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IL GIORNALE CONGEDATIFOLGORE DA STASERA ALLE 18 CAMBIA IL PELO MA NON IL VIZIO
Mercoledì, 17 Settembre 2014
by webmaster


PARMA - Dopo 15 anni, stasera alle 18 il nostro giornale cambierà "il pelo" , ma non lo spessore dei contenuti che, al contrario, riceveranno un impulso dalla accresciuta maneggevolezza di pubblicazione.

I lettori saranno dirottati su WWW.CONGEDATIFOLGORE.COM/IT che sarà la struttura in linea, mentre il vecchio indirizzo rimarrà vivo come imponente archivio da consultare per le notizie recenti.

IL TRAVASO DELLE RUBRICHE
-La Cronaca è stata trasferita nella nuova struttura fino al 31.12.2013
- tutte le rubriche sono disponibili
- Il Forum sarà raggiungibile dalle nuove pagine e rimane invariato

ASPETTO TRADIZIONALISTA MA CON UN MOTORE DI UNA FERRARI
Abbiamo conservato l'aspetto del giornale "tradizionale" , sobrio e orientato a pubblicare solo notizie originali, molto spesso esclusive, limitando l'affollamento della prima pagina, che in certi portali addirittura disorienta.
I contenuti,quindi, ovvero "il vizio" di pubblicare immediatamente notizie originali e quasi sempre esclusive, rimane.


IL GIORNALE RICONOSCERA' AUTOMATICAMENTE I CELLULARI E I TABLET INVIANDO LA VERSIONE ALLEGGERITA

Il nuovo programma riconoscerà le conessioni fatte da cellulari e smart di "ricevere" automaticmente la versione leggera del giornale , senza dover scaricare alcuna applicazione

UNA GIGANTESCA BANCA DATI DEL PARACADUTISMO MILITARE E DELLA FOLGORE
Il giornale www.congedatifolgore.com ha accumulato un gigantesco numero di dati, articoli, foto, su argomenti storici, militari, culturali e paracadutistici. Le oltre 360 pagine che il nostro server mette a disposizione ogni giorno, rispondendo talvolta a picchi di 4000 richieste al giorno, cominciavano a far scricchiolare il vecchio programma , datato 1998.
La sicurezza dei dati richiedeva cambiamenti strutturali , facilmente archiviabili.


 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA- POLIZIOTTI RAPINATORI
Mercoledì, 17 Settembre 2014
by webmaster


MESSAGGERO edizione RIETI del 17 Settembre 2014

Rapinavano e violentano le prostitute tutti condannati

Sette anni e 10 mesi e sette anni ai due sottufficiali

Rapinavano e violentavano prostitute nei loro appartamenti, fingendosi prima normali clienti e poi poliziotti con tanto di distintivo e pistola. Una lunga sequenza di colpi, messi a segno a Latina, per i quali il giudice per l’udienza preliminare di Piazzale Clodio ha emesso una sentenza di condanna nei confronti di quattro persone, come richiesto dal pubblico ministero Edoardo De Santis. Le pene più alte sono toccate ad Alessandro Castellani e a Maurizio Pallotta, rispettivamente maresciallo e sottufficiale dell’Aeronautica militare, condannati a sette anni e dieci mesi e sette anni di reclusione. Il terzo uomo della banda, Andrea Dalerci, dovrà invece scontare un periodo di detenzione di sei anni, mentre Consuelo Iannotti –unica donna del gruppo- ha ricevuto una sanzione di soli tre anni. Un quinto elemento, il romeno Paul Dociu, già giudicato dal tribunale di Latina negli scorsi mesi, era stato condannato a una pena di dieci anni di reclusione. Gli imputati, accusati di rapina aggravata, violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali, sono stati giudicati per sei episodi che si sono susseguiti nel febbraio del 2013.
LE RAPINE
I cinque imputati, tutti residenti a Roma a eccezione del maresciallo Castellani, di Albano Laziale, operavano seguendo sempre le medesime modalità. Per prima cosa, il gruppo controllava le inserzioni pubblicate dalle prostitute sulle pagine dei giornali locali. Quindi, una volta individuata la vittima di turno, uno dei componenti della banda contattava telefonicamente la ragazza prescelta e fissava un appuntamento. Senza lasciare che le ragazze potessero intuire le loro reali intenzioni, gli imputati entravano negli appartamenti adibiti a luogo di incontro e senza troppi indugi sfogavano tutta la loro brutalità. Armati di pistola scacciacani, falsi tesserini della polizia, fascette e nastro adesivo, minacciavano e picchiavano le vittime per poi fuggire con discreti bottini in denaro, carte di credito e apparecchi digitali. In alcuni casi, le prostitute -la maggior parte delle quali sudamericane o provenienti dall’est Europa- venivano immobilizzate alle sedie con il nastro adesivo e poi tenute segregate in stanze appartate. In una circostanza almeno, una delle vittime sarebbe anche stata costretta ad avere un rapporto sessuale con uno dei rapinatori. Solamente nel corso delle sei rapine portate a termine nel mese di febbraio 2013, sono quattordici le ragazze che, dopo aver aperto la porta a quelli che credevano normali clienti, sono passate per un inferno fatto di sevizie e violenze.
L’ARRESTO
A mettere fine alle scorribande notturne del gruppo, sarebbero poi arrivati i carabinieri del capoluogo pontino, nella notte del primo marzo 2013. I militari, già da tempo sulle tracce dei malviventi, dopo aver casualmente incrociato alcuni degli imputati in fuga a bordo di una automobile al termine di una rapina, sarebbero prontamente intervenuti per assicurarli alla giustizia.
Riccardo Di Vanna

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALLA FOLGORE: ATTIVAZIONE DEL 6° REMA PER ESERCITAZIONE DI RIFORNIMENTO URGENTE
Mercoledì, 17 Settembre 2014
by webmaster


LA BRIGATA FOLGORE SI ADDESTRA NEL RIFORNIMENTO IN OPERAZIONE.


LIVORNO- La Brigata paracadutisti FOLGORE ha concluso ieri un’ esercitazioneavente lo scopo di testare le capacità di rifornimento delle proprie unità in uno scenario ad alta intensità.

All’attività hanno partecipato congiuntamente i paracadutisti del 6°Reggimento di Manovra di Pisa, come unità rifornitrice e quelli del 187° Reggimento di Livorno, come unità alimentata.

L’unità logistica, sotto la direzione del Ten. Col. Davide Oppo, Comandante del Battaglione Rifornimenti, ha schierato un Posto Comando campalizzato presso la propria sede di Pisa, la cui Sala operativa ha coordinato le attività e monitorato i nuclei operanti sulterreno. Il 187° Reggimento Paracadutisti, invece, ha schierato una compagnia le cui unità sono state dislocate presso la zona addestrativa di Valle Ugione e nella Caserma “Lustrissimi” di Livorno. ​

Il Comando Brigata ha dato il via all’esercitazione inviando una richiesta di rifornimenti “urgenti” al 6° REMA sulla base delle esigenze espresse dal 187° Reggimento Paracadutisti. I militari di stanza a Pisa, ricevuta la richiesta, hanno predisposto il materiale e in brevissimo tempo hanno schierato sul terreno uomini e mezzi, inviando a Livorno fino a 50 ton di viveri e 30 ton di munizioni.

Successivamente, è stato simulato un rifornimento “preventivo”tramite la realizzazione di un posto distribuzione avanzato in un luogo deciso al momento dai militari del 187° Reggimento, così da testare l’efficacia delle modalità di comando e controllo. La consegna dei rifornimenti è avvenuta attraverso il trasbordo dei materiali dagli autocarri dell’unità logistica a quella dell’unità combat.

La terza e ultima fase ha visto impegnati i paracadutisti nell’effettuazione di un rifornimento “normale” di materiali. In questo caso i materiali erano condizionati a priori e l’attività è stata condotta con l’impiego di autocarri tattici per il trasporto di 5 container e autocisterne tattiche per il trasporto di 24000 litri di carburante.​

Il corretto svolgimento delle attività è stato garantito dallo schieramento dei rendez-vous point logistici con il compito diassicurare il tempestivo link up tra gli assetti di rifornimento e le pedine operative.

L’esercitazione, oltre ad aver consentito di testare le capacità logistiche e operative del 6° Reggimento di Manovra in uno scenario ad alta intensità, è stata anche un’occasione per la definizione ed elaborazione delle nuove procedure tattico-logistiche di rifornimento da implementare per le future operazioni.

LE FOTO OFFERTE DAL COMANDO BRIGATA FOLGORE

 
 
 
 
 
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17 SETTEMBRE 2010- MUORE IN COMBATTIMENTO IL TENENTE INCURSORE ALESSANDRO ROMANI
Mercoledì, 17 Settembre 2014
by webmaster
SUOLA IL SILENZIO- CLICCA QUI





Il tenente Romani con il generale BERTOLINI, A Kabul. Alessanro Romani, Ufficiale incursore, Si occupava anche della sua scorta ravvicinata

 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAGLI ALPINI RANGERS
Mercoledì, 17 Settembre 2014
by webmaster

Punta Zumstein 4563 m


Si è concluso in questi giorni un addestramento per il mantenimento delle capacità alpinistiche degli istruttori della Compagnia Corsi, sezione ambientali, del 4° reggimento alpini paracadutisti. Malgrado il maltempo che ha ostacolato l'attività, il personale ha potuto potenziare la propria esperienza in ambito alpinistico effettuando alcune ascensioni, con l'obiettivo di ricognire potenziali aree addestra ive per attività future da inserire nei Corsi Basici Alpinistici e di Combattimento in Ambiente montano. Nel corso delle giornate di addestramento il personale ha scalato montagne di un certo rilievo come Cima Solda (3387 m) ed il Monte Ortles (3905 m) in Alto Adige e Punta Zumstein sul Monte Rosa (4563 m) in Val d'Aosta.

LE FOTO OFFERTE DAL REPARTO

 
 
 
 
 
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ATTIVITA' DEL TRIBUNALE MILITARE
Martedì, 16 Settembre 2014
by webmaster

RAVENNA. E' stato riconosciuto colpevole di tutti i reati militari di cui era imputato per un totale di un anno di reclusione. E' la pena inflitta dal Tribunale militare di Verona, competente per distretto, a G G, 43 anni, originario di Atri (Teramo) ma domiciliato a Roncofreddo (Forlì-Cesena) e all'epoca dei fatti carabiniere al Radiomobile di Milano Marittima, sul litorale ravennate, arrestato assieme ad altre persone a metà giugno scorso nell'ambito di un'indagine dell'Arma coordinata dalla Procura di Ravenna sullo spaccio nella località rivierasca.
Davanti alla magistratura militare doveva rispondere di ubriachezza in servizio, insubordinazione tramite ingiuria e minaccia, disubbidienza pluriaggravata e violata consegna (la Procura scaligera aveva chiesto due anni e mezzo). Un secondo carabiniere, pure lui arrestato a giugno nell'ambito della stessa inchiesta, è stato condannato a un mese e 20 giorni di reclusione militare per violata consegna in concorso (erano stati chiesti quattro mesi). Si tratta di C C, 41 anni, originario di Colleferro (Roma) ma domiciliato a Fosso Ghiaia (Ravenna) e come il collega all'epoca in servizio al Radiomobile rivierasco. A entrambi gli appuntati scelti, ora sospesi dal servizio, è stata concessa la sospensione condizionale della pena perché incensurati.

. Le imputazioni si riferiscono alle condotte tenute dai due carabinieri, mentre erano in servizio, nel periodo fra l'estate e il novembre dello scorso anno. La violata consegna si riferisce al fatto che, come è emerso innanzitutto dalle intercettazioni ambientali disposte dalla Procura e poi dalle immediate indagini, spesso e volentieri i due appuntati, mentre si trovavano in servizio, alla sera e alla notte, sulla Gazzella', anziché svolgere la loro ordinaria attività di controllo del territorio, si fermavano a cena in un ristorante o si recavano in un bar o al domicilio di spacciatori di cocaina per acquistare la droga che poi sniffavano in auto. Anche questa condotta è provata dalle intercettazioni: emerge, dai contenuti e dai toni delle conversazioni in auto, lo stato mentale ampiamente euforico' di entrambi. L'accusa di guida in stato di alterazione è contestato ovviamente al solo autista, Giancola. Contestazioni, queste relative al codice militare, che vennero mosse non appena, a novembre, una sera, a seguito di una segnalazione, ci fu l'intervento direttamente su strada, del comandante del Nucleo operativo della Compagnia di Cervia-Milano Marittima. Immediatamente ai due carabinieri fu imposto' un periodo di ferie, poi di forzata' astensione dal servizio fino a che a giugno non furono notificate ad entrambi le ordinanze di custodia cautelare. ATTUALMENTE i due sono ancora formalmente carabinieri nel senso che nei loro confronti non è stato per ora adottato l'inevitabile provvedimento di espulsione; sembra che si stia cercando di definire una modalità meno drastica, quella delle dimissioni volontarie. Uno dei due, C C (difeso dall'avvocato GS), è agli arresti domiciliari da fine luglio, dopo aver fatto parziali ammissioni, mentre l'altro (difensore l'avvocato Marco Martines) è in carcere anche in relazione alla maggiore gravità delle condotte. L'inchiesta si è arricchita di altri due indagati: carabinieri che sapevano dei comportamenti di G e C in servizio, ma non fecero segnalazioni quanto meno ai superiori. I due sono stati iscritti nel registro degli indagati a giugno, dopo che durante le dichiarazioni rilasciate agli inquirenti erano emersi elementi di reato.

 
 
 
 
 
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17 SETTEMBRE 2009 - UNA BOMBA A KABUL SPEGNE LA VITA DI CINQUE PARACADUTISTI DELLA FOLGORE
Martedì, 16 Settembre 2014
by webmaster



Kabul- Il cippo all'interno del Comando Isaf di Kabul che ricorda i Caduti della Folgore. La lapide fu posata durante l'incarico di capo di stato maggiore ISAF del Generale di corpo d'armata Marco Bertolini.











Roberto Valente, sergente maggiore, 187º Reggimento

Matteo Mureddu, primo caporal maggiore, 186º Reggimento

Antonio Fortunato, tenente, 186º Reggimento

Davide Ricchiuto, primo caporal maggiore, 186º Reggimento

Giandomenico Pistonami, primo caporal maggiore, 186º Reggimento

Massimiliano Randino, primo caporal maggiore, 183º Reggimento "Nembo"


 
 
 
 
 
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INVICTUS GAMES- TORNANO DALL'INGHILTERRA I SOLDATI ITALIANI FERITI MA NON SCONFITTI
Martedì, 16 Settembre 2014
by webmaster


ROMA
E' rientrato ieri il Team Italiano che ha partecipato alla prima edizione dei giochi internazionali paralimpici dedicati ai militari feriti in servizio "Invictus Games", svoltisi a Londra dal 10 al 14 settembre.

2 medaglie d’Oro, 2 Argenti e un Bronzo sono il bottino dei nostri atleti.

Un oro nel tiro con l'arco individuale del Ten. Col. Fabio Tomasulo; un oro nei 100 metri del Caporalmaggiore Domenico Russo; un argento nel nuoto 50 metri stile del Ten. Col. Marco Iannuzzi; un argento nel canottaggio con l'App. Loreto di Loreto e un bronzo nel nuoto 50 metri stile del Ten. Col. Pasquale Barriera.

Al termine degli Invictus Games, il capitano della squadra il Ten. Col. Gianfranco Paglia ha tracciato un consuntivo per la partecipazione della squadra italiana: L' atmosfera di questi giorni è stata fantastica. E l'accoglienza inglese davvero ottima. È proprio vero l'importante è esserci, per loro lo spirito non è quello delle gare paralimpiche ma quello degli INVICTUS. Però non posso negare che le vittorie e le conquiste delle medaglie siano state emozionanti. Abbiamo tutti condiviso questi successi. Ringrazio la Difesa che ci ha permesso di rappresentare il nostro Paese e la Ministra Pinotti per la sua costante vicinanza, il Comitato Italiano Paralimpico che ci ha concesso i suoi allenatori. Con orgoglio rivendico il primato della nostra Nazione quello cioè di concedere ai militari rimasti invalidi di ritornare ad indossare l'uniforme ed ho chiesto al Principe di farsi portavoce affinchè questo principio di civiltà venga applicato anche negli altri Paesi."

“Un grandissimo risultato per cui, con orgoglio, esprimo grande soddisfazione - le parole del Capo di Stato Maggiore della Difesa Amm. Luigi Binelli Mantelli - un team nato da poco ma che però saputo confrontarsi con le selezioni nazionali di altri 12 Stati, nelle discipline adattive dell'atletica, del rugby, del nuoto, tiro con l'arco, canottaggio conseguendo oltre alle medaglie anche ottime prestazioni individuali e di squadra. Ma la mia soddisfazione è l’aver colto la passione per lo sport, per la vita militare e per la vita più in generale. Bravi Ragazzi.”




La squadra italiana, per un totale di 13 atleti disabili, è composta da: il Colonnello Alessandro Albamonte (EI), il Tenente Colonnello Marco Armando Iannuzzi (AM),il capitano e alfiere Tenente Colonnello Gianfranco Paglia (EI), il Tenente Colonnello Roberto Punzo (EI), il Tenente Colonnello Fabio Tomasulo (AM), il Maresciallo Bonaventura Bove (CC), il Maresciallo Giovanni Dati (CC), il Caporale Maggiore Ca. Sc. Moreno Marchetti (EI), il Caporale Maggiore Ca. Andrea Tomasello (EI), il Caporale Maggiore Sc. Monica Contraffatto (EI), il 1°Caporale Maggiore Domenico Russo (EI), il Maggiore Pasquale Barriera (EI) e l’Appuntato Sc. Loreto Di Loreto (CC)



 
 
 
 
 
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INIZIANO I CORSI ALLA ACCADEMIA MILITARE E ALLA SCUOLA SOTTUFFICIALI
Martedì, 16 Settembre 2014
by webmaster


ROMA-Sono complessivamente 268 i giovani che inizieranno il 196° Corso “Certezza” dell’Accademia Militare - Anno accademico 2014/2015 ed il 17° corso biennale (2014 - 2016) per allievi Marescialli, indossando per la prima volta l’uniforme dell’Esercito nei due Istituti Militari di formazione della Forza Armata.

Quest’anno ben oltre 6800 sono state le domande dei concorrenti per l’Accademia Militare di Modena, che dal 1678 forma gli Ufficiali dell'Esercito. In 180 (di cui 20 donne), sono stati ammessi alla frequenza del tirocinio iniziato lo scorso il 26 agosto, al termine del quale avverrà un'ulteriore selezione e in 151 saranno ammessi al primo anno del 196° Corso Allievi Ufficiali dell’Esercito.

Gli Allievi, al termine del biennio, con il grado di Sottotenente, proseguiranno gli studi a Modena o alla Scuola di Applicazione dell'Esercito di Torino, dove conseguiranno la Laurea magistrale nei diversi indirizzi di studio, tra cui Scienze strategiche, Ingegneria e Medicina.

Per la Scuola Sottufficiali dell’Esercito, 216 giovani, a fronte dei 16816 concorrenti al concorso pubblico per Allievi Marescialli, sono stati ammessi alla frequenza del 17° Corso biennale (2014 - 2016) presso la Scuola Sottufficiali di Viterbo. Per loro il tirocinio ha avuto inizio oggi. Al termine del triennio di formazione gli Allievi conseguiranno il grado di Maresciallo e la laurea di primo livello in “Scienze organizzative e gestionali” presso l'Università della Tuscia e in “Infermieristica” presso l’Università di Tor Vergata di Roma. Questo corso sarà composto da 21 donne, il maggior numero da quando è consentito l’accesso alle Forze Armate al personale femminile. Dal 2000, da quando le forze armate italiane hanno aperto i concorsi alle donne, le domande di partecipazione si sono attestate a circa il 16% per entrambi gli istituti di formazione.


In costante aumento le domande pervenute quest’anno sia per quanto attiene al concorso per l’Accademia Militare che per la Scuola Sottufficiali. La provenienza geografica prevalente degli allievi è il centro-sud ed in particolar modo dalla Puglia e dalla Campania.

 
 
 
 
 
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GIOVANI NARCOTIZZATI DALLE DROGHE: E' ALLARME. ANCHE IL GIOCO DILAGA
Martedì, 16 Settembre 2014
by webmaster



Cannabis da record usata da 1 giovane su 4
Rapporto choc del Dipartimento antidroga E 3 italiani al giorno si ammalano di gioco



Lo spinello dilaga tra i ragazzi ;i consumi registrano un aumento senza precedenti in quella fascia d’età e distrugge il livello di istruzio­ne, fa crollare la fiducia nelle istituzioni ed i progetti per il futu­ro.

Un adole­scente su quattro fuma o ha fumato marijuana almeno una volta. I dati ce li fornisce la Relazione sulle tossicodipendenze 2014 del Dipartimento politiche antidroga.
Il premier Matteo Renzi ha avocato a sé le competenze in materia di droga. I dati sui consumi degli studenti, relativi a uno studio condotto nel 2014 su un campione di 31.661 ra­gazzi tra 15 e 19 anni confermano che il 23,46% ha consumato cannabis una o più volte ne­gli ultimi 12 mesi, due punti in più rispetto al 2013 (21,56%). È diminuito inve­ce il consumo di cocaina (dal 2,05% all’1,58%); sostanzialmente stabili eroina (dallo 0,36% allo 0,21%), stimolanti (amfetamine o ecstasy) fer­mi a 1,36% e allucinogeni (2,03% contro 2,13%) mentre il 21% dei ragazzi ha consumato più so­stanze. Osservando il fenomeno per area geo­grafica, si evidenzia il maggior consumo di can­nabis, cocaina ed eroina nell’Italia centrale, di stimolanti nell’Italia nord-occidentale, di allu­cinogeni nel Nordest. Per quanto riguarda invece i consumi nella po­polazione generale, il rapporto cita i dati delle analisi delle acque reflue (di scarico) in 17 città italiane, annualmente forniti dall’Istituto Mario Negri di Milano: nel 2013 risulta in aumento del 10,96% la concentrazione di cannabis, mentre diminuisce dello 0,75% quella di cocaina.

