverso. L'ufficio concorda infatti con la leadership sunnita e ha annunciato che l'Eid al-Fitr cade oggi. L'inizo e la fine del Ramadan sono spesso oggetto di controversia, anche all'interno delle stesse sette islamiche. Le date vengono infatti fissate in base all'osservazione della luna e a calcoli astronomici, che a volte non coincidono. L'Eid si festeggia oggi, ad esempio, in Yemen, Egitto e Qatar, ma anche in Francia e in Italia. In questi paesi non è stato possibile osservare la luna e si è fatto quindi ricorso a calcoli astronomici. In altri paesi, ci si è invece basati sull'avvistamento a occhio nudo della prima falce di luna.

 
 
 
 
 
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VALTER SIROSI, ANPDI DI PIACENZA, FINALISTA A ERICE CON IL CORTOMETRAGGIO LACRIME DI SABBIA
Lunedì, 28 Luglio 2014
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PIACENZA- Valter Sirosi, paracadutista socio della sezione ANPDI di Piacenza, parteciperà al videofestival di Erice, Trapani, "FOTOGRAMMO D'ORO", festival internazionale di cine-video autori.
Sirosi è in gara con il suo "corto"

LACRIME DI SABBIA

girato in parte anche durante una missione del progetto El Alamein, sul Fronte della Battaglia.

Ci rallegriamo con l'Autore e con i paracadutsti piacentini, che svolsero una missione molto intensa contribuendo alla posa di ben 18 cippi in 2 giorni e collaborarono con Sirosi per le riprese.

Come ha scritto il loro Presidente, Antonio Cardinali, "ogni tanto una buona notizia".







 
 
 
 
 
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SPECIALIZZATI COME ESPLORATORI PER BLINDO I PRIMI CAVALIERI PARACADUTISTI
Lunedì, 28 Luglio 2014
by webmaster

cliccate sulla foto per ingrandire l'immagine



Specializzati i primi Cavalieri paracadutisti.

LIVORNO- Il reggimento "Savoia Cavalleria" ha visto qualificati i primi cavalieri paracadutisti negli incarichi di "esploratore per blindo pesante" e "esploratore per blindo leggera". Il corso, condotto presso l’unità sotto l’egida della Scuola di Cavalleria e rivolto ai primi VFP4 Cavalieri paracadutisti, il personale assegnato al reggimento dopo aver già sostenuto i corsi al CAPAR per acquisire la specialità e il brevetto di paracadutismo.

All’attività ha partecipato anche l’11 Cavalleggeri delle "Guide".La fase valutativa e l'esame da parte di una commissione della Scuola di Cavalleria si sono svolti in Friuli, sul poligono del Celina-Meduna. In quattro giorni di attività intensa, il personale è stato sottoposto ad accertamenti e test, conclusisi con un’attività a fuoco per valutarne il livello di preparazione e di addestramento raggiunti. Cavalieri Paracadutisti hanno suscitato la curiosità dei loro colleghi degli altri reggimenti. Particolarmente toccante è stato, il 23 luglio, il festeggiare il 322 anno di costituzione di "Savoia" presso l'area servizi allestita in poligono, alla presenza dei colleghi degli altri reggimenti. Terminati brillantemente tutti gli esami, un doveroso pellegrinaggio nei luoghi della memoria: dapprima l'omaggio al sacrario di Redipuglia e la visita al Museo della Grande Guerra, poi sosta obbligata nel piccolo abitato di Pozzuolo del Friuli, imperituro simbolo della proverbiale capacità di sacrificio dell'Arma di Cavalleria.



 
 
 
 
 
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PUGLIA: INIZIATIVA DI UNA ASSOCIAZIONE CON L'ESERCITO
Lunedì, 28 Luglio 2014
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BARI- Solidarietà e sostegno per la popolazione libanese: è l’iniziativa dell’associazione S.O.F.I.A. (Sostegno Operativo Famiglie Italiane Assistenza) insieme all’Esercito Italiano. Nei giorni scorsi la Onlus di Massa di Somma (Na), col presidente Sofia Bianco, ha consegnato materiale e beni non deperibili all’Esercito in particolare alla Brigata Pinerolo di Bari, futuro comando responsabile del contingente italiano nel teatro libanese. Continua incessante il lavoro di sostegno alle popolazioni più bisognose attraverso una catena umanitaria volta ad aiutare tutte le fasce della società civile nei paesi travagliati. Pronta la carovana di solidarietà che porterà in Libano, attraverso il contingente di prossima partenza materiale sanitario, scolastico e didattico, medicinali, vestiario, prodotti per l’igiene personale, giocattoli per i più piccoli materiale per neonati e di prima necessità. L’associazione Sofia lancia un segnale attraverso un impegno concreto per l’obiettivo primario che persegue: la solidarietà sociale. Una organizzazione non lucrativa impegnata su più fronti nei settori di assistenza sociale e socio-sanitaria, beneficenza e di formazione. Svolge attività a tutto campo dallo sportello di ascolto e di assistenza psico-socio-pedagogico anche mediante l’ attivazione di un numero verde, a progetti di domiciliazione integrata per l’autonomia e la cura delle persone bisognose, anziane e con disabilità. Ed ancora attività, progetti e laboratori ludico-didattici, creativo-manipolativi, socio- educativi, espressivo-emozionali, per minori ed adolescenti a rischio di devianza, diversamente abili, adulti ed anziani svantaggiati in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari quali disoccupati, ex-tossicodipendenti, ex-alcolisti, ex-detenuti e/o detenuti ammessi alle misure alternative al carcere, ragazze madri e /o straniere in disagio economico. Per ulteriori info e/o foto consultare il portale www.associazionesofia.org

 
 
 
 
 
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PERSE LE TRACCE DEL 43% DELLE ARMI VENDUTA ALL'AFGANISTAN
Lunedì, 28 Luglio 2014
by webmaster



PARMA- Gli USA hanno perso le tracce del 43 per cento delle armi da fuoco fornite alla forze di sicurezza afghane per un valore di 626 milioni di dollari. Sono queste le conclusioni di un rapporto dell’Ispettorato generale per la ricostruzione dell’Afghanistan (Sigar). Secondo il documento, i due sistemi informativi che dovrebbero mantenere aggiornato l’inventario di tutte le armi Usa inviate in Afghanistan contengono una quantità impressionante di errori.

Il Sigar è la principale autorità di sorveglianza del governo americano sulla ricostruzione afghana. Il Congresso creò l’ufficio distaccato per supervisionare sulla gestione delle modalità e dei fondi dedicati alla ricostruzione. Tra le operazioni portate avanti dal Sigar, ispezioni e indagini per promuovere l’efficienza dei programmi statunitensi nel Paese, oltre a prevenire le frodi sull’utilizzo dei soldi dei contribuenti afghani.

Il 43% delle armi non si riesce a trovare o viene duplicato
Sul rapporto dell’Ispettorato Usa per la ricostruzione del Paese si legge che sui 474.823 numeri di serie registrati nel database dei sistemi informativi, 203.888 (circa il 43 per cento), sono mancanti o risultano duplicati. Gli ispettori del Sigar hanno inoltre scoperto che 24.520 numeri di serie sarebbero stati duplicati almeno una volta, mentre per altri 50.304 numeri di serie non risultano le date di spedizione o di consegna. Secondo Jeffrey Brown, uno dei responsabili dell’Ispettorato, “non ci sono prove” che le armi siano finite negli arsenali dei talebani, anche se, ammette, “non era questo lo scopo della nostra indagine”. Il Pentagono, scrive il Washington Times, sta ora correndo ai ripari e valutando nuovi sistemi di consegna ed inventario delle armi inviate alle forze di sicurezza afghane.

Dal mercato nero alle mani degli insorti talebani
Le conclusioni contenute nel rapporto alimentano i timori che molte delle armi mancanti all’appello possano essere state messe in vendita sul mercato nero, finendo nelle mani degli insorti talebani. Secondo il quotidiano Usa, il Pentagono nel corso degli ultimi dieci anni ha inviato alle forze afghane 747 mila tra armi da fuoco e relativi accessori. Traccia di ogni movimento di queste armi dovrebbe essere contenuta nei due sistemi impiegati dall’esercito afghano per mantenere aggiornato l’inventario, un misto di documenti cartacei e fogli Excel

 
 
 
 
 
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Perché l’Europa ha già deciso di lasciare i cristiani d’Oriente (e gli ebrei) in balìa del “nemico”
Lunedì, 28 Luglio 2014
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L’editoriale odierno del Corriere della Sera, firmato da Ernesto Galli Della Loggia chiede: a quanti di noi importa il genocidio dei Cristiani? . E la risposta è scontata: «A nessuno».



> LEGGETE IL RESTO IN
OPINIONI




 
 
 
 
 
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VARESE: INAUGURATA LA ROTONDA DEI PARACADUTISTI COL CIPPO GEMELLO DEL PARCO DI EL ALAMEIN
Domenica, 27 Luglio 2014
by webmaster




VARESE -domenica 27 luglio, alle 11 è stata inuagurata una rotonda dedicata ai Paracadutisti d'Italia, nella quale è stato deposto il Cippo gemello di quello che i paracadutisti di Varese hanno posato nel deserto di El Alamein.

La targa di ottone sul cippo riporta la preghiera del Paracadutista e la dedica ai Caduti.

Il cippo è stato donato dalla locale sezione A.N.P.d'I per celebrare i 60 anni di attività.

Presenti alla cerimonia l'assessore Stefano Clerici e una folta delegazione dei paracadutisti di Tradate con il suo presidente paracadutista Millefanti, di Monza con il presidente Crippa e di Brescia con il presidente Feola oltre che i molti paracadutisti di Varese con il presidente Massimo Bianchi,oltre che i Bersaglieri e i Marinai d' Italia.





 
 
 
 
 
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IL QUOTIDIANO "IL TEMPO.IT" DEDICA AMPIO SPAZIO ALLA FOLGORE
Domenica, 27 Luglio 2014
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PARMA- Per una coincidenza positiva, IL TEMPO.IT, quotidiano nazionale, sta dedicando da Venerdì scorso alcuni articoli assai ben fatti alle forze speciali e alla Folgore, proprio in contemporanea con una polemica che riguarda un filmato comparso sui siti sociali che riprende alcuni paracadutisti che cantano canzoni definite da una certa stampa come nostalgiche. Non entriamo nel merito perchè non ci interessa dare importanza a gruppuscoli non rappresentativi nè della Folgore nè dei Paracadutisti che le sono rimasti legati da vincoli di affetto e rispetto.

Non gli abbiamo dato spazio perchè il nostro giornale persegue l'obbiettivo di far conoscere il meglio della Folgore e delle Forze Armate italiane .

Facciamo nostre le parole del portavoce della Folgore

«Un gesto stupido, che ci amareggia e ci mortifica, dando vita ad un'immagine che non ci appartiene e che col lavoro serio che portiamo avanti tutti i giorni, in Italia e all'estero, pensavamo cancellata - commenta il maggiore Amoriello, capo ufficio stampa Folgore - Stiamo individuando i responsabili per capire se ci sono appartenenti alla forza armata. Se ci fossero saranno presi provvedimenti».




IL TEMPO del 27 LUGLIO 2014

PISA «Allora, avete capito bene? Reclinate la testa sulle nostre spalle, portate avanti il bacino, incrociate le braccia sul petto, piegate una gamba all’indietro a 90 gradi e poi saltate!». Saltare giù? Ma chi ce l’ha fatto fare. Sembra facile, a sentire Andrea e Vincenzo, «piloti» istruttori della Folgore che ci accompagnano al portellone dell’elicottero affacciato su quattromila metri di nulla assoluto. Sono appiccicati a noi, e fra qualche istante ci accompagneranno nel salto in tandem da un’altezza folle e poco consigliabile a chi soffre d’acrofobia: 4.300 metri sono tanti, tanti davvero, credeteci. Lì sotto, lontanissimi e sbiaditi come in un vecchio film rovinato dall’uso, s’intravedono campi rettangolari, strade, automobili. In lontananza il mare della Toscana, intorno solo aria fresca e qualche nuvola. Tra noi e lo schianto sul terreno a 200 all’ora - pensiamo - ci sono solo i due angeli custodi della Folgore e i paracadute piegati nel sacco color bianco sporco che indossano. Ci siamo. C’è l’ok al lancio. Assicurati l’uno all’altro a quattro ganci metallici delle due imbracature, ci avviciniamo, camminando come due geishe giapponesi, un passetto dopo l’altro. «Vai!», grida il pilota. Una «testata» all’aria e piombiamo insieme nell’abisso senza fine. Precipitiamo come sassi verso il basso, in caduta libera. Voliamo.





MARCIA NOTTURNA La nostra «giornata» con la Brigata Folgore, fiore all’occhiello dell’Esercito, comincia la sera precedente. È mezzanotte. La caserma è avvolta nel silenzio. La ragazza sale le scale trafelata, passo lesto. È in mimetica, sulle spalle ha uno zaino da 25 chili ed è reduce da una marcia notturna di dieci chilometri. «È molto pesante?» le chiediamo. La replica è lapidaria, il tono risoluto, deciso, secco come una fucilata: «Abbastanza», risponde senza lamentarsi. L’aspirante «parà» è un’allieva del Centro addestramento dei paracadutisti della Folgore nella storica caserma di Pisa, dove le regole - antiche e reiterate - sono dedizione, coraggio, sacrificio. Un percorso duro, lo stesso per uomini e donne, difficile da concludere e che vede, infatti, quasi tre aspiranti paracadutisti su dieci mollare prima della fine. «Meglio così, per loro e per chi resta», osserva il comandante del Capar, colonnello Aldo Mezzalana, facendo intendere che sul campo di battaglia - quello vero dove la Folgore combatte in teatri di guerra lontani e durissimi - chi non ce la fa mette a rischio la vita dei suoi compagni. La raccomandazione per entrare, giurateci, qui non funziona.





L’ADUNATA La mattina s’apre con l’alzabandiera, dopodiché il programma ci riserva il lancio dalla «torre dell’ardimento», poi dall’elicottero, quindi un’operazione con tecniche d’addestramento e scontri a fuoco messi in atto in Afghanistan. L’esperienza è da brividi, l’adrenalina scorre a fiumi, la paura è un fardello inutile perché qui, a forza di strappi da crepacuore, tutto funziona con la precisione di un cronometro svizzero. La Folgore è il cuore palpitante dell’esercito. Entrando nei loro segreti diventa anche cervello, professionalità, sprezzo del pericolo, spirito di squadra. Merito e meritocrazia questi ragazzi sembrano possederli dalla nascita. L’obiettivo, insistono a scanso di equivoci e sballati stereotipi mediatici, non è uccidere. È proteggere il gruppo, l’uomo che ti sta accanto, la bandiera che rappresenti e che onori con l’esempio.





LA TORRE La torre d’addestramento è infinita per un novizio: diciotto metri. «Non guardate di sotto», ci consigliano. Veniamo imbracati, scaliamo i gradoni, ci affacciamo giù. Non è un bel vedere, no davvero. «Allora, un piede avanti, l’altro indietro e, al mio comando, salta», spiega l’istruttore. E aggiunge: «Appena ti butti, piega verso il basso il collo, sennò la cinghia ti graffia». Il lancio, infatti, è frontale, lo scivolo lungo i cavi d’acciaio è a destra, come se ci gettassero da un aereo. Le raccomandazioni servono, ma sono inutili. Siamo troppo concentrati a non vedere cosa abbiamo sotto di noi. «Via!» urla l’istruttore. E noi andiamo, incrociando le dita, pregando tutti i santi nella speranza che tutto finisca bene e presto. Giunti a fine corsa veniamo recuperati. Un’emozione pazzesca, senza precedenti, inimmaginabile.





VOLARE Questo è nulla. Il vero lancio deve ancora arrivare. «Salteremo da 4000 metri», ci annunciano durante il breafing in un minuscolo aeroclub popolato da parà con migliaia di voli e di missioni impossibili oltre linee nemiche che ti sparano addosso. Indossiamo tutte blu. L’elicottero ci ospita e, salito su come un ascensore impazzito, torna alla base dopo aver scaraventato tutti di sotto. Volare con la Folgore dà una goduria infinita. La paura passa presto, delle ripetizioni a terra ricordiamo poco e ci facciamo condurre con l’aria che sferza il volto, le orecchie che quasi scoppiano. Siamo in caduta libera e schizziamo come proiettili a 200-220 km fino a quando, a 1500 metri dal suolo, apriamo l’«ombrello» e dolcemente, tra virate e controvirate, ci facciamo coccolare, sospesi nel cielo, impegnati (gli istruttori) a sfruttare correnti d’aria e traiettorie. Infine, planiamo, lentamente, delicatamente. Solleviamo le gambe, l’impatto con l’erba del campo di lancio è morbido, indolore. Emozionante e divertente. Ecco, ora pensate a questi ragazzi che di notte, con il nemico annidato sui monti dell’Afghanistan o in qualche palazzo di una città in guerra, schivano razzi e mitragliate che illuminano il buio.





L’AGGUATO La giornata, però, non è conclusa. Ci trasferiamo nel centro di Valle Uggione, ribattezzato per l’occasione «Uggionestad», villaggio che per il durissimo addestramento odierno sorge nei boschi del «Toscanistan». Ci attende una missione sui «Lince» con i ragazzi della 5° compagnia «Pipistrelli». Il loro motto è «Silenziosi e aggressivi». L’obiettivo del training è contattare un asserito capo villaggio e stabilire buoni rapporti con la comunità del luogo. Indossiamo giubbotti antiproiettile ed elmetti. Saliamo sugli stessi blindati che per anni hanno combattuto a Nassiriya o difeso popolazioni inermi in Kosovo. Dentro, la massima è 26 gradi, non osiamo pensare come deve essere ad Herat, dove di gradi ce ne sono 40. Quel che segue è un viaggio all’inferno, con agguati veri nel bosco, bombe camuffate sotto gli arbusti a bordo strada, raffiche di mitra, lanci di granate. Le esplosioni sono fortissime, sembra tutto maledettamente vero. Si fa sul serio. Le autoblindo che sgommano e scappano, le urla nella radio quando dagli alberi partono raffiche di kalashnikov. «Attivazione, attivazione!», impreca il comandante di squadra. Il mitragliere sulla torretta del blindato risponde con la «minimi» calibro 5.56m che in pochi secondi sputa 200 colpi (a salve, in questo caso). Bossoli veri, caldissimi, cadono nell’abitacolo. Sparano tutti, un delirio. Da brivido solo a pensare di esserci davvero in situazioni così. Distesi nella polvere rimangono tre (finti) terroristi, nel Lince un soldato ferito che urla come urlano i militari che si ritrovano gambe spappolate, braccia amputate, giubbotti antiproiettile traforati da esplosivi. Il quinto mezzo della colonna - sott’addestramento - è oggetto di un attentato simulato con uno Ied (Improvised Explosive Device), che tante vittime ha procurato anche all’Italia all’inizio dei conflitti in medio oriente. Qui parte l’operazione di bonifica per scongiurare altre bombe-esca (FOTO 4-5) . Questi ragazzi si muovono come fossero telecomandati, ognuno sa il fatto suo, e nessuno resta indietro.

Ecco. Questa è la Folgore. Noi l’abbiamo vissuta come in un videogame, provando di tutto. Molti dei ragazzi che ci hanno accompagnato in quest’avventura pazzesca, in Afghanistan ci sono stati davvero, hanno schivato la morte, soccorso i compagni, salutato feretri imbandierati dal tricolore. Altri partiranno presto. Chi parla male della Folgore non sa di cosa parla.

Maurizio Gallo Nicola Imberti





 
 
 
 
 
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I PARACADUTISTI IN CONGEDO RICORDANO IL GENERALE LI GOBBI
Sabato, 26 Luglio 2014
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OGGEBIO-Verbania-Commemorazione dei 100 anni della nascita della Medaglia d'oro al valor militare, generale paracadutista Alberto Li Gobbi.


Ricordare la nascita di un Personaggio è sempre emozionante, ma ricordare un UOMO come Alberto Li Gobbi è assai piu' difficile per chi ha avuto l’Onore di conoscerlo e di essergli Amico.
A tre anni dalla sua scomparsa è ancora vivo in noi il ricordo della sua forte personalità di Uomo e Comandante; nei nostri cuori c'è sempre quel Suo sorriso sornione col quale talvolta rimproverava ma che sapeva trasmettere contemporaneamente umanità e amicizia. Quella amicizia che dava a pochi e che dopo tanti anni fa venire nostalgia per il bene che voleva a chi gli stava intorno; aeva un modo speciale di trasmettere l'Amor di Patria come solo un Eroe sa fare e qualche volta non lesinava i rimproveri, da comandante quale era.
Era anche un vero guerriero e un combattente indomito: parlano le tante decorazioni avute su diversi fronti di guerra;

Fu lui a ricevere il nuovo basco amaranto concesso alle aviotruppe italiane dopo l’esercitazione “AQUILA ROSSA", Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ha bene in mente anche il Suo motto “PER I PARACADUTISTI L’IMPREVVISTO E’ LA REGOLA”.

Alla cerimonia di oggi erano presenti altri amici, come
il Ten.Col. Medico Francesco Gaeta e il Ten. Col. art.par. Stefano Manni,insieme ai paracadutisti di Legnano e Settimo Milanese.

Parte della cerimonia si è svolta al Cimitero, davanti alla sua tomba, dove sono state recitate le preghiere dell'Artigliere e del Paracadutista. Poi, nel Palazzo Comunale,il sindaco d.ssa Gisella Polli ha tracciato il ricordo ufficiale del suo illustre cittadino ora scomparso, nel centenario della sua nascita. Commovente anche l'intervento del Figlio, generale di divisione Antonio Li Gobbi, che riveste un importante ruolo allo stato maggiore difesa. L'altro fratello, Aldo, ha citato alcuni passaggi di un un opuscolo che ricorda la figura del Suo grande Padre
LEGGETELO





 
 
 
 
 
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MULLAH OMAR: STRANIERI ANDATE VIA E CI SARA' PACE
Sabato, 26 Luglio 2014
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talebani assistono al rogo di camion destinati al rifornimento delle basi ISAF


KABUL- La guida spirituale dei talebani, Mullah Omar, ha rivolto un nuovo appello a Stati Uniti e Europa a ritirare completamente le loro truppe dal territorio afghano, assicurando che in questo modo "la guerra in Afghanistan giungerà alla sua fine", con "la costituzione di un regime islamico santo ed indipendente" che "non interferirà negli affari interni degli altri Paesi della regione e del mondo". In un messaggio ufficiale Omar assicura: "stiamo assistendo a continue vittorie" in tutto il Paese.

 
 
 
 
 
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SERVIZIO DE "IL TEMPO" SUL COM FO SE
Sabato, 26 Luglio 2014
by webmaster


PARMA- Si comincia a leggere qualcosa sul COMFOSE, il comando delle forze speciali dell'Esercito di recente costituzione, che si è immediatamente distinto per la totale riservatezza: non gradiscono rapporti con l'esterno, se non raramente, come nel caso che citiamo alla fine di questa nota.

Noi di CongedatiFolgore abbiamo preso sul serio il silenzio e la riservatezza dei molti amici che sono transitati in quel comando. Non gradiscono, non possono e non vogliono parlare del loro lavoro, per motivi che abbiamo facilmente capito.
Lo farà il Comandante, se vorrà.

Lo abbiamo talmente ben compreso, che, che pur avendo avuto in anticipo la notizia di una complessa e spettacolare esercitazione notturna, tenuta 48 ore fa in un grande aereoporto, non ne abbiamo parlato; c'erano 130 "volontari" che hanno simulato di essere ostaggi a bordo di un aereo, liberati dai nostri incursori; si è trattato di una operazione molto aderente al vero, dirata alcune ore: reale sia del trattamento dei passeggeri durante il dirottamento e la liberazione che nei successivi accertamenti dopo la liberazione. Non ne abbiamo parlato e anche oggi non entriamo nel merito dei luoghi e dei fatti, per rispettare i desideri del comando, che aveva chiesto riservatezza ai partecipanti.