Risultano stabili i numeri delle persone tossi­codipendenti in cura (circa 461 mi-l­a), a fronte di circa 165mila persone assistite dai Sert (164 mila nel 2012), prevalentemente per dipendenza da eroina. Continua a calare il numero di morti per droga (344 nel 2013, era­no mille nel 1999).
VINCONO ANCHELE CUPOLE DELLE SLOT MACHINE E GIOCO D'AZZARDO
Il gioco d’azzardo divora vittime: nel 2012 erano 5.800 le persone in cura per gioco compulsivo, nel 2013 sono diventate 6.800. Significa che l’anno scorso si sono ammalate di gioco 3 persone al giorno.

Lombardia e Veneto le regioni con il mag­gior numero di persone in trattamento. E il fe­nomeno del gioco patologico riguarda pur­troppo anche i giovani: secondo i (pochi) dati presenti nella Relazione, si stima che i giovani giocatori problematici sono il 4,3% mentre quel­li patologici (dipendenti) il 3,8%.


 
 
 
 
 
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FORMAZIONE CONTINUA PER I PARACADUTISTI DELLA ASD ESERCITO 187MO REGGIMENTO
Martedì, 16 Settembre 2014
by webmaster


Da sx: C.le Magg. Ca. Sc. Daniele Pilagatti, C.le Magg. Sc. Alessio Loni, Presidente di settore Enzo Bertocci e C.le Magg. Ca. Sc. Antonio Citi

La “Folgore” e Toscana

LIVONRO - Sabato 13 e domenica 14 a San Donnino , Firenze,si è tenuto uno dei tamti stages di formazione per il corpo istruttori della ASD Esercito – 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” di Livorno. Si trattava del “Corso Aggiornamento Insegnanti Tecnici” organizzato dal Comitato Tecnico Regionale Toscana FIJLKAM settore Karate con Presidente M° Enzo Bertocci.
Nel panorama Nazionale la presenza dei tecnici dell’Esercito Italiano C.le Magg. Ca. Sc. Antonio Citi, C.le Magg. Ca. Sc. Daniele Pilagatti, C.le Magg. Sc. Alessio Loni, “baschi amaranto” del 187°, rappresentano la sinergia operativa della convenzione ESERCITO – FIJLKAM.

 
 
 
 
 
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BREGANZE- VICENZA: SI INCONTRANO D0PO 74 ANNI. NAJA E GUERRA INSIEME
Martedì, 16 Settembre 2014
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Armino Cogo e Italo Rader si sono ritrovati dopo 74 anni. S.D.M.

Hanno fatto insieme la naja, nel 1940, al distretto militare di Vicenza. Uno fra gli alpini, l´altro nei carabinieri. Il commendatore Armido Cogo di Breganze e il cavaliere Italo Rader di Posina, entrambi classe 1921, si sono ritrovati dopo 74 anni al raduno Italo-Austriaco di Posina.

«Mentre attendevo il formarsi del corteo che si dirigeva sul luogo della cerimonia di commemorazione, dove dovevo intervenire come oratore - racconta Cogo, presidente di zona dell´associazione combattenti e reduci nonché socio dell´associazione nazionale ex-internati che oggi ha 93 anni - ho incontrato il mio commilitone, Italo, in vacanza nel suo paese natio. È stata una gioia immensa rivedere un compagno di leva e un amico». Da Vicenza Rader è stato mandato prima in Grecia e poi a Cefalonia. È uno dei pochi superstiti della divisione Acqui. «Nei giorni che abbiamo trascorso insieme - continua Cogo - Italo mi ha raccontato che si è salvato dall´eccidio dopo l´8 settembre 1943, per pura fortuna, in quanto si era allontanato dalla caserma diretto all´interno dell´isola, con altri commilitoni per occultare il materiale del comando della divisione Acqui. Non si è salvato però dal campo di concentramento di Kiev. Rientrato a Posina, dopo essersi sposato ed essere diventato padre, ha deciso di emigrare in SudAfrica». Nel Continente Nero, a Boksburg (città sulla East Rand di Gauteng provincia del Sud Africa) Italo ha lavorato come muratore, fino alla pensione, in una grande impresa. Non ha però mai dimenticato il suo paese d´origine e così ogni anno in estate torna a Posina per un lungo periodo di vacanza. Dopo la capitolazione dell´esercito italiano dell´8 settembre 1943, anche Armido Cogo è stato catturato in Francia dai tedeschi e deportato per due anni in un campo di lavoro a Jemback nel Tirolo. «In quel campo, che dipendeva da Mauthausen, eravamo oltre 280 italiani. Dovevamo fondere la ghisa per costruire i cingoli dei carri armati tedeschi. Stavamo in piedi ogni giorno solo con un piatto di minestra. Ricordo che se qualcuno tentava di ribellarsi, arrivavano le bastonate. Il 29 aprile 1945, sono riuscito a fuggire e a tornare in Italia, a Breganze, dove mi sono sposato con Angelina, ho avuto due figli, Diego e Gianni, ho lavorato alle Fonderie Laverda, poi per 40 anni sono stato impiegato nel Comune del paese. Insomma, tornato in patria, ho avuto una bella vita, ma i momenti terribili che ho vissuto non potranno mai essere cancellati dalla memoria. Ora voglio scrivere la mia storia perché le nuove generazioni possano capire cosa significa perdere la libertà».


 
 
 
 
 
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SIGLATO UN MEMORANDUM D’INTESA TRA NRDC-ITA E ANA SEZIONI DI VARESE, MILANO E COMO
Lunedì, 15 Settembre 2014
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SOLBIATE OLONA (VA), 15 SETTEMBRE 2014 – Oggi pomeriggio, nella caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona, sede del Nato Rapid Deployable Corps - Italy (NRDC-ITA), è stato siglato un Memorandum d’Intesa con l’Associazione Nazione Alpini (A.N.A.) delle Sezioni di Varese, Milano e Como.

Il documento è stato firmato dal Comandante NRDC-ITA, Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti, dal presidente ANA della sezione di Varese, Luigi Bertoglio, dal presidente ANA della sezione di Milano, Luigi Boffi, dal presidente ANA della sezione di Como, Enrico Gaffuri, alla presenza del consigliere nazionale Vincenzo Cordiglia, delegato del Presidente Nazionale ANA Sebastiano Favero.

Oggetto del Memorandum d’Intesa la cooperazione per la divulgazione di conoscenze e di informazioni e per il reciproco scambio di esperienze storiche, culturali e militari.

Il documento favorirà l’interscambio per l’organizzazione di studi, analisi, conferenze, che abbiano come focus la NATO e il territorio della Lombardia. Previste anche una serie di escursioni e visite guidate ai siti di maggiore rilevanza storica e socio-culturale.

Il Gen. Battisti ha espresso tutta la sua soddisfazione per la raggiunta intesa, che può considerarsi elemento di continuità tra passato, presente e fururo. I valori universali di amor patrio e scarificio di cui gli alpini sono storicamente testimoni, si tramandano tra le generazioni e sono testimoniati oggi dalla presenza del reduce della battaglia di Nikcolaevka, Antonio “Pierino” Gilardoni, classe 1918. Questa collaborazione è una ulteriore dimostrazione di come NRDC-ITA non voglia essere “ospite” del territorio, ma sua parte attiva ed integrata.

Anche il presidente Boffi, della sezione di Milano, esalta i valori sui quali si fonda lo spirito alpino e sottolinea l’importanza del protocollo d’intesa che deve essere considerato il filo conduttore che tiene uniti militari in servizio e in congedo.

Nel corso della cerimonia si è esibito il coro degli alpini della sezione di Varese, ha avuto luogo uno scambio di doni fra le parti ed è stata deposta una corona commemorativa presso il monumento dedicato agli alpini situato all’interno della caserma “Ugo Mara”.


 
 
 
 
 
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TORNANO GLI ATLETI DELL'INVICTUS GAME. LA SODDISFAZIONE DEL CAPO DI SME
Lunedì, 15 Settembre 2014
by webmaster

#INVICTUSGAMES LONDRA : Oggi il rientro della squadra, grande soddisfazione del Capo di Stato Maggiore della Difesa per i risultati conseguiti.


E' rientrato oggi con un C 130 dell'Aeronautica Militare l’#ItaliaTeam che ha partecipato alla prima edizione dei giochi internazionali paralimpici dedicati ai militari feriti in servizio "Invictus Games", svoltisi a Londra dal 10 al 14 settembre.

2 medaglie d’Oro, 2 Argenti e un Bronzo sono il bottino dei nostri atleti.

Un oro nel tiro con l'arco individuale del Ten. Col. Fabio Tomasulo; un oro nei 100 metri del Caporalmaggiore Domenico Russo; un argento nel nuoto 50 metri stile del Ten. Col. Marco Iannuzzi; un argento nel canottaggio con l'App. Loreto di Loreto e un bronzo nel nuoto 50 metri stile del Ten. Col. Pasquale Barriera.

“Un grandissimo risultato per cui, con orgoglio, esprimo grande soddisfazione - le parole del Capo di Stato Maggiore della Difesa Amm. Luigi Binelli Mantelli - un team nato da poco ma che però saputo confrontarsi con le selezioni nazionali di altri 12 Stati, nelle discipline adattive dell'atletica, del rugby, del nuoto, tiro con l'arco, canottaggio conseguendo oltre alle medaglie anche ottime prestazioni individuali e di squadra. Ma la mia soddisfazione è l’aver colto la passione per lo sport, per la vita militare e per la vita più in generale. Bravi Ragazzi.”

La squadra italiana, per un totale di 13 atleti disabili, è composta da:

il capitano della squadra e alfiere Tenente Colonnello Gianfranco PAGLIA (EI),
il Colonnello Alessandro ALBAMONTE (EI),
il Tenente Colonnello Marco Armando IANNUZZI (AM),
il Tenente Colonnello Roberto PUNZO (EI),
il Tenente Colonnello Fabio TOMASULO (AM),
il Maresciallo Bonaventura BOVE (CC),
il Maresciallo Giovanni DATI (CC),
il Caporale Maggiore Ca. Sc. Moreno MARCHETTI (EI),
il Caporale Maggiore Ca. Andrea TOMASELLO (EI),
il Caporale Maggiore Sc. Monica CONTRAFFATTO (EI),
il 1°Caporale Maggiore Domenico RUSSO (EI),
il Maggiore Pasquale BARRIERA (EI)
l’Appuntato Sc. Loreto DI LORETO (CC)

 
 
 
 
 
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CAMBIO DI COMANDO AL COMFOTER . IL GENERALE BERNARDINI LASCIA AL GENERALE PRIMICERJ
Lunedì, 15 Settembre 2014
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Roma, 15 settembre 2014. Il Capo di stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, ha presieduto oggi, nel Palazzo della “Granguardia” di Verona, la cerimonia di avvicendamento alla guida del Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER)

Dopo circa due anni e mezzo, il Generale di Corpo d’Armata Roberto Bernardini, ha ceduto la guida del Comando veronese al Generale di Corpo d’Armata Alberto Primicerj, già Comandante delle Truppe Alpine.

Alla cerimonia erano presenti tutti i Comandanti dei reparti dipendenti del COMFOTER e numerose autorità civili e religiose, a dimostrazione dei profondi legami e sinergie con le comunità locali.
Il generale Graziano , nel suo intervento, ha sottolineato come "in un momento di razionalizzazione è importante concentrarsi sulle forze operative con l'ammodernamento dei mezzi e con l'addestramento perché è un aspetto sul quale non si può risparmiare". A margine della cerimonia, inoltre, rispondendo alle domande dei giornalisti sull'attuale situazione internazionale e su un possibile impiego di assetti dell'Esercito ha precisato che "queste sono valutazioni e decisioni che spettano evidentemente all'autorita' politica e al parlamento. L'Esercito, al pari delle altre forze armate, si prepara per far fronte alle missioni che ci vengono assegnate dal Paese come abbiamo fatto negli ultimi 30 anni di impegni all'estero. Resta fondamentale - ha aggiunto il Capo di Stato Maggiore - dare la giusta attenzione all'addestramento perché bisogna fornire gli strumenti al personale affinché sia preparato e non corra rischi inutili.

Il Comando delle forze operative terrestri (COMFOTER) ha sede a Verona ed è il comando responsabile della preparazione, dell'addestramento e approntamento delle forze operative dell'Esercito impiegate in operazioni sul territorio nazionale e nelle missioni internazionali. Da questo comando dipendono oltre 70.000 unità pari a circa il 70% del totale dell'intera Forza Armata.


 
 
 
 
 
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INVICTUS GAME: L'ITALIA RIENTRA CON 2 ORI 2 ARGENTI E UN BRONZO
Lunedì, 15 Settembre 2014
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LONDRA- Sono ormai sulla strada del ritorno i militari italiani che hanno partecipato agli Invictus Games. Il "bottino" è ottimo: due ori, due argenti e due bronzi, che dimostrano come l'iniziativa , che coinvolgeva 12 militari italiani con postumi gravi in seguiro a ferite in servizio, è stata preparata con spirito sportivo ( e militare).Al si sono quindi aggiunte,nel nuoto, le medaglie di
Ten Col Iannuzzi Marco "argento"
Magg. Barriera Pasquale "bronzo"
entrambi nelle gare di nuoto. Dalla medaglia al collo assocerete i volti ai loro nomi.

Le o
precedenti medaglie:
oro a Domenico Russo 100 metri piani
oro a Fabio Tomasulo, tiro con l'arco
argento App.to Arma dei Carabinieri Loreto Di Loreto - rowing indoor

Seguiranno informazioni più dettagliate. Intanto ci congratuliamo con la squadra capitanata da Gianfranco Paglia.
Non avevamo dubbi che avrebbero fatto (e ci avrebbero fatto fare) una ottima figura.





 
 
 
 
 
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VERONA_ GLI ALPINI INVADONO LA CITTA' PER IL RADUNO REGIONALE
Lunedì, 15 Settembre 2014
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cortesia Associazione Alpini Paracadutisti


VERONA- La città ha accolto con grandissimo calore ed entusiasmo i SETTANTAMILA alpini del raduno regionale. Tra loro gli alpini paracadutisti che si sono distinti per compattezza ed uniformità-

Il lungo corteo degli "alpipar" ha marciato come sempre, rispondendo ai saluti e agli applausi infiniti del pubblico assiepato ai lati delle strade, Erano davvero tanti gli alpini paracadutisti raggruppati in una associazione federata che ieri hanno attraversato il centro storico di Verona nell´appuntamento conclusivo del raduno Triveneto.
Un percorso insolitamente lungo per un raduno Triveneto, dove tra vessilli e gagliardetti le penne nere hanno portato sugli striscioni i motti di sempre: da “Alpini il vero made in Italy” a “Alpini esempio nel dare e nel fare”, da “I nostri valori esempio per l´Italia” a “Italia: se tutti ti volessero bene come gli alpini”. Stasera, però, in un clima ben diverso, nel torrione di viale D´Alviano è previsto il consiglio straordinario convocato dal presidente Cherobin. All´ordine del giorno l´affossamento della candidatura di Vicenza 2016 e le future strategie associative.


 
 
 
 
 
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ADOZIONI NEL NOME DI MANUEL FIORILLO
Lunedì, 15 Settembre 2014
by webmaster


VERONA- Gli Alpini di Verona hanno adottato tre ragazzi in memoria di Manuel Fiorito, capitano degli Alpini veronese morto in un attentato in Afghanistan il 5 maggio 2006, a 27 anni. Alika, Ghiorghi e Salome, tre ragazzi della Georgia vivono e studiano grazie al sostegno degli amici veronesi di Manuel Fiorito, che con lui condividevano da dieci anni la passione per l'Hellas Verona e per il Fantacalcio. Cioè il popolare fantasy game con cui si organizzano squadre virtuali formate da calciatori reali, scelti fra varie società.
Il gruppo Fantacalcio onora così la memoria dell'amico scomparso, destinando ogni anno, da sette anni, una somma di denaro per finanziare tre adozioni a distanza intitolate a Fiorito. I destinatari del gesto sono assistiti in Georgia dai volontari dell'Abcs, l'Associazione Bertolini cooperazione e sviluppo, legata ai missionari Stimmatini (nati a Verona), attiva in Georgia con progetti di promozione umana e scolastica.
La famiglia di Fiorito, papà, mamma e due sorella, hanno dato da subito sostegno all'iniziativa.

 
 
 
 
 
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MO TE MAFREI: I PARTIGIANI TRUCIDANO DECINE DI FUCILIERI DEL SAN MARCO
Domenica, 14 Settembre 2014
by webmaster



SAVONA- Erano 200 giovani del battaglione san Marco;vennero uccisi in quel luogo dopo che l’Ufficiale in comando pattuì, a guerra finita, il disarmo dei propri uomini coi partigiani Altri 300 corpi di altre compagnie sono nella zona. Per anni è rimasto in bigore il divieto dei sindaci di andar per boschi. Il rischio era quello di trovare reperti umani.


Si è svolta questa mattina ad Urbe la commemorazione dell’eccidio di Monte Manfrei.

Erano presenti alla cerimonia il Capitano dei Carabinieri di Cairo Montenotte Luca Baldi, il Presidente della Provincia Angelo Vaccarezza, la Compagnia dei paracadutisti, le Fiamme Bianche, la divisione S.Marco e autorità amministrative e religiose locali.
Grande la commozione e il raccoglimento sia durante la cerimonia militare e civile che durante la cerimonia religiosa.

Un senso di raccoglimento per ricordare i Marò che nel 1945 dopo aver pattuito il disarmo con i partigiani a guerra finita sono stati uccisi.
CRUDELTA' DEI PARTIGIANI

Erano giovanissimi i militari della divisione San Marco guidati da Giorgio Giorni, vennero trascinati per circa tre giorni e tre notti lungo mulattiere e sentieri poco battuti, sino alle pendici del Monte Manfrei, dove in diverse radure erano già pronte le fosse comuni.
Nessuna pietà e i colpi delle mitragliatrici e poi il silenzio delle fosse comuni nelle quali vennero gettati denudati e senza i loro averi.
Significative le ordinanze dei sindaci dei luoghi che per lunghi anni, vietarono la raccolta di frutti dal bosco per la presenza di salme riaffioranti e di fosse semiscoperte contenenti resti umani

SEPPELLITI IN 50 FOSSE COMUNI USATE PER ALTRI ASSASSINII DI NON COMUNISTI
Nel dopoguerra il sindaco di Urbe, Zunini, con l’ausilio dei carabinieri, decise di iniziare la ricerca delle fosse, ben 50 fosse comuni furono individuate, ma molte altre risultavano ancora sparse sul territorio. Nessuna indagine della magistratura, nessun indagato, nessun colpevole.
Nel 1958 sul Monte Manfrei venne eretta una croce in memoria dei trucidati , distrutta poco dopo.

Solo nel 1984,i militi poterono avere una nuova croce di commemorazione voluta da Zunini, che la fece erigere con il supporto della Associazione Fiamme Bianche di Genova.


 
 
 
 
 
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MARCIA DELLO ZILASTRO DEI PARACADUTISTI DELL'ANPDI CALABRESI SICILIANI E TREVIGIANI
Domenica, 14 Settembre 2014
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PIANA DELLO ZILASTRO- RC- Si è chiusa con il rancio del paracadutista la mattina di celebrazioni dell'ANPDI "X Zona" alla Piana dello Zilastro, teatro di una battaglia di paracadutisti del Nembo, tra il 4 ed il 10 settembre 1943.

Erano presenti i labari delle sezioni calabresi e siciliane, con quello della Sezione ANPDI di Treviso, rappresentata dai marciatori Saoner e Bertanza. Il plotone che ha ripercorso la marcia ha sottolineato ancora una volta il rispetto ed il ricordo delle gesta dei Paracadutisti del Nembo.
Il monumento viene costantemente manutenuto di paracadutisti calabresi.

A breve riceveremo le immagini della cerimonia. Intanto passiamo quelle della pattuglia che da Vemerdì mattina si era messa in marcia, atttraversando le impervie montagne aspromontine.