Siamo quindi assai felici per i bravi giornalisti del IL TEMPO che, al contrario, hanno avtuo il privilegio di condividere alcuni addestramenti con incursori, rangers e acquisitori obbiettivi.

Ecco il bell'articolo che hanno scritto;



IL TEMPO del 26/07/2014

EROI INVISIBILI

Abbiamo visto i fantasmi

Per la prima volta apre la base segreta delle Forze Speciali dell'Esercito. In esclusiva Il Tempo vi racconta come si preparano ai blitz impossibili



dagli inviati

PISA La regola è il silenzio. Nessun rumore. Se non quello della pioggia battente che trasforma una giornata di luglio in un anticipo di autunno. Più in là, il mare è in tempesta. I dieci uomini armati che si muovono come anguille e strisciano a pelo d'acqua sono «fantasmi». Neri, come la notte. Invisibili e silenti.
Il segreto, in fondo, è tutto qui. Per arrivare dove nessun altro si spingerebbe. Per salvare la propria vita e quella degli altri in ogni angolo del mondo, serve rapidità, ma senza farsi scoprire, senza farsi vedere, spettri scuri che si mimetizzano nel buio. Per questo si addestrano notte e giorno lontano da occhi indiscreti. Provando e riprovando movimenti e tecniche che, in qualsiasi momento, anche nei prossimi cinque minuti, potrebbero essere applicati sul campo. Poco importa che ci si trovi alla foce dell'Arno, in un deserto afghano o nel centro di una grande e popolosa città. Oggi le minacce per la sicurezza sono diventate «asimmetriche», «ibride». Il nemico combatte senza uniforme, non segue strategie consolidate, non esistono scenari prestabiliti. E la risposta deve essere adeguata.
Per questo è nato il «Comfose», il comando da poco unificato delle «forze speciali» dell'Esercito che fa capo al generale Nicola Zanelli. Sono il corrispondente italiano dei Seals e dei Delta statunitensi, per capirci. Per la prima volta hanno aperto le porte ai giornalisti. E noi de Il Tempo abbiamo trascorso con loro una giornata intera, sfrecciando su onde alte quasi due metri a bordo di «supergommoni» da 800 cavalli, scivolando lungo le corde calate da un elicottero in hovering a venti metri, osservandoli mentre si gettavano tra in mare con zaini pesantissimi, sofisticate apparecchiature per respirare sott'acqua (senza fare rumore e bollicine), armi all'avanguardia, fra cui l'efficiente fucile mitragliatore Mp5 (Maschinenpistole 5), la Glock 17 calibro 9, la Beretta 92, il fucile a pompa e il «cornershot», un fucile che sulla canna girevole ha montata una pistola ed è dotato di telecamera e monitor in grado di sparare al riparo di un muro.
Lo abbiamo fatto anche noi. Raffiche e colpi singoli contro bersagli fissi. Li abbiamo osservati, efficienti e chirurgici, mentre simulavano la liberazione di un ostaggio dopo aver fatto saltare la porta della prigione con una piccola carica di Semtex e aver eliminato sbrigativamente i terroristi-carcerieri.
I ragazzi delle «forze speciali» sono uomini normali all'apparenza, in realtà iper-specializzati e pronti a tutto quando la pressione ti pulsa il sangue al cervello e la morte può esser dietro l'angolo. Ma non chiamateli «Rambo», non gradirebbero. Anche se l'impressione, dopo 24 ore al loro fianco, è che non conoscano il significato della parola «impossibile».




LA STORIA
È il generale Zanelli a spiegarci, accogliendoci presso la sede segreta del Comfose, il senso di questa «rivoluzione»: «Il Comando delle Forze Speciali dell'Esercito nasce il 1° settembre del 2013 per volere del Capo di Stato maggiore dell'Esercito generale Claudio Graziano che, con lungimiranza, si è allineato alle decisioni dei Paesi occidentali di incrementare le capacità dei reparti per le operazioni speciali». Ecco allora l'unificazione, sotto un unico comando delle eccellenze militari italiane: il 9° Reggimento d'assalto Col Moschin, del 4° Monte Cervino (alpini paracadutisti), del 28° Pavia (dedicato alle comunicazioni operative) e del 185° R.R.A.O. (Reggimento ricognizione acquisizione obiettivi). In arrivo anche il R.E.O.S. (Reparto elicotteri per operazioni speciali). Perché questa decisione? «Il vantaggio dell'unificazione - prosegue Zanelli - è la drastica riduzione della catena di comando e controllo. Questo, rispetto a prima, ci consente di affrontare qualsiasi problematica, anche la più complicata dall'altra parte del mondo, in tempi brevissimi».





COL FIATO SOSPESO
Terminato il briefing di presentazione, si parte. Il motto del R.R.A.O. è Videre nec videri, vedere senza essere visti. Ma per questa giornata faranno un'eccezione solo per Il Tempo. Accetteranno di rispondere alle nostre domande, di farsi scrutare da vicino. Senza segreti. O quasi. Il diluvio che ci accompagna dalla mattina cresce d'intensità con il passare delle ore. E cresce anche l'adrenalina. Non bastano secchiate di pioggia a scoraggiare i militari pronti nella Base addestramento incursori di Pisa. Siamo alla foce dell'Arno, nel parco regionale di San Rossore. Basta un rapido sguardo e si parte, anche se l'abbigliamento (il nostro) non è all'altezza. Ci fanno indossare cerate nere spesse un centimetro, totalmente impermeabili. Saliamo su gommoni al di là di ogni immaginazione. Fuori diluvia, fulmini, mare più che mosso. «Le condizioni ideali» butta lì il pilota.
Non sappiamo cosa aspettarci. Saliamo su un Rigid inflatable boat (Rib), ovvero un battello gommato semirigido che, per le sue caratteristiche, raggiunge velocità da off shore. Ottocento cavalli per dieci militari in assetto da combattimento e tre giornalisti terrorizzati. Risaliamo l'Arno. L'impressione è di trovarsi sul set di un film di guerra col commando pronto a entrare in azione. Si infilano in acqua silenziosi (è giorno, ma questa parte dell'operazione dovrebbe svolgersi nelle tenebre) e si trascinano appresso una voluminosa e pesante attrezzatura in contenitori stagni. Raggiungono la riva aiutandosi con dei piccoli «maiali» motorizzati ad elica (avete presente 007 Operazione tuono?), anche questi silenziosissimi.
Il loro compito è anzitutto quello di raccogliere il numero maggiore di informazioni sull'obiettivo. Dove si trova il nemico, in che modo è organizzato. Ogni membro del commando ha il suo compito. Find, fix, exploit è la «scaletta» che caratterizza i loro fulminei e imprevedibili blitz: trovare il nemico, bloccarlo sul posto, negargli libertà di manovra e di comunicazione. E, infine, neutralizzarlo.





IN VOLO SULL'ACQUA
Un rapido cenno d'intesa e il «pilota» lascia i compagni a mollo e ci proietta in mare aperto. Onde alte quasi due metri. Una piccola imbarcazione ospita due sub davvero «speciali». Scendono in acqua. E scompaiono. Letteralmente. Utilizzano bussole sensibili e autorespiratori impensabili solo pochi anni fa. Nel frattempo, davanti a un monitor all'interno della base, c'è chi riceve video e informazioni in diretta. Videre nec videri. Noi non li vediamo, loro vedono noi. Giusto il tempo di immobilizzarci al sedile del gommone e ci ritroviamo a planare a 45 nodi. Una follia. Le onde fanno da trampolino. Ogni volo è un decollo, ogni atterraggio una botta micidiale, lo stomaco stretto in una morsa. Loro sorridono contenti, come se fossero al luna park. Chi scrive per poco non vomita.




FAST ROPE
Finita la «gita» mozzafiato, ci spostiamo sulla terraferma. Un elicottero è sospeso in aria a circa 15-20 metri dal terreno. Le eliche schiacciano l'erba e ti impediscono di stare in piedi. Dal velivolo calano il «canapone», una corda spessa quanto un tubo innocentI, lungo la quale scivola il primo uomo con passamontagna, armamento, tuta blu. Non ha imbracatura, si regge solo con le mani e i piedi. Appena toccato il suolo, il militare tende la corda per facilitare la discesa dei suoi compagni (in questo caso, il riferimento cinematografico è Black Hawk Down, il film sull'intervento Usa a Mogadiscio), che scendono velocissimi lungo la corda per poi posizionarsi subito in formazione da combattimento. La tecnica, non per niente, si chiama Fast Rope (corda veloce) e viene utilizzata per aviotrasportare i commandos, in tempi rapidissimi, in zone di conflitto impossibili da raggiungere altrimenti.





IL GRAPPOLO
Ci chiediamo come torneranno indietro. La risposta arriva poco dopo: un altro elicottero, altri otto «fantasmi» ad attendere sul prato. Il solito canapone viene calato e i «magnifici otto» si agganciano alla fune e vengono sollevati in aria. Quindi l'elicottero prende quota e si allontana, trascinandoli così, appesi nel vuoto, ciondolanti a cento metri dallo specchio di mare sottostante.





OSTAGGIO LIBERO
L'ultimo «atto» della giornata di addestramento è la liberazione di un ostaggio che i terroristi tengono prigioniero in un'abitazione. Gli uomini delle forze speciali eliminano i due «nemici» di guardia all'esterno, fanno saltare la porta della «prigione» con una carica di plastico, neutralizzano altri due carcerieri all'interno del locale e «mettono in sicurezza» il fortunato ostaggio. Un boato pazzesco. La porta che salta, il blitz, la liberazione, il prigioniero in salvo. Tutto in una manciata di minuti. Loro vivono così, veloci e silenti. Ogni giorno, tutto l'anno. In addestramento come nella realtà che nessuno conoscerà mai perché ogni loro intervento è segreto, segretissimo. Missione conclusa. Si torna a casa.

Maurizio Gallo Nicola Imberti

 
 
 
 
 
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MUORE IL SECONDO FIGLIO DEL O COLONNELLO PARACADUTISTA IN CONGEDO DR ROPPOLO AD UN ANNO DALLA SCOMPARSA DEL PRIMO .
Venerdì, 25 Luglio 2014
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LIVORNO- Ad quasi un anno dalla scomparsa del figlio minore, il 24 luglio 2014 è venuto a mancare per un malore Douglas ROPPOLO figlio maggiore del Col.par in congedo ROPPOLO, già in servizio presso la Brigata Paracadutisti "FOLGORE" in qualità di dottore veterinaio.
La foto li ritrae entrambi.

La cerimonia funebre avrà luogo presso la chiesa dei Salesiani di Livorno a partire dalle ore 14,30 di domani 26 luglio 2014.

Eventuali messaggi di cordoglio potranno essere inviati presso:

Famiglia Giovanni ROPPOLO

Viale di Antignano,58

57128 Livorno


 
 
 
 
 
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SOTTUFFICIALE PARACADUTISTA DELLA FOLGORE RICEVE UN ENCOMIO SOLENNE DALLA NATO
Venerdì, 25 Luglio 2014
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In data 16 giugno 2014, con una formale cerimonia alla presenza dei Rappresentanti Militari Nazionali in SHAPE, il General U.S. Air Force Philip M. Breedlove, Supreme Allied Commander in Europe ha premiato con il SACEUR Recognition Award 30 militari appartenenti alla NATO.

Il riconoscimento è un personale atto di merito indirizzato al personale impiegato per la NATO nell’Allied Command Operations (ACO), che si è distinto per lo straordinario servizio prestato e per gli eccezionali risultati individuali raggiunti ed è stato scelto attraverso una meticolosa selezione che ha compreso tutto l’ampio perimetro sia di ACO sia del NATO Airborne Early Warning (NAEW), per un numero attualmente pari a più di 6.400 militari e civili.

In questa prima occasione, su 30 destinatari di tale riconoscimento, ben 3 militari italiani in servizio presso il sedime di SHAPE hanno ricevuto il prestigioso premio.

Il Ten. Col. AAran CSA/DA Antonio Eramo, il C.F. Rn Daniele Panebianco, il Serg. Magg. f. (par.) Sascha Acquachiara(nella foto, ndr) hanno avuto l’onore di ricevere dalle mani del General Philip. M. Breedlove il suo personale attestato di riscontro per il loro servizio di eccezionale spessore reso alla NATO.

Il SACEUR – accogliendo anche i familiari dei militari insigniti da tale riconoscimento – ha espresso sincera gratitudine per l’impegno, la dedizione ed il rendimento espressi ai massimi livelli. "Sono orgoglioso di Voi" , ha detto in inglese alla fine dei saluti-



 
 
 
 
 
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AOSTA: GLI ALPINI TRASFERISCONO A POLLEIN IL CENTRO DI ADDESTRAMENTO
Venerdì, 25 Luglio 2014
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AOSTA- Con due distinte cerimonie Aosta ha salutato gli Alpini che ieri hanno lasciato lo storico presidio della Caserma Testa Fochi, acquisita dalla Regione per trasformarla in polo universitario dopo un secolo di servizio, come da protocollo di alcuni anni fa tra il Comune di Aosta e l'Agenzia del Demanio per procedere alla riconversione.

Sono stati inaugurati ieri ad Aosta, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano e del Presidente della Regione, Augusto Rollandin, la Base logistico – addestrativa e l’eliporto di Pollein.

L'inaugurazione rappresenta un passo importante nella concretizzazione dell’accordo di programma sugli immobili sottoscritto il 30 luglio 2008 tra l'Esercito e la Regione Valle d'Aosta. In cambio della proprietà della storica Caserma “Testafochi”, la regione ha provveduto a riqualificare e ristrutturare la base logistico addestrativa di Pollein e l’eliporto più alcune palazzine delle caserme “Battisti” e “Ramires”. La regione Valle d’Aosta ha interamente finanziato i lavori per un ammontare di circa 28 milioni di euro.

Il Generale Graziano, nel corso del suo intervento, ricordando di aver prestato servizio in Valle d'Aosta, ha affermato che "occasioni come questa servono a consolidare un rapporto di fratellanza tra l'Esercito e la comunità locale che non si è mai spento".


"In un periodo di razionalizzazione - ha continuato il Generale Graziano - l'Esercito può continuare a perseguire l'efficienza, l'addestramento e la sicurezza dei propri uomini e donne anche grazie alla collaborazione con gli Enti locali. In quest'ottica -ha concluso il Capo di Stato Maggiore - da Aosta parte un messaggio di ottimismo e un esempio da seguire per tutto il Paese".

Gli interventi presso la base logistico addestrativa di Pollein hanno permesso di realizzare strutture fondamentali per garantire l’addestramento delle unità dell'Esercito. Oltre ad un nuovo percorso fuoristrada per l'addestramento alla guida dei mezzi tattici e una area addestrativa contro gli ordigni esplosivi improvvisati è stato anche installato un nuovo simulatore per il combattimento individuale e di squadra. Il nuovo eliporto, inoltre, risponde ai requisiti richiesti dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e potrà quindi essere utiizzato anche dai velivoli delle unità di soccorso.

La cerimonia è proseguita con l'ultimo ammainabandiera nella storica caserma "Testafochi" che passa alla Regione Valle d’Aosta. Dopo la ristrutturazione l'immobile sarà convertito in Polo Universitario. A ricordare il glorioso passato della più antica caserma della città, da 128 anni sinonimo di presidio militare e degli Alpini, sede storica del glorioso Battaglione “Aosta", rimarranno il monumento ai Caduti e il Sacrario del Battaglione Aosta e del 4° Alpini.


 
 
 
 
 
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INVESTIGATORI DI POLIZIA: LA ESPERIENZA NELLE FORZE ARMATE E' MOLTO FORMATIVA
Venerdì, 25 Luglio 2014
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BRESCIA- le domande per entrare alla scuola per investigatori della Polizia sono in continuo aumento. Il prerequisito, comune a tutti gli 89 allievi che oggi hanno partecipato al giuramento nella sede di via Vittorio Veneto, è quello di aver prestato servizio, come volontari, nelle forze armate.

Gli idonei partecipano ad un concorso e possono provare a entrare alla Pol.G.A.I, la scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa ed Investigativa che a Brescia esiste da cinquant’anni. Nata nel dopoguerra per formare i futuri investigatori, la Pol.gai, che conta 17 sedi in tutta Italia, sforna agenti che poi spesso sono chiamati a operare nelle grandi città del Nord. Oltre all’attività fisica e all’uso delle armi, nei primi nove mesi gli allievi devono soprattutto studiare: diritto penale e costituzionale, attività amministrative, psicologia. Per legge basta la terza media, ma ormai sono tutti diplomati o laureati. Ognuno ha fatto esperienza nelle forze armate. La direttrice del corso precisa: «insegniamo che la pistola è l’ultima soluzione. Fare il poliziotto, infatti, è molto diverso da un militare che è chiamato a obbedire. Qui si opera in contesti civili, di pace, ed è richiesta, oltre all’autonomia, anche una maggiore responsabilità».

 
 
 
 
 
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GIURANO 496 NUOVI SOLDATI DELL'ESERCITO
Venerdì, 25 Luglio 2014
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ASCOLI PICENO- Quattrocentonovantasei Volontari in Ferma Prefissata di un anno del 2° Blocco 2014 del 235° “Piceno” hanno prestato ieri giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, al cospetto della Bandiera di Guerra del Reggimento.


Quattrocentonovantasei Volontari in Ferma Prefissata di un anno, del 2° Blocco 2014 hanno prestato oggi giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana.
Alla presenza del Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative dell’Esercito, Generale di Brigata Gabriele Toscani de Col, i giovani soldati, incuranti della pioggia battente, hanno urlato all’unisono “Lo Giuro!” e intonato l’Inno di Mameli, sulle note della Musica d’ordinanza della Brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna

Alla cerimonia sono intervenute numerose autorità militari, civili e religiose oltre che le rappresentanze dell’Istituto del Nastro Azzurro, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma ed i gonfaloni del Comune e della Provincia di Ascoli Piceno, decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare.


Nel corso del suo intervento il Generale Toscani De Col ha sottolineato l’importanza del giuramento, “che impone a chi ha scelto il mestiere delle armi di essere due volte italiani: soldati e cittadini. E poi rivolgendosi direttamente ai soldati: “Siate orgogliosi dell’impegno assunto oggi e cercate di proporvi sempre quale esempio di onestà, lealtà e spirito di servizio, superando quell’individualismo che cerca pericolosamente di farsi e spazio nella società moderna”.

Il Comandante di Reggimento, Col. Aniello Santonicola, ha parlato dell’onore militare definito come “la consapevolezza radicata della propria dignità di soldato e la volontà di mantenerla intatta nel costante rispetto e nella pratica dei principi morali propri dell’organizzazione militare. L’onore è lo strumento per esercitare le virtù, una sorta di habitus psicologico cui ispirare le proprie decisioni e una solenne esortazione affinchè il soldato si proponga come modello di condotta fedele all’ideale dell’uomo in armi”

Sancito ufficialmente il loro ingresso nella grande famiglia dell’Esercito Italiano e acquisito formalmente lo status di Volontari in Ferma Prefissata di un anno, i soldati del 2° Blocco 2014 verranno assegnati, a conclusione delle dieci settimane di addestramento di base, alle unità della Forza Armata per il proseguimento del periodo di ferma.


IL DISCORSO DEL GENERALE PARACADUTISTA TOSCANI DE COL- COMANDANTE DEL RUA
L'ELENCO DEI NUOVI SOLDATI


 
 
 
 
 
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SCORTE ALLE NAVI : PROROGATO DECRETO CHE AUTORIZZA GUARDIE GIURATE E MILITARI IN CONGEDO A BORDO
Venerdì, 25 Luglio 2014
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SCORTE A BORDO DELLE A NAVI MERCANTILI
Confitarma: contro la pirateria anche le guardie giurate e congedati delle forze armate


Il 23 luglio, su proposta del Presidente del Consiglio e dei Ministri degli Affari Esteri, della Difesa e dell’Interno, il Consiglio dei Ministri ha approvato la proroga per poter imbarcare fino al 31 dicembre 2014, in funzione antipirateria, guardie giurate, ex appartenenti alle Forze Armate, in assenza dei corsi di formazione previsti dalla Legge 130 del 2011 ed ancora non attivati.

“L’armamento italiano esprime apprezzamento e soddisfazione per il provvedimento adottato dal Governo – afferma Emanuele Grimaldi, Presidente della Confederazione Italiana Armatori – perché in tal modo è possibile continuare a garantire la difesa delle nostre navi mercantili dagli attacchi di pirateria nel Golfo di Aden e nelle acque antistanti le coste della Somalia, laddove non siano disponibili i Nuclei Militari di Protezione (NMP), che intanto proseguono la loro attività che conta circa 400 viaggi messi in sicurezza”

 
 
 
 
 
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IMMAGINI DELLA PRIMA ESERCITAZIONE A FUOCO CON L'OBICE DA 155MM FH70 DEL 185mo RGT ARTIGLIERIA PARACADUTISTI
Venerdì, 25 Luglio 2014
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PARMA-Abbiamo dato notizia ieri che gli artiglieri paracadutisti hanno completato un intenso ciclo addestrativo che si è concluso con una lunga esercitazine a fuoco con l'obice da 155mm FH70.
Si tratta di una dotazione "pesante" del Reggimento che si aggiunge all'uso di precisione che sono capaci di fare con i mortai rigati Thomson da 120mm.

Grazie alla cortesia del Reggimento e del Comando Brigata pubblichiamo alcune eloquenti foto di quella giornata.

Cliccate sulla immagine della Bandiera di Reggimento, schierata davanti ai suoi "grossi calibri":



 
 
 
 
 
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IL SOTTUFFICIALE DI CORPO DELLA FOLGOREGIAN BATTISTA TOGNETTI LASCIA IL SERVIZIO ATTIVO
Giovedì, 24 Luglio 2014
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da sinistra: il Lt Tognetti, il 1° maresciallo Pagliassino ed il tenente Zippari davanti alla postazione dove nel 2013 è strao posizionato uno dei tre cippi donati dagli uomini del 187mo Reggimento e messi sui luogi di combattimento dei loro tre battaglioni


LIVORNO- Il 1° Mar. Lgt G. Battista Tognetti lascia il servizio attivo. Sempre in prima fila durante tutta la Sua lunga carriera, ha ricoperto incarichi di Comando delle Unità Paracadutiste, maturando una profonda esperienza in tutti i Teatri Operativi che hanno visto impegnata l' Italia e la Folgore negli ultimi 30 anni. Importantissimo punto di riferimento per i colleghi e per i superiori, grazie alle Sue doti caratteriali ed alla Sua preparazione professionale è stato scelto dal Comandante della Folgore per ricoprire negli ultimi anni di servizio il delicatissimo e prestigioso incarico di Sottufficiale di Corpo della Folgore. Al neo Sottufficiale di Corpo della Folgore 1° Mar. Lgt Davide Campisi va il più sentito in bocca al lupo dei Paracadutisti della Folgore.

I SALUTI E I RINGRAZIAMENTI DI WWW.CONGEDATIFOLGORE.OM E DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Gian Battista Tognetti è stato un importante amico del Progetto El Alamein e del nostro giornale. Ha coordinato la raccolta delle donazioni private dei paracadutisti del 187mo Reggimento, riuscendo a posare tre cippi nel parco storico del Fronte di El Alamein, intitolati ai tre battaglioni che lì hanno combattuto. Da Lui abbiamo ricevuto ottimi consigli per meglio conoscere e descrivere le attività della Folgore ed insieme abbiamo organizzato due importanti conferenze sul Progetto , tenute ai paracadutisti del 186mo Reggimento e del Comando Brigata. Siamo certi che, libero dal servizio, sarà un prezioso divulgatore delle nostre azioni a favore della Storia della Folgore.
Arrivederci a presto !