 
 
 
 
 
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TENENTE DELLA FOLGORE IN SOCCORSO AGLI ABITANTI DI UNA CASA IN FIAMME
Domenica, 14 Settembre 2014
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TIRRENO del 14 Settembre 2014

Fiamme in un garage, palazzo evacuato


Nel locale adibito a officina scoppiano alcune bombolette. Un gran numero di soccorritori: famiglie in strada, nessun ferito


Ho aiutato un anziano sordo e ipovedente che non si era accorto di nulla. Un altro era a letto e non si poteva muovere: lo abbiamo portato giù sulla lettiga


di Lara Lo­re­ti wLI­VOR­NO «A un trat­to la casa ha ini­zia­to a tre­ma­re, i vetri bal­la­va­no e poi ci sono stati tre boati. Ru­mo­ri as­sor­dan­ti, pieni. La prima cosa a cui ho pen­sa­to è stata il ter­re­mo­to, ma poi ho ca­pi­to che non po­te­va es­se­re, al­tri­men­ti sa­reb­be ve­nu­to giù tutto. A quel punto s’è dif­fu­so un odore for­tis­si­mo e ho sen­ti­to la gente ur­la­re: scen­dia­mo scen­dia­mo! Ho ca­pi­to al­lo­ra che si trat­ta­va di un in­cen­dio. Ho preso mia madre,72 anni, ma­la­ta e in­va­li­da, e l’ho por­ta­ta giù a piedi: fa­ce­va­mo una scala alla volta, una io e una lei, è stato fa­ti­co­sis­si­mo. Che spa­ven­to». Ma­no­la Can­ti­ni abita con il ma­ri­to Gia­co­mo Fer­ri­gno al primo piano del nu­me­ro ci­vi­co 85 di via della Ma­don­na, esat­ta­men­te sopra al ga­ra­ge che ha preso fuoco ieri mat­ti­na. Il suo ap­par­ta­men­to è stato di­chia­ra­to a ri­schio crol­li dai vi­gi­li del fuoco per que­sto la fa­mi­glia si è do­vu­ta tra­sfe­ri­re a casa della mamma di Ma­no­la. Poi nel po­me­rig­gio il so­la­io della casa è stato pun­tel­la­to dai tec­ni­ci della pro­te­zio­ne ci­vi­le del Co­mu­ne e tutto è tor­na­to alla nor­ma­li­tà. Ma­no­la e Gia­co­mo sono solo una delle de­ci­ne di fa­mi­glie che ieri mat­ti­na sono state eva­cua­te da casa: un in­te­ro pa­laz­zo in stra­da per pre­cau­zio­ne men­tre pom­pie­ri, po­li­zia, vi­gi­li e Svs hanno la­vo­ra­to per ore per met­te­re la stra­da in si­cu­rez­za. I boati, pa­ni­co ovun­que. Sono le 11.45 quan­do in Ve­ne­zia si sen­to­no for­tis­si­me esplo­sio­ni, pro­prio a pochi passi dal tri­bu­na­le. Una lo­ca­tion che, nelle prime fasi con­ci­ta­te del­l’in­ter­ven­to, fa sì che l’at­ten­zio­ne delle forze del­l’or­di­ne e dei soc­cor­ri­to­ri sia an­co­ra più ele­va­ta. Ad esplo­de­re, molto pro­ba­bil­men­te, sono delle bom­bo­let­te spray di ver­ni­ce che si tro­va­no in un box-ma­gaz­zi­no, in un com­ples­so che ospi­ta 7 ga­ra­ge. Al­l’in­ter­no delle strut­tu­re, tra l’al­tro, ci sono due auto d’e­po­ca (di cui una Por­sche) e due mo­to­ci­clet­te sem­pre d’e­po­ca che per for­tu­na non hanno su­bì­to danni. Il box da dove parte il rogo è sei metri per tre, con sof­fit­ti alti quat­tro metri, uti­liz­za­to dal­l’af­fit­tua­rio come of­fi­ci­na, dove fare dei la­vo­ret­ti. Al­l’in­ter­no ci sono bat­te­rie, ver­ni­ce, gomme, strac­ci, ve­stia­rio e così via. Pare che l’in­cen­dio sia par­ti­to pro­prio dalle bat­te­rie, ma su que­sto aspet­to sono in corso in­da­gi­ni dei vi­gi­li del fuoco. «Credo che ci sia stato un corto cir­cui­to - dice l’af­fit­tua­rio del box in que­stio­ne - a esplo­de­re sono state le bom­bo­let­te della ver­ni­ce. Non so dire altro». Le fiam­me si dif­fon­do­no in fret­ta e un fumo denso in­va­de il cor­ti­le dove hanno sede i ga­ra­ge, fino ad ar­ri­va­re alla stra­da. «Ho sen­ti­to due botti for­tis­si­mi - rac­con­ta Sara del Co­ro­na, che abita qual­che metro più avan­ti verso piaz­za dei Do­me­ni­ca­ni, nella stes­sa via della Ma­don­na - Poi ho sen­ti­to puzzo di gas: ero con­vin­ta fosse il mio for­nel­lo. In­ve­ce poco dopo ho visto il fumo dalla fi­ne­stra: mi sono af­fac­cia­ta e la gente era già per stra­da che ur­la­va. I vi­gi­li del fuoco sono ar­ri­va­ti su­bi­to». Soc­cor­si con­ci­ta­ti. Ar­ri­va­no tre ca­mion dei pom­pie­ri e 5 am­bu­lan­ze della Svs, quin­di gli agen­ti delle vo­lan­ti della po­li­zia e la po­li­zia mu­ni­ci­pa­le. «Ero in casa quan­do ho udito prima le esplo­sio­ni e poi mol­tis­si­me si­re­ne- dice Ales­sio Vo­lia­ni - Mi sono af­fac­cia­to e ho visto pom­pie­ri e am­bu­lan­ze. Quin­di sono sceso per stra­da anche io». L’e­va­cua­zio­ne. I vi­gi­li del fuoco en­tra­no su­bi­to in azio­ne con le ma­sche­ri­ne e l’au­to­pom­pa. Il fumo è tan­tis­si­mo, nel­l’a­rea dei ga­ra­ge è buio e la­vo­ra­re non è fa­ci­le. Men­tre al­cu­ni dei pom­pie­ri spen­go­no l’in­cen­dio, un’al­tra squa­dra più tutti gli altri soc­cor­ri­to­ri co­min­cia­no le ope­ra­zio­ni di eva­cua­zio­ne del pa­laz­zo al ci­vi­co 85 e di quel­li adia­cen­ti. Un la­vo­ro non fa­ci­le: la gente è tanta, c’è chi dorme, chi è in­va­li­do, chi ter­ro­riz­za­to. Nes­su­no resta fe­ri­to, ma due an­zia­ni ven­go­no por­ta­ti in ospe­da­le per pre­cau­zio­ne per un prin­ci­pio di in­tos­si­ca­zio­ne. Tra i soc­cor­ri­to­ri “per caso” c’è anche An­ni­ba­le Fi­do­ne, te­nen­te dei parà della Fol­go­re: «Stavo an­dan­do a pren­de­re un caffè quan­do mi sono tro­va­to nel mezzo del­l’in­cen­dio e ho dato una mano ai soc­cor­si. Sono en­tra­to a casa di un an­zia­no sordo e ipo­ve­den­te che non si era ac­cor­to di nulla: stava cu­ci­nan­do. Mi sono pre­sen­ta­to e gli ho detto che do­ve­va ve­ni­re via. Ma lui era scet­ti­co... pen­sa­va fossi un ladro. Gli ho fatto ve­de­re il tes­se­ri­no, ma lui nulla. Al­lo­ra ho in­si­sti­to e così l’ho trat­to in salvo. Il se­con­do an­zia­no era al­let­ta­to: l’ho por­ta­to via con la let­ti­ga in­sie­me alla po­li­zia». Gli agen­ti delle vo­lan­ti trag­go­no in salvo tutti i re­si­den­ti del pa­laz­zo, com­pre­si gli ani­ma­li, in­sie­me ai vo­lon­ta­ri della Svs, sem­pre pre­sen­ti, che met­to­no a di­spo­si­zio­ne anche la sede di via San Gio­van­ni. Le fa­mi­glie re­sta­no per stra­da fino alle 14, poi rien­tra­no tutti ec­cet­to i Fer­ri­gno, che in­ve­ce rin­ca­sa­no nel po­me­rig­gio, dopo i la­vo­ri dei tec­ni­ci del Co­mu­ne.

 
 
 
 
 
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L'UKRAINA COMPRA 90 BLINDATI LINCE
Domenica, 14 Settembre 2014
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BOLZANO «La voce della Russia» ha rivelato che il governo italiano ha autorizzato l'acquisizione di novanta veicoli blindati «Iveco Lmv» (Light Multirole Vehicle - Veicolo leggero multiruolo) da parte dell'esercito ucraino. La vendita deriva dal vertice Nato tenutosi una settimana fa a Newport, in Galles, «Fakty», quotidiano ucraino in lingua russa, dedica molto spazio ai dettagli tecnici del veicolo prodotto a Bolzano; il costo per un singolo blindato dovrebbe variare dai 175.000 ai 460.000 euro a pezzo, a seconda della versione e dell'armamento. Esistono due varianti dell'Iveco Lmv, una con cabina corta e passo lungo, destinata ad uso posto-comando ed una a cabina lunga per l'utilizzo come veicolo da ricognizione e piattaforma per sistemi d'arma. Le cifre, ammettono a «Fakty», risalgono a un paio di anni fa e quindi, nel complesso, si tratterebbe di un investimento che potrebbe arrivare a quarantuno milioni di euro. ò'Iveco Lmv, «Lince (Vtlm)» è lungo 4,7 metri, largo 2,2, alto poco più di due e pesa 4,6 tonnellate. Dotato di un motore diesel Iveco F1c, quattro cilindri in linea da 190 Hp, può raggiungere i 130 chilometri orari ed ha un'autonomia di cinquecento chilometri. Le sue doti più apprezzate sono la particolare blindatura sia contro munizioni perforanti che contro le mine. In quest'ultimo caso, infatti, l'abitacolo si stacca dagli assi delle ruote per proteggere gli occupanti, mentre ruote e serbatoio sono separate dalla cabina. Infine è possibile dotare i mezzi di pacchetti aggiuntivi che garantiscono la protezione anche contro le armi di medio calibro come le mitragliatrici pesanti. Il Lince è in dotazione all'Esercito italiano, alle Forze armate di Regno Unito, Belgio, Norvegia, Croazia, Spagna, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Albania e Russia. Esistono studi per utilizzare il «Lince» nell'ambito della protezione civile

 
 
 
 
 
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ISIS VULE ANNIENTARE EUROPA E CRISTIANI- APPELLO ALLE CELLULE DORMIENTI NE NOSTRO PAESE
Sabato, 13 Settembre 2014
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L’Is: «Colpiremo l’Europa e i cristiani»

Video dei jihadisti «condanna» la Coalizione. Obama: evitiamo gli errori del passato



LUCA GERONICO
Due giorni dopo l’annuncio di Obama di una coalizione in­ternazionale con la promessa di «distruggere i terroristi dell’Isis, o­vunque siano», puntuale la risposta sul web dello Stato islamico. L’Is annun­cia «guerra contro l’Europa e i cristia­ni in Siria» e minaccia attentati contro i Paesi che hanno aderito o aderiran­no alla campagna anti Is.

Due video di pura propaganda posta­ti su Youtube e rilanciati dai media e­giziani alzano il tono della sfida. Non verificabile l’autenticità, anche se im­magini e argomentazioni fanno parte del più classico armamentario dell’e­stremismo jihadista.

Il primo video, pubblicato due giorni fa, e la cui autenticità non è verificabile, si afferma che «lo Stato islamico resisterà nonostante i vostri complotti, le armi che preparate e le munizioni che ave­te immagazzinato». Poi l’appello a pos­sibili attentatori suicidi: «Individuate i vostri obiettivi, preparate le autobom­ba, le cariche e le cinture esplosive per colpire duramente e uccidere». La se­quenza mostra le immagini di Barack Obama, del re saudita Abdullah, del premier britannico David Cameron, del segretario di Stato Usa, John Kerry ripreso, afferma lo speaker, nella riu­nione di Gedda di tre giorni fa.

Un altro video, che non risulta dispo­nibile in rete, si profetizza invece la «guerra contro l’Europa e i cristiani in terra di Siria». La bandiera di al-Qaeda avvolge quelle di Israele, Usa, Gran Bre­tagna, Arabia Saudita e Germania. I­noltre, secondo al-Arabiya, la rete ri­lancia altre minacce direttamente all’E­gitto, questa volta provenienti da un presunto account dell’Is su Twitter: «Preparatevi a una sorpresa presto», è il messaggio, abbinato a un appello al­l’unità d’azione tra Fratelli musulma­ni egiziani e lo Stato islamico.

E poche ore dopo il discorso in diretta tv alla vigilia dell’anniversario dell’11 settembre – forse il più importante del suo duplice mandato – Barack Obama nel tradizionale appuntamento ra­diofonico del sabato è tornato a pre­parare gli animi e a spiegare le ragioni dell’imminente campagna in Iraq e Si­ria. Se non affrontati, i terroristi dell’Is «possono essere una minaccia che va oltre il Medio Oriente, compresi gli Sta­ti Uniti», ha affermato il presidente U­sa. Per sconfiggere i terroristi, ha ag­giunto Obama, «dobbiamo usare la no­stra forza con saggezza. Dobbiamo e­vitare di ripetere gli errori del passato». Questo perché «la forza militare ame­ricana non ha eguali, ma questa non può essere una battaglia solo dell’A­merica ». Il miglior modo per sconfig­gere l’Is non è di inviare un gran nu­mero di forze americane per combat­tere una «guerra sul campo» nel cuore del Medio Oriente. «Questo – ha spie­gato Obama – non servirebbe i nostri interessi. Rischierebbe solo di riali­mentare ulteriormente l’estremismo». Quello che serve ora è «un’incessante campagna mirata di antiterrorismo contro l’Is» capace di coordinare la «for­za aerea americana», i «contributi di alleati e partner», e sul terreno un «maggiore sostegno alle forze che stan­no combattendo contro questi terrori­sti sul terreno». Questo il senso dell’in­tervento dell’aviazione Usa: «Stiamo andando avanti con la nostra campa­gna di raid aerei e siamo pronti ad agi­re contro l’Is anche in Siria».

E, in questo clima di inquietudine, l’ambasciatore iracheno presso la San­ta Sede, Habeeb al-Sadr, ha ribadito che l’«Is è un tumore» da sradicare e al

Messaggero on-line non ha nascosto i suoi timori per Jorge Bergoglio: «Il Pa­pa del resto è un bersaglio e la strate­gia dell’Is punta sul clamore mediati­co », ha affermato. «I nostri analisti, la nostra

 
 
 
 
 
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ISIS VULE ANNIENTARE EUROPA E CRISTIANI- APPELLO ALLE CELLULE DORMIENTI NE NOSTRO PAESE
Sabato, 13 Settembre 2014
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L’Is: «Colpiremo l’Europa e i cristiani»

Video dei jihadisti «condanna» la Coalizione. Obama: evitiamo gli errori del passato



LUCA GERONICO
Due giorni dopo l’annuncio di Obama di una coalizione in­ternazionale con la promessa di «distruggere i terroristi dell’Isis, o­vunque siano», puntuale la risposta sul web dello Stato islamico. L’Is annun­cia «guerra contro l’Europa e i cristia­ni in Siria» e minaccia attentati contro i Paesi che hanno aderito o aderiran­no alla campagna anti Is.

Due video di pura propaganda posta­ti su Youtube e rilanciati dai media e­giziani alzano il tono della sfida. Non verificabile l’autenticità, anche se im­magini e argomentazioni fanno parte del più classico armamentario dell’e­stremismo jihadista.

Il primo video, pubblicato due giorni fa, e la cui autenticità non è verificabile, si afferma che «lo Stato islamico resisterà nonostante i vostri complotti, le armi che preparate e le munizioni che ave­te immagazzinato». Poi l’appello a pos­sibili attentatori suicidi: «Individuate i vostri obiettivi, preparate le autobom­ba, le cariche e le cinture esplosive per colpire duramente e uccidere». La se­quenza mostra le immagini di Barack Obama, del re saudita Abdullah, del premier britannico David Cameron, del segretario di Stato Usa, John Kerry ripreso, afferma lo speaker, nella riu­nione di Gedda di tre giorni fa.

Un altro video, che non risulta dispo­nibile in rete, si profetizza invece la «guerra contro l’Europa e i cristiani in terra di Siria». La bandiera di al-Qaeda avvolge quelle di Israele, Usa, Gran Bre­tagna, Arabia Saudita e Germania. I­noltre, secondo al-Arabiya, la rete ri­lancia altre minacce direttamente all’E­gitto, questa volta provenienti da un presunto account dell’Is su Twitter: «Preparatevi a una sorpresa presto», è il messaggio, abbinato a un appello al­l’unità d’azione tra Fratelli musulma­ni egiziani e lo Stato islamico.

E poche ore dopo il discorso in diretta tv alla vigilia dell’anniversario dell’11 settembre – forse il più importante del suo duplice mandato – Barack Obama nel tradizionale appuntamento ra­diofonico del sabato è tornato a pre­parare gli animi e a spiegare le ragioni dell’imminente campagna in Iraq e Si­ria. Se non affrontati, i terroristi dell’Is «possono essere una minaccia che va oltre il Medio Oriente, compresi gli Sta­ti Uniti», ha affermato il presidente U­sa. Per sconfiggere i terroristi, ha ag­giunto Obama, «dobbiamo usare la no­stra forza con saggezza. Dobbiamo e­vitare di ripetere gli errori del passato». Questo perché «la forza militare ame­ricana non ha eguali, ma questa non può essere una battaglia solo dell’A­merica ». Il miglior modo per sconfig­gere l’Is non è di inviare un gran nu­mero di forze americane per combat­tere una «guerra sul campo» nel cuore del Medio Oriente. «Questo – ha spie­gato Obama – non servirebbe i nostri interessi. Rischierebbe solo di riali­mentare ulteriormente l’estremismo». Quello che serve ora è «un’incessante campagna mirata di antiterrorismo contro l’Is» capace di coordinare la «for­za aerea americana», i «contributi di alleati e partner», e sul terreno un «maggiore sostegno alle forze che stan­no combattendo contro questi terrori­sti sul terreno». Questo il senso dell’in­tervento dell’aviazione Usa: «Stiamo andando avanti con la nostra campa­gna di raid aerei e siamo pronti ad agi­re contro l’Is anche in Siria».

E, in questo clima di inquietudine, l’ambasciatore iracheno presso la San­ta Sede, Habeeb al-Sadr, ha ribadito che l’«Is è un tumore» da sradicare e al

Messaggero on-line non ha nascosto i suoi timori per Jorge Bergoglio: «Il Pa­pa del resto è un bersaglio e la strate­gia dell’Is punta sul clamore mediati­co », ha affermato. «I nostri analisti, la nostra

 
 
 
 
 
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LE FRECCE TRICOLORI ITALIANE VOLANO SU BRUXELLES
Sabato, 13 Settembre 2014
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Oggi l'aeronautica militare italiana ha regalato un passaggio delle Frecce Tricolori su Bruxelles, per inaugurare la prima Coppa di calcio della presidenza italiana. L'obiettivo sarebbe di promuovere non solo l’Italia ma soprattutto grandi valori quali sport, rispetto reciproco e solidarietà. È l’iniziativa organizzata n al parco del Cinquantenario, dalla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue e dall’Ambasciata d’Italia a Bruxelles, in collaborazione con l’Aeronautica militare ed Eunews.

Forte la presenza di “made in Italy” .

Il torneo di calcio sarà a cinque con 13 squadre in rappresentanza di quelle di serie A che a Bruxelles hanno i loro club di tifosi (Bologna, Fiorentina, Genoa, Hellas Verona, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Sampdoria) più un quattordicesimo team, la rappresentativa della diplomazia italiana in Belgio.

La manifestazione raccoglie fondi che saranno devoluti all’iniziativa promossa dalla medaglia olimpica Pino Maddaloni a Scampia per strappare i ragazzi alla criminalità organizzata attraverso lo sport.

 
 
 
 
 
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MARCIA DELLO ZILASTRO: AGGIORNAMENTO
Sabato, 13 Settembre 2014
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COSENZA- Raggiunta la caserma-rifugio posta a circa metà percorso, in località Gambarie d'Aspromonte, "CIPPO GARIBALDI" , solo 25 chilometri separano i paracadutisti calabresi, siciliani e -graditi ospiti- trevigiani. Dopo il bivacco, il gruppo è ripartito di buon'ora per raggiungere la piana dello Zilastro dove domattina i paracadutisti delle sezioni calabresi e siciliane si iruniranno con le Autorità per celebrare la ricorrenza della Battaglia.Sotto la fto della partenza da Cippo Garibaldi




 
 
 
 
 
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13 SETTEMBRE 1943: 14 CARABINIERI UCCISI DAI TEDESCHI
Sabato, 13 Settembre 2014
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PARMA- Le conseguenze dell'8 settembre furono gravissime per quei militari che conservarono l'uniforme senza scappare. I Carabinieri futono tra coloro che scelsero di continuare il proprio servizio nonostante la fuga dei savoia e dello stato maggiore.

Nunzio de Pinto ci ricorda un episodio terribile, che si somma ai tanti altri compiuti ai danni dei Militari che rimasero al loro posto , per mano dei Tedeschi prima e dei partigiani poi, e ai bombardamenti a tappeto sui civili dei nuovi alleati:




Teverola (CE), sabato 13 settembre 2014.
Commemorazione dei 14 Carabinieri trucidati dai nazisti.


Questa mattina, alla presenza di autorità civili e militari si è svolta una cerimonia di commemorazione per i 14 Carabinieri che il 13 settembre 1943 vennero trucidati dalle truppe tedesche. Alla sobria manifestazione ha presenziato anche il Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, Generale di Corpo d’Armata Franco Mottola, accompagnato dal Generale di Brigata Gianfranco Cavallo, comandante della Legione Carabinieri Campania, dal Colonnello Giancarlo Scafuri, comandante del Provinciale Carabinieri di Caserta e dal Tenente Colonnello Vittorio Carrara, comandante del Reparto Territoriale di Aversa. Alla presenza del Sindaco della cittadina di Teverola Biagio Lusini, don Franco Fachini, Capo del Servizio Assistenza Spirituale della Legione Carabinieri Campania ha ufficiato la cerimonia di deposizione di una corona d’alloro al monumento intitolato ai militari caduti posto in piazza martiri di Teverola.


Cenni storici a ricostruzione dell’Evento:



L’armistizio dell’8 settembre 1943 firmato a Cassibile dal Generale Castellano, per il Governo Italiano, con il rappresentante delle forze anglo-americane, segnava virtualmente la conclusione del secondo conflitto mondiale, aprendo, di fatto, quello con le truppe del Reich.

Nei giorni seguenti, nonostante le Forze Armate dello Stato fossero senza precise direttive, diversi reparti italiani diedero luogo ad una strenua resistenza. A Napoli, appena pervenne la notizia dell’armistizio, i tedeschi iniziarono immediatamente ad avere un atteggiamento ostile nei riguardi dei militari italiani. La volontà tedesca di assumere il controllo della città portò, sin dal mattino del 9 settembre 1943, a diversi scontri armati, tra cui quello con i Carabinieri posti a difesa della caserma “Pastrengo”, cui contribuirono in misura rilevante, tra gli altri, quelli della Stazione di Napoli Porto.