 
 
 
 
 
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MISSIONI MILITARI FINANZIATE FINO AL 31.12.2014 PER 446 MILIONI DI EURO
Giovedì, 24 Luglio 2014
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PARMA- Il Consiglio dei ministri ha approvato nella seduta del 23 luglio il decreto legge “Proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia e delle iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e stabilizzazione”.

Si tratta di un provvedimento, di iniziativa dei ministri degli Esteri, della Difesa e dell’Interno, che serve a finanziare fino al 31 dicembre 2014 le missioni militari italiane all’estero, nonché le iniziative di cooperazione nelle quali sono impegnati i nostri militari.

La somma complessivamente stanziata dal Governo ammonta a oltre 446 milioni di euro: una cifra che non mancherà di sollevare polemiche nei passaggi parlamentari, dal momento che non si evidenziano riduzioni rispetto alle spese degli anni precedenti (qui abbiamo analizzato le singole voci di spesa per le missioni militari). Ovviamente le risorse maggiori sono per la missione in Afghanistan, che solo negli ultimi 12 mesi ci è costata quasi 350 milioni di euro, mentre vale la pena di sottolineare come la spesa per le diverse missioni in Palestina non arrivi nemmeno a 2 milioni di euro (tecnicamente abbiamo impegnato circa 2,5 milioni di euro l’anno per la formazione delle forze di polizia palestinesi).

Le spese avallate dal Governo sono le seguenti
(dati dal sito del Governo):

1. EUROPA


Sono autorizzate a decorrere dal 1° luglio 2014 al 31 dicembre 2014 le seguenti spese:
##euro 36.002.777 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni nei Balcani (Multinational Specialized Unit, European Union Rule of Law Mission in Kosovo Security Force Training Plan in Kosovo, Joint Enterprise);
##euro 138.933 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata EUFOR ALTHEA;
##euro 2.742.940 per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica;
##euro 652.610 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo) e di euro 31.830 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK);
##euro 133.921 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP);
##euro 7.732.311 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione nel Mediterraneo denominata Active Endeavour.

2. ASIA

Sono autorizzate a decorrere dal 1° luglio 2014 al 31 dicembre 2014 le seguenti spese:
##euro 185.082.639 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni in Afghanistan, denominate International Security Assistance Force (ISAF) ed EUPOL Afghanistan;
##9.124.600 per la proroga dell’impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per esigenze connesse con le missioni in Afghanistan;
##euro 333.009 per l’impiego di personale appartenente al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Afghanistan e negli Emirati Arabi Uniti;
##euro 76.223.973 per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano alla missione delle Nazioni Unite in Libano, denominata United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL), compreso l’impiego di unità navali nella UNIFIL Maritime Task Force, e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze armate libanesi;
##euro 1.236.817 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione denominata Temporary International Presence in Hebron (TIPH2) e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi;
##euro 61.100 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah);
##euro 64.230 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS);
##euro 188.558 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia, denominata EUMM Georgia.

3. AFRICA

Sono autorizzate a decorrere dal 1° luglio 2014 al 31 dicembre 2014 le seguenti spese:
##euro 5.182.970 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Libia, denominata European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya), e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di assistenza, supporto e formazione delle forze armate libiche;
##euro 45.370 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea in Libia, denominata European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya);
##euro 1.672.971 per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia, per garantire la manutenzione ordinaria delle unità navali cedute dal Governo italiano al Governo libico e per lo svolgimento di attività addestrativa del personale della Guardia costiera libica, in esecuzione degli accordi di cooperazione tra il Governo italiano e il Governo libico per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani
##euro 23.958.858 per la proroga della partecipazione di personale militare all’operazione militare dell’Unione europea denominata Atalanta e all’operazione della NATO denominata Ocean Shield per il contrasto della pirateria;
##euro 17.836.535 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea denominate EUTM Somalia e EUCAP Nestor e alle ulteriori iniziative dell’Unione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno d’Africa e nell’Oceano indiano occidentale,nonché per il funzionamento della base militare nazionale nella Repubblica di Gibuti e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di polizia somale
##euro 1.408.035 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite in Mali, denominata United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA), e alle missioni dell’Unione europea denominate EUCAP Sahel Niger ed EUTM Mali, nonché per la partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea denominata EUCAP Sahel Mali;
##euro 2.987.065 per la partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea nella Repubblica Centrafricana, denominata EUFOR RCA.

 
 
 
 
 
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CACCIA ISRAELIANI SI ESERCITERANNO IN SARDEGNA
Giovedì, 24 Luglio 2014
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Dal 21 settembre prossimo l’aviazione di Israele si addestrerà in Sardegna. In base agli accordi stilati con la Regione da quel giorno in poi anche i piloti di Tel Aviv, prenderanno parte a esercitazioni e sperimentazioni. Le attività, già pianificate e riportate nel “Programma per il secondo semestre 2014″ stilato dal ministero della Difesa, non riguarderanno solo Israele ma anche altri Paesi alleati all’Italia nello scacchiere geopolitico mondiale.

L’Iaf, aeronautica militare israeliana, si eserciterà non lontano da Oristano, sulla costa occidentale. I caccia F-16 sganceranno “artifici” da 6 chili a una tonnellata e voleranno insieme ad altri jet militari di nazioni alleate dell’Italia. Ci saranno i nostri Tornato, ma anche gli Amx e i Mirage francesi. L’aviazione militare assicura che gli ordigni che verranno sganciati saranno “inerti”, anche se non mancheranno munizioni vere come razzi da 2 pollici e colpi esplosi con i cannoncini di bordo.


Le esercitazioni militari come detto non interesseranno soltanto Israele ma anche altri paesi e comunque soprattutto l’Esercito Italiano. I militari lanceranno missili Aster 30, Stinger e Spada. Nel poligono del Sulcis è previsto lo sgancio di bombe da aereo, missili dalle navi alla costa, esercitazioni a fuoco di fucilieri e carri armati, ma non mancheranno bombe a mano e altro materiale bellico.

 
 
 
 
 
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GLI ARTIGLIERI PARACADUTISTI DEL 185mo REGGIMENTO DI "UN CERTO CALIBRO"
Giovedì, 24 Luglio 2014
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il Comandante e Ispettore dell’Arma di Artiglieria, Gen. Giandomenico Pintus e il Comandante della brigata Paracadutisti “Folgore” Gen. Lorenzo D'Addario. Dietro il colonnello Cristiano Dechigi, Comandante del 185mo Rgt



Prova impegnativa su obici FH70 per i Diavoli Gialli del 185°

Bracciano 23 luglio 2014. Il 185° Reggimento artiglieria paracadutisti "Folgore" ha concluso una "due giornate a fuoco" volte a consolidare la capacità operativa degli artiglieri paracadutisti con l' obice da 155 millimetri FH70.


Il primo Gruppo del Reggimento ha dispiegato le batterie "Draghi" e "Aquile", come sorgenti di fuoco con il supporto tecnico dei "Levrieri" e quello logistico dei "Leoni” sulle colline del poligono di Monte Romano, (VT) erogando fuoco per 132 granate da 155mm ad alto potenziale esplosivo.

Presenti all'esercitazione il Comandante e Ispettore dell’Arma di Artiglieria, Gen. Giandomenico Pintus e il Comandante della brigata Paracadutisti “Folgore” Gen. Lorenzo D'Addario. L’esercitazione è stata anche occasione di confronto per i due alti ufficiali, sull'impiego dell'artiglieria nelle operazioni avioportate. A termine attività, presso gli schieramenti, di fronte alla Bandiera di guerra del 185° ed al reggimento schierato in armi, due giovani Volontari hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana.





 
 
 
 
 
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NORVEGIA: ALLARME TERRORISMO. I FINTI PROFUGHI DI RIENTRO PASSANO DALL'ITALIA?
Giovedì, 24 Luglio 2014
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PARMA-Allarme terrorismo in Norvegia, dove a giorni potrebbe verificarsi un attentato. Alcuni estremisti che hanno combattuto in Siria e che sono rientrati in Europa -anche attraverso l'Italia, mescolati ai profughi- , infatti, sarebbero pronti a un "attacco imminente". Lo ha fatto sapere la responsabile dell'intelligence norvegese Benedicte Bjoernland, secondo cui la minaccia, è considerata "credibile". Il capo della Police Security Service, presentando la sua valutazione annuale, ha spiegato che il pericolo terrorismo nel Paese è notevolmente aumentato a causa di 40-50 persone legate alla Norvegia che hanno o stanno ancora combattendo in Siria. Le autorità hanno quindi annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza, soprattutto nei luoghi sensibili come stazioni e aeroporti. Inoltre i funzionari verranno richiamati dalle vacanze e i mezzi aerei saranno messi in allerta.

 
 
 
 
 
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IL CAPITANO PARACADUTISTA DELLA RISERVA DEMETRIO ZANELLA TIENE UN CORSO DI TIRO DINAMICO ALLA AEROMOBILE FRIULI
Giovedì, 24 Luglio 2014
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ROMA- Corso tiro dinamico sportivo Brigata Aeromobile Friuli
Il 1 luglio 2014 presso il Comando Brigata Aeromobile “Friuli” a Bologna, alla presenza del Generale Antonio Bettelli, sono stati consegnati dall’istruttore responsabile del corso, Capitano paracadutista (Ris.Sel.) Demetrio Zannella, i diplomi “Livello Bronzo 3000” della Federazione Italiana Tiro Dinamico Sportivo – FITDS; titolo riconosciuto dal CONI.

I corsi hanno interessato circa 40 tra Ufficiali, Sottufficiali e volontari della Brigata Aeromobile, in moduli di 3 giornate di intensa attività in aula e poligono, in bianco e fuoco, con esercizi in progressione per difficoltà e livello tecnico, con l’apprendimento pratico dei fondamentali nel tiro d’azione:
estrazione rapida
tiro in doppia azione
ingaggio multiplo bersagli a distanze varie
tiro in movimento

I percorsi scelti da Zanella hanno impegnato e appassionato tutti i partecipanti, molti dei qual erano Ufficiali Superiori che hanno impiegato le armi , una volta tanto, in percorsi sportivi.

Il tiro sportivo, pur con la necessità di velocità, richiede precisione assoluta e rispetto delle più rigorose norme di sicurezza dell’International Practical Shooting Confederation –IPSC.

Il tiro dinamico finalizzato all’attività sportiva nazionale ed internazionale avrà di certo una ricaduta positiva nel bagaglio tecnico del tiro operativo e da difesa:
L'attività militare , in quei casi, richiede anch'essa velocità e precisione, unite allo sfruttamento dei ripari e al movimento in sicurezzan proprie e degli uomini del team:

Ogni operatore militare sa quanto siano dettagli importanti tutto questo anche in ottemperanza alle procedure previste dalla Pubblicazione 13/A1 2009 divulgata dallo Stato Maggiore Esercito.

ISTRUTTORE QUALIFICATO PER I FANTI ELITRASPORTATI
Il corso è stato diretto e certificato dall’istruttore FITDS 2° livello Demetrio Zannella, capitano di fanteria paracadutisti ed acquisitore obiettivi, attualmente nel ruolo Riserva Selezionata, con quasi 25 anni di attività di istruzione e di competizioni ai massimi livelli nazionali ed internazionali.

Un breve riassunto delle principali qualifiche del capitano Zanella:

-Istruttore Militare di Tiro Operativo qualificato presso la sezione Tiratori Scelti di Cesano.
Ha esercitato per un decennio com istruttore, durante i periodi di richiamo in servizio presso il l85° RRAO

-formatore di tiro nei corsi per Acquisitore Obiettivi

-istruttore di tiro per i Distaccamenti Operativi impegnati nei vari teatri fuori area;

-componente del Team di istruzione dei vari Close Potection Teams impegnati nelle scorte dei Comandanti in operazioni;

egli stesso impiegato in varie missioni militari nei Balcani ed in Iraq, attualmente è titolare della società Special Training Service (www.specialtrainingservice.com) e da alcuni anni è impegnato come capo progetto e istruttore nei corsi di addestramento a favore del personale sicurezza dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, la sede dell’Ambasciatore USA e sedi collegate.

PROSSIME ATTIVITA'
Per il mese di settembre 2014 è in pianificazione, una giornata di gara per i tiratori militari della Brigata Aeromobile frequentatori del corso e neo-titolati FITDS, che saranno impegnati in una giornata a loro riservata, dove affronteranno percorsi di tiro dinamico con le varie armi portatili e che sicuramente avrà un efficacia maggiore rispetto alle ripetitive e classiche lezioni di tiro.



 
 
 
 
 
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GIRO DEL MONDO IN AEREO IN 30 GIORNI: MUOIONO PADRE E FIGLIO
Giovedì, 24 Luglio 2014
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Stava tentando di compiere il giro del mondo in 30 giorni a bordo di un monomotore.

Ma l'aereo sul quale viaggiava insieme al padre si è schiantato e loro due sono morti sul colpo. Secondo quanto riferiscono i media americani, Babar Suleman e il figlio Haris, 17 anni, entrambi dell'Indiana, sono partiti dall'arcipelago delle Samoa Americane quando il monomotore si è schiantato in mare per cause ancora da accertare.

La guardia costiera ha recuperato il corpo del 17enne e sta ancora cercando quello del padre. I due erano partiti per il giro del mondo lo scorso 21 giugno e avevano già toccato Indianapolis, la Groenlandia, l'Egitto, il Pakistan e lo Sri Lanka.

Per raggiungere il record mancavano poche tappe. Se il volo fosse stato portato a termine, il 17enne Haris sarebbe stato il più giovane pilota a realizzare il giro del mondo a bordo di un monomotore.


 
 
 
 
 
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CONVENZIONE ESERCITO E PROTEZIONE CIVILE PER LE COMUNICAZIONI SATELLITARI
Mercoledì, 23 Luglio 2014
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ROMA-Il capo della Protezione Civile, prefetto Franco Gabrielli, e il capo di stato maggiore dell'Esercito, generale Claudio Graziano, hanno firmato oggi un accordo di collaborazione tra l'Esercito e il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) per l'impiego di apparecchiature satellitari della forza Armata in attività emergenziali.

L'accordo prevede che un'unità dell'Esercito, composta da personale e mezzi specialistici, sia in grado d'intervenire, in un tempo massimo di sei ore dal verificarsi dell'emergenza, per assicurare le comunicazioni satellitari tra la sede del DPC in Roma e la Direzione di Comando e Controllo schierata nella zona di intervento.

L'accordo, rinnovabile, ha la durata di un anno. Le tecnologie oggetto dell'accordo, che saranno tratti dall'11° reggimento trasmissioni dell'Esercito, sono un esempio delle capacità duali che la Forza Armata terrestre può mettere a disposizione del Paese.

"Le stesse capacità - sottolinea una nota dell'Esercito - impiegate nelle operazioni internazionali nelle quali l'Esercito Italiano è chiamato a intervenire sono utilizzate in collaborazione con la Protezione Civile in tutte le emergenze che hanno colpito il territorio italiano negli ultimi anni. Le procedura di collaborazione tra Esercito e Dipartimento delle Protezione Civile sono state ulteriormente testate, anche recentemente, nell'esercitazione "Galileo 2014" svoltasi a Padova nel giugno scorso con il coinvolgimento di 1000 uomini dell'Esercito e di tutte le componenti del Servizio Nazionale della Protezione Civile. Con la sigla dell'accordo si consolidano i rapporti tra le due istituzioni e si contribuisce a migliorare la capacità di risposta a favore della collettività nazionale per fare fronte alle emergenze, a conferma che la Forza Armata, per i mezzi a disposizione e la professionalità del personale, è una vera e propria risorsa a servizio del Paese.

 
 
 
 
 
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MILANO : GRUPPI DI VOLONTARI RACCOLGONO FONDI PER AIUTARE I CRISTIANI IN IRAQ. ANCHE PARACADUTISTI IN CONGEDO IN IRAQ PER ADDESTRARLI ALLA DIFESA
Mercoledì, 23 Luglio 2014
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Il sito "Progetto Nazionale" dichiara che partecipa alla raccolta fondi attraverso "Fratelli cristiani", gruppo internazionale di cristiani cattolici ed ortodossi.
Ex militari sarebbero in Iraq per addestrarli




MILANO - "Ai nostri cristiani Caldei (soprattutto a quelli di Mosul), Assiri, Mandei e Copti, a differenza di tanti altri buonisti, non offriamo solo le nostre preghiere ed il nostro sostegno politico, sociale e diplomatico ma anche soldi per armarsi e difendersi dal nemico. Ai nostri fratelli cristiani perseguitati e martirizzati, noi non diamo rosari, vestiti e medicine (ci pensano già tanti altri) ma mitra, divise e bombe a mano!". Lo scrive in un post Roberto Jonghi Lavarini esponente di destra milanese e tra i promotori del Progetto nazionale. Progetto nazionale fa parte di "Fratelli cristiani", un network di associazioni composte da cristiani ultraconservatori, spesso legati a movimenti di estrema destra. Ci sono associazioni francesi, associazioni di copti egiziani, russi, serbi e svizzeri. Il loro nemico, come lo chiamano nel post, è l'Islam "wahabita, sunnita e salafita".

Attraverso una onlus parigina collegata alla Fraternità sacerdotale di San Pio X, "Fratelli cristiani" dona denaro destinato all'acquisto di armi, divise militari, sistemi di videosorveglianza "e tutto ciò che è necessario a garantire maggiore sicurezza alla popolazione". La Fraternità sacerdotale di San Pio X fu fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre, arcivescovo morto scomunicato dalla Chiesa di Roma per le sue posizioni ultraconservatrici che lo portarono a rigettare il Concilio Vaticano II e a ordinare, senza il permesso di Roma, quattro vescovi nel 1988. Nel 2009 papa Ratzinger revocò in parte questa scomunica, accettando nuovamente nella Chiesa di Roma alcuni esponenti del movimento di Lefebvre. In Italia, i lefevbriani hanno sepolto ad Albano laziale, nell'ottobre scorso, l'ex generale SS Erich Priebke.

Per raggiungere i cristiani in pericolo, la onlus francese gira le donazioni ricevute alla Falange cristiano maronita di Beirut. Sono loro poi che acquistano le armi e decidono a quale villaggio in Iraq, Egitto o Siria donarle. "Finora sono state aiutate tre grosse comunità della zona di Mosul", spiega Jonghi Lavarini. La onlus francese protagonista di queste donazioni preferisce restare anonima: "Non fa nulla di male – sostiene Jonghi Lavarini – e non è in cerca di pubblicità".

Oltre a fornire il denaro per le armi, l'associazione "Fratelli cristiani" "ha mandato nelle zone sia soldati, che consiglieri militari – prosegue Jonghi Lavarini -. I primi vengono da Svizzera, Francia e Serbia, mentre tra i consiglieri militari ci sono ex ufficiali della Folgore italiana".
L'aspetto culturale legato a questo movimento che più interessa Jonghi Lavarini è il passaggio di queste associazioni "dall'influenza della Chiesa di Roma a quella di Mosca, nuova Costantinopoli". Infatti secondo questi gruppi Papa Francesco per ora sarebbe stato troppo morbido riguardo le persecuzione subita dai cristiani, al contrario del Patriarca Cirillo I di Mosca, che sarebbe invece molto più attento al tema.

 
 
 
 
 
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DAL PASSO DELLA CISA A MONTEROSSO: INAUGURAZIONE DEL SENTIERO PER PODISTI ED ESCURSIONISTI A PIEDI TEAM FOLGORE2
Mercoledì, 23 Luglio 2014
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PARMA- Nella notte tra venerdì 25 e Sabato 26 Luglio, alcuni atleti della ASD TEAM FOLGORE PARACADUTISTI ( Fidal) si alleneranno sul nuovo sentiero fuoristrada , che va dal Passo della Cisa a Monterosso , La Spezia; su una distanza di 55 chilometri, superando un dislivello complessivo di 2880 metri. Durante il percorso applicheranno anche 200 catarifrangenti di 3 centimetri di diametro, ad uso dei futuri escursionisti.

Nel 2012 Neiretti ed Amatobene, dirigenti del Team Folgore, avevano "battuto" in notturna il percorso che dal Passo portava a Levanto ( 59 kmt) . Per riconoscerlo successivamente, usarono vernice celeste biodegradabile, disegnando ogni 300 metri uno scudetto che ricorda quello della Folgore.
Da lì venne l'idea di chiamarlo "SENTIERO TEAM FOLGORE", che nelle loro intenzioni dovrà rappresentare il banco di allenamento, diurno e notturno, per coloro che si cimenteranno nella corsa in montagna; un pò come il rientro a piedi in caserma via Monte Serra è un battesimo per i paracadutisti in servizio.

Obbiettivo del Team Folgore è quello di tenere fede, anche da congedati, al motto "IL PARACADUTISTA E' UN ATLETA CON LO ZAINO E IL FUCILE" .

L'iscrizione al Team Folgore lascia liberi gli atleti di correre qualunque gara con qualunque distanza, con l'impegno di dimostrare in ogni circostanza di essere determinati e al meglio delle proprie possibilità, indipendentemente dai risultati.


Chi volesse partecipare all'allenamento o iscriversi al Team può scrivere a Team Folgore Paracadutisti asd
Non è una gara di velocità : si arriva SEMPRE tutti insieme.




 
 
 
 
 
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PIU' BASSA DI UN CENTIMETRO E TATUATA: ESCLUSA DALL'ESERCITO CAM,PIONESSA DI KICKBOXING
Mercoledì, 23 Luglio 2014
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PARMA- La agonista di kick boxing Nicole Perona, vincitrice di alcuni titoli, è stata scartata ieri a Foligno dove voleva arruolarsi come volontaria nell'Esercito : la causa è un tatuaggio posto all'altezza del polpaccio e della statura;
Più di un giornale ha voluto prendere le difese della giovane, che avrebbe dovuto conoscere le restrizioni sui tatuaggi.
Prassi comune a molti eserciti, compresa la Legione straniera.
Ora è "disoccupata".

Visto che il kick boxing non rientra tra gli sport olimpici, Nicole sembra voler investire i suoi sforzi fisici nella boxe, limitando il kick boxing a tornei di grande importanza come, ad esempio, gli Europei che verranno disputati in ottobre.



 
 
 
 
 
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CANE ROBOT MILITARE AL RIMPAC 2014
Mercoledì, 23 Luglio 2014
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PARMA- Fino al primo agosto 22 nazioni, 48 navi, 6 sottomarini, più di 200 velivoli, 25.000 persone svolgerannio la RIMPAC 2014,iniziata il 26 giugno, la poco nota (alla nostra longitudine) esercitazione militare denominata Rim of the Pacific Exercise.

Se per assonanza state pensando ai robottoni di Pacific Rim, non sbagliate del tutto: la RIMPAC infatti è l’esercitazione di marina militare più imponente del pianeta, organizzata dalla flotta della costa pacifica degli Stati Uniti. Si tiene sulle isole Hawaii ogni due anni e riunisce le forze militari di tutte le nazioni bagnate dall’Oceano Pacifico.



Quest’anno la manifestazione ha fornito l’occasione a un robot ormai di casa a Wired di sgranchire le zampe e dare dimostrazione delle sue qualità. Nel video vediamo infatti per la prima volta in azione il BigDog di Boston Dynamics (il suo vero nome è LS3) in una vera e propria esercitazione con personale militare.

BigDog non è stato l’unico protagonista della RIMPAC 2014. Non possiamo non segnalare, su tutti, l’imponente Ultra Heavy Lift Amphibious.

GUARDATE IL FILMATO DEL CANE ROBOT


 
 
 
 
 
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SERATA DI RACCOLTA FONDI PER LA ASSOCIAZIONE NICOLA CIARDELLI ONLUS
Mercoledì, 23 Luglio 2014
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PISA- Serata di raccolta fondi per il Progetto “La Casa dei Bambini di Nicola” all'indomani della pubblicazione del bando di gara per il recupero della struttura


Sabato 19.07.14, sulla terrazza del Bagno Mary, a Tirrenia, si è svolta l'annuale serata in memoria del Maggiore Paracadutista Nicola Ciardelli, organizzata dall'omonima Associazione, volta a sostenere ed a raccogliere fondi per l'importante Progetto di Solidarietà “La casa dei bambini di Nicola”.