Il mattino dell’11 settembre 1943, superato un primo momento di difficoltà, i soldati del Fuhrer iniziarono una nuova e più massiccia azione per occupare il “Palazzo dei Telefoni” di via De Pretis, obiettivo strategico per il controllo delle comunicazioni dell’intera area. A protezione dell’impianto furono posti 150 soldati del 40° Reggimento Fanteria, unitamente a quei Carabinieri della Stazione di Napoli Porto che si erano già disimpegnati nella difesa della caserma “Pastrengo”. Nonostante il valore dei militari italiani, nel corso della stessa giornata le truppe naziste, più numerose e meglio armate, riuscirono a prevalere sino ad attestarsi saldamente in ogni quartiere di Napoli, spegnendo tutti i focolai di resistenza.

Nella giornata del 12 settembre i tedeschi attaccarono la Stazione di Napoli Porto. Dopo accanita resistenza i Carabinieri, esaurite le munizioni, furono costretti ad arrendersi. I tedeschi, unicamente per salvaguardare la propria immagine e lasciar credere di rispettare la Convenzione di Ginevra, li dichiararono prigionieri di guerra e consegnarono loro alcuni fucili privi di caricatori, quindi li incolonnarono con altri prigionieri italiani e li avviarono fuori città, simulando che i Carabinieri avessero il compito di concorrere alla scorta dei prigionieri.

La colonna arrestò la marcia verso la mezzanotte del 12 settembre, in Teverola, dove, dal mattino del 13 settembre, allo scopo di continuare a far credere che i Carabinieri stessero svolgendo un compito d’istituto, furono condotti, a bordo di mezzi militari, per le aree circostanti, fino a quando, in località “Madama Vincenza” di Teverola, unitamente a due civili, furono fatti disporre su due fila e trucidati con colpi di mitragliatrice.

I Carabinieri della Stazione di Napoli Porto terminarono in modo cruento la loro esistenza, responsabili unicamente di aver voluto restare fedeli al giuramento prestato ed aver inteso difendere la propria Patria.

I militari del Reich, subito dopo l’eccidio, bruciarono i documenti dei giustiziati ed ordinarono ad alcuni civili di scavare una fossa per seppellire i cadaveri.

Al termine delle ostilità venne concessa ai 14 Carabinieri ed ai 2 civili una “Medaglia d’Argento” individuale con la seguente motivazione:

“In periodo di eccezionali eventi bellici seguiti dall’armistizio, preposto con gli altri militari della sua Stazione alla difesa di importante centrale telefonica, assolveva coraggiosamente al suo dovere opponendosi al tentativo di occupazione e devastazione da parte delle truppe tedesche. Catturato per rappresaglia e condannato a morte con i suoi compagni affrontava con ammirevole stoicismo il plotone di esecuzione. Nobile esempio di virtù militare e di consapevole sacrificio”.
Le vicende narrate, da collocare tra i tanti atti di eroismo che caratterizzano la storia dell’Arma, indissolubilmente legata a quella della nostra Patria, confermano ancora una volta la vicinanza dei Carabinieri alla popolazione, a tutti gli Italiani. L’Arma, ora come allora, si pone quale fondamentale presidio di legalità, a tutela della sicurezza delle persone e dei beni.





 
 
 
 
 
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NOTIZIE DALL'ANPDI DI VERCELLI
Sabato, 13 Settembre 2014
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a cura del par. Gabriele Protti
segretario ANPDI Vercelli

VERCELLI-Sabato 6 settembre 2014 si è tenuta presso l'aviosuperficie di Novi Ligure (AL) la Gara Sociale del I Gruppo Regionale ANPd'I di precisione con paracadute emisferico direzionabile.
Ottima l'organizzazione sotto la direzione del Consigliere Nazionale I Zona par. Enzo Gulmini e il Direttore di Gara Par.Cav. Pietro Cristini e la disponibilità e competenza dell'inossidabile Gianni Bertoletti.
La partecipazione di 15 squadre ha visto contendersi il titolo 60 iscritti. Il primo posto individuale è stato assegnato al par. Gavarone Marco della Sez. di Savona, II al presidente di Torino par. Guglielmo Marra, III all'alp.par. Gilberto Protto della Sezione di Vercelli.
Il primo posto per le squadre è stato conquistato dalla Sezione di Vercelli con l'alp.par. Gilberto Protto e il par. Gabriele Protti. Seconda Savona con il par. Marco Gavarone e il presidente par. Fabio Camignani. Terza Domodossola con i par. Pellegrini E. e par. Giuliani A. Il Trofeo Marco Bertoletti è stato assegnato alla par. Mariana Marinova quale prima iscritta fuori gara.

 
 
 
 
 
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CONOSCIAMO MEGLIO IL SACRARIO DI REDIPUGLIA
Venerdì, 12 Settembre 2014
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PARMA- Il Papa al Sacrario di Redipuglia. Ma qual è la storia di questo monumento? Nel Centenario della Prima guerra mondiale anche l'imponente scalinata (il più grande monumento funerario d'Italia) va osservato attualizzandone i significati. L'impatto, di profonda emotività, che suscita questa montagna di pietra del Carso tocca sentimenti di pietà e dolore che nulla hanno a che fare con le motivazioni per le quali venne costruito nel 1938. Quello di Redipuglia fu l'ultimo voluto dal regime fascista per completare la manipolazione retorica della Grande guerra cominciata subito dopo la marcia su Roma del 1922. Il senso dei sacrari non doveva essere quello della presa di coscienza di un olocausto, di un sacrificio immane quanto inutile di giovani vite, ma il propellente per l'esaltazione e la glorificazione della nazione vittoriosa.

Il Sacrario di Redipuglia è adagiato su una delle pendici del monte Sei Busi, conquistato per la prima volta dal Regio esercito italiano nella Seconda battaglia dell’Isonzo (luglio 1915). L’accesso al cimitero è enfatizzato da una grossa catena appartenuta alla torpediniera Grado. L'ampio piazzale ospita al centro la Via Eroica, delimitata da due fila di lastroni di bronzo per ciascun lato che ricordano le località dove più tragiche furono le battaglie. Ai piedi dei 22 gradoni sono poste le cripte dei generali della Terza armata; al centro vi è quella del comandante Emanuele Filiberto di Savoia Duca d'Aosta. Sui gradoni, che portano a un'altezza di circa 50 metri, le scritte “Presente” indicano i quarantamila caduti noti. Sulla sommità c'è la cappella votiva ai cui lati due enormi tombe comuni custodiscono le spoglie di trentamila ignoti.

Sul retro della cappella c'è un museo e nella radura antistante l’ingresso si erge l'osservatorio dal quale si dominano i campi di battaglia benché le chiome degli alberi limitino di molto la visuale.

Il Sacrario fu progettato dall'architetto Giovanni Greppi e dallo scultore Giannino Castiglioni per ospitare le trentamila salme custodite sul dirimpettaio Colle di Sant'Elia, ora trasformato in Parco della Rimembranza.

Il cimitero di guerra del Colle Sant’Elia fu aperto nel 1920 non solo per motivi patriottici. C'era la necessità di bonificare il Carso dai tanti resti umani e di traslare le salme sepolte nella miriade di piccoli cimiteri dislocati nei centri carsici. L'ex cimitero richiama alle trincee: furono scavati 22 chilometri di gallerie in cerchi concentrici verso la sommità del colle posta a 48 metri. Per scavare le fosse furono utilizzate 21mila mine. Ai piedi del colle c’è la palazzina della sede del Sacrario con annesso museo dedicato al fronte dell'Isonzo. Il silenzio e la riflessione del visitatore sono le condizioni minime per onorare le migliaia di giovani vite spezzate dalla guerra.

Il Sacrario di Redipuglia contiene le spoglie dei militari italiani caduti sul fronte dell’Isonzo di pertinenza della Terza armata, che andava dal golfo di Panzano, dalle pendici del monte Hermada (mai conquistato dagli italiani) al monte Sabotino che si trova alle spalle di Gorizia.

Nell’Ossario di Oslavia invece riposano i caduti della Seconda armata, competente dal Sabotino a Caporetto dove il 24 ottobre del 1917 maturò quella che per gli italiani è la “disfatta” e che per austriaci e sloveni continua ad essere il “miracolo”. Così si legge, ad esempio, nelle guide fresche di stampa ed editate in più lingue in vendita al museo di Caporetto.

 
 
 
 
 
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INVICTUS GAMES: SECONDO ORO PER LA NAZIONALE ITALIANA MILITARE
Venerdì, 12 Settembre 2014
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LONDRA- Secondo oro per la squadra italiana: il Tenente Colonnello Fabio Tomasulo dell'Aeronautica Militare vince la medaglia d'oro nella prova individuale di Tiro con l'arco. Congratulazioni!





 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAI GUASTATORI PARACADUTISTI IN CENTRAFRICA
Venerdì, 12 Settembre 2014
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Bangui, Repubblica Centrafricana, 12 Settembre - I genieri paracadutisti italiani della missione dell’Unione Europea nella Repubblica Centrafricana EUFOR RCA hanno terminato oggi i lavori di bonifica di un importante tratto della rete idraulica della capitale Bangui, contribuendo alla prevenzione della malaria nell’ambito di quartieri densamente popolati.

Nell’arco di una settimana, una squadra specializzata dell’8° reggimento della brigata paracadutisti Folgore ha rimosso – per mezzo di macchine operatrici - oltre 1000 metri cubi di detriti che ostruivano il deflusso dell’acqua piovana.
I lavori sono stati svolti su richiesta delle comunità locali, a seguito delle ingenti precipitazioni stagionali che causano notevole ristagno d’acqua, con conseguente aumento del rischio di contrarre la malaria, che in Centrafrica costituisce la causa principale di mortalità per i bambini sotto i 5 anni (dato UNICEF).

Nelle prossime settimane, i genieri dell’Esercito condurranno lavori per il miglioramento della sicurezza dello scalo aereo della capitale centrafricana






 
 
 
 
 
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ANTARTIDE: FONDAMENTALE CONTRIBUTO ADDESTRATIVO DELLE TRUPPE ALPINE
Venerdì, 12 Settembre 2014
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AOSTA- Sono complessivamente 51, i candidati neofiti per la prossima missione scientifica italiana in Antartide, promossa dal PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide), che hanno affinato la loro preparazione, conclusasi oggi, con un intenso periodo di addestramento presso il Centro Addestramento Alpino nelle sedi di Courmayeur e La Thuile.

Divisi in due gruppi, 25 nella prima settimana di settembre e 26 nella seconda, i candidati (scienziati e tecnici di diverse Università, Enti di ricerca ed Aziende) si sono preparati in vista della prossima missione in Antartide, la trentesima, che partirà a metà ottobre con l’apertura della base Mario Zucchelli e con l’avvicendamento del personale che ha trascorso il lungo inverno polare presso la Stazione italo-francese Concordia.

Il personale, prima di affrontare il corso in alta quota, ha seguito una settimana di addestramento organizzato dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia, e lo sviluppo economico ambientale), e con il concorso di istruttori di alpinismo del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito presso il Centro Ricerche ENEA Brasimone (BO).


Non si è trattato di una novità, bensì di una sinergia ormai collaudata ed in vigore da oltre una quindicina d’anni.


Sotto la guida esperta degli Istruttori dell’Esercito della Sezione Sci Alpinistica del Reparto Attività Sportive, altamente specializzati in campo alpinistico e molti dei quali qualificati guida alpina, gli studiosi hanno svolto un duro periodo di addestramento alla sopravvivenza in ambiente montano durante il quale, oltre a lezioni teorico - pratiche di soccorso in ambiente montano e pronto soccorso, hanno vissuto ed operato in ambiente di alta montagna, su ghiacciaio ed in condizioni di isolamento. Il personale scientifico è stato diviso in gruppi omogenei, in base alla preparazione fisica di base ed a quello che sarà poi l’impiego in Antartide, e si sono addestrati in accampamenti situati vicino al Colle del Piccolo San Bernardo (quota 2000 m. ca.) e sul Colle del Gigante nel comprensorio del Monte Bianco (quota 3400 m. ca.). Molti di loro si troveranno a svolgere le loro ricerche, oltre che nella base “M. ZUCCHELLI” di Baia Terra Nova, nelle basi remote interne e, quindi, in condizioni meteo ambientali e di isolamento estreme; per tale motivo il loro addestramento si è svolto in zone con caratteristiche climatico - ambientali difficili.

Anche quest’anno, della spedizione scientifica in partenza, faranno parte due Sottufficiali qualificati guida alpina del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito di Courmayeur, che metteranno a disposizione le loro competenze tecniche per la sicurezza durante i movimenti e gli stazionamenti nelle basi remote, nella tenuta dei collegamenti e nell’utilizzo dei mezzi speciali da neve.





 
 
 
 
 
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CAMBIA IL COMANDANTE DELLE TRUPPE ALPINE
Venerdì, 12 Settembre 2014
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Si è chiuso oggi un capitolo importante della storia delle Truppe Alpine:
il Generale Alberto Primicerj, dopo oltre cinque anni di comando, ha ceduto il testimone al Generale Federico Bonato.



Bolzano, 12 settembre 2014. Dopo oltre 5 anni di Comando (lo aveva assunto il 27
febbraio 2009) il Generale di Corpo d’Armata Alberto Primicerj ha ceduto oggi la guida delle Truppe Alpine al Generale di Divisione Federico Bonato, già Comandante della Divisione Alpina “Tridentina” e Vice Comandante delle Truppe Alpine presso il teatro Cristallo nel corso di una semplice e sentita cerimonia cui hanno preso parte numerose autorità civili e militari, significativa ed eloquente dimostrazione dei profondi legami e sinergie che l’alto ufficiale ha saputo stabilire con le comunità locali.
Al comando del Generale Primicerj, che da lunedì prossimo assumerà a Verona il prestigioso incarico di Comandante delle Forze Operative Terrestri, gli Alpini sono stati ripetutamente impegnati sia in Patria – nelle operazioni “Strade sicure” e in concorso alle popolazioni colpite da calamità naturali – che all’estero, principalmente in Afghanistan. Esperto conoscitore del territorio ed estremamente attento alle sue dinamiche e delicati equilibri, il Generale Primicerj ha guidato le Penne Nere con grande determinazione e lungimiranza accettando tutte le sfide di questo momento storico particolarmente difficile che coinvolge non solo le Forze Armate ma l’intero Paese, sviluppando e portando a termine importanti processi finalizzati all’ottimizzazione delle risorse quali ad esempio la cessione alle Amministrazioni locali di aree demaniali non più in uso. Il Generale Primicerj ha rivolto un commosso saluto al personale del Comando e agli ospiti intervenuti, sottolineando come “gli Alpini italiani sono una realtà di punta nell’ambito delle Forze Armate e continuano a essere richiesti, cercati e stimati anche
all’estero per le loro capacità”.
Il Generale Federico Bonato, originario di Montagnana (PD) è quindi da oggi il nuovo Comandante delle Truppe Alpine; ha comandato la Brigata Alpina Taurinense e, tra i vari incarichi di staff, ha ricoperto le posizioni di Vice Comandante presso il Comando KFOR
in Pristina (Kosovo), di Capo di Stato Maggiore presso il Comando NATO in Madrid e di Vice Capo di Stato Maggiore per le operazioni di stabilità presso il Quartier Generale ISAF in Kabul (Afghanistan)



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POLIZIOTTI ESPERTI NELL'USO DEL DEFIBRILLATORE
Venerdì, 12 Settembre 2014
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PESCHIERA DEL GARDA- Ieri mattina alla Scuola di polizia di Peschiera sono stati consegnati i diplomi ai 120 allievi agenti che hanno partecipato al corso di formazione e abilitazione all'utilizzo del defibrillatore semiautomatico, lo strumento che consente di salvare la vita alle persone colpite da arresto cardiaco.
«Questo brevetto è una marcia in più per essere bravi uomini e brave donne, prima che bravi poliziotti», ha sottolineato il direttore della scuola Gianpaolo Trevisi, precisando che quella di Peschiera è l'unica scuola di polizia ad aver attivato questo corso «grazie alla sinergia con Agsm e Associazione italiana soccorritori».
Per il terzo anno consecutivo, infatti, la multiutility veronese ha promosso e sponsorizzato il corso. «Agsm ha accolto con entusiasmo la proposta del progetto fatta dal presidente dell'Associazione italiana soccorritori Fabio Debortoli», ha spiegato Mirco Caliari, vicepresidente del Gruppo Agsm, «la nostra filosofia è promuovere iniziative vicine al territorio. Questo aiuto non è solo per la scuola di Peschiera, ma per tutta la polizia di Stato».
Debortoli ha elogiato i ragazzi «per l'impegno dimostrato e mai preso alla leggera» e ricordato il supporto del Suem 118 di Verona (per cui era presente l'infermiere Massimiliano Maculan). «È fondamentale apprendere quegli atti semplici che consentono di salvare una vita in attesa dell'ambulanza», ha rimarcato Debortoli, «e ritengo lo sia ancora di più per chi lavora “sulla strada” come le forze dell'ordine».
La consegna dei diplomi è stata preceduta dalla testimonianza video di Alessandro Avesani, ex poliziotto che poco più che quarantenne è stato colpito da infarto al termine di un servizio.
«È stato salvato da un suo collega che aveva frequentato un corso come il vostro», ha rimarcato Trevisi, ricordando infine che grazie a questo progetto anche all'interno della scuola è presente un defibrillatore, «che non è “nostro”, ma a servizio di tutta la comunità di Peschiera». K.F.

 
 
 
 
 
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LIBANO: I CASCHI BLU ITALIANI REALIZZANO UN POZZO PER LA MUNICIPALITA’ DI AL QULAYLAH
Venerdì, 12 Settembre 2014
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Shama, 12 settembre 2014. I caschi blu del contingente italiano di UNIFIL hanno realizzato ed inaugurato un progetto per l’approvvigionamento d’acqua in favore della municipalità di Al Qulaylah, villaggio situato nell’area ove operano i militari del contingente italiano, attualmente su base Brigata ARIETE.

In particolare, il progetto, coordinato dai tecnici del CIMIC della Joint Task Force Lebanon, diretti dal Tenente Colonnello Venanzio ABBATINALI, è consistito nella trivellazione di un pozzo di profondità pari a circa quattrocento metri e nel successivo montaggio di una pompa per il pescaggio dell’acqua.

Grazie alla realizzazione di quest’opera, i cui lavori complessivamente sono durati circa quattro settimane, tutta la comunità di Al Qulaylah avrà ora accesso all’acqua. In precedenza solo il 40% del villaggio beneficiava del servizio idrico.

L’assistenza alla popolazione locale è uno dei compiti principali assegnati ad UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi, compiti che i militari della Brigata ARIETE, svolgono qui con impegno, professionalità e trasparenza.



 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA SU INVICTUS GAMES - LONDRA
Venerdì, 12 Settembre 2014
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LA SICILIA del 12 Settembre 2014

GELA- Sono iniziati ieri a Londra gli Invictus Games, i Giochi Internazionali Paralimpici, che si concluderanno domenica. E nella squadra italiana fa parte il caporal maggiore scelto Monica Contrafatto. Per mesi il sottufficiale gelese dell'Esercito Italiano - rimasto ferito in Afghanistan - si è allenato per prendere parte alle gare.

«Io non amo perdere» ha sempre detto Monica Contrafatto. Così è nata una nuova sfida per lei che dall'esperienza in Afghanistan è tornata in Italia più forte di prima. Ad accompagnare la squadra italiana agli Invictus Games è stato il sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Gioacchino Alfano.

Agli Invictus Games partecipano oltre 400 atleti provenienti da 14 diversi Paesi - tra cui Afghanistan, Usa, Regno Unito, Francia, Nuova Zelanda - che si sfideranno in 9 discipline paralimpiche presso il Queen Elizabeth Olympic Park e il Lee Valley Athletics Centre.

Ai militari italiani impegnati nei Giochi Internazionali Paralimpici il Sottosegretario di Stato ha rivolto un sincero e ammirato "in bocca al lupo". "La grande forza di volontà - ha dichiarato l'On. Gioacchino Alfano - mostrata dai militari dopo che la loro vita ha preso una strada diversa da quella che loro stessi immaginavano, il non arrendersi mai davanti a ostacoli, per altri insormontabili, il non rassegnarsi, sono un esempio per tutti i giovani, per tutti noi".


Gli Invictus Games - come detto dal capitano ed alfiere della squadra, Medaglia d'Oro al Valor Militare, Ten. Col. Gianfranco Paglia, "sono un modo diverso per continuare a servire il Paese". La delegazione dei militari disabili è composta anche dal colonnello Alessandro Albamonte, dai tenenti colonnello Gianfranco Paglia, Roberto Punzo, Pasquale Barriera, Fabio Tomasulo, i marescialli Bonaventura Bove e Giovanni Dati; e poi ancora il caporal maggiore scelto Moreno Marchetti, Monica Contrafatto, il primo caporal maggiore Domenico Russo, il caporal maggiore Andrea Tomasello e l'applicato Loreto Di Loreto. Adesso dita incrociate, aspettando il risultato di Monica Contrafatto partito da Roma con l'intenzione di portare in Italia un risultato buono visto che questa è la sua prima partecipazione ad una gara europea.
L. M.

 
 
 
 
 
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LA ASD “FOLGORE” CENTRO DI FORMAZIONE GIOVANILE NEL PANKRATION
Venerdì, 12 Settembre 2014
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nella foto da sinistra: il preperatore tecnico nazionale Alessio Martelloni, Antonio Citi, il Presidente della Fipa Italo Morello, e Daniele Pilagatti . I tre istruttori del 187mo sono stati invitati a tenere un seminario sulle attività connesse alla preparazione giovanile, uno degli ambiziosi obbiettivi della ASD 187mo RGT Folgore



LA ASD 187mo REGGIMENTO è ormai inserita in un circolo virtuoso della Federazione nazionale di Pancratio. I qualificati istruttori della Folgore sono diventati, anche in questo caso, un punto di riferimento atletico e dottrinale; sono stati protagonisti di una formidabile progressione atletica e tecnica che li ha portati ai vertici mondiali della disciplina. Ora sono frequentemente convocati dalla Federazione per tenere docenze specifiche.