Il Progetto prende avvio quest'anno con grande forza, grazie alla pubblicazione del bando di gara per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione del casale, destinato ad accogliere bambini provenienti da ogni parte del mondo e bisognosi di cure mediche.

Il termine per la presentazione delle domande, scaduto il 4 luglio u.s., è stato prorogato fino al 2 settembre p.v., a causa delle numerose offerte pervenute (42 in totale) e dell'interesse che la struttura ha suscitato, per la meritevole finalità.

Presenti alla serata, il Sindaco Marco Filippeschi, il Presidente della Provincia Andrea Pieroni, il Prof. Massimo Toschi, l'Assessora Maria Luisa Chiofalo ed il Comandante del 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obbiettivi Folgore, Colonnello Maurizio Fronda, insieme ad oltre 200 intervenuti.

In apertura della serata la Presidente, Avv. Federica Ciardelli, ha ringraziato calorosamente tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importante traguardo, sostenendo l'Associazione nel lungo e impegnativo percorso compiuto fino ad oggi, sottolineando “l'importanza di non essersi arresi di fronte ai tanti ostacoli e di non aver mai abbandonato la speranza che la Casa dei Bambini di Nicola potesse un giorno essere realtà”.

Corale la manifestazione di solidarietà e di affetto da parte delle Istituzioni, che hanno sottolineato il valore dell'attività svolta dall'Associazione, sia nell'impegno profuso per i Progetti umanitari, sia nell'organizzazione della Giornata della Solidarietà che ogni anno coinvolge ed entusiasma migliaia di studenti e la comunità intera, sui temi della Pace e della Solidarietà.

Pieno e convinto anche il ringraziamento all'Associazione da parte delle personalità istituzionali “per l'esempio nell'affrontare le avversità e nella capacità di trasformare ogni negatività in occasione di crescita e di speranza. Un grande insegnamento di vita del quale fare tesoro”.

Accanto alla Presidente dell'Associazione, il Presidente Provinciale della Croce Rossa Italiana, Antonio Cerrai, che ha espresso la vicinanza del Presidente Nazionale Avv. Francesco Rocca e l'Architetta Elena Galletta, incaricata della Direzione Lavori per la realizzazione dell'importante Progetto.
Federica Ciardelli ha poi proseguito rivolgendo un pensiero agli attuali teatri di guerra e a tutti i bambini, che ne sono le principali vittime e che, proprio per questo, rappresentano l'unica via per la Pace.
A questo proposito, per quanto riguarda il Progetto Iraq-Najaf ha evidenziato come esso, pur tra obiettive difficoltà, prosegua positivamente grazie alle forti motivazioni e all'entusiasmo dei medici iracheni impegnati, che hanno permesso di mantenere intatti i rapporti.




 
 
 
 
 
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I PARACADUTISTI TREVIGIANI RICORDANO IL GENERALE LI GOBBI
Martedì, 22 Luglio 2014
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TREVISO-Andavano a trovare ogni Natale nel milansese dove abitava il loro comandante, generale Li Gobbi, i paracadutisti trevigiani,(nella foto, l'ultima visita prima della Sua scomparsa, ndr). Con lo stesso affetto lo ricordano nel centenario della sua nascita, con Stima e rispetto.
Il paese di Oggebbio, Verbania, dove il generale Li Gobi viveva invita alla commemorazione con il volantino che pubblichiamo


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAI PARACADUTISTI ALPINI "RANGERS"
Martedì, 22 Luglio 2014
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BOLZANO - Gli allievi frequentatori dell’iter ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” hanno ultimato la prima fase del Corso Alpinistico condotto nel massiccio dell’Ortles.

L’attività didattica si è svolta prevalentemente attraverso movimento su ghiacciaio e ascensioni di rilievo nel periodo, dal 14 al 17 luglio.

Il corso si proponeva di verificare che le capacità di movimento, sopravvivenza e combattimento in alta montagna fossero state pienamente acquisite dagli allievi che al termine del lungo iter addestrativo previsto, conseguiranno la qualifica “Ranger”.

Nell’ambito dell’attività sono state conquistate le vette del:
Monte Cevedale q. 3769
Monte Palon de la Mare q. 3703
Monte Vioz q. 3645.

Hanno partecipato 33 allievi e 12 tra Istruttori e personale della “Squadra Soccorso Alpino” del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”.



 
 
 
 
 
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IL CORSO SERGENTI SI INSEDIA A CAPUA PRESSO IL "RUA"
Martedì, 22 Luglio 2014
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CAPUA

Per la prima volta alla caserma Salomone i corsi per sergenti

CAPUA – Per la prima volta nella sede del Raggruppamento Unità Addestrative (R.U.A.), sito all’interno della Caserma “Oreste Salomone” si è tenuto il corso (nella fattispecie si tratta del 18° corso) per allievi sergenti dell’Esercito Italiano, sino ad ora svolti a Cassino. Gli Allievi del 18° Corso Sergenti riceveranno i gradi durante una cerimonia alla presenza del Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Paolo Ruggiero. Sono in totale 263 gli Allievi del 18° Corso Sergenti che riceveranno i gradi, venerdì prossimo, 25 luglio 2014, nella Caserma “Salomone” di Capua. L’evento segna il termine di un intenso ciclo formativo e addestrativo, durato sei mesi, durante il quale i neo sergenti hanno acquisito le capacità per poter essere impiegati presso i reparti ed Enti della Forza Armata. La cerimonia si svolgerà al cospetto della Bandiera di Guerra del 47° Reggimento “Ferrara”, decorata di una Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, due Medaglie d’Oro al Valor Militare, una Medaglia di Argento di Benemerenza, e sarà presieduta dal Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione, Generale di Corpo d’Armata Paolo Ruggiero. All’evento presenzieranno il Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, Generale Divisione Antonio Zambuco (già comandante del RUA di Capua), e il Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative, Generale di Brigata Gabriele Toscani De Col, oltre ad autorità civili, militari e religiose, a rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche d’Arma e ai familiari degli Allievi. Nel corso della cerimonia, inoltre, verrà conferita al Capitano Daniele Paniconi, effettivo alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito, la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito per essersi distinto per coraggio e perizia nell’ambito dell’operazione ISAF in Afghanistan.
Nunzio De Pinto


La Redazione invia i più fraterni, affettuosi e camerateschi auguri a Nunzio De Pinto, redattore storico della Redazione Sud del nostro giornale, che sta combattendo contro qualche acciacco con il suo fisico da rugbista; combatte con successo ma tanta stanchezza residua. Forza Nunzio!


 
 
 
 
 
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C130J FUORI PISTA A HERAT
Martedì, 22 Luglio 2014
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Herat, 22 luglio 2014. Un C-130 J dell’Aeronautica Militare proveniente da Al Bateen, negli Emirati Arabi Uniti, è finito fuori pista stamane durante l’atterraggio all’aeroporto militare di Herat, in Afghanistan.

Nessun ferito tra i passeggeri e i membri dell’equipaggio.

Sono in corso gli accertamenti per stabilire le cause dell’incidente.

 
 
 
 
 
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LIBANO: SITUAZIONE STABILE MA TESA. IL GENERALE PORTOLANO PRENDERA' DOMANI IL COMANDO UNIFIL
Martedì, 22 Luglio 2014
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parte del plotone del 187mo Rgt partito per il Libano a rinforzo

NAQUORA-LIBANO- Domani per il generale Paolo Serra sarà l’ultimo “Tripartite Meeting”, tradizionale incontro mensile fra forze armate libanesi e israeliane, mediato dal capo di Unifil, alla base lungo il confine costiero. Recentemente, a riprova di una certa preoccupazione del comando italiano che la situazione possa scaldarsi, sul posto è stata inviato anche un plotone di Paracadutisti del 187mo Reggimento, di rinforzo al personale che controlla i valichi con Israele.

Il generale Serra giovedì lascia il comando a favore di un altro italiano, il generale Luciano Portolano. Un evento «straordinario» lo definisce lo stesso Serra, per una missione che vede il concorso di 37 Paesi.Serra dovrà anche contestare al Libano e Israele ben «6 violazioni, avvenute la scorsa settimana, della risoluzione 1701» che regola la cessazione delle ostilità fra i due Stati dopo il ritiro israeliano del 2006.

Per quattro sere consecutive, infatti, sono partiti razzi dal Libano, l’artiglieria israeliana ha risposto ogni volta facendo fuoco sul sito di provenienza. Il ministro degli Esteri libanese Gebran Bassil ha protestato con l’Onu contestando a Israele la violazione di sovranità, altrettanto ha fatto Israele per i “rockets” caduti o anche solo indirizzati al suo territorio.

Ieri il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha espresso solidarietà alla «resistenza » a Gaza. Il capo del movimento sciita ha fatto sapere di aver telefonato al capo di Hamas in esilio Khaled Meshaal assicurando che «la resistenza libanese è con ardore al fianco dell’Intifada ».

L’intelligence libanese esclude che dietro il lancio di razzi dal Libano ci sia Hezbollah. Ed è un fatto che dopo l’arresto, martedì, di due fratelli palestinesi provenienti dal campo di al Rashidieh, questi episodi siano cessati.

Generale, è la conferma che i rischi di destabilizzazione del Libano provengono dai campi palestinesi?

Sapevamo già che all’interno di alcuni insediamenti lungo la Costal road, intorno a Tiro, potevano nascondersi cellule estremiste che in una fase di tensione come questa potevano costituire una minaccia. Quanto ai due arrestati le indagini sono condotte naturalmente dalle Forze armate libanesi. Attendiamo il feed-back, ma è un fatto che gli episodi da una settimana siano cessati, con l’individuazione anche di alcune basi di lancio.

Ma i leader islamici libanesi solidarizzano con Gaza. Non c’è il rischio di un’escalation?

Al di là delle dichiarazioni “retoriche” tutte le diverse forze in Libano sono interessate a mantenere la pace, a isolare questi episodi e individuarne i responsabili. Certo, la situazione è complicata dalla presenza in territorio libanese di oltre 1 milione 200mila profughi siriani, di cui 50mila insediati nel territorio del Sud di nostra competenza. Ma non c’è nessun segnale che fa venir meno l’impegno per la pace di tutti. Il Libano in questo momento ha bisogno eleggere il suo nuovo presidente – Michel Sleiman è in prorogatio dal 25 maggio, ma non si trova l’intesa per la successione, ndr – e per farlo ha bisogno di stabilità.


I Tripartite Meeting sono riservati. Ci spiega come si svolgono? C’è almeno un saluto fra Libano e Israele?
No, le due parti salutano solo il Force Commander Unifil e si siedono dando le spalle al territorio dell’avversario, guardando la propria terra. Però dopo 10 minuti, se tutto va bene, non c’è più bisogno di riportare quanto detto dall’altro: avendo sentito rispondono. Ma lo fanno sempre tramite noi.

Dialogano tramite l’Onu. E in qualche modo l’Italia.

Sì, e in questo “straordinario” caso di permanenza dell’Italia alla guida di una missione può leggersi, ritengo, un giudizio positivo della comunità internazionale e del Consiglio di Sicurezza sulla neutralità riconosciutaci da entrambe le parti. Io e il generale Portolano che mi succederà siamo al servizio dell’Onu, ma questo riconoscimento suona come orgoglio per il nostro Paese.

 
 
 
 
 
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IL GENERALE GRAZIANO IN FRIULI PER LE CASERME DISMESSE
Martedì, 22 Luglio 2014
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Udine, 22 luglio 2014 - La presidente della Regione, Debora Serracchiani, ha ricevuto ieri a Udine il Capo di Stato Maggiore dell´Esercito, generale Claudio Graziano. L´attivazione di un tavolo tecnico in regione sul tema dell´utilizzo delle caserme dismesse, e delle caserme in fase di dismissione, rassicurazioni sulla presenza militare nel Friuli Venezia Giulia, la presentazione del Calendario dell´Esercito prevista per il prossimo mese di ottobre in friuli, altre iniziative per le celebrazioni legate al centenario della Grande Guerra. Questi alcuni tra i temi trattati nel corso della visita. La presidente ha esaminato assieme al Generale Graziano l´opportunità di attivare un tavolo di carattere tecnico, che prenda lo spunto dal Protocollo sulle servitù militari firmato di recente dalla Regione, per individuare soluzioni comuni rispetto alla fruizione degli spazi e delle strutture non più utilizzate dall´Esercito. Serracchiani ha quindi auspicato che, rispetto alle peculiarità del territorio, non venga meno l´attenzione delle Forze Armate nell´ambito del piano di riallocazione delle Forze armate nel Friuli Venezia Giulia, sottolineando in particolare le situazioni di Tolmezzo e Gorizia. A tale proposito, la presidente ha accolto con soddisfazione le rassicurazioni espresse dal generale Graziano in merito al mantenimento della presenza del personale militare nell´ambito della Regione. Esprimendo comune compiacimento per la cerimonia di presentazione del "Calendesercito 2015", che si terrà a ottobre in regione, la presidente e il Capo di Stato Maggiore hanno anche convenuto di approfondire la collaborazione tra Regione Friuli Venezia Giulia e Forze Armate per definire nuove iniziative nell´ambito delle manifestazioni legate al centenario della Grande Guerra.

 
 
 
 
 
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LA PRESIDENZA NAZIONALE ANPDI SPONSORIZZERA' IL CENTRO SPORTIVO ESERCITO DI PARACADUTISMO
Martedì, 22 Luglio 2014
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PARMA- A Peiting , in Germania, le squadre nazionali di paracadutismo, i cui pilastri sono costituitui dai militari del Cse e del Cscc e dalla Scuola Nazionale ( civile) di Carpi, hanno conquistato il 2o Luglio , il secondo ed il terzo posto alla terza prova della coppa Mondiale di paracadutismo di precisione. ***

Il giorno prima avevamo pubblicato il numero di giugno della Rivista Folgore, che, in merito ai paracadutisti sportivi militari, segnalava una iniziativa a loro favore da parte dell'ANPDI: Il presidente Nazionale Gianni Fantini informava in un editoriale su una sponsorizzazione a loro favore. Ecco il testo:


La seconda delibera, anche questa votata all’unanimità dal Consiglio
Nazionale e dalla G.E.N., riguarda un contributo in denaro stanzia-
to per supportare i nostri campioni del mondo di paracadutismo.
A tutti è noto l’attuale periodo di crisi economica globale. Nella fattispecie, in Italia, questa congiuntura obbliga molti a sostenere sacrifici che vanno ben oltre la riduzione delle spese superflue. L’implacabile ma, necessaria revisione dei costi, si sta abbattendo su ogni capitolo di spesa degli organismi statali, comprese le Forze Armate.
Di conseguenza, anche i fondi, destinati al finanziamento delle atti-
vità dei pluri-campioni del mondo di paracadutismo; appartenenti
al Reparto Attività Sportive paracadutismo (R.A.S.), per intenderci
l’ex C.S.E., del (C.A.PAR.) di Pisa, inquadrato nella Brigata para-
cadutisti “Folgore”, sono stati ridotti. Per questo motivo i nostri campioni, militari, di paracadutismo, che hanno conquistato
innumerevoli titoli mondiali, europei e nazionali, nelle categorie di precisione in atterraggio e stile, sia per la rappresentanza militare che per la “nazionale” Italiana, dando lustro in tutto il mondo, alla nazione, alle sue Forze Armate e allo sport più in generale, sono impegnati a far “quadrare” il loro bilancio.
I denari utilizzabili per finanziare il quantitativo di aviolanci richiesti per mantenere un livello di allenamento, necessario a difendere i primati mondiali, – conquistati in decenni di eccellente attività – e partecipare alle competizioni internazionali in calendario, sono diminuiti. Inoltre, con il quantitativo di aviolanci effettuabili, tramite gli stanziamenti ricevuti, è quasi impossibile cercare di selezionare nuovi campioni e addestrarli alle competizioni.
Dopo questa doverosa premessa, stante questa situazione, l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, ha deciso di proporre alla Forza Armata, di poter contribuire, finanziariamente, alle attività dei nostri campioni del mondo di paracadutismo. Affinché continuino a rimanere ai vertici mondiali delle specialità praticate, per il prestigio internazionale delle nostre Forze Armate, della nostra disciplina sportiva,di tutta l’Italia e mi sia con-sentito anche dell’ANPd’I.
Per non depauperare quell’enorme patrimonio di conoscenze e abilità acquisito dal personale del Reparto Attività Sportive e dai suoi atleti, accumulato in oltre mezzo secolo di attività, svolta sempre ai massimi livelli mondiali. Allo scopo l’ANPd’I ha quindi deliberato lo stanziamento per l’anno in corso di 15.000,00 euro (quindicimila). L’importo, grazie a un apposito contratto di permuta, servirà al R.A.S. per l’acquisto di così detti “tickets” di aviolancio presso le usuali strutture a cui si rivolge.
Per questa permuta è stato concordato con la Forza Armata, di far apparire l’emblema associativo ufficiale ANPd’I, sulle tute ginniche e da aviolancio degli atleti del R.A.S. e sulle loro pubblicazioniufficiali, comprese le locandine delle manifestazioni aviolancistiche. Perché si sappia che gli atle-
ti del R.A.S., tutti tesserati alla nostra Associazione, sono anche il nostro orgoglio. Dopo quanto fatto, giudicate voi se tutto ciò non è da considerarsi “epocale”: lontani anni luce i periodi nei quali era la Forza Armata che sosteneva
l’ANPd’I. Ora l’ANPd’I cammina su salde e toniche gambe e dove può, con gratitudine e riconoscenza, restituisce l’attenzione con la quale
è sempre stata trattata dai suoi commilitoni in armi, anche se qualche volta, è il caso di riconoscerlo, qualcuno di noi si è adoperato ben poco per meritarsela ...
Tutto ciò in assoluta controtendenza rispetto a quasi tutte le consorelle Associazioni d’Arma e la difficile congiuntura economica.

LE CLASSIFICHE DELLA PROVA TEDESCA DEL 19-20 LUGLIO
Hanno partecipato 13 nazioni per un totale di 131 atleti.

RISULTATI DI SQUADRA


1 Francia
2 Italy National Team (3 atleti dell' Esercito, 1 Carabiniere, 1 civile della Scuola Nazionale)
3 Italia 2 (3 atleti dell' esercito e 2 della Scuola Nazionale)

RISULTATI INDIVIDUALI


Classifica Assoluta:

1 Zgierski Rafal-Polonia
2 1° C.M. Mangia Fabrizio-Esercito
3 Weisner Stefan-Germania

Classifica Master:

1 Guarinelli Vittorio-Scuola Nazionale
2 Magg. Filippini Paolo-Italy National Team
3 Asztalos Istvan-Ungheria

GARA SELETTIVA
Quest' anno i Tedeschi hanno organizzato la gara in un complesso sportivo vicino al paese di Peiting, circa 70 km a sud-ovest di Monaco.
Questa nuova zona lancio è apparsa subito molto insidiosa perché collocata in un area collinare e circondata da boschi.
Puntualmente quasi tutti gli 8 lanci di gara sono stati estremamente difficili per la turbolenza e i frequenti cambi di direzione del vento; gli italiani ,ed in particolare gli atleti dell' Esercito, si sono confermati indiscutibilmente ai vertici. Da segnalare la maiuscola prestazione del 1° C.M. Mangia Fabrizio.
Nei prossimi giorni i responsabili della squadra dell' Esercito selezioneranno la nazionale militare che prenderà parte al Campionato Mondiale CISM (Consiglio Internazionale dello Sport Militare) che si svolgerà a settembre in Indonesia.Ancora prima avrà luogo il campionato del mondo assoluto, organizzato in Bosnia dal 16 al 22 agosto sotto l'egida della FAI (Federazione Aeronautica Internazionale).
Per questo evento la Nazionale Italiana dell' AeroClub d' Italia sarà definita con pochissimi giorni di anticipo. Infatti il responsabile, 1° Mar. Bevilacqua Paolo comunicherà i nomi dei selezionati al termine della quarta prova di Coppa del Mondo che si terrà dall' 8 al 10 agosto a Belluno.

Buon lavoro ai selezionatori, agli atleti e ... FORZA ITALIA





 
 
 
 
 
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REGGIO EMILIA: SI VOLA A PREZZI SCONTATI IN AGOSTO
Martedì, 22 Luglio 2014
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REGGIO EMILIA- Come ogni estate, la BFU vuole premiare i paracadutisti che frequenteranno la aviosuperfice in Agosto con qualche (gradito) sconto. Ecco il comunicato che hanno inviato ai loro soci e che ci pregano di estendere anche ai nostri lettori. Corso di AFF superscontato e altre offerte. Basterà iscriversi per poterne usufruire:

AGOSTO IN BFU SI VOLA TUTTI I GIORNI TUTTO IL GIORNO


dal 2 al 5 Agosto e il 9/10 agosto

TICKETS SCONTATI
pacchetti da 5 tickets a: 120€
pacchetti da 5 tickets con materiale e ripiegamento a: 170€

Corso A.F.F.
1250€
comprensivo di: preparazione teorica/pratica-3 lanci con 2 istruttori-4 lanci con un istruttore-4video esterni-

Lancio in Tandem con video
180€

Lancio tandem con Video e Foto
200€



 
 
 
 
 
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LA DELEGAZIONE ANDPI CONCLUDE LA MARCIA DI NIMEGA
Martedì, 22 Luglio 2014
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La squadra dell’ANPDI che ha partecipato alla Nimega, marcia di 4 giorni, per 160 chilometri, dal 15 al 19 Luglio, attraverso la pianura olandese, insieme a cinquemila militari e quarantamila civili, ha portato a termine l’impegnativa impresa e ha inviato al Presidente Nazionale generale Gianni Fantini il seguente messaggio desidera estendere a tutti.:

17 Paracadutisti Italiani hanno (Ri)portato la Folgore, le Forze Armate e l’Italia a NIMEGA con piena soddisfazione nostra e delle autorità locali. Grazie per aver creduto con noi.
Folgore!



nota della Redazione



siamo particolarmente orgogliosi della partecipazione alla marcia, di alcuni paracadutisti triestini che, oltre ad essere stati opunto di riferimento del team in marcia, sono anche pilastri del forum del nostro giornale. Determinati, allenati e orgogliosi, hanno sfilato davanti alle autorità tra gli applausi delle migliaia di spettatori che hanno finalmente visto nuovamente i baschi amaranto italiani insieme ai reparti di 46 paesi.


Complimenti!



 
 
 
 
 
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ESERCITO EUROPEO CONTRO QUELLO USA? FANTASCIENZA
Lunedì, 21 Luglio 2014
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PARMA- L’esercito comune europeo è visto come una delle chiavi del rilancio degli Stati Uniti d’Europa. Nonostante il disaccordo premier inglese Cameron, che sostiene non sia opportuno che “l’Unione Europea si doti di capacità comuni, eserciti, mezzi aerei ed altro”, anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti è recentemente tornata a favore sull’argomento.

Immaginiamo che questo esercito europeo-sopranazionale comprenda le forze attualmente presenti nei 28 membri dell’Unione Europea.

Sul fronte degli uomini che i due eserciti possono schierare, l’EU può contare su di un numero di riservisti decisamente superiore agli americani. Quello che cambia decisamente è la proporzione di militari attivi rispetto alla popolazione, con una “militarizzazione” più spinta in America (vedi numero di militari attivi sulla popolazione).

Su questo fronte le cose continuano ad andare bene per l’esercito europeo, che ha potenziale per dominare sulla terra con i propri carri armati, ma anche nei cieli e sui mari (contro quella che è probabilmente la più forte marina militare al mondo).

A patto che ci si riesca a difendere, anche la minaccia atomica non rappresenterebbe un vero problema, seppure con un margine minore che in altri settori.

Quando si combatte una guerra l’esercito, la marina e l’aviazione contano, ma contano forse altrettanto le risorse a disposizione. A differenza dell’Europa a 28, gli Stati Uniti hanno a disposizione riserve di petrolio e gas abbondanti. Ma la vera grande differenza sono i soldi. Gli Stati Uniti hanno un budget per la difesa che supera di gran lunga i 600 miliardi di dollari e riserve in valuta e oro che superano i 15o miliardi, secondo i dati di Global Firepower. Anche a immaginare che il contributo di tutti i membri dell’EU rimanga invariato, i dati (2013) parlano di poco meno di 280 miliardi: meno della metà. Il grafico qui sotto mostra l’andamento della spesa tra il 1991 e il 2013: a fronte di un’Europa praticamente “piatta”, gli Stati Uniti nell’era Bush hanno visto aumentare la propria spesa militare da poco più di 300 miliardi nel 2001 al record di 711 miliardi nel 2011, quando è cominciata a scendere. Il motivo è ovvio: la guerra al terrorismo e ad Al Qaeda lanciata all’indomani del crollo delle Torri Gemelle.

 
 
 
 
 
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UN CIPPO GEMELLO DEL PARCO STORICO DEL PROGETTO EL ALAMEIN PRESTO INAUGURATO A VARESE
Lunedì, 21 Luglio 2014
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VARESE- 27 Luglio 2014 Per festeggiare il sessantesimo della Sezione , i paracadutisti dell'ANPDI di Varese hanno ottenuto dal Comune la possibilità di posizionare in una zona centrale della città un cippo gemello del Parco Storico di El Alamein, dello stesso materiale marmorizzato di quello al Sacrario di El Alamein, dedicando la zona ai Paracadutisti d'Italia.

La Rotonda, nella foto sopra , ha già pronto il basamento su cui verrà posizionato il cippo che ricorderà permenentemente i "Ragazzi" di El Alamein e i Paracadutisti di ogni tempo.



 
 
 
 
 
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TURISMO IN ZONE DI GUERRA IN AUMENTO ..
Lunedì, 21 Luglio 2014
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PARMA- L'Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo rivela che nonostante i missili palestinesi, le presenze straniere nella zona rimangono regolari, con oltre 100 mila turisti attualmente in vacanza.

A questi si aggiungono coloro che "vogliono" trovarsi nelle zone di conflitto.Lo chiamano turismo di guerra, con diversi tour operator dedicati.
La agenzia "War Zone Tour" è stata fondata nel 1993 e offre di portare i clienti «nei luoghi dove nascono le notizie che avete visto solo in tivù o sui giornali». Tour in Iraq al confine con l'Iran oppure una gita a Ciudad Juarez, città messicana "specializzata" in omicidi, soprattutto di donne, o una vacanza in Sudan o in Somalia.

La Untamed Borders propone pacchetti ad alto tasso di pericolo: un trekking nella valle del Karakorum, con tappe in vari villaggi pakistani, e un tour a cavallo del corridoio del Wakhan, in Afghanistan. C'è anche la possibilità di prenotare una visita di Mogadiscio o un viaggio in Cecenia, con visite a Grozny e a Beslan.

La agenzia Political Tours organizza vacanze in "Libia dopo la rivoluzione", e ben due proposte che riguardano la Corea del Nord.
Posti disponibili per l'Ucraina (Kiev, Dnepropetrovsk, Poltava e Odessa) oppure optare per un tour di Isreaele e Palestina. Un altro si chiama "Grecia e l'euro", che porta i turisti tra gli sfasci della crisi economica.

Secondo gli ultimi dati raccolti, l'industria dei 'viaggi estremi' registra un incremento medio, tra il 2009 e il 2013, del 65%.

La diffusione del turismo di guerra inizia a essere un problema per i governi, costretti a rincorrere per il mondo i loro i loro cittadini . Il Giappone ha già affrontare diverse crisi di questo tipo, una delle quali è finita nel modo più drammatico: nel 2004 un ragazzo che aveva deciso di entrare in Iraq da solo e con uno zaino in spalla è stato rapito e ucciso da un gruppo di estremisti islamici.
prezzi proibitivi
Il costo di una vacanza di piacere a Baghdad, guardie del corpo e avveniristiche misure di sicurezza incluse, può arrivare a costare anche 35 mila euro.

 
 
 
 
 
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2500 EURO A PERSONA PER ARRIVARE IN ITALIA
Lunedì, 21 Luglio 2014
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GENOVA- "Abbiamo pagato circa 2000-2500 euro per essere portati sul barcone da Alessandria D'Egitto verso l'Italia". Lo ha ammesso alla squadra mobile di Genova uno dei passeggeri del barcone che è naufragato intorno a Capo Passera in Sicilia. Il nordafricano ha fornito elementi chiavi per riuscire a risalire ai tre scafisti dopo essere stato interrogato a lungo dagli agenti, anche con l'aiuto di rappresentanti della Croce rossa.

Nota della Redazione

Con 2500 euro , in quei paesi, si può vivere dignitosamente per quasi un anno.

IL RESTO IN : OPINIONI



 
 
 
 
 
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L'AQUILA: OLTRE SETTANTA FINANZIERI BREVETTATI IN UN FINE SETTIMANA
Lunedì, 21 Luglio 2014
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L'AQUILA- Con il patrocinio organizzativo della direzione tecnica nazionale, l'ANPDI ha portato a termine un interessante esperimento presso la scuola per sovrintendenti della Guardia di Finanza dell' Aquila: sono infatti giunti al brevetto di paracadutismo a controllo militare - lo scorso fine settimana- oltre settanta allievi sovraintendenti che hanno potuto seguire il corso di paracadutismo direttamente presso la loro scuola militare, assistiti da istruttori ANPDI fatti giungere dalla segreteria tecnica nazionale. Le giornate di brevetto sono avvenute con l'ausilio del pilatus in uso alla sezione ANPDI di Pontecagnano e la direzione di lancio di paracadutisti di varie Sezioni , anch'essi convocati dal generale Rosa, responsabile tecnico nazionale della Associazione Nazionale Paracaduttai d'Italia. Tutto si è concluso senza alcun intoppo, grazie anche ad una meteo favorevole.

seguiranno dettagli e foto.

 
 
 
 
 
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CLAMOROSA IMPRECISIONE DI UN GIORNALISTA DE IL TEMPO
Lunedì, 21 Luglio 2014
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PARMA- Registriamo una clamorosa svista di un giornalista de IL TEMPO di Roma, che, descrivendo la uniforme di un miliziano filorusso, ne parla come di un rappresentante dell'esercito italiano.
Piccirilli, l'autore, dovrebbe essere sufficientemente esperto per sapere dell'uso e abuso che molti congedati di ogni arma, corpo e specialità fanno delle uniformi delle forze armate italiane cui corrisponde un controllo assai blando da parte delle autorità.
Voglia di scoop? Come se non ce ne foSSero già abbastanza!

IL TEMPO del 21 Luglio 2014
di Maurizio Piccirilli


Chi si nasconde dietro il passamontagna del miliziano filorusso che indossa una mimetica dell’Esercito italiano?

Le stellette sul bavero fugano qualsiasi dubbio: la divisa è quella dei nostri soldati. Il miliziano, kalanshnikov imbracciato tiene a distanza gli osservatori Osce arrivati in Ucraina per svolgere l’inchiesta internazionale sull’abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines. A febbraio a Kiev, durante la rivolta di piazza Maidan, sulle barricate c’erano italiani con un passato nell’estrema destra che si erano uniti alle forze nazionaliste che si opponevano ai filorussi. Oggi non è escluso che, come avvenne durante la guerra in Bosnia e in Kossovo, qualche italiano, con un background militare possa essere stato “arruolato” nelle file delle milizie di Donetsk.



 
 
 
 
 
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CECINA- 4° AVIORADUNO DEI PILOTI PARACADUTISTI
Domenica, 20 Luglio 2014
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di Paolo Frediani

Ieri mattina,19 luglio 2014, alle ore 10 si è tenuto il il 4° avioraduno nella aviosuperficie "PORTA DELLA MAREMMA", attigua alla famosa ZL di Cecina della Folgore;
quasi un miracolo il vedere atterrare un paio di dozzine di UL provenienti da ogni parte d'Italia.
Il profondo Spirito folgorino e la passione per il volo hanno fatto si che questi cavalieri del vento non potessero esimersi dall'incontro annuale, oserei dire una rimpatriata tra vecchi amici, che non osano trapassare oltre la vita senza renderla meno orfana di questi momenti spiritualmente aggreganti.

Purtroppo in questa quarta edizione è mancata per la prima volta la presenza del figura del Comandante, poi ci siamo rassegnati, il Gen. Marco Bertolini per motivi Istituzionali oggi non avrebbe volato con noi, altri compiti lo attendevano in qualche parte del globo.

Come è d'uso nella Folgore, il vice è subito divenuto Capo, così il Gen. inc.ris. Giuseppe Falconi ha provveduto ad impartire gli ordini per l'Alzabandiera e successivamente, dopo aver motivato la sua investitura ha rivolto parole di ringraziamento al Presidente dell'Aviosuperficie, cav. Belcari.

Successivamente,quest'ultimo, dopo aver ha ringraziato tutti i piloti e gli ospiti per aver mantenuto fede alla promessa del 2013, ha illustrato i progetti in essere per l'asfaltatura della pista e sulla eventualità anche per un appoggio logistico per la Protezione Civile, ha passato la parola al Sindaco di Cecina, dott. Lippi, che ha voluto ricordare con quale spirito di sacrificio i Soci portino avanti tanti progetti, molti dei quali realizzati a spese proprie, inoltre ai piloti folgorini ed incursori ha riconosciuto lo spirito di sacrificio della Specialità per la Patria, a tal proposito a voluto ricordare la triste vicenda dei due Marescialli di Marina trattenuti abusivamente in India da oltre due anni.

Infine, dopo un breve rinfresco e la benedizione degli aerei sulla pista, il Cappellano della Folgore, Padre Vincenzo, ha celebrato una S.Messa nell'angar attiguo a quello del Comandante Bertolini, durante la quale ha ricordato a tutti noi i paracadutisti che ci hanno preceduto, lasciando a noi l'indicazione della via maestra dell'onore.

"La precarietà della vita - ha ricordato - ci stimoli a vivere nella fede, perchè anche questi momenti di armonia e di unione, insieme ad altri meno belli sono registrati nel DVD del Signore, il quale ne terrà di conto nel momento della Sua stesura delle nostre ultime Note Caratteristiche.

Dopo il pranzo, il cav. Daniele Damiani, incursore nella riserva e organizzatore dell'avioraduno ha offerto alcuni doni ai presenti: al Ten. Dario Gasparini per esser giunto da più lontano, al cav. Romano Orlandi quale pilota par. più anziano al raduno, al Ten. Speranza, già art. par negli anni 60, proveniente dall'aviosuperficie del Cimino (VT), al Col. inc. ris. Angelo Passafiume, Presidente dell'A.N.I.E., che nell'occasione ha detto che quel corso gli manca e che si metterà al più presto a disposizione di un istruttore.

Un premio particolare, accompagnato da uno scroscio di applausi è stato quello dato al giovane Giovanni Spina, figlio del 1° Mar. Antonio, deceduto proprio a Cecina un mese fa. Poi di seguito il Presidente Belcari, l'istruttore di tutti i soci, cav. Turini, a Padre Vincenzo per la sua disponibilità assoluta verso chi lo chiama, senza mai guardare la distanza e le condimeteo ed al "mago" dei motori d'aereo par. Minari.
Le 15.00 sono arrivate in un batter di ciglio, pertanto incombeva l'Ammainabandiera con i piloti in libertà per raggiungere le proprie sedi, naturalmente dopo aver fatto rifornimento di carburante, sempre con la disponibilità assoluta dell'instancabile "giovine" furlan, Damiani.
I cavalieri del vento, dopo aver fatto promessa per la loro l'avioraduno del 2015, si sono salutati cameratescamente, decollando senza soluzione di continuità.

Un saluto alla vecchia guardia, Gen. ris.Iacono, Col.ris. Ottaviani, Col. Fabio Mattiassi, Col.Passafiume, Col. Pil. par. Falchi, il Campione del Mondo Bettini e il nostro pilota artigliere par. Antonio La Grotta da Abano -Montegrotto . Mi scuso con chi involontariamente non ho menzionato. A presto, giovani d'animo, a presto arditi di sempre in questa silenziosa e calda piana che tutti ci vide allievi, a presto; rimetteremo l'avioraduno in calendario insieme alle nostre date importanti, una delle quali sarà il prossimo 23 ottobre alla Vannucci.

LE FOTO DELLA GIORNATA

 
 
 
 
 
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FUORI CAMPO A FERMO : PARACADUTISTA IN OSPEDALE
Sabato, 19 Luglio 2014
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FERMO -Fuori campo di un paracadutista fune di vincolo all'aviosuperficie di San Marco alle Paludi. Un allievo di 19 anni è prima caduto sopra un albero e poi si è schiantato a terra. La caduta sull'albero ha attutito il colpo. Protagonista della disavventura è stato F.M. arrivato nel Fermano da fuori provincia appositamente per il brevetto. L'incidente è avvenuto in zona Cretarola. Sul posto l'eliambulanza.

 
 
 
 
 
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LA JULIA PRESTO IN OPERAZIONI CON I SERBI
Sabato, 19 Luglio 2014
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TRIESTE. Gli alpini della Brigata Julia di Udine potrebbero formare un reparto misto con i soldati di Belgrado e nel frattempo in Slovenia hanno testato procedure e moduli di forze, che potrebbero essere utilizzati in Afghanistan dal gennaio 2015, inizio dell’Operazione Resolute Support, che sostituirà l’Isaf.

È quanto è emerso in occasione di “Clever Ferret 2014”, le manovre svolte periodicamente dalla Multinational Land Force (Mlf), questo anno ospitate in vari poligoni dell’esercito di Lubiana che, con appunto l’Italia, nazione leader, e l’Ungheria compone la formazione trinazionale “su chiamata”.
L’Mlf si presta allo scopo,tenendo conto che la sua «area geografica d'impiego include l'Europa Centrorientale e Sudorientale, in teatri operativi caratterizzati da terreno accidentato, disagevole o con scarsa mobilità terrestre e soggetti a difficili condizioni climatiche, senza contare che è stata impiegata anche per operare "fuori area europea, con compiti , tra l'altro, di prevenzione o interposizione».

E così la Brigata multinazionale, che in Slovenia per la prima volta ha visto operare tra i 1.300 uomini schierati anche alcuni ufficiali di staff austriaci, costituirà uno degli “strumenti” dell’integrazione in chiave europeo-occidentale dei Balcani. Di tutti i Balcani, anche di quelli che, nell’immaginario collettivo e della “correttezza politica” fino a pochi anni fa erano la “bestia nera”, con la quale peraltro l’Italia ha mantenuto sempre buoni rapporti ricambiati da amicizia e considerazione: la Serbia.

«Se vogliamo stabilizzare, “calmierare” un’area dell’Europa che spesso, nella storia, si è rivelata foriera di problemi - spiega il comandante della Brigata Julia e della Mlf, l’italiano Ignazio Gamba - dobbiamo essere pronti a cooperare, standardizzando procedure, attrezzature, materiali. È ciò che abbiamo fatto in questi giorni». Gamba riprende le dichiarazioni del capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli rilasciate durante l’incontro a Maribor con gli omologhi dei Paesi che compongono l’Mlf oltre che di Austria e Croazia, che da poco ha lo status di osservatore.

 
 
 
 
 
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Sabato, 19 Luglio 2014
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Roma - È iniziata da ieri la campagna estiva contro gli incendi boschivi (AIB) che l’Esercito Italiano conduce ormai da molti anni in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile. Per la campagna, che si protrarrà fino alla fine di settembre, l’Esercito impiega due elicotteri: un CH-47, dislocato a Viterbo e un AB-205, a Cagliari.

Le due unità di volo, attivate dal Centro Coordinamento Aereo Unificato della Protezione Civile con un preavviso minimo, garantiranno l’intervento entro un’ora.
Per la specifica funzione antincendio, il CH-47 viene dotato di un serbatoio da 5.000 litri, detto “Smokey”, e può raggiungere una velocità di crociera di circa 300 chilometri orari con un’autonomia di 2 ore e mezza, mentre l’AB-205 può trasportare fino a mille litri d’acqua nel contenitore “Bambi bucket”. Nei giorni scorsi, il 1°Reggimento “Antares” dell’ Esercito italiano, allertato dal Dipartimento della Protezione Civile, ha effettuato la riqualifica degli equipaggi dei due velivoli nella zona del lago di Bolsena.


L’Esercito, impegnato dal 1982 nelle campagne antincendio estive e invernali, ha svolto 3200 missioni, totalizzando circa 5000 ore di volo con un rilascio di circa 120.000 tonnellate d’acqua.

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CINA IRAN E IRAQ I PAESI CON IL MAGGIOR NUMERO DI ESECUZIONI
Venerdì, 18 Luglio 2014
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Roma, 18 lug. - i primi tre paesi che nel 2013 hanno compiuto più esecuzioni capitali sono Cina, Iran e Iraq.
La Cina da sola ja effettuato 3.000 esecuzioni, circa il 74,5% del totale mondiale (4.046) registrato nel 2013. L'Iran ne ha compiute almeno 687, l'Iraq almeno 172.

Dei 37 paesi che hanno adottato la pena di mnorte . In 16 di questi Paesi, nel 2013, sono state compiute almeno 4.046 esecuzioni.

Ai tre maggiori paesi seguono l'Arabia Saudita (almeno 78), la Somalia (almeno 27), il Sudan (almeno 21), la Corea del Nord (almeno 17), lo Yemen (almeno 13), il Vietnam (almeno 8), il Kuwait (5), il Sudan del Sud (almeno 4), la Nigeria (4), la Malesia (3), la Palestina (Striscia di Gaza) almeno 3, l'Afghanistan (2) e il Bangladesh (2)

 
 
 
 
 
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SHINDAND: CORSO DI GESTIONE AMINISTRATIVA A FAVORE DELL'ANA
Venerdì, 18 Luglio 2014
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AFGHANISTAN: CONCLUSO A SHINDAND IL CORSO “PERSONNEL MANAGEMENT & ADMINISTRATION”


Herat, 18 luglio 2014. Con la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione a 23 militari afgani, si è concluso nella base aerea di Shindand il “Personnel Management & Administration Course”, corso sulla gestione delle risorse umane tenuto da istruttori militari afghani precedentemente qualificati dal personale di ISAF, sotto la supervisione degli “advisors” dell’Aeronautica Militare italiana e statunitense.

Il corso, svolto secondo le direttive sulla formazione emanate dal Ministero della Difesa Afgano e dal Nato Air Training Command – Afghanistan (NATC-A), ha trattato argomenti inerenti ai temi della comunicazione, del “teamwork” e della delega di responsabilità finalizzati al raggiungimento dell’obbiettivo di garantire l’autonomia professionale e didattica degli avieri afgani in vista della creazione di un forza aerea autonoma, efficiente e sostenibile nel tempo.

Viva soddisfazione è stata espressa al termine del corso dal colonnello pilota Livio Generali, comandante dell’Italian Air Advisory Team.



L’Italian Air Advisory Team è una unità dell’Aeronautica Militare che, dal 2 novembre 2010, opera nell’ambito della NATO Air Training Command – Afghanistan (NATC-A). In particolare, il team dell’Aeronautica Militare opera presso la base aerea afghana di Shindand, all’interno dell’838th Air Expeditionary Advisory Group (AEAG) delle forze aeree statunitensi che, unitamente agli omologhi gruppi dislocati a Kabul e Kandahar, costituisce la struttura operativa del Comando NATC-A. Gli advisor dell’Aeronautica Militare, unitamente ai partner americani ed ungheresi presenti a Shindand, hanno il compito di sviluppare e consolidare la locale leadership afghana per gestire in autonomia lo Shindand Air Wing,. Nello specifico, il personale italiano, proveniente da diversi reparti dell’Aeronautica Militare, svolge attività di advising finalizzata allo sviluppo di autonome capacità gestionali ed abilità tecnico-professionali in tutti i settori tipici di uno Stormo di volo o di Unità addestrativa: operazioni aeree, logistica, personale, gestione amministrativa e finanziaria, gestione delle infrastrutture, previsioni meteorologiche, antincendi, difesa locale, manutenzione, mense, sanitaria.

 
 
 
 
 
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DELEGAZIONE POLACCA A FILOTTRANO
Venerdì, 18 Luglio 2014
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FILOTTRANO - E' stato il sindaco Lauretta Giulioni ad accogliere la delegazione polacca che si è recata ad onorare i propri caduti sul teatro della battaglia che li ha visti coinvolti nel 1944.

L'incontro è avvenuto presso il Comune

Dalla Polonia erano presenti: il Ministro Ciechanonowski, il Ministro Kunert, il colonnello Kubarek, la dottoressa Anders (figlia del generale Anders, il quale fu comandante nel settore Adriatico nel 1944 del corpo d'armata polacco). Erano presenti anche la console di Polonia in Italia dottoressa Pietrasik, l'addetto militare dell'ambasciata di Polonia in Italia colonnello Saro,il presidente dell'associazione nazionale paracadutisti d'italia sezione di ancona Marco Andreani ed alte autorità religiose.

Dopo l'accoglienza il corteo è partito per deporre le corone d'alloro ai cippi dedicati ai caduti della battaglia. Dopo i discorsi delle autorità, la delegazione ha voluto premiare con due medaglie Gianni Santarelli, scrittore filottranese, appassionato della storia della battaglia di Filottrano. A concludere l'orchestra ufficiale dell'esercito polacco di stanza a Varsavia ci ha congedato con un concerto in piazza Mazzini.


 
 
 
 
 
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SAVOIA CAVALLERIA PARACADUTISTI: PRONTI ALL'IMPIEGO!!!
Venerdì, 18 Luglio 2014
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3° SQUADRONE “CAVALIERI PARACADUTISTI”
DI SAVOIA: PRONTO ALL’IMPIEGO!


Dal 10 al 17 luglio, presso il poligono di Monte Romano, il 3° squadrone di “Savoia Cavalleria” ha conseguito il “pronti all’impiego” come assetto RSTA per il bacino Joint Rapid Reaction Force del secondo semestre 2014.
Le serrate attività a fuoco sono terminate con l’esercitazione di distaccamento esplorante, nell’ambito di una security campaign. La novità assoluta è dovuta al fatto che il 3° squadrone è interamente paracadutista già dal dicembre dello scorso anno e il “pronti all’impiego” è stato quindi dato tenendo conto anche del livello addestrativo raggiunto come squadrone di cavalleria paracadutista. Ed ecco, allora, che si è potuto svolgere un’esercitazione finale “complessa” e continuativa, in cui sono state testate pure le sinergie con altri assetti della Brigata “Folgore”. Un giorno prima, una pattuglia esplorante di “Savoia”, integrata da un nucleo SAOV del 185° rgt. artiglieria paracadutisti, è stata infiltrata con lo scopo di acquisire informazioni di dettaglio sull’avversario, prima dell’arrivo del grosso del dispositivo amico. Appurata la presenza di unità avversarie in corrispondenza di un key terrain, la pattuglia, avvalendosi del nucleo SAOV, ha guidato il fuoco indiretto delle sorgenti del 185° a preparazione del successivo intervento dello squadrone di “Savoia”, in afflusso nell’area. Durante questo movimento di avvicinamento, il plotone ACRT dell’8° rgt.g. guastatori paracadutisti, che precedeva il distaccamento, ha individuato e neutralizzato alcuni IED presenti sugli itinerari impiegati. L’inaspettata resistenza dell’avversario ha imposto una nuova battuta d’arresto, imponendo alle blindo “Centauro” di sopravanzare il dispositivo per neutralizzare, con il fuoco di precisione dei cannoni da 105mm, ogni minaccia.
L’esercitazione è stata seguita da un nutrito gruppo di Ufficiali e Sottufficiali degli altri reggimenti paracadutisti – 183°, 186° e 187° – come sempre avviene nella “Folgore”, al fine di far maturare un’approfondita mutua conoscenza delle differenti capacità d’impiego di ogni reparto della Brigata. Al termine, non sono mancate parole di elogio da parte del Vice Comandante della “Folgore”, Col. Maurizio MAZZA, per l’impegno dimostrato dai paracadutisti di ogni reggimento coinvolto nell’attività. Ancora una volta SAVOIA… FOLGORE!!!