OSTIA- Nei giorni 6 e 7 settembre presso il Centro Olimpico FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) di Lido di Ostia (Roma), si è tenuto il periodico corso di “Aggiornamento Tecnico Nazionale di Pancrazio, Athlima”, evento indirizzato alla formazione dei tecnici di tutta Italia appartenenti alla FIPA (Federazione Italiana Pancrazio Athlima).
La presentazione e l’analisi sono state curate del preparatore atletico nazionale FIPA, Alessio Martelloni, assistito dai tecnici Antonio Citi, Daniele Pilagatti e Alessio Loni, questi ultimi, paracadutisti dell’Esercito Italiano e rappresentanti della “ASD ESERCITO - 187° Folgore”.

La tematica principale è stata la “FORMAZIONE GIOVANILE”.

Le medaglie conquistate dalla FIPA in ambito Internazionale (Mondiali ed Europei) e Nazionale dagli atleti appartenenti all’ASD “Esercito - 187° Folgore”, avevano da tempo suscitato l’interesse della Federazione per i numerosi risultati ottenuti nelle diverse specialità e in tutte le categorie.

L’ASD “Esercito - 187° Folgore” sta effettuando studi di ricerca e sviluppo sulle metodologie di allenamento, con il supporto del Preparatore Atletico Nazionale Martelloni per quanto riguarda l’analisi di quanto effettuato dal corpo istruttori della sezione sportiva.

Sono state riportate esperienze vissute con il proprio settore giovanile, dove i Folgorini hanno dimostrato di aver acquisito delle abilità definite come l’attuale modello prestativo per il settore giovanile nel Pancrazio Athlima partenza di “come si forma un Pankratiastis (lottatore di Pancrazio)”.
Nella presentazione i contenuti sono stati supportati da numerosi video che ritraevano i Folgorini durante le esercitazioni che hanno suscitato lo stupore dei presenti per il livello di abilità motorie, acquisite nelle fasce d’età 5 – 12 anni.
Il lavoro di analisi e destrutturazione delle intime componenti della metodologia, ideata e adottata dagli insegnanti tecnici della Folgore, è stata notevolmente apprezzata da tutti i presenti per quanto riguarda le sue peculiarità: la praticità a fronte di un elevato contenuto tecnico-metodologico.
Altro punto di interesse per i presenti è la caratteristica, delle metodologie adottate, di essere non-disciplina dipendente e altamente formativa per quanto riguarda lo sviluppo delle abilità motorie.
A fine della lezione, particolare apprezzamento è stato dimostrato per il binomio FIPA - FOLGORE dovuto all’evidente sinergia tra la professionalità analitico-scientifica e la competenza operativo-metodologica. A fine presentazione il Presidente FIPA, Italo Morello, ha presentato la convenzione stipulata tra la FIPA e l’Esercito Italiano.



 
 
 
 
 
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LE CONGRATULAZIONI DEL CAPO DI SME ALL'ATLETA RUSSO MEDAGLIA D'ORO AGLI INVICTUS GAMES
Venerdì, 12 Settembre 2014
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VITERBO - Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano, si congratula con il 1° Caporal Maggiore dell'Esercito Domenico Russo che oggi ha vinto la medaglia d'oro nella gara dei 100 metri 'visually impaired' agli Invictus Games di Londra.

Il militare, ferito in addestramento, è originario di Vibo Valentia e presta servizio presso il Centro Addestramento Aviazione dell'Esercito di Viterbo.

''E' un risultato, ha detto il capo di Stato Maggiore, che testimonia la forza di volontà e la determinazione dei nostri soldati e che riflette pienamente lo spirito degli Invictus Games espresso dal motto 'io non mi arrendo'''.

Gli Invictus Games sono una competizione militare internazionale paraolimpica, organizzata dal Royal Foundation del Principe Hanry e dal Ministero della Difesa britannico in corso di svolgimento a Londra, dove fino al 14 settembre saranno impegnati oltre 400 atleti militari diversamente abili, provenienti da 14 Paesi che gareggeranno in 9 discipline sportive.

La partecipazione italiana è stata fortemente voluta dal Ministero della Difesa e la delegazione italiana è composta da tredici militari: 8 dell’Esercito Italiano, 2 dell’Aeronautica Militare e 3 dell'Arma dei Carabinieri. Il capitano ed alfiere è il Tenente Colonnello Paracadutista Gianfranco Paglia.

 
 
 
 
 
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I PARACADUTISTI CALABRESI , SICILIANI E... TREVIGIANI INIZIANO LA MARCIA DELLO ZILASTRO
Venerdì, 12 Settembre 2014
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COSENZA- Come ogni anno i paracadutisti della X Zona ANPD'I, che raggruppa Sicilia e Calabria, insieme a quelli trevigiani, cui sono legati da solidi rapporti di cameratismo , hanno iniziato stamane la lunga marcia che li porterà Sabato sera nei pressi della piana dello Zilastro, dove avvenne l'ultima battaglia dei Paracadutisti dopo l'8 settembre.
I nostri attraverseranno i severi monti della Sila, ricchi di vere e proprie foreste e sentieri non facilissimi.

Il nucleo ci sta inviando fotografie sul percorso. Il tempo di scaricarle.


LA BATTAGLIA DELLO ZILASTRO


Fatto d'armi quasi sconosciuto, in un'Italia ormai allo sfascio, ebbe come protagonisti 400 uomini comandati dal Cap. Gianfranco Conati, nobile figura d'uomo e di fiero soldato, che invece di arrendersi senza combattere come fecero altri Reparti della difesa costiera nei pressi di Melito, decise di attaccare a sorpresa i Canadesi superiori per numero (5000) e meglio equipaggiati nei pressi di Gambarie (alba del 4 Settembre) per poi ritirarsi attraverso i boschi dell'Aspromonte verso Platì con l'intenzione di ricongiungersi al Comando di Reggimento non rinunciando contemporaneamente a condurre vere e proprie azioni di guerriglia contro il nemico (Gambarie “Scido“ S. Cristina d'Aspromonte).
All'attacco del 4 Settembre seguì una estenuante marcia di 4 giorni attraverso i dirupi e le cime scoscese dell'Aspromonte, a corto di viveri e di tutto, dormendo all'addiaccio sotto una pioggia incessante che rendeva fradice le uniformi, asciugate addosso soltanto dal sole del mattino seguente.
La sera del sette Settembre i Paracadutisti stremati raggiunsero il nodo stradale che dal piano dello Zillastro, a cavallo tra Platì e Oppido Mamertina, domina il versante ionico e tirrenico e lì si accamparono, non rendendosi conto di essere in mezzo ai Canadesi che nel frattempo li avevano preceduti.
L'indomani mattina si resero conto di essere circondati dal nemico ed ecco che cominciò furiosa la Battaglia nella quale, su un fronte molto esteso, i Paracadutisti si prodigarono contro un nemico soverchiante e al grido di Nembo si mossero contro le postazioni nemiche.
Il primo a penetrare nello schieramento nemico fu proprio il Comandante di Battaglione, il Cap. Conati che venne fatto prigioniero.
Il comando venne assunto dal Cap. Michele Diaz il quale guidò tutti gli attacchi e con l'apporto del Plotone mitraglieri e del Plotone mortai da '81, guidati dai S. Ten. Lucifora e Moleti riuscì anche a mettere al silenzio una postazione di mitragliatrici.
Poco dopo vicino al S. Ten. Lucifora cadde proprio il vice comandante del plotone mitraglieri, il Serg. M. Luigi Pappacoda, napoletano.
Caddero anche il Cap. Ludovico Picolli de' Grandi e il Parà Vittorio Albanese nel tentativo non riuscito di liberare il Com. di Battaglione Cap. Conati.
In seguito il Cap. Picolli verrà decorato di medaglia d'argento alla memoria mentre verranno decorati con medaglia di bronzo il Serg. M. Luigi Pappacoda e il Parà Vittorio Albanese.
Solo vero le nove del mattino, quando anche le ultime bombe a mano erano state lanciate e le ultime cartucce erano state sparate, iniziò lo sganciamento che portò i Paracadutisti a discendere verso Platì dove furono accolti dalla popolazione ansiosa, e dove seppero che proprio mentre stavano combattendo era già entrato in vigore (senza che loro lo sapessero) l'armistizio firmato il 3 Settembre a Cassibile in Sicilia dal Gen. Castellano, evento questo che rendeva ciò che era successo ancora più assurdo e paradossale e che sembrava aver reso inutile quest'ultima Battaglia dei Paracadutisti Italiani, unico Reparto che nell'Italia meridionale abbia affrontato le forze Anglo “ Americane che si inchinarono di fronte allo sfortunato valore di questo piccolo ma valoroso Reparto.




 
 
 
 
 
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PISA. IL 19 SETTEMBRE SI COSTITUIRA' UFFICIALMENTE IL COM FO SE
Venerdì, 12 Settembre 2014
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PISA- il giorno 19 settembre p.v., si terrà - presso la sede del Centro Addestramento di Paracadutismo - in Pisa, la cerimonia di costituzione del Comando delle Forze Speciali dell'Esercito.

Seguirà servizio giornalistico.


 
 
 
 
 
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INVICTUS GAMES : PRIMO ORO ALL'ITALIA
Giovedì, 11 Settembre 2014
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LONDRA- l'Italia vince la prima medaglia d'oro con il Caporal maggiore scelto Domenico Russo che ha ottenuto il miglior risultato nei cento metri piani di atletica leggera.

Comincia benissimo la partecipazione della squadra italiana, capitanata dal Ten. Col. Gianfranco Paglia, ai giochi riservati ai militari disabili che si stanno svolgendo a Londra fino al 14 settembre.
Questa vittoria é la testimonianza dell'impegno che i nostri militari italiani hanno profuso nel prepararsi alla prima edizione inglese degli Invictus Games.

Come loro abitudine affrontano le prove sia esse sportive, sia riguardanti le loro missioni in cui sono stati impegnati sempre con altissima professionalità e dedizione.

 
 
 
 
 
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PRATO:POLIZIA E PARACADUTISTI BLOCCANO BISCA CINESE
Giovedì, 11 Settembre 2014
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PRATO-Nella serata di domenica 7 settembre scorsa, alle ore 21.20 circa, equipaggi delle Volanti e una Pattuglia Interforze composta da una Poliziotta e Paracadutisti della Folgore sono stati inviati nella c.d. chinatown pratese, per segnalazione di numerosissimi orientali intenti nel gioco d'azzardo all'interno di un circolo privato cinese.

Sul posto gli Operatori della Polizia di Stato si sono posizionati in parte all'ingresso dello stabile ospitante il circolo, in parte alle sue spalle, per evitare che, in caso di positivo esito del controllo, astanti cinesi potessero guadagnare la fuga dal retro dell'edificio, per poi disattivare una delle telecamere di videosorveglianza poste all'esterno dell'entrata, quindi fare ingresso nelle sale del circolo, dove decine di orientali venivano tutti sorpresi nell'evidente esercizio di gioco d'azzardo. I tavoli allestiti con panno verde risulteranno alla fine del controllo ben 15, con pedine di domino cinese, tessere e fiches un po' ovunque, mentre il denaro contante sequestrato ammonterà, al termine dell'intervento, a complessivi 13.655 euro.

 
 
 
 
 
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UDINE: I SEGRETI DELL' F104 STARFIGHTER
Giovedì, 11 Settembre 2014
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UDINE-Appuntamento per studenti e appassionati di volo e aeronautica sabato 13 settembre dalle 9.30 alle 12.30 nell’aula magna di piazzale Kolbe 4 (lungo via Chiusaforte) a Udine. L’Associazione Politecnica italiana (Api) e il Dipartimento di ingegneria elettrica, gestionale e meccanica dell’ateneo friulano organizzano un incontro tecnico-scientifico divulgativo tutto dedicato all’areo supersonico F-104 Startfighter. Dopo i saluti del presidente dell’Api, Peter Di Gianantonio, e del coordinare del corso di studi in ingegneria meccanica dell’Università di Udine, Piero Pinamonti, Luciano Galfetti, docente di propulsione aerospaziale e combustione nei sistemi propulsivi del Politecnico di Milano, parlerà di “Tecnologia ed eccellenza di un mito dell’aeronautica militare”.





Dopo un’introduzione storica sul Lockeheed F-104 Startfighter e sulla tecnica al volo supersonico, si parlerà di specifiche tecniche, caratteristiche e prestazioni dell’aereo e del sistema propulsivo. Si farà quindi una panoramica sulle varianti via via adottate nelle forze aeree, fino all’F-104 dell’aeronautica militare italiana. Verranno infine illustrati gli aspetti che riguardano le industrie produttrici e i costi del velivolo.

L’ingresso è libero e fino ad esaurimento posti. Considerato l’elevato numero di adesioni già pervenute, per verificare eventualmente la disponibilità di posti ancora liberi si consiglia di contattare l'Associazione Politecnica Italiana al numero 347-6098093 o via email all’indirizzo asspolitecnicaitaliana@gmail.com.

Lockheed F-104 Starfighter nasce come aereo mono-propulsore supersonico ad alte prestazioni sviluppato per la United States Air Force (Usaf) con la funzione di caccia intercettore. Adottato da 14 forze aeree, venne prodotto in oltre 2.500 esemplari. Il grande successo e la diffusione mondiale di questo velivolo fecero sì che l’Italia assumesse un ruolo chiave, grazie a Fiat Aviazione e poi Aeritalia, nello sviluppo del F-104S, caccia intercettore ogni-tempo, dotato di missili aria-aria a guida radar AIM-7 Sparrow, in grado di rispondere all’esigenza operativa dell’Aeronautica militare italiana Ami). Protagonista di molte missioni, rimase in servizio nell’Ami fino al 2004

 
 
 
 
 
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IL CAPO DI SMD DI GIBUTI VISITA LA BASE ITALIANA
Giovedì, 11 Settembre 2014
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Il Capo di Stato Maggiore della Difesa della Repubblica di Gibuti Generale di Divisione Zakaria Chiek Ibraim, si è recato in visita alla Base Militare Nazionale di Supporto (BMNS), dove è stato accolto dal Comandante della Base Col. Giuseppe Finocchiaro dell’Aeronautica Militare.

Il Generale Zakaria dopo aver presenziato la cerimonia dell’alza bandiera con tutto il personale militare proveniente dai reparti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dei Carabinieri ivi dislocati, ha successivamente partecipato ad un briefing illustrativo sulla Base e sui Reparti operanti in Gibuti.
Il Gen. Zakaria ha concluso la sua visita ringraziando il governo italiano, a nome del governo di Gibuti, per "la fattiva cooperazione fra i due Paesi, l’ottima amicizia ed, in particolare, per il mutuo sostegno fra le forze armate dei due Paesi".
Con l’occasione ha espresso il proprio "apprezzamento per la realizzazione della BMNS in tempi contenuti e per l’efficienza dimostrata", ringraziando per la "calorosa accoglienza" ricevuta

 
 
 
 
 
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73MO ANNIVERSARIO DEL 186mi REGGIMENTO PARACADUTISTI FOLGORE
Giovedì, 11 Settembre 2014
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11 settembre 201


Si è svolta oggi, presso la caserma “Bandini” in Siena, la celebrazione del 73° Anniversario della costituzione del 186° reggimento paracadutisti Folgore
Alla sobria cerimonia, presieduta dal Comandante del 186° reggimento paracadutisti, Colonnello Roberto Trubiani, era presente Giovanna Comi, nipote della Medaglia d’Oro al valor Militare ten. Roberto Bandini, eroe di El Alamein, a cui è intitolata la caserma dei parà di Siena. Non sono mancati i paracadutisti in congedo che hanno voluto testimoniare ancora una volta l’affetto verso il reggimento che hanno servito per lunghi anni e l’amore per quella Bandiera che li ha guidati in servizio ed ora nella vita civile, quale ideale di libertà, unità ed identità italiana. Le breve e commovente cerimonia è iniziata con l’Alza Bandiera, inserimento della Bandiera di Guerra nello schieramento e gli onori ai paracadutisti Caduti dalla storica Battaglia di El Alamein sino ad oggi e consegna delle ricompense ai paracadutisti che si sono particolarmente distinti in servizio.

“Per noi del 186°, questa è la data di riferimento, perché il
1 settembre 1941 nasce quel reggimento che dalle sabbie di El Alamein ad oggi ha sempre dato prova di coraggio, abnegazione, spirito di sacrificio e professionalità al servizio di quella Bandiera, decorata al Valore, punto di riferimento e guida spirituale della nostra vita, professionale e non solo”

Queste, le parole rivolte ai paracadutisti dal loro comandante, colonnello Roberto Trubiani, che non manca di tracciare un bilancio delle attività svolte dai paracadutisti del 186 nell’ultimo anno: “in quest’ultimo anno abbiamo fatto tanto. In campo addestrativo, una Mangusta in interdizione d’area (la palestra del paracadutista), due operazioni avioportate, una in Gran Bretagna e una in Germania con aviolancio in Lettonia, aviolancio del posto comando di reggimento al completo, solo per citarne alcune.. e la seconda vittoria consecutiva al Trofeo Fanti dell’Aria, che ha visto trionfare i parà del 186 reggimento nella storica competizione in ambito truppe paracadutiste”.In campo operativo poi, il colonnello Trubiani ha ricordato gli impegni portati avanti dai suoi uomini: “buona parte del reggimento sta ruotando in Somalia per la missione Europea di addestramento delle Forze di Sicurezza Somale e altri sono impiegati o lo sono stati in tutti i teatri anche i più piccoli in cui la Nazione opera”. Ed infine uno sguardo verso il futuro: “Ci aspetta ancora molto da fare e da parte vostra mi aspetto un impegno sempre maggiore. Le sfide del futuro ci chiamano e il reggimento per il 2015, deve farsi trovare sempre pronto ad andare dove la Nazione chiama”.Una bellissima giornata sotto una pioggia scrosciante dove intimamente e con una cerimonia sobria, i paracadutisti del 186 hanno voluto ricordare, davanti alla loro Bandiera di Guerra, la loro giovane storia costellata di eroismi e valori irrinunciabili.

Ten.Col. Angelo Intruglio



 
 
 
 
 
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I DIAVOLI GIALLI DEL 185mo art par ARRIVANO DAL CIELO
Giovedì, 11 Settembre 2014
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Bracciano.
Il 185° Reggimento artiglieria paracadutisti "Folgore" ha concluso le prime due giornate addestrative sulla zona lancio denominata LAILA14 in località Montericcio (VT).


I paracadutisti del 185° artiglieria hanno aperto all'attività la zona lancio"LAILA 14" omologata lo scorso anno dal CAPAR. Dodici sortite di
Dornier Do 228 in due giorni hanno richiamato l'attenzione di
paracadutisti in congedo, curiosi e familiari del personale al lancio chenon hanno perso la ghiotta occasione di venire a vedere di persona
cosa combinano i loro cari.
Insieme ai Diavoli Gialli, due sortite del 186° di Siena, due del REOS, eduna di "Savoia" (3°). Per il 185°, questa nuova zona lancio rappresentaun ottima opportunità per condurre esercitazioni aviolancistiche a ridotta distanza dalla sede stanziale, dal poligono d'artiglieria di MonteRomano (VT) potendo imbarcare il proprio personale direttamentedalla base dell'aviazione dell'Esercito dislocata a Viterbo, aprendo comunque nuove soluzioni addestrative ai tre reggimenti che gravitano bfra Toscana e alto Lazio.





 
 
 
 
 
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SECONDA EDIZIONE A OTTOBRE PER IL CORSO “OPERARE EMBEDDED IN AREE DI CRISI”
Giovedì, 11 Settembre 2014
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Cinque giorni di esercitazioni e contenuti. L’iniziativa organizzata a L’Aquila presso il 9° Reggimento Alpini dal centro studi Roma 3000 in collaborazione con Stato Maggiore Difesa, Stato Maggiore Esercito

Con il patrocino del Comune de L’Aquila

Sponsor tecnico Manfrotto spa

Due edizioni in soli sei mesi.

Il corso “Operare Embedded in aree di crisi” dedicato a giornalisti e operatori della comunicazione si apre a L’Aquila il prossimo ottobre, da lunedì 13 a venerdì 17.

Il successo ottenuto dalla prima edizione organizzata nell’aprile scorso ha convinto gli organizzatori ad ampliare la proposta, portandola da tre a cinque giornate, una di aula e quattro di pratica sul campo, attraverso l’inserimento di ulteriori esercitazioni tese a simulare l’attività in zona operativa.

Caratteristica del corso è infatti la prevalenza della parte pratica su quella teorica nella convinzione che soltanto sperimentando si possa comprendere e valutare concretamente opportunità e limiti dell’operare come embedded a seguito della Forza Armata.



Il corso, promosso dal centro studi Roma 3000 in collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa, lo Stato Maggiore dell'Esercito ed il patrocinio dell'Unione Cattolica Stampa Italiana si svolgerà presso la caserma del 9° Reggimento della Brigata alpina Taurinense de L’Aquila.

Nel corso delle giornate i corsisti potranno confrontarsi con l’esperienza maturata da professionisti embedded, dagli addetti alla pubblica informazione della Difesa e dagli alpini dell’ Esercito, già impegnati attivamente in diversi teatri esteri d’operazione.



L’opportunità di operare al fianco delle forze armate impegnate nelle aree di crisi rende necessaria la conoscenza di regole e modi operativi specifici. Il corso si prefigge l’obiettivo di indicare le modalità migliori per realizzare servizi giornalistici in aree di crisi, interagire nel modo più corretto con le Forze Armate impiegate nel teatro di riferimento confrontandosi concretamente con le difficoltà logistico-operative connaturate alle operazioni in zone di guerra.