 
 
 
 
 
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ADDESTRAMENTO COME TRADIZIONE DI FAMIGLIA
Venerdì, 18 Luglio 2014
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Alain Locatelli, primo a destra, con il padre, dietro di lui, alla V Staffetta per i Leoni della Folgore di El Alamein


PERSONAGGI

PARMA- Mario Locatelli, sergente maggiore in congedo della Folgore, è un papà fortunato: suo figlio Alain lo segue sin da quando aveva 14 anni -ora ne ha 20- nella sua vita addestrativa "turbolenta" .....

LEGGETE IL RESTO IN ADDESTRAMENTO

 
 
 
 
 
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LA NRDC SI ADDESTRA IN VAL D'AOSTA
Giovedì, 17 Luglio 2014
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SOLBIATE OLONA (VA), 16 LUGLIO 2014 – Nel quadro delle attività addestrative esterne effettuate periodicamente dal NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) nei mesi di giugno e luglio si e' svolta l'esercitazione “Eagle Peak 14”, mirata a far acquisire al personale del comando le capacità ad operare in sicurezza in ambienti montani sia a livello di team sia individuale.

Il personale multinazionale del Comando NATO ha seguito una prima fase di ambientamento e di istruzione alle discipline di montagna e si è poi cimentato in due ascensioni su alcune delle principali vette dell'arco alpino occidentale, quali il Gran Paradiso ed il Monte Rosa.

Le attività si sono avvalse del supporto degli istruttori del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito in Aosta.

L’NRDC-ITA è composto da militari provenienti da 15 nazioni dell'alleanza atlantica con diverse formazioni professionali, tradizioni e cultura che costituiscono il vero valore aggiunto del Comando.
Attività come queste, svolte in un ambito naturale assai impegnativo e al di fuori del contesto della normale routine di servizio risultano molto importanti per consolidare lo spirito di corpo e le relazioni dei sui componenti, anche attraverso l’abitudine all’assistenza reciproca e alla condivisione dell'impegno fisico.








 
 
 
 
 
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NIENTE SERVIZIO CIVILE AGLI STRANIERI
Giovedì, 17 Luglio 2014
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ROMA - “Abbiamo scelto nel disegno di legge di non affidare il Servizio civile universale (Scu) se non ai cittadini italiani” ; così recita l’annuncio del presidente del consiglio , che conferma la partecipazione allo Scu solo per i cittadini italiani.
Nel frattempo c'è stata anche una bizzarra ordinanza con cui il giudice del tribunale di Milano ha ingiunto al dipartimento del Scn di riaprire il bando di selezione per il servizio civile estendendolo anche agli stranieri.



 
 
 
 
 
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IL COLONNELLO PAGLIA ANDRA' AGLI INVICTUS GAME CON LA RAPPRESNETATIVA ITALIANA
Giovedì, 17 Luglio 2014
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ROMA-È stata presentata questa mattina a Roma, presso la residenza dell’Ambasciatore Britannico, Villa Wolkonsky, in conferenza stampa la squadra di atleti che rappresenteranno l’Italia alla prima edizione degli Invictus Games di Londra dal 10 al 14 settembre prossimi, fortemente voluti dal principe Harry.

Gli Invictus Games sono giochi paralimpici organizzati dalla Royal Foundation, fondata dal Principe Harry e dal Duca e dalla Duchessa di Cambridge, insieme al Ministero della Difesa britannico, e riservati ai militari disabili di 14 Paesi partecipanti: Afghanistan, Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Iraq, Italia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, USA, UK.

Per cinque giorni, oltre 400 atleti si sfideranno in 9 discipline paralimpiche presso il Queen Elizabeth Olympic Park e il Lee Valley Athletics Centre.

Gli sport praticati sono l’atletica, il basket in carrozzina, il ciclismo, il sollevamento pesi, il canottaggio coperto, il tiro con l’arco, il nuoto, la pallavolo da seduti e il rugby in carrozzina.

Tra la delegazione italiana c'è anche il Ten. Col. Gianfranco Paglia il quale ha dichiarato:" sono molto orgoglioso di partecipare agli Invictus Games perchè oltre al meraviglioso messaggio sociale che implica, ciò dimostra che anche chi ha subito danni permanenti mentre compiva il proprio dovere può vivere una vita piena, gareggiando e mettendosi in sfida in varie attività sportive. Lo sport come sempre sostenuto aiuta ad abbattere qualsiasi tipo di barriera."

 
 
 
 
 
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LE TRUPPE ALPINE AL "FALZAREGO 2014" : SPETTACOLARE ESERCITAZIONE
Giovedì, 17 Luglio 2014
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PARMA- Il Ministro della Difesa, Senatrice Roberta Pinotti e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano, hanno partecipato oggi alla fase conclusiva dell’esercitazione alpinistica “Falzarego 2014” che si è svolta sul complesso montuoso delle Torri del Falzarego, nel bellunese.

Alpini della Brigate "Taurinense” e "Julia", del Centro addestramento alpino, Ranger del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti e equipaggi di elicotteri d’attacco A-129 Mangusta, di AB-205 e AB 412 dell’Aviazione dell’Esercito hanno verificato l’addestramento e le capacità di operare in perfetta sinergia in un ambiente difficile quale quello dell’alta montagna.

Il ministro della difesa durante il suo intervento ha sottolineato che
"I nostri militari senza addestramento non potrebbero operare come fanno negli scenari internazionali che sono oggi il modo di vivere la nostra difesa e vivere momenti difficili e rischiosi. È una parte che i militari compiono con grande competenze e grande umanità. La
parte del bilancio delle forze armate dedicate all'esercizio, cioe' all'addestramento e alla manutenzione, e' un aspetto che mi sta particolarmente a cuore perche' è una parte fondamentale che negli anni scorsi ha sofferto ma che dobbiamo ora salvaguardare. Noi possiamo chiedere ai nostri militari, ed è sempre il parlamento che lo chiede,di andare in missione ma dobbiamo sicuramente garantire loro che lo facciano nelle migliori condizioni. "


Un addestramento come quello di oggi-ha continuato il ministro- è un addestramento difficile , anche rischioso e io sono rimasta impressionata da quante capacità sono state messe in campo".

Il Generale Graziano, dopo aver ringraziato le autorità intervenute per la vicinanza delle istituzioni alla Forza Armata e espresso parole di apprezzamento al Generale di Corpo d’Armata Alberto Primicerj, Comandante delle Truppe Alpine e a tutti i partecipanti all'esercitazione , ha sottolineato l’importanza dell’addestramento in ambiente montano che “rappresenta il miglior banco di prova per verificare l’efficienza e il livello addestrativo delle truppe, poiché per operare in assoluta sicurezza devono dimostrare di possedere prestanza fisica, conoscenze tecniche e piena sinergia tra i singoli componenti delle unità”.

All’evento, tra gli altri, erano presenti Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, il Prefetto di Belluno e i rappresentanti delle amministrazioni comunali locali.


L’esercitazione “Falzarego 2014” rappresenta un’importante occasione per le verifiche addestrative e operative, nel corso della quale sono anche sperimentati materiali ed equipaggiamenti tecnologicamente avanzati, indispensabili per un esercito moderno ed efficiente.

A questa edizione della “Falzarego 2014" hanno partecipato anche rappresentative di altre Forze Armate e di Paesi alleati e amici al fine di incrementare la capacità di cooperazione interforze e in ambito internazionale. Insieme agli alpini hanno operato soldati di Francia, Spagna, Slovenia e Libano. Hanno assistito come osservatori rappresentanti del Cile, Austria, Svizzera e Gran Bretagna.
Sono tante le iniziative multinazionali congiunte a cui l’Esercito Italiano partecipa ed e' promotore.tra queste, la Multinational Land Force, su base Brigata alpina “Julia” con il concorso di personale ungherese e sloveno e il Comando della Brigata alpina non permanente italo-francese, composto dalla “Taurinense” e dalla 27 brigade d’infantrie de montagne.



 
 
 
 
 
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E' MORTO IL GIOVANE PARACADUTISTA ROMANO CHE HA AVUTO UNA ISCHEMIA A REGGIO EMILIA
Giovedì, 17 Luglio 2014
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ROMA- Si è spento nella tarda mattina il paracadutista

GIACOMO GORI


22 anni, socio dell'ANPDI di Roma. Faceva parte degli allievi del 154mo Corso che sabato scorso si stavano brevettando a Reggio Emilia. Al secondo lancio aveva accusato un grave malore che lo ha portato in pochi minuti in uno stato di coma. I medici hanno successivamente confermato che si trattava di una ischemia cerebrale.

Siamo vicini al Padre Antonio, già membro del GOS della Marina, e alla Mamma Bruna, che lo avevano raggiunto a Reggio Emilia.
Abitava a Ciampino.
Le spoglie sono ancora presso l'Ospedale di Reggio Emilia, per gli adempimenti di legge.

La Sezione ANPDI di Roma , che ha ricevuto la tristissima notizia, farà conoscere le iniziative per le esequie.


 
 
 
 
 
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PUBBLICATO IL NUMERO DI GIUGNO DELLA RIVISTA FOLGORE
Giovedì, 17 Luglio 2014
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PARMA- E' già consultabile eletronicamente il numero di GIUGNO della Rivista Folgore.

La attività dell'ANPDI degli ultimi mesi è diventata assai intensa e ricca di eventi in ogni parte di Italia e anche il numero di Giugno della Rivista Folgore ne è la prova.

Tra i tanti articoli compare anche quello che racconta l' ATTO DI DEVOZIONE E AFFIDAMENTO ALLA MADONNA dei Paracadutisti del 25 Maggio, a Fontanellato.

LEGGETELO CLICCANDO SULLA MINIATURA DELLA COPERTINA



 
 
 
 
 
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TERNI RICORDA IL PARACADUTISTA MARCO DI SARRA
Giovedì, 17 Luglio 2014
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Nota della Redazione di CongedatiFolgore.com:

a causa di un disguido eletronico del nostro server,pubblichiamo in forte ritardo l'articolo commemorativo del Paracadutista Marco Di Sarra , incursore.
Ce ne scusiamo con i Paracadutisti dell'ANPDI di Terni e con l'Autore.


di Daniele Pallotini

Il 29 Giugno 2014 , presso la Aviosuperfice “A.Leonardi” , la Sezione A.n.p.d’I. Terni ha organizzato la cerimonia Commemorativa nel ventennale della scomparsa del Sergente Par. Incursore del 9° Col Moschin, Marco Di Sarra che nella sua ultima missione in Ruanda si ammalò di malaria che fu la causa della sua prematura scomparsa, già decorato di medaglia di bronzo al valore dell'Esercito per il suo comportamento in Somalia durante l'operazione IBIS colpito da una forma grave di malaria.

La Sezione tutta si è stretta intorno alla sua Famiglia tributando la vicinanza e il ricordo con una degna manifestazione.
Bella numerosa e sentita la partecipazione, che oltre ai familiari ha visto la presenza di fratelli paracadutisti di altre Sezioni che hanno raccolto l’invito, di una rappresentanza dei nuovi giovani paracadutisti forgiati dalla Sezione di Terni durante gli ultimi corsi FV, il Presidente della ATC Sbarzella gestore dell’Aviosuperficie, il Colonnello Angelucci e il Colonnello Salerno che furono i Comandanti più vicini a Marco Di Sarra durante il suo servizio nei ranghi del 9° Reggimento Paracadutisti “Col Moschin”, la Sig.ra Nuccia in rappresentanza della Presidenza Nazionale e per ultimo non in ordine di importanza il reduce Santo Pelliccia straordinario personaggio che con la sua presenza ha dato lustro alla intera manifestazione.


La giornata con condizioni meteo stupende è iniziata con l’arrivo di tutti i partecipanti che hanno trovato ad accoglierli l’inossidabile Presidente della Sezione di Terni il Par. Pucci Luciano che ha fatto gli onori di casa, in seguito un drappello di Soci Ordinari si è lanciato sopra la drop zone dell’aviosuperfice e dopo l’atterraggio e il riordino del drappello cè stata la consegna di una targa commemorativa alla Mamma di Marco.
Si è poi passati in hangar, dove è stata celebrata la santa messa, al termine della quale sulle note del silenzio meravigliosamente eseguito dal trombettiere….., il reduce Santo Pelliccia ha letto la Preghiera del Paracadutista che ha coinvolto ed emozionato i presenti.
Infine le allocuzioni dei Comandanti Col.Angelucci e Col. che hanno ricordato Marco Di Sarra.
Il conviviale Vin d’Honner ha concluso una giornata speciale che ha reso orgogliosa tutta la Sezione A.N.P.d’I di Terni con i suoi Soci che con il loro impegno e la loro partecipazione hanno reso possibile la riuscita della manifestazione.

 
 
 
 
 
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INTERNET NELLE MANI DEGLI USA: MOLTI STATI VOGLIONO SOTTRARGLI IL CONTROLLO. INTERNET DESTINATO A FINIRE?
Giovedì, 17 Luglio 2014
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PARMA- La rete internet si è sviluppata a partire dagli Usa, dapprima con ARPANET, rete militare, ed è tutt'ora espressione della leadership mondiale di quel paese Americani sono i maggiori fornitori dei canali di comunicazione come la AT&T e la Verizon, americane sono le aziende che ne sviluppano gran parte del contenuto, da Facebook a Google.


Questo sistema è entrato visibilmente in crisi con il "Datagate", ovvero la rivelazione di come i servizi segretyi usa hanno utiliozzato la rete per controllare il mondo.

I flussi informativi sono in pratica acentrati nelle mani di aziende legate tutte allo stesso paese. Molti paesi, Germania in testa, stanno ora chiedendio la "disconnessine" e la creazione di un sistema regionale di Internet ( i contrario della rete globale) , nel quale i dati sensibili siano protetti dalle ingerenze americane.

Brasile ed Europa hanno annunciato un progetto da 185 milioni di dollari per la posa di cavi a fibra ottica sul fondo dell'oceano, che li renda liberi degli Usa. Australia, Francia, Corea del Sud, India, Indonesia, Kazakistan, Malesia e Vietnam, stanno allargando i confini delle informazioni delicate per le quali ognuno di loro richiede già ora la registrazione obbligatoria presso server locali.

INTERNET E' ARRIVATO AL CAPOLINEA ECONOMICO. ORA PUO' SOLO FRAZIONARSI E POLVERIZZARSI
Una rete regionale al posto di quella universale che oggi conosciamo, favorirebbe l'imposizione di "dazi" di accesso,dovendo ongi rete regionale cnnettersi alle altre non più automaticamente, e promuoverebbe le aziende locali a scapito delle grandi multinazionali. Gli esperti della Università di Davis in California prevedono che tra quattro anni il solo 'cloud computing' oggi dominato da aziende americane, e che si basa su un Internet globale e libero, potrebbe perdere dai 22 ai 35 miliardi di dollari di fatturato.

TUTTI VOGLIONO LA PROPRIA RETE
Nella prima conferenza dell'Onu sul governo della Rete globale che si è tenuta a Dubai due anni fa, 89 paesi hanno chiesto che l'amministrazione della rete passi formalmente nelle mani di un'organizzazione internazionale come l'agenzia delle stesse Nazioni Unite ITU (International Telecommunication Union). La proposta è stata bocciata da 54 membri tra cui gli Usa, i quali chiedono che tale funzione non abbia nessun connotato politico, nemmeno quello di un'organizzazione internazionale intergovernativa.

ENTRO POCHI ANNI NON SARA' PIU' POSSIBILE LA CONNESSIONE GLOBALE SE NON ATTRAVERSO ACCESSI PARZIALI E MIRATI
Ma il processo pare inarrestabile: Russia, Cina, Egitto, Arabia Saudita e Sudan hanno già cercato due anni fa di sottrarre il controllo dei domini Internet (il registro dei nomi dei siti) dalle mani della società privata americana “no profit” che opera su licenza del ministero del Commercio. Gli americani hanno preso tempo, ma c'è il rischio che la tensione produca una spaccatura, e che ogni governo interessato cominci a duplicare la struttura, richiedere una registrazione locale, e poi isolare i sito con un suo sistema di difesa.
NON TUTTI GLI EFFETTI SARANNO POSITIVI
Questo per gli utenti vorrebbe dire addentrarsi in un labirinto di cibernetico pieno di porte e di potenziali trabocchetti; in una parola: la fine dell'Internet come lo abbiamo conosciuto nei suoi anni di formazione giovanile.

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'EGITTO: TOLTO LO "SCONSIGLIO " DELLA FARNESINA. . IL MINISTERO EGIZIANO RINGRAZIA
Giovedì, 17 Luglio 2014
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PARMA- L'Ente del Turismo ed il Ministro del Turismo Egiziani esprimono in una nota ''i loro piu' vivi e sinceri ringraziamenti innanzitutto alla Farnesina per aver revocato lo sconsiglio su Sharm el Sheikh, e a tutti coloro che hanno contribuito a questo positivo sviluppo, atteso con tanta ansia da tutto il comparto turistico:

L'Egitto invita quindi tutti i turisti italiani ''a riprendere subito la collaudata buona abitudine di recarsi sul Mar Rosso per le loro vacanze balneari, con i vantaggi del sole tutto l'anno, un mare cristallino e una splendida barriera corallina, un'imbattibile rapporto qualita'/prezzo in resort lussuosi gestiti con l'inimitabile stile italiano, il tutto a poco piu' di tre ore di volo dall'Italia! Senza dimenticare la costa settentrionale mediterranea con Marsa Matrouh, una zona emergente di bellezza caraibica. L'Egitto vi aspetta come sempre a braccia aperte!''.

L'AUTORITA' GARANTE APRE UNA ISTRUTTORIA AI DANNI DI AGENZIA DI VIAGGIO CHE NON HANNO RIMBORSATO IL BIGLIATTO IN PRESENA DI TUMULTI
L'Antitrust ha avviato dodici istruttorie nei confronti di tour operator per pratiche commerciali scorrette in relazione all'annullamento delle vacanze in Egitto, dopo le disposizioni della Farnesina del 16 agosto 2013.

L'Autorità "dovrà verificare - viene spiegato in una nota del Crtcu (Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti) di Trento - la regolarità dei rimborsi avvenuti e delle trattenute effettuate dai tour operator (spese gestione pratica e quote assicurative), dopo le segnalazioni di una decina di consumatori trentini che si sono rivolti allo Sportello la scorsa estate per chiedere un intervento a tutela dei loro diritti".
I tour operator coinvolti sono Alpitour, Veratour, Going con Bluvacanze, Eden Viaggi, Phone&Go, Swantour, Marevero, Settemari, I Viaggi di Atlantide, I Viaggi del Turchese, Brixia Tour Operator, Amico Tour Resort Travel.

"La pratica commerciale posta in essere, così come segnalata dallo Sportello europeo dei consumatori all'Autorità - afferma nella stessa nota l'associazione consumatori - consiste nella violazione del diritto di ricevere l'intera cifra pagata per la prenotazione della vacanza annullata a causa del divieto di recarsi in Egitto secondo le disposizioni della Farnesina. Un diritto sancito dall'articolo 42 del codice del turismo e qualsiasi disposizione contrattuale contraria a tale norme è da ritenersi vessatoria".

20 ANNI DI CARCERE AGLI STUPRATORI DELLA RAGAZZA IN PIAZZA TAHIR
Condanne tra i 20 anni di reclusione e l'ergastolo sono state inflitte a nove imputati nell'ambito di processi celebrati al Cairo per abusi sessuali perpetrati a piazza Tahrir l'8 giugno scorso durante i festeggiamenti per l'insediamento del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Lo riferiscono fonti giudiziarie sottolineando che uno dei quattro processi ha riguardato gli abusi subiti da una giovane donna aggredita da un gruppo di uomini come testimoniato un video che suscitò indignazione.

Sette imputati sono stati condannati al carcere a vita e due a 20 anni di reclusione, riferiscono le fonti che però non precisano chi sia stato condannato, e a quale pena, per l'aggressione alla giovane attaccata e denudata nella piazza simbolo del Cairo. La donna, indicata col nome di «Madga», come aveva riferito in aula un avvocato, era stata aggredita da «più di 50 persone».



 
 
 
 
 
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GIANFRANCO PAGLIA COMPIE 44 ANNI
Mercoledì, 16 Luglio 2014
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PARMA- Il 17 di Luglio il colonnello Medaglia d'Oro al Valor Militare Gianfranco Paglia compie 44 anni.
Aggiungiamo anche i nostri auguri a quelli che siamo certi riceverà.

Primi fra tutti, a ricordarlo sono i Paracadutisti legnanesi,in particolare Sergio Luraschi, che per tanti anni è stato loro portavoce.

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA SUL 185mo REGGIMENTO
Mercoledì, 16 Luglio 2014
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PARMA- Per celebrare il primo anniversario della ricostituzione del 185mo reggimento artiglieria paracadutisti di Bracciano, che ha ricevuto la Bandiera di Guerra il 21 Giugno 2013, due riviste di argomento militare hanno dedicato uno speciale agli artiglieri della Folgore.

Ecco gli articoli:

RAIDS GIUGNO 2014

COCCARDE TRICOLORI 2014

 
 
 
 
 
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IL TENENTE GENERALE FABBRI IN VISITA AL SAVIOIA CAVALLERIA
Mercoledì, 16 Luglio 2014
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GRISSETO- Il 15 luglio, il reggimento “Savoia Cavalleria” (3°) ha avuto l’onore di ospitare la visita del Direttore Centrale di BILANDIFE e Capo del Corpo di Commissariato, Tenente Generale Giuseppe FABBRI.
Giunto alla caserma “Beraudo di Pralormo”, il Gen. FABBRI è stato ricevuto dal 101° Comandante di Savoia, Col. Enrico BARDUANI, dal Sottufficiale di Corpo, Primo Mar. Lgt. Luigi Domenico FERRI, e dal Capo Ufficio Amministrazione del Comando Brigata paracadutisti “Folgore”, Col. Giovanni GRAZIANO.
Dopo la resa degli Onori iniziali e il saluto allo Stendardo, il Gen. FABBRI si è intrattenuto con il 101° Comandante, che gli ha potuto illustrare gli elementi salienti del processo di evoluzione di “Savoia” in reggimento di cavalleria paracadutisti. La visita è proseguita con l’esposizione di un briefing di dettaglio sul reggimento, alla presenza di Capi Ufficio e Comandanti di reparto, e con una successiva visita all’infrastruttura. Nell’incontro con una rappresentanza di personale di ciascuna categoria, il Gen. FABBRI ha voluto sottolineare l’importanza del momento di trasformazione che sta vivendo il reggimento, su cui, nonostante il momento di crisi, la Forza Armata sta investendo ingenti risorse, ed ha richiamato – Paracadutista tra Paracadutisti – la storia del paracadutismo militare italiano, ricordando la significativa presenza di Ufficiali dell’Arma di Cavalleria tra le fila della neonata specialità. A conclusione, la visita al museo del reggimento e, a seguire, una “riunione ristretta” con i soli Ufficiali del Corpo di Commissariato, a cui si sono aggiunti anche quelli degli altri Enti dell’Esercito presenti sulla piazza di Grosseto.
All’atto del commiato, il 101° Comandante ha voluto ringraziare il Gen. FABBRI per l’onore concesso al reggimento con la sua visita e, soprattutto, per l’esempio fornito di quanto sia indelebile l’attaccamento alla specialità.