Docenti del corso saranno Pino Scaccia , storico reporter della RAI, giornalista e scrittore, esperto di geopolitica e di attività in zone di crisi, Monia Savioli, giornalista professionista e Ufficiale della Riserva Selezionata dell’ Esercito, Pier Paolo Cito, fotoreporter di fama internazionale, Edoardo Mattiello, giurista e formatore per l'approntamento di strategie di sicurezza e l'apprendimento di tecniche di difesa personale per soggetti a rischio, Alessandro Conte, Presidente Centro Studi Roma 3000, giornalista e documentarista, esperto di telecomunicazioni e nuovi media, Massimiliano Gottardi, responsabile della Formazione del Centro Studi Roma 3000, consulente in Organizzazione e Risorse Umane con una decennale esperienza consolidata nella Direzione di aziende nazionali e internazionali.

La giornata in aula offrirà un inquadramento generale attraverso il confronto con i professionisti, l’analisi delle esperienze maturate sul campo, i consigli e le modalità operative indotte dagli scenari di crisi. Un capitolo importante riguarderà il rapporto fra militari e mezzi di informazione e i passaggi obbligati per l’accreditamento e quindi l’immissione come giornalisti e fotoreporter in teatro operativo. Le sessioni successive saranno dedicate all’attività svolta a fianco della Forza Armata, dalle tecniche di primo soccorso, alla sistemazione all’interno dei veicoli, dal movimento a seguito della pattuglia, all’impiego delle telecamere e macchine fotografiche durante le attività, ad esercitazioni di vario tipo come attivazioni, attraversamento nei centri abitati, attività di elimbarco e sbarco. Al termine del corso sarà chiesto ai partecipanti di redigere un reportage/articolo, simulando la presenza in un teatro operativo reale.

Il centro Studi ROMA 3000 è un centro di studio, ricerca e sperimentazione che opera nell’ambito delle politiche sociali, economiche, educative e culturali, con l’obiettivo di studiare il contesto socio economico culturale nazionale per promuovere ai cittadini e alle istituzioni nuovi percorsi di sviluppo sostenibile del Paese.





Per ulteriori Informazioni:

Alessandro Conte

Presidente



Centro Studi Roma 3000

Via Marco Simone, 80

00012 Guidonia Montecelio ( RM)

Tel. 0039.0694801821

Mob.0039.3930630735

Mail. formazione@roma3000.it

www.roma3000.it

 
 
 
 
 
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WASHINGTON POST: OPERAZIONE MARE NOSTRUM: SBAGLIATA E PERCOLOSA??
Giovedì, 11 Settembre 2014
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navi della Marina militare raccolgono coloro che vogLiono entrare in Italia senza documenti al largo delle coste libiche. La Lega: "il loro intervento ha generato un ribasso fino al 70% della tariffa degli scafisti noltiplicando per 10 l'afflusso. L'europa , forse, non collabora perchè non approva".


ROMA- "In mezzo al flusso di rifugiati in Europa, l'Italia apre un'entrata secondaria". Il Washington Post commenta così l'emergenza migranti nel Mediterraneo e il boom di sbarchi sulle coste italiane. Il reportage a firma dell'attuale capo della redazione di Berlino Anthony Fayola ricostruisce la "folle corsa" che traghetta ogni giorno migliaia di migranti da Africa e Medio Oriente alle spiagge della Sicilia.

L'Italia, secondo il quotidiano americano, rappresenta il "gateway d'Europa" per l'afflusso di rifugiati, con un totale di quasi 120mila nuovi arrivi dallo scorso gennaio ad oggi che potrebbe triplicare i 42mila registrati nel 2013. Il Washington Post evidenzia il ruolo delle politiche di accoglienza approvate a seguito delle tragedie del mare costate la vita a più di 500 migranti nell'estate dell'anno scorso: l'operazione Mare Nostrum, con il potenziamento dei salvataggi coordinati dalla Marina Militare, e la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina.

Proprio Mare Nostrum, spiega Fayola, è al centro delle polemiche e potrebbe avere un "futuro incerto" con l'aumento dei costi e di un flusso migratorio che oggi raggiunge i 1.000 sbarchi al giorno nella sola Italia. Nell'anno in corso i rifugiati politici riconosciuti dalle Nazioni Unite hanno sfondato il tetto dei 51 milioni: un picco "mai toccato dai tempi della II Guerra Mondiale" che si concentra sul Mediterraneo con un impatto sull'Europa che è "ancora più largo" di quello in atto sui confini tra Messico e Stati Uniti.

 
 
 
 
 
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NAPOLI COME L'AFGANISTAN
Giovedì, 11 Settembre 2014
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NAPOLI
La folla obbliga il comandante provinciale dei Carabinieri a togliersi il cappello.
“La colpa della morte del ragazzo di 17 anni è di Napoli”. Alla Zanzara, la trasmissione di Radio 24 condotta da Giuseppe Cruciani, si torna sul caso Davide Bifolco, questo dopo le pesanti affermazioni, ieri, del leghista Borghezio.


NAPOLI COME KABUL?
A dire la sua sul tema, questa volta, è il sociologo partenopeo – ordinario alla Sapieza di Roma – Domenico De Masi. La città è, parer suo, “un sistema in decomposizione, un malato terminale. Difficile pensare che una cosa del genere (l'episodio del Rione Traiano, ndR) possa capitare a Bergamo”.

“Stare a Napoli – prosegue l'autore del saggio, del '71, La negazione urbana. Trasformazioni sociali e comportamento deviato a Napoli – è come andare in Afghanistan, è una guerra. Ci vai e sai quello che ti aspetta, bisogna attrezzarsi”.
“Se a governare ci fosse un triunvirato fatto da Churchill, Roosevelt e De Gaulle, ecco anche loro avrebbero difficoltà enormi – conclude – Poi ha avuto anche la scalogna di essere stata gestita in modo squinternato dall'attuale sindaco de Magistris

 
 
 
 
 
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QUATTRO CARABINIERI FERITI DA UN CLOCHARD MENTRE TENTAVANO L'ARRESTO: SOLIDARIETA' SMD
Giovedì, 11 Settembre 2014
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ROMA

FERIMENTO CARABINIERI A ROMA: SOLIDARIETA’ DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA



Il Capo di Stato Maggiore della Difesa , Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, appresa la notizia del ferimento di quattro Carabinieri impegnati nel bloccare uno squilibrato che stava minacciando alcuni passanti nella zona di Prati, ha espresso al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Leonardo Gallitelli, la sua affettuosa solidarietà e la vicinanza di tutto il personale delle Forze Armate. “Gli uomini e le donne dell’Arma – ha aggiunto il Capo di SMD – dimostrano quotidianamente la loro dedizione e la loro disciplina nell’assolvimento del proprio dovere per garantire la sicurezza dei cittadini”.



 
 
 
 
 
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11.9.2001: TUTTO COMINCIO' QUEL GIORNO
Giovedì, 11 Settembre 2014
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PARMA- Nel giorno del ricordo, dimentichiamo ogni polemica:




Oggi il volto del nemico è coperto da un cappuccio nero, il suo accento è inglese e la sua arma è un coltello, la cui lama affonda nel collo dei reporter americani, ostaggi e poi vittime dei combattenti dello Stato Islamico. Ma già all'alba del 12 settembre 2001, quando Manhattan si risveglia sotto le macerie delle Torri Gemelle, e con lei lo spirito della nazione più potente del mondo, il nemico ha un volto preciso: quello di Osama Bin Laden, "lo sceicco del terrore", che in un video diffuso in rete rivendica gli attentati dell'11 settembre. Il fondatore del gruppo terroristico "Al Qaeda" (La base), apre il fuoco contro gli Stati Uniti. E' guerra.

Lo sceicco del terrore
Osama bin Muhammad bin Awa? bin Laden nasce a Ryad, in Arabia Saudita, nel 1957. Cresce tra gli agi e i privilegi: è figlio di un miliardario, magnate delle costruzioni vicino alla famiglia reale saudita. Studia economia all'università fino al 1979, quando si unisce ai mujaheddin in Pakistan contro l'occupazione sovietica dell'Afghanistan, che diverrà la sua base della sua guerra all'America, dopo essere stato espulso dall'Arabia Saudita, nel 1992 e successivamente anche dal Sudan, dove si era rifugiato. Su di lui, vivo o morto, gli Stati Uniti avevano messo una taglia di 50 milioni di dollari.

Il nemico cade
Bin Laden è stato la personificazione del male per dieci lunghi anni di estenuante caccia al terrorismo, che ha causato oltre 2mila morti nella coalizione Usa/Nato e almeno 20mila civili uccisi dal 2001 al 2011 (il numero è una stima ottenuta incrociando i dati di diverse fonti, tra cui Human Rights Watch). Questo solo in Afghanistan, perché l'Iraq di Saddam Hussein, inchiodato dalle "armi di distruzione di massa", mai trovate, è un'altra storia e un'altra guerra.
Poi, una domenica di maggio, tutto cambia. Sono quasi le 23 (le 5 del mattino in Italia) del 1 maggio 2011 e un annuncio del Presidente americano Barack Obama in diretta tv scuote l'intero pianeta. L'uomo più ricercato al mondo è stato catturato e ucciso ad Abbottabad, in Pakistan, durante un'operazione segreta del corpo speciale dei Navy Seals. Osama Bin Laden non è più il nemico numero uno degli Stati Uniti. Al Qaeda, però, non è sconfitta.

Al Qaeda non è più sola
Gli attentati kamikaze si mescolano alle rivendicazioni religiose delle diverse jihad - perpetrate da gruppi estremisti che si sono emancipati da Al Qaeda - e alle lotte interne tra le innumerevoli fazioni di sunniti e sciiti. D'un tratto, i contorni del nemico da combattere si fanno fumosi e confusi e diventa sempre più arduo attribuirgli un volto definito, come nel caso del terrorismo islamico africano di Al Shabaab, in Somalia, e di Boko Haram in Nigeria. L'unica cosa che resta immutata è l'utilizzo della rete da parte dei terroristi per diffondere i loro video, come quelli delle decapitazioni dei giornalisti americani James Foley e Steven Sotloff, ma lo scenario cambia: il volto del male ora non è solo quello dell'erede di Bin Laden, al-Zawahiri. Chi sono gli attuali "sceicchi del terrore"?

Ayman Al-Zawahiri
Succede a Bin Laden nel 2011, dopo l'uccisione del leader di Al Qaeda. Nasce in Egitto nel 1951 e si laurea in medicina nella capitale egiziana nel 1978. Si unisce alla lotta dei mujaheddin in Afghanistan contro l'occupazione sovietica dal 1979, ed è lì che conosce Osama. Insieme firmano, nel 1988, la prima "fatwa" contro gli americani, che diviene il proclama e il fondamento della neonata organizzazione terroristica di cui è il leader oggi. Nel 1998 fonde la jihad islamica egiziana dentro Al Qaeda, che attualmente si è dissociata dai combattenti dello Stato Islamico.

Nasir Abdel Karim al-Wuhayshi
E' il capo di Al Qaeda nella penisola yemenita, insieme a Qasim al-Rayami. E' uno dei più stretti collaboratori di Bin Laden sin dai tempi della guerriglia talebana in Afghanistan e diviene il suo segretario personale. Si conoscono nel campo jihadista di Tarnak Farms e poi combattono insieme nella battaglia di Tora Bora, dopo la quale, però, i loro destini si dividono. Bin Laden e al-Zawahiri fuggono in Pakistan, mentre lui si rifugia in Iran, dove rimane due anni prima di essere estradato e imprigionato nel carcere yemenita di massima sicurezza, a Sana'a, dal quale evade scavando un tunnel di centinaia di metri: un'operazione che lo consacra come leader indiscusso nello Yemen della più famosa organizzazione terroristica del mondo.

Abu MuHammad al-Jawlani
E' il leader di Al-Nusra, il fronte siriano di Al Qaeda, attivo dall'inizio della guerra civile tra i ribelli e Bashar al-Assad. Al-Nusra è entrata in conflitto con l'Isis di Bakr al-Baghdadi, dopo aspri combattimenti nel nord della Siria, rivendicato dalle milizie dello Stato Islamico.

Abu Bakr al-Baghdadi
Sarebbe nato in Iraq nel 1971, e si sarebbe unito alle formazioni jihadiste che hanno combattuto l'invasione anglo-americana in Iraq nel 2003. Ma si sa pochissimo sul suo conto. E' il califfo del rinnovato Stato Islamico, autoproclamatosi il 29 giugno 2014.
La zona rivendicata comprende il nord-est dell'Iraq e della Siria. Il movimento viene chiamato "Is" dai suoi seguaci, oppure è definito dai media Isis (Stato islamico dell'Iraq e della Siria) o Isil (Stato islamico dell'Iraq e del Levante). Si è dissociato da Al Qaeda e non risponde più agli ordini di al-Zawahiri.

Barack Obama ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno preparando una campagna militare contro l'Isis in Iraq e Siria, articolata in tre fasi. Potrebbe durare per tutto il resto del mandato del Presidente. La prima fase dei raid aerei è già in atto.

 
 
 
 
 
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CAMBIO AL VERTICE DELLA AVIAZIONE DELL'ESERCITO
Giovedì, 11 Settembre 2014
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Viterbo. Il Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Roberto BERNARDINI, ha presieduto ieri nella caserma “Ten. Dante Chelotti” la cerimonia di cambio del Comandante dell’Aviazione dell’Esercito.
Alla presenza delle massime autorità locali il Generale B. Luigi FRANCAVILLA, che aveva assunto l’interim dell’incarico dopo la tragica scomparsa del Gen. Calligaris lo scorso 23 gennaio, ha ceduto il comando al Generale B. Antonio BETTELLI, già designato quale comandante.



Il Generale B. Luigi FRANCAVILLA si appresta a ricoprire un prestigioso incarico presso l’European Centre for Security Studies “George Marshall” in Garmisch, Germania.



Nel suo indirizzo di saluto l’Alto Ufficiale ha tra l’altro evidenziato gli ottimi risultati conseguiti dai reparti AVES sotto la guida del Gen. Francavilla, nelle attività finalizzate alla preparazione degli assetti per i Teatri operativi e al mantenimento degli elevati standard addestrativi e operativi di tutti i suoi reparti dipendenti.




 
 
 
 
 
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AFGANISTAN: TERMINATO IL CORSO ANTI-IED PER L'ESERCITO LOCALE
Mercoledì, 10 Settembre 2014
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Herat – Nei giorni scorsi si sono conclusi due corsi pianificati e condotti per la prima volta esclusivamente da istruttori afgani a favore della Afghan National Police (A.N.P.) sotto la supervisione della componente Genio del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), il comando multinazionale su base brigata bersaglieri “Garibaldi”.

Il percorso formativo della durata di 15 giorni ha visto la partecipazione di 25 frequentatori. L’addestramento, svolto attraverso lezioni teorico–pratiche, rientra nel quadro delle attività di “consulenza e di assistenza” che i militari italiani svolgono a favore delle forze di sicurezza afgane nell’ambito del processo di transizione in atto nella regione ovest del Paese.



Il primo dei due corsi è stato finalizzato a fornire all’Afghan Border Police (A.B.P.) le capacità idonee per l’applicazione delle tecniche, tattiche e procedure (TTP) nell’individuazione e localizzazione delle minacce derivanti dalle diverse tipologie di dispositivi IED (Improvised Explosive Device). Gli IED, infatti, costituiscono la maggior fonte di pericolo per la sicurezza delle truppe che muovono sul terreno, nonché per la popolazione locale sul territorio.



Il secondo corso ha, invece, fornito ai futuri istruttori della Afghan Uniform Police (A.U.P.) l’adeguata preparazione per il corretto utilizzo degli apparati cerca metalli (metal detector).


Le attività si sono concluse con la consegna degli “attestati di frequenza” ai partecipanti al corso alla presenza del Brigadier Generale Mohammad Joma Adeel, Comandante della 705^ zona dell’A.B.P. e del Colonnello Ghulam Ghous Fakhruddin , Comandante dell’A.U.P. di Herat e dei rappresentanti del TAAC-W.

 
 
 
 
 
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ILCOMANDANTE DEL COMFOTER GENERALE BERNARDINI SALUTA LE AUTORITA' DI VERONA
Mercoledì, 10 Settembre 2014
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Verona, 9 settembre 2014 – Il Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Roberto Bernardini, ha ricevuto oggi a Palazzo Carli le massime Autorità civili, religiose e militari cittadine in occasione della sua prossima cessione del Comando.

L’evento odierno segue le visite istituzionali che ieri l’Alto Ufficiale ha reso al Prefetto, al Sindaco e al Vescovo della città scaligera, presenti anch’essi oggi a Palazzo Carli, unitamente al

Questore ed a altre personalità politiche ed amministrative della città.
Nel ribadire il forte legame esistente tra l’Esercito e Verona, il Generale Bernardini ha espresso il proprio apprezzamento e ringraziamento per la vicinanza e l’affetto mostrato in ogni circostanza dalla città al Comando delle Forze Operative Terrestri. Verona è da sempre sede di importanti comandi militari da cui dipendono i reparti impiegati nelle missioni fuori area ed in territorio nazionale.


 
 
 
 
 
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INVICTUS GAMES: I NOSTRI ATLETI AL LAVORO PER LE RIFINITURE GINNICHE
Martedì, 9 Settembre 2014
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LONDRA- Gli atleti delle Forze Armate italiane che parteciperanno agli INVICTUS GAMES, dopo essere stati ricevuti dal principe Harry, e poi subito in palestra per le rifiniture prima dell'inizio delle gare, previste per il giorno 10 Settembre.
Ci mandano il loro saluto, che ricambiamo con un grande IN BOCCA AL LUPO!





 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Martedì, 9 Settembre 2014
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TREVISO OGGI DEL 9 settembre 2014


BANGUI (REP. CENTRAFRICANA) – A operare a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, è un contingente di 750 uomini, una cinquantina dei quali italiani, inviato dall’Unione Europea per creare un ambiente sicuro e consentire l’assistenza umanitaria alla popolazione civile minacciata dai violenti scontri interni tra fazioni opposte, iniziati alla fine del 2013 e che hanno causato migliaia di vittime e l’esodo di più di un milione e trecentomila persone. Una missione che si potrebbbe definire di “passaggio” quella dell’UE, in attesa che a dicembre prenda piede la missione delle Nazioni Unite denominata MINUSCA (Missione ONU a Sostegno della Repubblica Centrafricana).

Con l’eccezione del capo del contingente italiano, il Ten. Col. Mario Renna, alpino, gli uomini schierati dall’Italia appartengono all’8° Reggimento Genio Guastatori “Folgore”, reparto di cui fa parte anche il trentenne trevigiano Marco Schiavon (in foto, in alto): “Sono arrivato tra i primi, ad inizio agosto, trovando un paese in mano a bande armate e criminalità, dove la struttura governativa è completamente collassata. Ora la situazione è stabile, ma basta poco perché la popolazione si infiammi, come è successo una quindicina di giorni fa, quando sono improvvisamente sorti degli scontri che hanno portato al ferimento di nove francesi, oggetto di particolare ostilità da parte dei musulmani”.
L’area di intervento dei genieri italiani, infatti, comprende alcuni tra I quartieri più caldi della capitale Bangui, in passato colpite da violenti disordini tra milizie contrapposte.




Oltre alla realizzazione di lavori infrastrutturali di base in favore della popolazione e del governo locale, come la sistemazione dell’area di accesso all’aeroporto, dove si sono concentrati i profughi, i genieri italiani avranno tra l’altro il compito di monitorare un importante progetto di ricostruzione di un ponte, finanziato dall’UE e affidato a imprese locali.
“Siamo impegnati in questi giorni, oltre che nelle attività di pattugliamento e controllo del territorio, nella sistemazione di un grande canale per lo scolo delle acque – spiega il Capitano Schiavon – un’attività importante perché in quest’area, nella stagione delle piogge, ci possono essere intense precipitazioni che durano anche 8-10 ore, con importanti rischi di allagamenti, senza contare l’elevata possibilità di diffusione di epidemie di malaria causate dall’acqua stagnante”.



 
 
 
 
 
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IL 28mo REGGIMENTO PAVIA PUNTO DI RIFERIMENTO INTERNAZIONALE DELLA COMUNICAZIONE SUI TEATRI DI GUERRA
Martedì, 9 Settembre 2014
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Roma, 9 settembre. La capacità di svolgere attività negoziale condotta in ambito operativo nei moderni scenari geopolitici, sarà l’oggetto del seminario che si terrà oggi e domani a Pesaro.
Al seminario, che nasce nell’ambito di un accordo bilaterale tra Italia e Germania, parteciperanno numerosi rappresentanti di Paesi amici ed alleati che hanno riconosciuto al 28° reggimento “Pavia” la leadership in questa materia , definita in inglese "Engagement".
Tale riconoscimento, è frutto delle consolidate competenze maturate dal personale del reggimento nel settore a seguito della partecipazione a tutte le operazioni militari all’estero che, dal 2004 ad oggi, hanno visto impegnate le Forze Armate italiane ed in cui è stata riconosciuta la validità della modalità italia di gestire le missioni per il mantenimento della pace ( che gli alleati definiscono come "Italian approach to peace-keeping").

Al seminario, parteciperanno relatori ed ospiti sia civili che militari provenienti da diversi Paesi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Germania, Francia, Olanda, Svezia, Ungheria, Lituania, Estonia).
I relatori, in particolare, sono rappresentati da militari ed accademici in possesso di una vasta casistica e conoscenza nel settore della negoziazione e delle relazioni con la popolazione, costruito anche nel corso di una pluriennale esperienza sul campo.
Argomento di particolare interesse nel corso dei lavori sarà l’esplorazione delle potenzialità della gestione virtuale , tendente a metter in luce le possibilità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione quali piattaforme di ingaggio complementari al tradizionale approccio faccia a faccia.
Nel corso del seminario il 28° reggimento “Pavia” presenterà la prima edizione del manuale di ingaggio e comunicazione quale raccolta degli elementi dottrinali e delle linee guida per una condotta efficace dell’attività.
L’interesse per le tematiche in argomento, confermato dalle numerose adesioni al seminario, evidenzia ancora una volta come il 28° reggimento “Pavia”, che proprio per le sue peculiarità fa parte del bacino delle Forze per Operazioni Speciali, rappresenti un punto di riferimento nel settore delle “comunicazioni operative” sia in ambito nazionale che internazionale.

 
 
 
 
 
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PRIMO GIORNO DI ANNO ACCADEMICO ALLA NUNZIATELLA
Martedì, 9 Settembre 2014
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PARMA- Oggi a Napoli, i vincitori del concorso per l'ammissione al 227° Corso della Scuola Militare "Nunziatella", inizieranno l’anno scolastico. 80 allievi (55 ragazzi e 25 ragazze).

Il 15 settembre, avrà invece inizio, l’anno scolastico presso la Scuola Militare “Teulié”di Milano che segue il calendario scolastico della regione Lombardia. Qui, i 60 Gli allievi (43 ragazzi e 17 ragazze), vincitori di concorso, daranno vita al Corso “Segre”, dal nome del Generale e storico italiano Roberto Segre (Torino 1872 –1936). Tutti i nomi dei corsi derivano dal cognome degli ex allievi della Scuola che hanno ricevuto Medaglie al Valor Militare.

Quest'anno, al concorso pubblico per l'ammissione agli istituti superiori di Forza Armata hanno partecipato ben oltre 1.600 concorrenti (1251 maschi e 474 femmine).

I due Istituti militari dell'Esercito, entrambi articolati in un Liceo Classico, un Liceo Scientifico ed un Liceo Scientifico Europeo, rappresentano dei veri e propri college all'avanguardia nell'educazione in cui, secondo la tradizione, alla preparazione scolastica di base si affianca un intenso addestramento militare e sportivo. Sono stati frequentatori degli Istituti, tra gli altri, personalità che hanno raggiunto posizioni apicali nelle istituzioni nello stato italiano come ministri, presidenti della corte costituzionale e capi di forze armate. In particolare il passato ed il presente hanno conferito alla Scuola Militare Teulié un indiscusso prestigio tale da consentirle di ricevere, nel 2002, la Cittadinanza Onoraria della città di Milano. Nel 2008, il Presidente della Repubblica ha concesso alla Bandiera dell’Istituto la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito “… quale mirabile Ente formativo, custode di profonde tradizioni ed esemplare prototipo di moderna pedagogia militare…”. Infine, nel 2009, la Scuola ha ricevuto il prestigioso premio “Isimbardi” della Provincia di Milano.
PRIMO GIORNO DI LEZIONI

 
 
 
 
 
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DA DOMANI PARTE LA GRANDE STAFFETTA ALPINA DA CAPORETTO VERONA
Martedì, 9 Settembre 2014
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TREVISO-Una “Staffetta della memoria alpina” tra Caporetto e Verona, con tappa domani pomeriggio a Bassano.
È l´iniziativa delle penne nere scaligere per aprire il raduno triveneto in programma sabato e domenica nella loro città e legarlo al centenario della Grande guerra. Quest´anno la kermesse grigioverde, che richiamerà in riva all´Adige migliaia di alpini veneti, friulani e trentini, incrocia le commemorazioni per i cento anni dal Primo conflitto mondiale e per questo motivo la sezione Ana di Verona ha voluto aprire l´appuntamento a Caporetto. La cittadina salì alle cronache nell´autunno del 1917 per la temporanea disfatta dell´esercito italiano di fronte alle truppe austro-tedesche, divenendo suo malgrado celebre.
Da lì, domenica, è partita simbolicamente la staffetta che sta attraversando il Nordest. Il percorso toccherà fino a sabato le principali località che ospitano sacrari e monumenti ai Caduti Domani farà tappa in città.
Il programma della giornata prevede la partenza alle 12.30 dal sacrario del Montello, in provincia di Treviso. Alle 18 la staffetta arriverà al Tempio Ossario dove un quarto d´ora più tardi sono previsti la deposizione di una corona e gli onori ai cinquemila caduti lì sepolti. Alle 20.30, penne nere e simpatizzanti si trasferiranno sul Ponte per una rassegna di cori alpini. Si alterneranno in pedana il coro Ana di Marostica, il coro Improvviso di Rosà e l´Edelweiss Ana Montegrappa di Bassano, proponendo il loro tradizionale repertorio. Ci sarà un buffet offerto dalle enogastronomie della Confcommercio.L.P.


 
 
 
 
 
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CESENA: SCOMPARE ARNALDO CECCHINI PARACADUTISTA ORIGINALE
Martedì, 9 Settembre 2014
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CESENA- Dopo una breve malattia ci ha lasciato Arnaldo Cecchini, 72 anni, che per molti anni aveva lavorato presso la redazione cesenate del Resto del Carlino con la responsabilità del settore poligrafico. Era stato presidente dell'Aero Club Luigi Ridolfi di Forlì La sua passione principale era il paracadutismo sportivo: aveva superato mille lanci ed era istruttore; gli piaceva raccontare un episodio che gli era capitato facendo un lancio, fumogeno ai piedi, che lo avrebbe dovuto portare al centro di uno spiazzo presso la Festa dell'Unità.

Il vento, però, gli giocò un brutto scherzo e toccò terra nel chiostro di un convento di suore di clausura. «L'ho fatto apposta disse scherzando agli amici che conoscevano le sua simpatie politiche per la destra mica potevo fare pubblicità ai comunisti!».

LA CERIMONIA funebre si svolgerà domani, mercoledì, alle 10 nella chiesa di San Paolo a San Mauro in Valle. La famiglia ha deciso di chiedere a tutti di rinunciare all'acquisto di fiori, invitando a fare offerte all'Arrt (Associazione Romagnola Ricerca Tumori). Sentite condoglianze alla famiglia da parte di tutti i redattori e i collaboratori del Resto del Carlino di Cesena e del giornale CONGEDATIFOLGORE.

 
 
 
 
 
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CINQUALE : LA POLEMICA CONTINUA
Martedì, 9 Settembre 2014
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CINQUALE-Non mollano la presa i sostenitoti del Comitato abitanti Poveromo-Cinquale “per una migliore vivibilità del territorio”: la loro battaglia per dire no ai lanci di paracadutisti con base aeroporto del Cinquale – che l’amministrazione civica ha di recente re-intrrodotto – continua. Nei giorni scorsi il comitato ha incontrato il sindaco Alessandro Volpi per affrontare la questione. Un incontro definito “burrascoso” che non sembra aver portato ad alcun accordo. E, allora, il comitato guidato da Armida Ricci, insiste e si documenta su quanto avviene in situazioni similari (dove cioè in un piccolo aeroporto coesistono una base di elicotteri di soccorso e attività da “diporto”). «Le basi di elisoccorso dislocate sul territorio italiano da Bolzano a Catania – questo è quanto hanno raccolto gli aderenti del Comitato – sono circa 50, la metà delle quali sono eliporti autonomi situati all'interno di ospedali o nelle loro immediate vicinanze, mentre le altre sono ospitate in strutture aeroportuali. Da una indagine a tappeto su queste ultime è risultato che in nessun caso, allo stato attuale, sulle strutture aeroportuali ospitanti vengono svolte attività di paracadutismo ed in particolare è risultato che negli aeroporti di Latina e di Pavullo sono state chiuse definitivamente le attività storiche di lancio proprio per incompatibilità con il sevizio di elisoccorso». Dunque, è l’argomentazione di Armida Ricic e dei suoi, «i fautori della reintroduzione del paracadutismo al Cinquale, nonostante l'esistenza della base di elisoccorso, stanno forse cercando di mettere in atto l'eccezione che conferma regola?»

 
 
 
 
 
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187mo REGGIMENTO PARACADUTISTI: INIZIA IL SECONDO CORSO PER ISTRUTTORI DI MCM
Martedì, 9 Settembre 2014
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METODO DI COMBATTIMENTO MILITARE



LIVORNO- Dal 9 di settembre al 17 ottobre si terrà, presso il 187° reggimento paracadutisti "Folgore" di Livorno, il 2° corso per istruttori di Metodo di Combattimento Militare, la disciplina di recente introduzione nell’Esercito Italiano.
Solo in 30, dei 55 aspiranti, giunti da circa 50 Reparti dell’Esercito Italiano, verranno ammessi alla frequenza del corso. Dopo due giorni di prove selettive, gli allievi istruttori, cominceranno le 6 settimane di corso, affrontando i duri addestramenti al combattimento corpo a corpo.





 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Martedì, 9 Settembre 2014
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ARENA DI VERONA del 9 settembre 2014

IL PERSONAGGIO. Alberto, 24 anni di Cuneo, è uno degli istruttori estivi della scuola di Boscomantico, ma da circa un anno lavora allo Skydive del sovrano del Dubai

Avalis, il paracadutista dello sceicco

Maria Cristina Caccia

«Sono Alberto Avalis, 24 anni, di Saluzzo, in provincia di Cuneo. Ho fatto il mio primo tandem in paracadute nel settembre 2008 e da lì è nata la mia grande passione». Gli occhi sorridono, colorati da un entusiasmo contagioso, quello di chi ha avuto un incontro ravvicinato con il proprio sogno e ora se lo tiene ben stretto. Una storia vera, tra mito e realtà.
Alberto, nelle estati 2012 e 2013, ha lavorato come istruttore allo Skydive Verona, la Scuola di paracadutismo operativa all'aeroporto di Boscomantico. Ed è lì che lo abbiamo incontrato, dove anche quest'anno ha rinnovato il suo immancabile appuntamento estivo, per godersi la skyline veronese generosa di scorci mozzafiato che tracciano percorsi aerei tra le dorsali montane e le acque benacensi.
Quando incomincia la tua passione per il paracadutismo?
Ero un mosaicista, imprenditore di me stesso. Il volo libero mi ha sempre entusiasmato e, dopo quel mio primo lancio, nel 2008, decisi senza incertezze, di frequentare il corso AFF. Il primo anno ho collezionato circa cento salti e, a partire dal secondo anno, ho partecipato a diverse competizioni. Finalmente, poi, ho completato il percorso diventando istruttore. Lavoravo moltissimo, giorno e notte per guadagnare di più e poter sostenere la mia passione sportiva. Un giorno, però, mi sono stancato e, nel novembre 2012, me ne sono andato in Australia con l'obiettivo di imparare l'inglese, portando nel cuore l'emozione del volo.
Dall'Italia all'Australia, cosa è successo in seguito?
Ho lavorato tre mesi a Sydney occupandomi di traslochi e andando a scuola di inglese. Poi mi sono spostato vicino a Melbourne, nello stato di Victoria, con amici per lavorare stagionalmente alla raccolta della frutta, potendo, in questo modo, allungare il periodo del Working Holiday Visa. Mentre tutto questo accadeva, non ho mai smesso di pensare al paracadutismo. Feci una ricerca sul web e trovai una drop zone nel Queensland, di proprietà di un italiano. Mandai una mail e fui convocato e assunto. Presi la qualifica di istruttore valida per l'Australia e incominciai, incredulo, la mia avventura, durata circa un mese e mezzo.
Poi cosa accadde?
Il destino volle che, nell'aprile 2013, un amico istruttore mi chiese di sostituirlo allo Skydive in Florida, per circa tre mesi, perché problemi famigliari lo avrebbero trattenuto lontano dal lavoro. Accettai e me ne andai dall'Australia. Giunto in Florida, conseguii obbligatoriamente anche le qualifiche per il brevetto americano di istruttore. In quel breve periodo, mi contattò un altro amico operativo allo Skydive di Dubai di proprietà del figlio dello sceicco, il quale mi disse che laggiù stavano cercando nuovi istruttori di paracadutismo e mi invitò a mandare un mio curriculum. Lo assecondai, senza molte aspettative.
Invece?
Terminato il trimestre americano, a luglio 2013 tornai in Italia. Arrivai a Boscomantico per il solito impiego estivo, fino al mese di agosto.
Quel venerdì, invece, il destino bussò di nuovo alla mia porta. Ricevetti una telefonata dal general manager dello Skydive di Dubai, il quale, senza giri di parole, mi disse: «Assunto a tempo indeterminato. Congratulazioni, ti aspettiamo domani sera».
E in ventiquattro ore la mia vita cambiò.
Ora cosa fai?
Lavoro a Dubai come istruttore allo Skydive da circa un anno e abito al 67 piano di un grattacielo a Dubai marina. La mia famiglia è entusiasta di questa straordinaria opportunità. Il paracadutismo mi ha letteralmente fatto volare oltre i confini della realtà.

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA
Martedì, 9 Settembre 2014
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ECO DI BERGAMO
del 9 settembre 2014


Un parà in prima linea per la pace

«Centrafrica, un Paese allo stremo»

Un parà in prima linea per la pace «Centrafrica, un Paese allo stremo»
Il bergamasco Matteo Gagliardi, paracadutista a Bangui

La Libia, la Bosnia, il Kosovo, l’Afghanistan e ora il Centrafrica, terra poverissima e devastata da un terribile conflitto interno. Matteo Gagliardi è un caporal maggiore dell’Esercito, appartenente all’8° reggimento genio guastatori della brigata paracadutisti Folgore di Legnago: da 2 settimane presta la sua opera nel martoriato Paese africano nella missione multinazionale Eufor Rca in Centrafrica, che conta un totale di 750 soldati di 13 Paesi.

«Da dieci anni faccio il guastatore e a Bangui ho un incarico tecnico come operatore di attrezzature speciali idrauliche. La popolazione ci ha accolti bene , non ci sono particolari rischi ma c’è sempre un nucleo di sicurezza che ci segue» spiega Gagliardi, bergamasco di via Quarenghi.



Il suo è un racconto di un Paese allo stremo: «Il principale problema qui è la malaria, e per fortuna non ci sono mai stati casi di Ebola. La città è densamente abitata, ci sono moltissimi bambini, e la povertà è diffusa. Poche strade sono asfaltate, l’elettricità e l’acqua non arrivano in tutte le case, ci sono più di 20 mila rifugiati fuggiti dalla guerra civile». Una missione dura, dove non mancano però i momenti di relax: «Internet è lento ma funziona. Io lo uso per tenermi aggiornato su quello che succede a Bergamo, leggo sempre il sito de L’Eco. E soprattutto mi tengo aggiornato sui risultati dell’Atalanta,

 
 
 
 
 
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CONTESTAZIONI A MARE NOSTRUM
Martedì, 9 Settembre 2014
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ROMA-Importante affermazione del senatore Forza Italia Franco Cardiello in una nota stampa:"Siamo al paradosso più evidente: da un lato 10milioni di euro al mese per l'operazione Mare Nostrum, con i "taxi" della Marina Militare pronti ad accompagnare sulla terra ferma decine di profughi; dall'altro un incaccettabile blocco degli stipendi delle forze armate. Per l'adeguamento dei contratti, le possibilità di recupero sono scarse, visti i vincoli europei della Merkel. Mentre per gli scatti la faccenda è seria: dal 2011 al 2013 un carabiniere con famiglia a carico ha sostenuto sacrifici per il bene del Paese che serve ogni giorno; dal 2013 Letta ha chiesto un ulteriore rinvio al 2014 perchè la situazione non consente margini di miglioramento. Ora Renzi chiede un altro rinvio al 2015 ma non si chiede come può un padre di famiglia programmare qualcosa se i governi operano in un'unica soluzione!". "È semplicemente vergognoso - conclude -. Sulla legge di stabilità daremo battaglia, nel mentre chiediamo ai ministri interessati di scendere in piazza ad ascoltare i sindacati del settore".

 
 
 
 
 
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SOLIDARIETA' AL DIRETTORE DI CONGEDATIFOLGORE SUL MONTE ROSA
Lunedì, 8 Settembre 2014
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Solidarietà per l'infortunio del Direttore Walter Amatobene.
Oltre a centinaia di messaggi provenienti da tutta Italia , nel fine settimana due pattuglie di atleti paracadutisti hanno formulato per lui gli auguri speciali di pronta guarigione con due gesti simbolici:

LA BANDIERA DEL NOSTRO GORNALE SUL MONTE ROSA. GLI AUGURI DA 4556 METRI



Ascensione alla CAPANNA REGINA MARGHERITA sul monte Rosa 4556 mt dove di recente è salito l'alpino Barisonzi.

partiti venerdì pomeriggio 5 settembre e dopo aver pernottato a quota 3800 alla capanna Gnifetti,la cordata era composta dai paracadutisti Fabrizo Cocchi,Solaroli Marco, Francesco Barzagli e dall'alpino Alessandro Melchionda.
Partiti alle 5.45 per l'ascensione sul ghiacciao , hanno raggiunto il rifugio più alto d'europa dopo 5 ore di cammino. Durante la discesa sono passati a omaggiare il Cristo delle Vette, imponente statua alta 3,60 m e pesante 980 kg, trasportata ed eretta dai nostri Alpini paracadutisti, inaugurata il 4 settembre 1955. Al rifugio hannbo scattato la foto con la bandera del nostro giornale, affdata alla pattuglia che la porta in giro per il mondo , partecipando a gare molto ipegnative , incarnando la filosofia "operativa"(amaranto) della nostra testata.




UNA STELLA A QUATTRO A NOVI LIGURE FATTA DAL TEAM DI LANCIO E CORSA MONTAGNA


Carlo Lagorio, Alain e Mario Locatelli e Fabio Camignani,hanno voluto dedicare a Walter Amatobene un lancio "mimetico"con le tute TCL vegetate commercializzate dal Folgoreshop . Tre di loro, Alain, Mario e Fabio, sono assidui partecipanti a tutte le iniziative del giornale e del gruppo sportivo Team Folgore. Carlo Lagorio si è appena aggregato e parteciperà in futuro. A tutti e quattro un grazie di cuore dalla redazione e dal direttore.



 
 
 
 
 
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RECENSIONI:FRA I DANNATI DELLA TERRA - STORIA DELLA LEGIONE
Lunedì, 8 Settembre 2014
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FRA I DANNATI DELLA TERRA- DI GIANNI OLIVA- MONDADORI -


Idealisti usciti sconfitti da una rivoluzione fallita, romantici perduti dietro un amore impossibile, balordi in fuga dalla giustizia, affamati in cerca di un lavoro e di uno stipendio: la Legione straniera è tutto questo, un miscuglio di uomini diversi per motivazioni e provenienze, ma tutti ugualmente irrequieti, malinconici, feroci. Sin da quando venne costituita nel 1831 da re Luigi Filippo «Égalité», la Legione è stata lo specchio delle turbolenze del mondo: un reparto di volontari sradicati dalle proprie origini, senza famiglia e senza patria. Non dei semplici mercenari, ma soldati che nella mistica combattentistica e nello spirito di corpo ritrovano un'identità. Impiegati nelle «guerre sporche» dell'impero coloniale francese, dall'Algeria al Marocco, al Madagascar, all'Indocina, i legionari hanno scritto pagine drammatiche di storia militare, dove la violenza inflitta o subita ha assunto toni esasperati: quella di Algeri non è che la più nota di molte battaglie condotte senza pietà e senza tregua. Dietro le rappresaglie brutali ci sono però storie insospettabili di uomini sconfitti alla ricerca di riscatto. Gianni Oliva ne ripercorre le tracce, e ricostruisce le loro vicende come in un grande romanzo epico. Sono storie di barricate e di passione, come quella risorgimentale di Carlo Pisacane, l'eroe biondo della spedizione di Sapri; di vitalismo irrequieto, come quella del veneziano Francesco Zola, futuro padre di Émile, ingegnere in cerca di nuove sfide professionali e ladro per amore, e di Curzio Malaparte, eclettico intellettuale, che partì volontario nel 1914. E ancora storie di ribellione, come quella del principe reale Aage, che lascia la corte di Copenaghen per combattere con il képi bianco in Marocco; di fuga, come quella di Giuseppe Bottai, per vent'anni deputato e ministro fascista, e dopo il 1943 soldato semplice protetto dall'anonimato della Legione; di sfida e redenzione, come quella di Simon Murray, prima volontario in Algeria, poi finanziere ai vertici di una multinazionale. Il legionario dannato, infelice e generoso, impersonato da celebri attori come Jean Gabin e Gary Cooper, ritrova in questo saggio i contorni storici entro i quali è maturata un'esperienza militare unica nel suo genere. Oggi, chiusa l'epoca dell'impero coloniale francese, della Legione straniera, sotto il profilo militare, rimane ben poco: i suoi 7200 volontari operano come soldati professionali, impegnati nelle missioni multinazionali di peace enforcing e di peace keeping. A spingerli all'arruolamento, forse ancora una volta l'immagine-simbolo del legionario in marcia sotto il sole del deserto, sferzato dal vento che leviga le rocce e i ricordi.

 
 
 
 
 
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CURIOSITA': I CINESI DORMONO VOLENTERI I ALL'IKEA
Lunedì, 8 Settembre 2014
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Il fotografo canadese Kevin Frayer, già vincitore del World Press Photo, racconta con i suoi scatti la narcolessia collettiva dei cinesi


Simone Cosimi - Wired

A chi non è capitato, nel corso delle lunghe e faticose spedizioni da Ikea, di appisolarsi per qualche minuto su una Poäng? In fondo, non c’è niente di male: si prova il letto, il sofà o la poltrona prima di acquistarla.

A quanto pare in Cina la prendono parecchio sul serio, quest’abitudine. Nel senso che schiacciare un bel pisolino su uno dei pezzi in esposizione nei pachidermici punti vendita – otto dei dieci magazzini più grandi sono proprio nella Repubblica popolare – è la regola e non l’eccezione.

Kevin Frayer, fotogiornalista di Getty già al lavoro con Canadian Press e AP, di base proprio in Cina e spesso impegnato su temi ben più drammatici – tipo Gaza, Libano, Afghanistan o le devastanti conseguenze del tifone Haiyan che ha colpito l’anno scorso le Filippine – ha deciso di documentare questo singolare fenomeno di narcolessia collettiva. Tanto per capirci: Frayer è stato due volte finalista al Pulitzer e vincitore nel 2009 in una categoria del World Press Photo.

Lo ha fatto ciondolando per il primo centro Ikea di Pechino. E ha beccato così tanta gente addormentata fra seggiole e divani da tirarne fuori un piccolo progetto. A quanto pare, non solo sedute e letti: gli avventori cinesi si spalmano ovunque trovino una superficie appena decente per sonnecchiare. Anzi, per dormirsela profondamente.