 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA- IL GIORNALE DI VICENZA
Mercoledì, 16 Luglio 2014
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IL GIORNALE DI VICENZA DEL 16 lUGLIO 2014

IL CASO.Una squillo romena di 24 anni è stata stuprata e abbandonata in un campo. Ora è ricoverata in ospedale dopo l´aggressione subita lunedì sera a Vicenza Ovest
Pestata e poi violentata da due soldati Usa


Claudia Milani Vicenzi

La ragazza è incinta di sei mesi e rischia di perdere il bambino Ha preso il numero di targa e i parà sono stati identificati


CRONACA, pagina 14



Una squillo romena è stata picchiata, violentata e rapinata. ARCHIVIO

Una ragazza incinta rapinata, picchiata, stuprata e poi abbandonata in mezzo a un campo. Adesso la giovane squillo, al sesto mese di gravidanza, è ricoverata all´ospedale San Bortolo: dopo quello che ha subìto rischia di perdere il suo bambino. Quando l´hanno trovata la faccia era ridotta ad una maschera di sangue, riusciva a stento a reggersi in piedi. Ferita e sotto choc, ma è comunque riuscita a ricordare il numero di targa dei suoi aggressori. Per ora si sa soltanto che sarebbero due soldati americani di stanza alla Ederle e che sarebbero già stati identificati, prima ancora che si preoccupassero di “ripulire” l´auto. Perché proprio all´interno della loro macchina sarebbero stati trovati biancheria intima strappata, documenti e la sua borsa.
LA VIOLENZA. La ragazza, che ha 24 anni ed è originaria della Romania (assistita dall´avvocato Alessandra Bocchi), ha raccontato ai carabinieri di aver incontrato i due parà lunedì sera, mentre aspettava i clienti a Vicenza Ovest, nella zona di Ponte Alto. L´avrebbero fatta salire e poi portata verso strada Carpaneda. Durante il tragitto le trattative sul prezzo. I due americani avrebbero offerto duecento euro per un rapporto a tre. Soldi che, evidentemente, non hanno mai avuto intenzione di darle. Appena arrivati in una zona isolata l´avrebbero aggredita selvaggiamente con calci e pugni. Botte sul corpo e al viso, talmente forti da farle quasi perdere i sensi. Poi, a turno, la violenza. In quel posto isolato, completamente al buio, nessuno avrebbe potuto vederli, nessuno avrebbe potuto sentire le sue urla e le invocazioni d´aiuto. Con il viso tumefatto dalle botte ieri faceva quasi fatica a parlare, ma ha spiegato di essere stata obbligata ad avere rapporti non protetti da quei due clienti che, secondo lei, erano “fatti” di droga e alcol. Poi le avrebbero strappato la borsa con quei quaranta euro che erano tutto il guadagno della serata e l´avrebbero abbandonata.
I SOCCORSI. Sembra che la romena sia stata ore in uno stato di semi incoscienza in quel campo. Solo a notte fonda sarebbe riuscita a chiedere aiuto ad un´amica. È stata lei ad accorrere, lei a chiamare i carabinieri e l´ambulanza. Immediato il ricovero nel reparto di ostetricia del San Bortolo. Dovrà stare in osservazione per qualche giorno. Ha ecchimosi sul viso e sul corpo, fratture, ma non è questo che allarma. a preoccupare è la salute del bambino.
LE INDAGINI. Era terrorizzata, ferita, ma prima di perdere i sensi è riuscita a memorizzare il numero di targa. Lo ha ripetuto tante volte, nella sua mente, per non correre il rischio di dimenticarlo ed è stata la prima cosa che ha detto ai suoi soccorritori. E da quel numero risalire ai due è stata questione di ore. I soldati della Ederle sono già stati identificati e probabilmente nella giornata di oggi, si saprà quali provvedimenti sono stati adottati nei loro confronti.
IL PRECEDENTE. Solo alcuni mesi fa un altro episodio di violenza aveva visto coinvolto un americano di stanza alla Ederle, che era stato accusato di violenza sessuale aggravata e di sequestro di persona. La sua vittima una minorenne, una studentessa di 17 anni. Quando aveva trovato la forza di raccontare lo stupro aveva spiegato di aver trascorso gran parte del sabato sera in una discoteca di Vicenza Est con i suoi fratelli. Aveva deciso di uscire qualche minuto dal locale senza accorgersi di essere seguita dal ragazzo con cui aveva scambiato prima qualche parola, nulla di più. Poi lui con una scusa, l´avrebbe convinta a seguirlo in un vicolo appartato a l´avrebbe violentata. Un episodio che aveva sollevato scalpore anche perché gli americani avevano chiesto la giurisdizione. È prevista dagli accordi del 1956, e stabilisce che se un militare a stelle e strisce commette un reato in Italia, si valuti dove celebrare il processo. A Vicenza accade spesso, anche per reati gravi, che i parà vengano giudicati dalla corte marziale; con più di qualche problema per le vittime, che dovrebbero cercare tutela negli Usa.



 
 
 
 
 
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IN FRANCIA I REPARTI SPECIALI SI ESECITANO ANCHE IN PARLAMENTO
Mercoledì, 16 Luglio 2014
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PARIGI- Le forze speciali organizzano esercitazioni anche in parlamento. Il Gign, le cui iniziali stanno per Groupe d'intervention de la gendarmerie nationale (Gruppo di intervento della gendarmeria nazionale), incaricato di gestire eventuali emergenze legate alla sicurezza compie 40 anni di vita Il generale Thierry Orosco, a capo del Gign, dice " il cuore del mestiere è adattarsi alle metamorfosi dell'avversario ma anche alle scelte dei loro obiettivi, che cambiano a seconda dello scopo terroristico perseguito". In seguito alla tragedia della scuola di Beslan nell'Ossezia del Nord, avvenuta nel 2004 e che fece 331 vittime, e di quella del teatro di Mosca del 2002 (117 morti), i francesi compresero che bisognava cambiare registro. Si assistette all'arrivo di gruppi armati di 50-100 persone che cercavano di catturare fra 700 e 2 mila ostaggi. Un rebus non soltanto per le forze dell'ordine ma anche per i terroristi, che dovevano trasformarsi pure in guardiani. Intanto le armi diventavano più sofisticate: cominciavano ad apparire fucili-mitragliatori e perfino lanciarazzi. Così nel 2007 il Gign si rafforzò: l'organico passò da 120 a 380 uomini, integrando una trentina di gendarmi del Gruppo di sicurezza della presidenza della repubblica e 150 paracadutisti. Ciascun militare fu dotato di almeno sette armi da fuoco, tra cui il fucile d'assalto di produzione tedesca HK416.

Per due anni gli uomini francesi furono impiegati in zone di guerra come l'Afghanistan, dove catturarono diversi insorti e capi talebani. Non solo: anche nel Daghestan, insieme alle forze speciali russe, e nella Striscia di Gaza insieme a quelle israeliane, gli uomini del Gign affinarono le tecniche di infiltrazione e di progressione in ambiente ostile.

Ma un altro colpo di scena avvenne nel 2008 con gli attacchi di Bombay: attentati multipli che ebbero come effetto quello di disperdere le forze di sicurezza e di creare confusione, con un bilancio finale di 173 morti e 312 feriti. Una tendenza confermata nel settembre scorso con l'attacco islamista al centro commerciale Westgate di Nairobi, che fece 39 vittime e 150 feriti.

Orosco precisa che gruppi vicini ad al Qaeda si formano per sei settimane in Siria, con l'unica ossessione di essere più efficaci per appesantire il bilancio dell'atto terroristico prima dello scontro finale con le forze speciali.

Negli ultimi tre anni, si è scelto di agire prima possibile arrivando a condurre l'assalto partendo dalla discesa dai veicoli, e sapendo che un primo gruppo di 25 uomini è sul piede di guerra in meno di mezz'ora, sia di giorno sia di notte. Al minimo allarme, una decina di potenti Mercedes rifornite di armi, esplosivi, radio e batterie, è pronta a partire dal quartier generale a sud di Versailles. Tra gli obiettivi studiati come possibili prede dei terroristi figurano il parlamento, l'Eliseo e alcune centrali nucleari.

 
 
 
 
 
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NUOVO ELICOTTERO/DRONE MULTIRUOLO DELLA AUGUSTA WESTLAND PRESENTATO IN INGHILTERRA
Martedì, 15 Luglio 2014
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FARNBOROUGH- GB- Agusta Westland ha comnpletato tutti i test e le certificazioni dell' elicottero a controllo remoto su commissione del ministero della Difesa italiana. L'annuncio è stato fatto durante il Salone Internazionale di Farnborough in Inghilterra, una delle più importanti fiere europee dedicate all'aerospaziale.

L'elicottero, pur trasportando personale a bordo (configurazione OPH), può svolgere una missione comandato da una postazione a terra. La fase di sviluppo e i collaudi sono stati eseguiti in Italia e in Polonia (presso lo stabilimento di PZL-Swidnik, società di AgustaWestland) a partire dal settembre dello scorso anno e si sono concluse a maggio 2014 a Frosinone nel maggio.

L’SW-4 Solo RUAS/OPH può svolgere molteplici missioni quali ad esempio sorveglianza e ricognizione, trasporto personale e materiali, attività di intelligence con equipaggiamenti di missione dedicati. L’SW-4 Solo è anche impegnato in un programma del Ministero della Difesa del Regno Unito.

Nella stessa sede è stata annunciata anche la certificazione militare dell’elicottero di nuova generazione AW149, alla presenza dell’amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica Mauro Moretti e di diversi rappresentanti militari. L’elicottero è pronto ad entrare sul mercato internazionale per soddisfare molteplici requisiti di modernizzazione delle flotte di elicotteri militari in numerosi paesi, restando in servizio per i prossimi 30/40 anni. Tra i tanti potenziali clienti c'è sicuramente il ministero della Difesa polacco che ha indetto una gara di 3 miliardi di dollari per l'introduzione di una flotta di moderni elicotteri multiruolo e l'AW149 sembra il "candidato" ideale, tenuto conto che AgustaWestland ha uno stabilimento in Polonia.

LE CARATTERISTICHE DELL'AW149 - È un elicottero della classe delle 8 tonnellate in grado di trasportare fino a 18 uomini equipaggiati o un mix di personale militare, personale medico, e pazienti. L’avionica è di nuova generazione, con intrinseche potenzialità di crescita nel tempo attraverso aggiornamenti e ammodernamenti costanti che permettono all’elicottero di restare al passo coi tempi abbattendo costi e rischi industriali. E’ dotato di prestazioni al vertice della categoria, con due potenti turbine che garantiscono ampi margini di potenza, anche con un solo motore funzionante, in ogni condizione ed un efficiente e moderno rotore. Può essere equipaggiato con molteplici sistemi di missione a discrezione del cliente per garantire il miglior grado di soddisfacimento delle proprie necessità operative: sensori per la navigazione e lo svolgimento della missioni in ogni condizione ambientale e meteorologica, sistemi di auto protezione, sistemi anti collisione, vari tipi di sistemi d’arma. Presenta inoltre l’unica trasmissione al mondo in grado di continuare a funzionare regolarmente anche in caso di totale assenza di lubrificante per 50 minuti, ben 20 minuti in più rispetto agli standard attuali più esigenti, garantendo quindi livelli di sicurezza senza precedenti. L’AW149 può svolgere un’ampia gamma di missioni quali ad esempio ricerca e soccorso, recupero di personale, missioni con forze speciali, trasporto truppe e materiali, appoggio ravvicinato al personale di terra, ricognizione e sorveglianza, eliambulanza, comando e controllo, antincendio, protezione civile, trasporto governativo.


 
 
 
 
 
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VERONA: TRE MILITARI SOCCORRONO PARTORIENTE BLOCCATA NEL TRAFFICO E LA PORTANO D'URGENZA IN OSPEDALE
Martedì, 15 Luglio 2014
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VERONA- Partoriente con le doglie, bloccata nel traffico, rischia di partorire in strada. Il marito chiede aiuto ad una ronda militare, Subito accorsi,tre caporalmaggiori risolvono la siyuazione.

«È stato il marito ad allertarci, gesticolava chiamandoci. Poi abbiamo visto la donna a terra e ci siamo precipitati», spiega il caporal maggiore scelto Filippo Costanzo, 37 anni, il militare più alto in grado, protagonista del singolare servizio insieme al primo caporal maggiore Bruno Ruberto e al caporal maggiore Matteo Fallovo, entrambi di 24 anni. «La signora non riusciva più a muoversi», aggiunge Costanzo. I militari l'hanno sollevata e caricata sulla camionetta raggiungendo il pronto soccorso e affidando Lucia ai medici.


 
 
 
 
 
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SVENDITE - SALDI
Martedì, 15 Luglio 2014
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SALDI E OFFERTE SPECIALI DI FINE STAGIONE

 
 
 
 
 
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IN MALI CONTINUA LA BATTAGLIA SENZA RUMORE DELLA LEGIONE STRANIERA CONTRO I QUADEISTI
Martedì, 15 Luglio 2014
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E' morto il 14 Luglio il nono legionario francese in Mali, alla vigilia di una visita a François Hollande in Africa.

Lunedi 14 luglio nel tardo pomeriggio, un attacco suicida ha colpito un distaccamento francese nel corso di una ricognizione condotta nel nord del Mali. L'esplosione di una vettura ha ucciso il legionario -in legione da 25 anni- Dejvid Nikolic, classe 1969. Altri sei sono rimasti feriti, due gravemente. Tutti sono stati immediatamente trasferiti all'ospedale militare nella base francese di Gao, che confina con l'aeroporto della città, a circa un centinaio di chilometri dalla scena dell'attacco. Warrant Nikolic è il nono soldato francese. Era giunto con un lancio durante la operazione "Serval" nel gennaio 2013. E' il primo a morire a causa di un attacco suicida.

L'attacco è avvenuto nel giorno della festa nazionale francese, ma poco prima della visita in Mali ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, atteso Mercoledì a Bamako, per firmare un accordo di difesa con le autorità locali che approva la presenza militare francese sul suolo di questa ex colonia francese. Parigi mantiene attualmente 1.700 soldati in Mali, per lo più nella metà settentrionale, dove fanno monitoraggio e contrasto dei gruppi terroristici sempre più difficili da individuare, in un'area grande quanto la Francia.




 
 
 
 
 
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VARESE: UNA ROTONDA INTITOLATA AI PARACADUTISTI
Martedì, 15 Luglio 2014
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cortesia: foto Varese News

VARESE- Oggi la giunta comunale ha deciso l'intitolazione di una rotonda in viale Aguggiari, angolo via Vannucci, ai Paracadutisti d'Italia coma omaggio alla Folgore. Questa intitolazione segue quelle che la giunta comunale ha autorizzato per altri corpi e specialità delle Firze Armate italiane.
Un mese fa il giardinetto di piazza XX Settembre era stata intitolato ai Marinai d'Italia, cui se n'è aggiunto uno per gli Autieri in piazza del Bersagliere. Si tratta di intitolazioni gestite dal Verde pubblico e proposte dall'assessore di Forza Italia Stefano Clerici. Tre anni fa sempre Clerici aveva ottenuto l'intitolazione dei giardinetti del liceo classico al filosofo Giovanni Gentile e aveva scoperto la targa al Palace hotel contro i bombardamenti angloamericani che colpirono la nostra città nell'aprile del 1944. In via della Brunella, poi, c'è anche un giardinetto dedicato a Oriana Fallaci.

 
 
 
 
 
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INCURSORI DI MARINA E SUB DISABILI IN IMMERSIONE INSIEME
Martedì, 15 Luglio 2014
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LA SPEZIA - Il 25 luglio 2014, nell'insenatura del Raggruppamento Subacquei ed Incursori ''Teseo Tesei'', circa venticinque subacquei diversamente abili si immergeranno insieme con gli operatori dei reparti subacquei della Marina militare, nell'ottavo stage di immersioni intitolato ''Insieme in immersione...a Porto Venere''. Quest'anno - riferisce una nota - l'ormai tradizionale manifestazione, alla sua ottava edizione, vedra' costituirsi quattro diversi team d'immersione che si cimenteranno in un percorso subacqueo che li guidera' alla scoperta di oggetti non comuni, quali un elicottero ed un'automobile perfettamente bonificati da materiali inquinanti ed usati normalmente nelle attivita' addestrative del Gruppo Operativo Subacquei, o li sottoporra' ad alcune delle prove di agilita' che si svolgono a Comsubin durante le immersioni formative della Scuola Sub. L'attivita', coordinata dal personale dei reparti subacquei della Marina militare, e' organizzata a favore dei subacquei diversamente abili appartenenti alla Societa' HSA Italia (Handicapped Scuba Association International) ed al Gruppo Sub Ospedale della Spezia, che da anni lavorano affinche' la subacquea sia alla portata di tutti, in maniera tale che ognuno possa viverla in sicurezza in relazione alla propria fisicita' e autonomia. La collaborazione si inquadra nell'ambito del programma addestrativo del Comando Subacquei ed Incursori e delle iniziative promosse dal comune di Porto Venere per la nomina del paese delle Grazie quale ''Citta' dei Palombari'', testimoniando il profondo legame che unisce la Marina militare e le istituzioni locali.

 
 
 
 
 
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GUERRA ELETTRONICA E CIBERNETICA: L'INGHILTERRA STANZIA FONDI INGENTI PER CONTRASTARLA
Martedì, 15 Luglio 2014
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FARNBOROUGH-GB-ieri il premier britannico David Cameron ha annunciato a sorpresa fondi di un miliardo di sterline per la Difesa per combattere il crimine che viaggia via internet. È «un'emergenza nazionale», ha detto Cameron, contro nemici nascosti in rete che sono all'estero ma sono un grave pericolo per il Paese. «Bisogna dare alle nostre Forze Armate le risorse per combattere le guerre di questo secolo, non del secolo scorso, - ha proseguito - Non abbiamo bisogno di carri armati in Europa, ma delle tecnologie più avanzate contro il cybercrime».

Del pacchetto annunciato ieri al salone aeronautico di Farnborough, 800 milioni saranno dedicati agli investimenti in intelligence e sorveglianza informatica, compresi aerei ipertecnologici «che possono volare su zone come il Corno d'Africa e individuare minacce terroristiche».

I restanti 300 milioni finanzieranno programmi già in essere, come i radar di nuova generazione per gli aerei Typhoon. Avere Forze Armate tecnologiche, avanzate e flessibili per proteggere i nostri interessi è una necessità, ha concluso. L'industria della Difesa in Gran Bretagnaregistra un aumento delle esportazioni dell'11%. La preoccupazione del premier per la criminalità su internet è condivisa dalla Nato. Adam Thomson, ambasciatore Nato, ha detto che il summit delal alleanza di settembre in Galles, il primo dal 2012, «prenderà decisioni importanti su posizioni di lungo termine, come ad esempio il miglioramento delle nostre difese informatiche». Secondo Thomson serve più collaborazione tra alleati contro minacce in costante evoluzione. L'annessione della Crimea, ha detto, è stata «un vero campanello d'allarme per la Nato».

 
 
 
 
 
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GLI "HACJKER" DI ANONYMOUS IMBATTIBILI: SI SONO IMPADRONITI ANCHE DEL MOSE
Martedì, 15 Luglio 2014
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Gli hacker hanno attaccato i siti del Consorzio e della Mantovani. Incursioni nei database: "Le barriere faranno acqua da tutte le parti"


VENEZIA- Il sito del Consorzio Venezia Nuova lunedì pomeriggio ha dovuto soccombere di fronte ad un attacco hacker scagliato da Anonymous, il collettivo di geni del web che si muove per mettere i bastoni tra le ruote a multinazionali e realtà che si macchiano di scandali o di comportamenti che l'organizzazione reputa scorretti.

Per questo motivo, sulla scorta dello scandalo che, tra tangenti, mazzette e arresti, ha terremotato la laguna, gli hacker hanno deciso di attaccare il sito del Cvn. Per raccontare "la verità", come la chiamano. Quanti provavano a entrarci verso le 17.30 non solo non trovavano traccia delle ultime notizie sui lavori in corso alle bocche di porto, ma si imbattevano pure in una modifica dei contenuti "riveduta e corretta".

Ad esempio si legge: "Mose, barriera illegale che fa acqua da tutte le parti". Sotto scacco anche il sito della Mantovani, che dopo l'arresto dell'ex ad Piergiorgio Baita è entrata in maniera pesante nell'inchiesta della magistratura veneziana. Ciò che preoccupa, però, sono le informazioni di cui gli hacker potrebbero essere entrati in possesso. Spiattellandole ai quattro venti. Gli incursori, infatti, sarebbero riusciti a decriptare i codici di accesso al database dei siti. Penetrando quindi nella struttura sottostante. "Si parla di 30 milioni di fatture false, cento indagati, decine di arresti effettuati e 5 miliardi e 496 milioni di euro già garantiti dallo Stato - dichiara il collettivo di Anonymous, che ha lanciato l'operazione #greenrights - Un'opera così importante, divorata dall'interno da un sistema che prevede un giro di soldi milionario. Lo scopo di accumularne così tanti? Corrompere. Per la sopravvivenza del sistema di potere".

 
 
 
 
 
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FRIULI : SULLE TRACCE DI ROMMEL
Martedì, 15 Luglio 2014
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UDINE - Nelle Dolomiti Friulane è possibile partecipare ad escursioni sulle tracce di Rommel alla Forcella Clautana, per ripercorrere passo per passo il tragitto fatto dal mitico generale dalla Val Cellina alla Val Meduna. Fa conoscere un frammento della Prima Guerra mondiale quasi dimenticato, che ha come protagonista un allora giovane tenente di un battaglione di montagna tedesco, destinato a diventare un mito: Erwin Rommel, che a soli 26 anni e ancor prima di Caporetto, era già famoso per il suo coraggio e abilità bellica.

Il percorso proposto è lo stesso che Rommel e i suoi uomini del battaglione Württemberg fecero allora, lungo la strada - costruita dagli alpini italiani tra il 1910 e il 1912 - che collegava la Val Cellina alla Val Meduna ed è ancor oggi perfettamente percorribile.

Il reparto di Rommel rappresentava la punta estrema dell'Alpenkorps germanica, aggregato alla XIV armata nell'assalto all’Isonzo. Gli "alpini" tedeschi -inquadrati con la 22° divisione Schützen- penetrarono nella difesa italiana per raggiunger velocemente Longarone e tagliare così la strada alle truppe italiane, che dal Cadore si stavano ritirando verso il Grappa.

Tuttavia, a Forcella Clautana, il 7 novembre 1917, si dovettero arrestare, dato che attestati a quota 1439 della forcella c'erano circa 1000 italiani - alpini del Susa e del Cividale, bersaglieri, fanti, artiglieri, arditi del reparto d'assalto - che riuscirono a impedire lo sfondamento delle truppe tedesche. Si difesero strenuamente, tant’è che lo stesso Rommel, dopo il fallimento del primo assalto notturno, ebbe a dire: "sono seccato, è il primo assalto dall'inizio della guerra che mi va male. Duro lavoro di ore andato in fumo. Una ripetizione dell'assalto sembra senza speranza…”

Oppure il Sentiero storico della battaglia di Pradis, da Pielungo a Pradis di Sopra, testimone di uno dei tanti, inutili ed eroici tentativi da parte dell'esercito italiano di bloccare l'avanzata austro-germanica dopo la disfatta di Caporetto. A Pradis di Clauzetto c’è il Cimitero militare di Val da Ros, dove la gente del posto, all’indomani della battaglia (avvenuta il 5 e 6 novembre 1917) seppellì i caduti italiani ed austroungarici. Terminata la guerra, i piccoli cimiteri sparsi nella zona (Pielungo e Forno) vennero dismessi e tutte le salme vennero trasferite in questo, che venne inaugurato nuovamente nel 1920. Negli anni '30, con la costruzione dei grandi sacrari militari voluti dal regime fascista, i resti dei soldati italiane vennero trasferiti. Rimangono oggi gran parte delle lapidi originali italiane, alcune tombe tedesche (segnalate dalla croce in pietra) e il monumento centrale (a forma piramidale con diverse lapidi commemorative).

Per prenotare queste ed altre escursioni storiche, rivolgersi a Giorgio Furlanich cell. 389-8733051.

 
 
 
 
 
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TRIBUNALI INTERNAZIONALI AL SERVIZIO DELLE MULTINAZIONALI. COME TI DISTRUGGO UNO STATO
Martedì, 15 Luglio 2014
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Multinazionali che trascinano in giudizio gli Stati per imporre la propria legge e far valere i propri «diritti», non è una supposizione: si contano già 500 casi nel mondo.



di BENOÎT BRÉVILLE e MARTINE BULARD


Sono bastati 31 euro per far partire lancia in resta il gruppo Veolia contro una delle poche vittorie riportate dagli egiziani nella «primavera» del 2011: l’aumento del salario minimo da 400 a 700 lire al mese (da 41 a 72 euro).

IL RESTO IN OPINIONI

 
 
 
 
 
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A TRIESTE IL SALUTO AI PARACADUTITSI TRIESTINI CHE VANNO ALLA MARCIA DI NIMEGA
Martedì, 15 Luglio 2014
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Parole di apprezzamento per l'ANPDI che ha accettato la sfida della marcia di Nimega, 5000 Militari e 50mila civili insieme marceranno per 4 giorni , compiendo un percorso totale di 160 chilometri.


TRIESTE- Sabato scorso , presso Villa Necker, sede del CME “Friuli Venezia Giulia”, il Comandante Militare del Friuli Venezia Giulia, Generale Alessandro Guarisco, ha salutato i 10 paracadutisti triestini in partenza per la più importante manifestazione di marcia al mondo: “Quattro Giorni di Nimega” ( dal 15 al 18 Luglio) che unisce il popolo olandese ai militari.
Quest’anno, il contributo del ANPDI di Trieste alla partecipazione dell’evento è stato determinante con ben 10 atleti su 25 paracadutisti iscritti provenienti da tutta Italia.

Il Generale Guarisco ha ricordato che lo sport è sicuramente un attività fondamentale nella vita di ognuno e per l’Esercito, soprattutto con il definitivo affermarsi del soldato professionista, una sfida continua che da un significativo contributo al consolidamento del senso di appartenenza nonché di fungere da stimolo per attività sportiva diffusa.

Ed è appunto con questo spirito che questi atleti, sebbene abbiano intrapreso strade lavorative diverse dal mondo militare, continuano ad abbracciate questi valori con lo stesso entusiasmo di quando, giovani, indossavano l’uniforme.

 
 
 
 
 
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IRAQ: PANTANO DI INFILTRATI, SPIE E CORROTTI ANCHE TRA I MILITARI STRANIERI
Martedì, 15 Luglio 2014
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NEW YORK- Un rapporto riservato del Pentagono fornisce un quadro inquietante della situazione iraqena: nelle forze di sicurezza idi quel paese si annidano spie dei jihadisti sunniti e sciiti filo-iraniani, in numero tale da rappresentare un serio rischio persino per la sicurezza personale dei consiglieri militari inviati da Obama.
Molte unità delle forze armate sarebbero profondamente infiltrate sia dagli estremisti sunniti che da elementi sciiti sostenuti dall'Iran. Secondo una prima valutazione , solo la metà delle forze operative irachene sono in grado di sostenere una eventuale attività dei consiglieri militari americani, qualora la Casa Bianca decidesse di contribuire a rovesciare l'avanzata dei militanti sunniti dello Stato Islamico in Iraq e nel Levante (Isis). E se questo non bastasse, bisogna aggiungere che le forze leali al premier Nuri al Maliki dipendono pesantemente dalle milizie sciite - molte delle quali sono state addestrate in Iran - e anche da consiglieri delle forze paramilitari iraniane al Quds. Le forze irachene, afferma quindi il rapporto, sono in grado di difendere Baghdad, ma non necessariamente di mantenerla interamente sotto controllo. «È un casino», ha sintetizzato seccamente un alto funzionario dell'amministrazione citato dal Nyt. Nel documento vengono analizzati i punti di forza e debolezza delle varie unità, i loro equipaggiamenti, munizioni, leadership, morale e altro. Diversi generali veterani dell'Iraq, scrive ancora il Nyt, affermano che i consiglieri Usa potrebbero essere fondamentali.

 
 
 
 
 
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FARNBOROUGH (GB): PRESENTATO IL C27J CON EQUIPAGGIAMENTI MODULARI MULTIMISSIONE
Lunedì, 14 Luglio 2014
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PARMA- Al Farnborough International Airshow nei pressi di Londra,Gran Bretagna, che si apre oggi, Finmeccanica mette in mostra l’MC-27J, una nuova versione multi-missione dell’affermato aereo da trasporto tattico C-27J Spartan, realizzata in collaborazione con l’azienda americana ATK. Per l’MC-27J la società e ATK hanno adottato un approccio modulare che ottimizza l’uso di kit di missione-pallet (attrezzatura Roll-On/Roll-Off) sia per i sistemi che per l’armamento. L’MC-27J è una soluzione flessibile, agile ed efficiente per i requisiti multi-missione delle forze aeree e delle forze speciali. L’MC-27J non è solo un gunship ma una piattaforma per scenari operativi equipaggiata con una collaudata suite di sensori/comunicazioni/armi in grado di eseguire una vasta gamma di missioni personalizzate sulle esigenze del cliente.

 
 
 
 
 
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ASIAGO: MEDICINA MILITARE A CONGRESSO
Lunedì, 14 Luglio 2014
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Medicina militare.convegno ad Asiago

Dopo l’inserimento nel Codice Deontologico di un articolo dedicato ai medici militari, la Federazione degli Ordini dedica una giornata di studio alla “Medicina militare tra storia, etica e attualità”, che si svolgerà il 19 luglio ad Asiago, luogo simbolo della I Guerra Mondiale.

14 LUG - Riflettere sul ruolo dei medici nelle forze armate e sulle tante implicazioni etiche e deontologiche di questo ruolo. È questo lo scopo del Convegno “Medicina militare tra storia, etica e attualità” che si svolgerà ad Asiago sabato prossimo 19 luglio, proposto dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, in collaborazione con gli Ordini dei Medici del Veneto.

Il Convegno affronterà temi di grande attualità, ma sarà anche l’occasione per ricordare la tragedia della Prima Guerra Mondiale, proprio mentre si sta celebrando il centenario dell’avvio del conflitto, con la deposizione di una corona d’alloro ai caduti presso il Sacrario militare di Asiago-Leiten.

L’evento, realizzato con il patrocinio del Ministero della difesa e del Comando Forze di Difesa Interregionale Nord, sarà presieduto da Amedeo Bianco e Maurizio Benato e vedrà le relazioni di Raimondo Ibba ("Sanità militare nella grande guerra"), Antonio Sabino ("Istanze etiche nella medicina militare"), Federico Marmo (generale medico militare, "Medico militare e missioni internazionali di pace"), moderate da Roberto Mora e Michele Valente. La tavola rotonda finale, moderata da Roberta Chersevani e Valerio Brucoli, vedrà gli interventi di Maurizio Balistreri (bioeticista), Luigi Conte, Luigi Lista (colonnello medico), Giacomo Mammana (generale medico), Rita Nonnis, Aldo Pagni e Maurizio Scassola.


A latere del Convegno sarà presentato il volume “Etica medica nella vita militare”, a cura del vicepresidente nazionale Fnomceo, Maurizio Benato, di Maurizio Balistreri e di Maurizio Mori.



 
 
 
 
 
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LA STAMPA PARLA DEL 187mo REGGIMENTO
Lunedì, 14 Luglio 2014
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SEMINARIO DI ALTO PROFILO PER I TUTORI DELL'ORDINE
Lunedì, 14 Luglio 2014
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Nelle giornate del 12 e 13 luglio 2014 in Lizzano in Belvedere (BO), presso il Palazzo dello Sport “Enzo Biagi”, una nuova e stupenda struttura collocata nel verde dell’Appennino Bolognese, si è svolto il 6° seminario di Pancrazio – 1° Seminario Altoreno.

La manifestazione, rivolta a principianti ed esperti è stata organizzata dalla Delegazione Regionale FIPA Emilia Romagna con il concorso dalle delle ASD Pol. Il Quadrifoglio e Sport Village Karate ed il patrocinio del Comune di Lizzano in Belvedere.

Lo staff dei docenti era composto dai quadri tecnici della ASD Esercito-187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” (istruttori Delta della FIPA Caporal Maggiore Capo Scelto Daniele PILAGATTI, Caporal Maggiore Capo Scelto Antonio CITI, Caporal Maggiore Scelto Alessio LONI, tra l’altro campioni del Mondo di Pancrazio specialità Polydamas negli anno 2011, e dal Preparatore Atletico della FIPA Alessio MARTELLONI) nonchè dall’esperto sull’uso delle armi da taglio, M° Maurizio GUERRINI.

Un programma dedicato è stato sviluppato per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, istituti di Vigilanza) che hanno riscontrato nel Pancrazio un sistema di combattimento perfettamente rispondente alle loro esigenze di servizio. Gli insegnati hanno riscosso il consenso dei numerosi partecipanti che si sono allenati sul corposo programma tecnico per ben due giorni con entusiasmo e passione.

Grazie anche al supporto della proloco di Lizzano, che ha fatto preparare persino una torta commemorativa, il seminario è stato un vero e proprio successo organizzativo che ha consentito ai partecipanti di trascorrere due stupende giornate all’insegna dello sport e dell’aggregazione.


LE FOTO DELLO STAGE


 
 
 
 
 
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ANPDI LECCO RINGRAZIA GLI SPONSOR
Lunedì, 14 Luglio 2014
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LECCO- L'ANPDI di Lecco vuole ringraziare pubblicamente anche attraverso le nostre pagine gli sponsor che hanno contribuito al successo dei campionati di paracadutismo-precisione in aterraggio- che si sono appena conclusi.
Eccoli:









 
 
 
 
 
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RIPRENDE SERVIZIO IL PARACADUTISTA USA OSTAGGIO PER 5 ANNI DEI TALEBANI
Lunedì, 14 Luglio 2014
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Sei settimane dopo essere stato rilasciato dai talebani, che in Afghanistan lo tenevano in ostaggio da cinque anni, il sergente Bowe Bergdahl potrebbe già oggi riprendere servizio. A riferirlo sono stati alcuni funzionari del dipartimento della Difesa al New York Times.

 
 
 
 
 
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TRIPOLI: SI COMPLICA LA SITUAZIONE DELLA SICUREZZA PER I NOSTRI ISTRUTTORI DELLE FORZE ARMATE LIBICHE
Lunedì, 14 Luglio 2014
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TRIPOLI - Esplosioni e spari sono stati sentiti ieri e oggi all'aeroporto internazionale di Tripoli, in Libia, dove le compagnie aeree hanno cancellato diversi voli internazionali. Gli scontri sono scoppiati stamane, ma non è chiaro chi sia coinvolto. Tra i voli cancellati, quelli di British Airways e Turkish Airlines.

 
 
 
 
 
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LA MORTE DEL GENERALE ANTONIASSI NELLE PAROLE DEI PARACADUTISTI TREVIGIANI
Lunedì, 14 Luglio 2014
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Lunedì 14 Luglio 2014,
La notizia della morte del Generale Paolo Antoniassi si è diffusa rapidamente tra i componenti della sezione di Treviso dell’associazione nazionale paracadutisti d’Italia. Ieri mattina un gruppo era partito alla volta del Friuli per partecipare alle operazioni di soccorso, nella speranza di poterlo trovare vivo. Sono stati fra i primi a sapere del ritrovamento del corpo del loro amico.

Lino Tinazzi era tra coloro che si erano subito mobilitati. Lui, Antoniassi non solo lo conosceva bene, ma gli era legato da sincera e autentica amicizia.

Tinazzi racconta che proveniva da una famiglia originaria dell’interno della Croazia di forti sentimenti italiani, fuggita dopo il passaggio di quelle terre alla Iugoslavia.

«Quando andò in pensione ha continuato con noi i lanci e praticava con assiduità il paracadutismo sportivo. Ricordo in particolare quello che, in occasione del nostro raduno interregionale, effettuò un paio d’anni fa scendendo in piazzale Burchiellati. Era un uomo simpatico, gioviale, allegro, e nello stesso tempo coraggioso fino alla temerarietà, oltre che un amico sincero che ci trovavamo costantemente a fianco. E soprattutto, vorrei sottolineare, un italiano nel senso più schietto del termine».

Per i paracadutisti trevigiani -la morte di Antoniassi è una grave perdita. «Durante il funerale sarò io a tratteggiare un ricordo di lui, ricordandone la sua figura e il suo indiscusso valore», conclude Tinazzi.

UNA LUNGA E PROFICUA CARRIERA MILITARE CON INCARICHI DI PRIMA LINEA
Da metà degli anni Settanta al 2006 era stato impegnato in tutte le più importanti missioni svolte dall’Aeronautica all’estero. Aveva prestato servizio a Villafranca nella terza aerobrigata, passando poi a Roma all’Ispettorato logistico e nell’89 al Reparto manutenzione velivoli di Treviso. Tra il 2000 e il 2002 era stato in Kosovo quale comandante del gruppo servizi generali del 1. Reparto operativo autonomo. Altre significative esperienze risalgono al periodo compreso tra il 2002 e il 2003, in Macedonia nelle vesti di monitor dell’European Union Monitoring Mission, e al 2006 in Afghanistan dove ricoprì l’incarico di comandante della Task force "Aquila" nonchè vicecomandantedella Forward Support Base.


 
 
 
 
 
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GLI INCURSORI DI ISRAELE FURONO ADDESTRATI DA DUE DELLA XMAS
Lunedì, 14 Luglio 2014
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il brevetto dei componenti della 13ª Flottiglia (in ebraico, Shayetet 13 abbreviata in S’13), l'unità di incursori della Marina israeliana, che possiede secondarie capacità per missioni di antiterrorismo navale e di liberazione di ostaggi in ambiente marittimo.Il loro motto è uguale alle SAS: chi osa vince


PARMA- La costituzione della Shayetet , "la flottiglia" ovvero gli incursori che per primi hanno lanciato l'assalto a GAZA ASabato scorso, si deve a due ex componenti rispettivamente della X Mas – Fiorenzo Capriotti – e Mariassalto ( il nome dato a quelli della decima che rimasero al Sud dopo lì'8 settembre, ndr) – Nicola Conte.

Nel 1948 furono contattati dai Servizi Italiani per un incarico: andare in Israele e addestrare la Flottiglia, ovvero i loro incursori. Capriotti, dopo la guerra in Italia, aveva aderito al Movimento sociale italiano, ma divenne ugualmente un eroe per gli israeliani : nel 1992 fu dichiarato comandante ad honorem di Shayatet 13.

Negli anni del conflitto arabo-israeliano, Shayetet 13, costituito da tre squadre (assalto, sub e superficie) ha sempre avuto missioni ad alto rischio da compiere ma al contrario dei colleghi di altre nazioni , come i Navy Seals, gli incursori israeliani sono pressochè sconosciuti. Molti ricorderanno i modi sbrigativi nell'affrontare la nave turca Mavi Marmara (2010) piena di attivisti pro palestinesi: gli incursori si calarono sul pontile dell’imbarcazione che voleva rompere il blocco navale attorno a Gaza e vi furono nove morti fra i manifestanti.


 
 
 
 
 
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IL PENTAGONO MANDA IN CONGEDO MIGLIAIA DI SOLDATI, COMPRESI GLI UFFICIALI I
Lunedì, 14 Luglio 2014
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Il Pentagono manda il "foglio rosa" (come viene chiamato il congedo, dal colore che ha il modulo che viene consegnato al militare, ndr), a centinaia di soldati delle'Esercito , compresi gli ufficiali in servizio attivo

Gli USA hanno pianificato la riduzione di migliaia di unità i ruoli degli ufficiali, compresi quelli che servono o che hanno recentemente servito in Afghanistan.

I funzionari del Dipartimento della Difesa dicono che i tagli al personale sono il risultato del piano di contenimento della spesa imposto dal piano nazionale che li impegnerà a ridurre il numero di soldati da 520.000 a 450.000.

Tha gli esuberi ci sono circa 2.600 capitani e alti ufficiali , il cuio destino sarà quello del licenziamento in tronco.

"La decisione di inviare il congedo ai soldati all'estero, in servizio attivo, è pericoloso e una pessima sceltra per il morale", dice il maggiore generale in pensione Robert Scales, che aveva rivestito importanti ruoli nel settore dell'addestramento e reclutamento.

"Si mettono il soldato, le famiglie e gli uomini che sono sotto il loro comando, a rischio", ha detto Scales. "I giovani ufficiali si chiedono chi sarà il prossimo. Come gli si può chiedere poi di essere efficienti?"
Una mossa simile fu fatta dopo la guerra del Vietnam, con un risultato disastroso in termini di impatto sociale e di malattie psichiche riscontrate a molti congedati.

L'esercito "è un approccio equilibrato che mantiene prontezza durante il tentativo di ridurre al minimo le turbolenze all'interno del corpo degli ufficiali."
Il generale John Campbell ha dichiarato con un certo allarme al Congresso che 1.100 soldati, tra cui alcuni attualmente in servizio in Afghanistan, stanno ricevendo, senza preavviso, il gofoglio che li pone in quiescenza.

In Oklahoma il senatore James Inhofe, repubblicano membro del Comitato sulle Forze Armate del Senato, ha detto in risposta: "Il mio cuore va a questi uomini e donne che rischiano la loro vita e stanno facendo grandi sacrifici, ma che ora vengono allontanati dall'Esercito e non avranno lavoro quando torneranno a casa dalle loro famiglie ".

 
 
 
 
 
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PAVULLO DEL FRIGNANO: GLI INCURSORI IN CONGEDO E L'ANPDI RICORDANO I CADUTI
Domenica, 13 Luglio 2014
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PAVULLO DEL FRIGNANO- Dal 2011 gli incursori in congedo dell'ANIE e l'ANPDI di Modena si ritrovano ogni anno in Luglio a Pavullo del Frignano,(Modena) , insieme ai paracadutisti di alcune sezioni vicine, per ricordare i Caduti di ogni tempo con un momento dedicato agli incursori che ci hanno lasciato.

Così è avvenuto anche stamattina. Presenti le medaglie d'argento incursori in congedo Marcello Fagnani ( Cima Valona) e Ivano Tosetto ( Somalia),il Medagliere Nazionale ed il Vice Presidente ANIE generale Raffaele Iubini, diversi incursori liberi dal servizio ed i labari degli alpini affiancati a quelli di alcune sezioni ANPDI, in testa quelli delle sezioni ANPDI di Pavullo e Modena. L'Accademia Militare aveva inviato due Cadetti in rappresentanza.

La cerimonia si è articolata in tre momenti,in altrettanti luoghi del ricordo, posti in paese; dopo l'alzabandiera e i saluti del Sindaco, un piccolo corteo accompagnato dalla banda musicale del Comune, ha raggiunto il monumento dedicato agli alpini e la lapide che da tre anni ricorda i Paracadutisti.
Non è mancato da parte del Sindaco Romano Canovi un ricordo dei due fucilieri di Marina trattenuti illegalmentre in India.
Nella stessa mattinata il Sindaco ha consegnato una benemerenza ad un paracadutista pavullese, per aver salvato un uomo intrappolato nella propria auto trascinata in un torrente dopo uno smottamento sulla provinciale.

Per la scarsa visibilità nell'attraversamento della fascia preappenninica , il CESSNA che aveva imbarcato a Reggio Emilia quattro paracadutisti non ha potuto lanciarsi sulla piazza, dove era stato allestito un materasso per facilitare l'impatto sul pavè in pendenza.
Le previsioni metereologiche negative avevano sconsigliato anche i più lontani a recarsi a Pavullo, per evitare di prendere eventuali acquazzoni, che non ci sono stati.

Pavullo è sede di una aviosuperfice che per molti anni è stata base aviolancistica addestrativa sia dell'ANPDI che della Folgore e anche un appoggio operativo di "passaggio" per i sabotatori, primam e gli incursori dopo, che andavano ad addestrarsi sulle montagne dell'Abetone.






 
 
 
 
 
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LECCO: IL TEMPO VARIABILE NON HA DISTURBATO TROPPO I CAMPIONATI DI PRECISIONE ORGANIZZATI DALL'ANPDI
Domenica, 13 Luglio 2014
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LECCO- Si sono chiusi nel primo pomeriggio di Domenica con la premiazione del CSE come prima squadra, i campionati di paracadutismo- precisione in atterraggio- organizzati dall'ANPDI di Lecco.

Sei squadre composte da 5 atleti hanno atterratio negli impianti sportivi di Bione dall' 11 al 13 Luglio 2014.
Dopo i lanci di proiva del venerdì, la competizione vera e propria si e' sviluppata tra Sabato e Domenica con condizioni meteorologiche tipiche delle zone montuose, aggravate dalla ben nota instabilità generale del Nord Italia di questi giorni. Condizioni che hanno messo a dura prova i competitori, che hanno alternato dei punteggi molto buoni ad altri meno soddisfacenti.
Alla fine, hanno prevalso gli atleti più esperti che hanno saputo meglio interpretare il continuo mutare dell'intensità del vento.

classifica a squadre:

> 1 Esercito
> 2 ANPd'I Ferrara
> 3 ANPd'I Cremona

classifica individuale uomini

> 1 LGT Tresoldi Giuseppe (Esercito)
> 2 1CM Agnellini Massimo (Esercito)
> 3 Serg Turrin Ivan (Esercito)

classifica femminile :

> 1 1CM Zanotti Milena (Esercito)
> 2 Sig.ra Guerreschi Silvia (ANPd'I Pordenone)
> 3 Serg Di Tecco Annalisa (Esercito)


Gli organizzatori ci hanno segnalato la presenza di una "vecchia" conoscenza del nostro giornale: il capitano paracadutista Roberto Pagni come capo delegazione degli atleti del Cse. Siamo davvero contenti nel sapere che il CSE può contare su un insegnante laureato ISEF, istruttore subacqueo, docente alla Facoltà di scienze motorie a Genova,1° dan di AIKIDO , "coach" qualificato di squadre di rugby e che vanta una lunga esperienza di servizio al Capar; siamo certi che la sua perfetta conoscenza di uomini e strutture del centro di addestramento di paracadutismo, sarà prezioosa per il Maggiore Paolo Filippini, atleta mondiale e attuale comandante del plurititolato team sportivo.

Il prossimo impegno dper i paracadutisti del CSE sara' a Peiting (Germania) dal 18 al 20 Luglio 2014.



 
 
 
 
 
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MUORE COL PARAPENDIO IL GENERALE ANTONIASSI, IN PENSIOE DA POCO TEMPO
Domenica, 13 Luglio 2014
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NIMIS (UD) -Il parapendista trevigiano Paolo Antoniassi, generale dell'aeronautica da poco in pensione, di 66 anni, è stato trovato morto, poco fa, dai tecnici del Soccorso Alpino di Gemona (Udine), inghiottito ieri pomeriggio da un cumulonembo nel corso di un temporale sul monte Bernadia, sopra Nimis (Udine).

La salma è stata trovata grazie alla segnalazione di un cacciatore che aveva individuato la vela del paracadute penzolare da un albero. Sul posto anche i militari della Guardia di Finanza e i Carabinieri che svolgeranno i rilievi.

LA DINAMICA
Il corpo è stato trovato a Platischis di Taipana (Udine), a una mezza dozzina di chilometri da dove lo sportivo era stato avvistato l'ultima volta, inghiottito dal vortice del cumulonembo. Antoniassi era impigliato in un albero, anche se si trovava praticamente a terra: prima di restare bloccato tra le piante, secondo una prima ricostruzione, ha sbattuto contro alcune rocce poco distanti. È tuttavia probabile che la morte sia intervenuta già all'interno del cumulonembo, forse per congelamento o carenza di ossigeno.