Molti, infatti, ci passano ore intere. Decidono cioè di trascorrerci la giornata, come fosse una gita. Si portano il tè, qualche snack, infilano qualche prodotto nelle famigerate buste blu e gialle e poi si fanno una bella dormita. “La prossima volta – ha detto Frayer, che certo non intende ironizzare sui cinesi ma evidenziare un soprendente atteggiamento ormai generalizzato – proverò anch’io

Foto Kevin Frayer/Getty:







 
 
 
 
 
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ANPDI LUCCA RICORDA UN PARACADUTISTA CHE DOPO L'8 SETTEMBRE CONSERVO' E RISPETTO' L'UNIFORME
Lunedì, 8 Settembre 2014
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di Franco Lippi
LUCCA- Sabato sei settembre, si è svolta in Lucca , nell'are dell'ex campo "Balilla" una manifestazione lancistica da parte di cinque paracadutisti delle sezioni ANPDI di Lucca e Viareggio per commemorare il lucchese Ten. Par. Martinelli Giuseppe, già del 184° Rgt. NEMBO, deceduto il 15.08.1944 all'ospedale di Iesi a seguito delle ferite riportate in combattimento sul fronte adriatico.


La commemorazione, inserita nelle celebrazioni del 70° anniversario della liberazione di Lucca, è stata organizzata da Assoarma Lucca e da ANPDI Lucca con il Patrocinio dell'amministrazione comunale lucchese.

L'intento era di ricordare il contributo alla lotta per la liberazione da parte degli uomini con le stellette. Impegno per troppo tempo dimenticato e mai abbastanza ricordato dalle istituzioni e dai media.

I cinque paracadutisti si sono lanciati da elicottero da un quota di 2.000 metri ed una volta atterrati sugli spalti delle mura rinascimentali di Lucca, hanno donato al fratello del Tenente, sig. Martinelli Luciano, un crest del 183° Rgt. NEMBO consegnato da un capitano del reparto, presente in rappresentanza della Folgore.

Presente anche il Sindaco di Lucca, Dr. Alessandro Tambellini, il Leone della Folgore par. Masi Luciano, il presidente Assoarma Lucca par.alp. Marchini Filippo, i presidenti di ANPDI Lucca e Viareggio, Lippi e Muro (che si è lanciato), ed i Labari delle Associazioni d'Arma locali.




 
 
 
 
 
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L'8 SETTEMBRE DEI LEONI DELLA FOLGORE PRIGIONIERI DEGLI INGLESI
Lunedì, 8 Settembre 2014
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sopra: lo schizzo delle baracche del campo dove furono prigionieri i Ragazzi della Folgore, tra i quali Vittorio Bertolini , padre del Generale di Divisione Marco , già comandante della Brigata Paracadutisti ed ora a capo delle Forze Speciali.Emilio Camozzi l'ha ricevuta da un suo Camerata , Giuseppe Rebaudengo. E' stato creato nel 1960,

PARMA- Il Nostro Direttore Onorario e co-fondatore del giornale, il par ( El Alamein) Emilio Camozzi, scomparso nel 2012, ci ha raccontato Suo 8 sette il mbre nel POW 305 ( prisoner of war 305) , nelle mani degli inglesi, che lo consideravano, insieme ai suoi Camerati, un "Criminale non cooperatore". I campi erano anche chamati "Fascist Criminal Camp"



IL MIO 8 SETTEMBRE

di Emilio Camozzi


Ho sempre usato cancellare dalla mia mente i momenti brutti.
Penso sia il segreto della mia longevità . Quando una volta ho sentito che si stava commemorando in televisione l'otto settembre 1943,sono trasecolato.

Non credevo si potesse commemorare una giornata di lutto.

E' luttuoso perdere la guerra, ma perderla come abbiamo fatto noi, tradendo l'alleato, lasciando allo sbando un milione e mezzo di soldati e cinquanta milioni di italiani che non sapevano nemmeno più chi applaudire o chi fischiare, è mostruoso.

Il pensiero ritorna alla prigionia in Egitto, dopo El Alamein.

Premetto che noi prigionieri, alla sconfitta ci eravamo un pò allenati. Risaliva al giorno che ci avevano catturati e rinchiusi nei campi di concentramento.

Avevamo avuto anche l'opportunità di commentare gli avvenimenti, che ci avevano toccati in prima persona, e quindi ne parlavamo con cognizione di causa.

Già la caduta del fascismo ci aveva fatto subodorare che qualcosa di losco era in atto.

Quando, un mese dopo,la medaglia d'oro Ettore Muti fu assassinato dai carabinieri, ne avemmo la conferma.

Già alla fine di luglio gli inglesi avevano posto la condizione della collaborazione.

Consisteva nel firmare un documento che imponeva di non arrecare danni al materiale bellico inglese, di essere inquadrati in reparti comandati da ufficiali inglesi e di vestire un'uniforme fornita dagli inglesi.

Tutto ciò non era permesso dal regolamento militare italiano, e le pene andavano dalla perdita dei diritti civili alla pena di morte.

Lavoravo e scontavo la prigionia, in un campo d'aviazione gestito dai neozelandesi.

Facevo il cuoco alla mensa sottufficiali. Giocavo nella squadra di calcio rappresentativa dell'Italia nel Medio Oriente. Insomma, me la passava benino, anzi, molto bene.

Eravamo un quarantina di prigionieri.

Fui l'unico a non firmare la cooperazione. Ormai gli altri mi guardavano con sospetto.

Gli unici a congratularsi con me furono i neozelandesi.

Dicevano che ero stato l'unico a comportarsi con onore.

Fui subito trasferito al campo 321 e rinchiuso in un gabbia isolata assieme ad altri otto.

Gabbia sta per camerata comune, ovvero un rettangolo di terreno di cento metri per cinquanta.

Avevamo un tenda , delle brandine decenti, ed eravamo trattati bene anche sotto il profilo alimentare da un comandante di campo sudafricano che cercava di non farci mancare nulla, e che si divertiva a passare di sera qualche ora con noi, ed a mangiare gli spaghetti che lui ci portava in omaggio e che noi cucinavamo.

Ai quattro angoli di tutte le gabbie erano stati piazzati altoparlanti che ci trasmettevano gli ordini del giorno ed un sommario delle notizie, un pochino manipolate dagli inglesi.

Dopo le otto di sera erano silenziosi, perchè verso quell'ora molti andavano a dormire.

La sera dell'otto settembre era per noi come una di tante altre sere. Stavamo preparando il sugo per gli immancabili spaghetti che sarebbero arrivati assieme al comandante di campo.

Arrivò alle nove. Come al solito, un pò per celia ed un pò per rispetto, ci schierammo ai lati dell'ingresso della tenda per salutarlo stando sull'attenti.

Generalmente accettava l'omaggio sorridendo come ad uno scherzo e rispondeva militarmente. Quella sera era buio in volto , si fermò prima di passare fra noi , con il volto scuro, quasi iroso.

Pensammo di aver combinato qualcosa di grave, soprattutto perchè non aveva con se i soliti spaghetti. Ci raccogliemmo attorno a lui. Ci disse, con quel poco di italiano che aveva appreso stando con noi: "Per voi la guerra è finita. L’Italia ha chiesto l'armistizio. Per noi continua".

Si sentiva che aveva un groppo alla gola. Il gruppo si sciolse in silenzio. Ognuno si allontanò per piangere per conto suo. Un soldato si vergogna delle proprie lacrime. Dopo un pò il capitano De Pangher, triestino e nostro capo gabbia, ci chiamò uno per uno.

Ci disse:" Cantiamo per piangere il nostro dolore". Il comandante del campo si avviò verso l'uscita. De Pangher lo chiamò e lo pregò di rimanere con noi.

Accettò. Cantammo quasi sottovoce l'inno a Roma. L'emozione riempiva la melodia di stonature. Terminata, la ricominciammo, a voce più alta. Alla fine, il capo campo sudafricano ci pregò di ripeterla, per far capire agli altri chi noi eravamo. Questa volta, più che cantarla la gridammo. Il capo campo aveva gli occhi bagnati di lacrime come tutti noi e tentava di cantare con noi la nostra rabbia. Dalle gabbie che ci circondavano i prigionieri cooperatori ci guardavano, ancora ignari di quanto era successo.

Alla fine si allontanarono in silenzio, forse un tantino vergognosi. Questo è quanto mi resta di quella triste giornata. Emilio Camozzi












 
 
 
 
 
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KABUL: STERMINIO DI CANI RANDAGI COL VELENO
Lunedì, 8 Settembre 2014
by webmaster


fulvio cerutti (agb)

KABUL-Cercano di scappare, ma non ci riescono. Vengono intrappolati con reti o lunghi ganci metallici. Si dimenano per cercare di liberarsi, ma è tutto inutile. La loro vita dura pochi minuti dopo che sono costretti a ingerire il veleno. I loro “diavoli” sono uomini vestiti di arancione che fanno pulizie dei cani per le strade di Kabul. Dopo lo sterminio di massa dell’anno scorso, quando vennero uccisi 17.600 quattrozampe, in questi giorni è ripresa la “campagna di pulizia” della capitale afghana per proteggere i residenti dai rischi di diffusioni di malattie come la rabbia.
In alternativa vengono lasciati pezzi di carne per strada e alla mattina non resta che passare con i camion a raccoglierli. Non sempre muoiono subito, ma rimangono a sopportare atroci sofferenze. Morti o ancora in vita, vengono gettati sui mezzi, ammassati uno sull’altro, per essere portati alle discariche dove vengono lasciati a marcire con la comune immondizia.
Nell’Islam i cani sono considerati esseri impuri, e in Afghanistan quelli che ci sono vengono utilizzati o come cani da guardia o per i combattimenti. Non c’è compassione per il loro destino. La paura è quella di contrarre la rabbia tramite morsi, aggressioni o graffi. Spesso, durante la cattura, la popolazione si raduna per assistere all’uccisione quasi come se fosse uno spettacolo liberatorio.

Ghazal Sharifi, un dentista residente a Kabul, racconta all’Afp di come si fosse affezionato a un cane e ai suoi sei cuccioli che girovagano vicino al suo studio e che un giorno li avesse trovati tutti avvelenati. «Gli operatori ridevano di me per come ho avuto cura dei loro corpi morenti. Questa crudeltà disumana non ha nulla a che vedere con la cultura islamica. Ho visto i cani gettati in un camion quando erano ancora vivi, accatastati uno sull’altro».

Alcuni animalisti del posto hanno provato a proporre progetti di vaccinazione e a ridurre il numero dei randagi con la sterilizzazione. «La mattanza - racconta Louise Hastie, una signora inglese che gestisce un rifugio a Kabul - significa solo che nuovi branchi sostituiranno i precedenti, e quelli nuovi hanno più probabilità di avere la rabbia perché scendono dalle montagne. Il benessere animale non è però fra le priorità del governo. Ma la verità è che gli afghani sono esterefatti da questo massacro quotidiano. Dobbiamo solo cambiare il modo di pensare dei funzionari».

 
 
 
 
 
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E' PARTITA OGGI LA SQUADRA ITALIANA DEGL INVICTUS GAMES
Domenica, 7 Settembre 2014
by webmaster

la squadra in partenzza, scortata fino all'aereo da Antonio Pagla, figlio della MOVM Gianfranco


Questa mattina il team di 13 atleti militari paralimpici italiani,
selezionati per gli Invictus Games, è decollato dall’aeroporto militare di Ciampino (RM) alla volta della capitale britannica. Sul C-130 dell’Aeronautica Militare anche i loro famigliari e i tecnici chesosterranno gli atleti in questa prima competizione sportiva.
I giochi avranno inizio mercoledì 10 settembre e fino a quel giorno gli atleti si dedicheranno agli allenamenti di rifinitura presso gli stadi e le strutture dove poi si svolgeranno le competizioni ufficiali.
I partecipanti si confronteranno con oltre 400 atleti provenienti da 14 diversi Paesi tra cui Afghanistan, USA, Regno Unito, Francia, Nuova Zelanda ecc., in 9 discipline atletiche individuali e di squadra, presso il Queen Elizabeth Olympic Park e il Lee Valley Athletics Centre.

Pochi giorni fa il team Italiano è stato salutato presso il Quirinale dove il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha consegnato all’alfiere della squadra il tricolore che li accompagnerà durante i giochi.

Il team arriva all’appuntamento dopo mesi di allenamenti e di preparazione dura e costante, portata avanti grazie al prezioso contributo dei tecnici del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), con cui la Difesa alcuni mesi fa ha siglato un protocollo d’intesa, volto a promuovere e diffondere la pratica degli sport adattivi nei confronti dei militari affetti da disabilità
contratta durante il servizio.



 
 
 
 
 
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CENTO ANNI DELLE FORZE AEREE SVIZZER- IN 100MILA ALLA ESIBIZIONE DELLA PATTUGLIA ACROBATICA
Domenica, 7 Settembre 2014
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LUGANO- Il secondo sabato di esibizioni aeree nell'ambito di AIR14 ha richiamato oltre 110mila visitatori. L'elevata affluenza di pubblico ha congestionato il traffico nella regione: sull'autostrada A1 tra Morat (FR) e Payerne (VD), dove si svolge la manifestazione, la colonna ieri ha raggiunto un massimo di dodici chilometri, ha indicato la centrale d'informazione sul traffico Viasuisse.

Secondo il colonnello Ian Logan, direttore di AIR14, oggi è stato raggiunto il record di frequenze per un solo giorno, con "almeno 110'000 persone".

Gli organizzatori dell'evento, che celebra la tripla ricorrenza dei 100 anni delle Forze aeree svizzere, dei 50 anni della Patrouille Suisse e dei 25 anni del PC-7 TEAM, avevano annunciato che la soglia dei 100'000 visitatori avrebbe potuto causare problemi logistici. Laurent Savary, responsabile della comunicazione dell'evento, ha espresso soddisfazione per il successo di pubblico. Il problema principale sono state le lunghe attese in piedi in fila agli stand di bevande e cibo. A causa in particolare della disidratazione 170 persone hanno avuto bisogno di cure. Tra queste dieci sono state ricoverate all'ospedale, otto con un'ambulanza e due in elicottero, ha riferito il colonnello Simone Rossi, responsabile della sicurezza.

Tra i presenti, ospite di spicco oggi era il consigliere federale Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS). "È una buona occasione per osservare quanto viene fatto dalle altre nazioni e per coltivare i contatti con la popolazione", ha detto all'ats.

Interrogato sull'avvenire della Patrouille Suisse, che ha mostrato il meglio di sé nei cieli vodesi proprio oggi, Maurer ritiene che abbia un futuro. "I Tiger possono essere utilizzati grossomodo fino al 2016. In seguito la Patrouille proseguirà le sue attività con gli F/A-18".


 
 
 
 
 
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IL CONTINGENTE EUFOR E NATO A SARAJEVO COMMEMORANO I CADUTI DEL VOLO G222 "LYRA 34"
Domenica, 7 Settembre 2014
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PARMA- Per un disguido elettronico diamo in ritardo una notiza che riguarda gli aviatori della 46a aerobrigata di Pisa, che hanno commemorato i loro colleghi caduti in Bosnia nel 1992.
Ce ne scusiamo:

Domenica scorsa, 31 agosto, con una cerimonia è stato commemorato il personale dell’equipaggio del G-222 della 46^ Brigata Aerea di Pisa che il 3 settembre 1992 fu abbattuto nei cieli della Bosnia Herzegovina.

Nell’evento persero la vita tutti gli uomini dell’equipaggio: il Tenente Colonnello Marco Betti, il Tenente Marco Rigliaco, il Maresciallo Giuseppe Buttiglieri e il Maresciallo Giuliano Velardi.

Alla cerimonia, che si è svolta nei pressi del cippo commemorativo sul Monte Zec a circa 40 chilometri da Sarajevo ha partecipato il personale dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito italiano impiegato nella Missione EUFOR e il Comando NATO.

L’Aeronautica Militare, con i velivoli da trasporto della 46^ Brigata Aerea di Pisa, partecipava alle Operazioni ONU di aiuto alle popolazioni bosniache sotto assedio. La missione faceva parte di un ponte aereo umanitario organizzato per il trasporto di viveri e materiale sanitario, quando il velivolo venne colpito da due missili Terra-Aria.

Il personale dell’equipaggio è stato insignito della Medaglia d’Oro al valor Militare concessa dal Presidente della Repubblica

 
 
 
 
 
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ATTIVITA' ADDESTRATIVE IN FRULI
Sabato, 6 Settembre 2014
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CERCIVENTO-UDNE
Campo delle Fate dall’8 al 12 settembre sarà la base dell’esercitazione internazionale di soccorso alpino Grifone 2014 dell’Aeronautica militare.

Parteciperanno elicotteri delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato, forze aeree straniere, decine di squadre a terra: è l’esercitazione più importante in Italia per la ricerca e il salvataggio in montagna.

Il Fruli è stato scelto quale scenario operativo dell’esercitazione internazionale di soccorso aereo (Sar, Search and rescue) organizzata dall’Aeronautica nel quadro dell’accordo Sar Med/Occ (Mediterraneo occidentale), stipulato tra Italia, Francia e Spagna, con lo scopo di addestrare il personale dei reparti di volo italiani e stranieri, dei centri di coordinamento del soccorso e le squadre di terra, alla pianificazione, direzione e gestione delle operazioni Sar condotte in ambiente montano, di giorno e di notte, anche in condizioni meteorologiche avverse, favorendo così la conoscenza e lo sviluppo di procedure conformi agli standard internazionali, con l’unico obiettivo della salvaguardia della vita umana. La manifestazione coinvolgerà anche il soccorso alpino e altre forze civili locali in un contesto di alto livello di integrazione tra le varie componenti civili e militari che costituiscono la task force dei soccorritori. Posto base avanzato allestito dal personale del 3º Stormo di Villafranca.

 
 
 
 
 
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ISTITUTO FARMACEUTICO MILITARE: DA OLTRE 150 ANN PRODUCE MEDICINE E GENERI DI CONFORTO PER LE FORZE ARMATE
Sabato, 6 Settembre 2014
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PARMA- la marijuana di Stato a scopo terapeutico sarà prodotta dall Istituto Farmaceutico Militare dell’Esercito italiano. L'ok è arrivato dai ministri della Difesa e della Salute Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin. La notizia verrà ufficializzata entro settembre.

FIRENZE- Il compito originario dello Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze- che ha compiuto 161 anni il 26 giugno scorso- è quello di fornire servizi sanitari e produrre medicinali e presidi di carattere etico e di interesse strategico, secondo criteri di massima qualità.

Al centro sarà affidato il compito di coltivare canapa e produrre farmaci a base di tetraidrocannabinolo (Thc), destinati ad alleviare le sofferenze di chi è affetto da neuropatie, sclerosi multipla, di quanti combattono i tumori, di chi ha il glaucoma. Il direttore di Scfm, maggiore generale Giocondo Santoni, attende comunicazioni formali. Entro il 2015 i nuovi' medicinali e il principio attivo, finora costosissimi perché importati dall'Olanda, saranno disponibili nelle farmacie. Lo Stabilimento dispone di laboratori moderni e attrezzati, in grado di eseguire analisi per l'idoneità all'impiego di materie prime, prodotti finiti, degli intermedi di lavorazione e di qualsiasi sostanza chimica. Ha reparti produttivi in grado di preparare medicinali secondo le normative di settore dei farmaci solidi orali, iniettabili, forme per uso topico, presidi medico-chirurgici solidi e liquidi, alimentari, kit di pronto soccorso. Una eccellenza che rischiava di chiudere nell'Ottobre 2005, secondo un piano che lo metteva tra i 10 enti alle dipendenze di Aid (Agenzie Industrie Difesa) per ridurne i costi con taglio di personale (37 esuberi) e fondi.

Produrre in proprio questi farmaci vorrà dire, per l'Italia, abbattere drasticamente i costi di importazione e alleggerire i bilanci delle Regioni, che se ne devono far carico. Tanto che solo poche decine di pazienti hanno usufruito delle terapie. Il Sativex', farmaco autorizzato da Aifa (Agenzia italiana del farmaco) costa 700 euro a flacone e dura un mese; l'infiorescenza (Bedrocan) 35 euro al grammo e la posologia media è di 2 grammi al giorno. «E' una buona notizia» il commento del senatore Luigi Manconi, della Commissione diritti umani che nel gennaio scorso propose in un disegno di legge «che fosse il Farmaceutico militare l'azienda pubblica, di diretta dipendenza dal Ministero della Difesa, a produrre i farmaci cannabinoidi».

L'Istituto produce o controlla la produzione presso terzi selezionati, ad esempio , di prodotti di conforto quali Cordiale, Anice, China , caramelle, e le famose cioccolate tanto rimpiante dai congedati, in vendta anche nella sezione FOLGORESHOP del nostro giornale.

 
 
 
 
 
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IL COLONNELLO ALBAMONTE :PORTO LA FOLGORE AGLI INVICTUS GAMES
Venerdì, 5 Settembre 2014
by webmaster

LA NAZIONE DI LIVORNO - 5 SETTEMBRE 2014

Il colonnello Albamonte: "Porto la Folgore agli Invictus Games" - Livorno - La Nazione - Quotidiano di Firenze con le ultime notizie della Toscana e dell’Umbria

Livorno, 4 settembre 2014 - INVICTUS GAME: ieri mattina alle 11 al Quirinale si è svolta la cerimonia della consegna della Bandiera Italiana ai 12 atleti che parteciperanno alla manifestazione per i giochi paralimpici a Londra. Il tricolore è stato consegnato dal capo dello Stato Giorgio Napolitano al capitano della squadra il tenente colonnello Gianfranco Paglia, che il 2 luglio del 1993 rimase gravemente ferito nell’attentato in Somalia a Mogadiscio. Alla cerimonia era presente anche il ministro della difesa Roberta Pinotti. IL PRESIDENTE della Repubblica Giorgio Napolitano ed il ministro Pinotti hanno salutato la delegazione italiana che partirà per Londra il prossimo 10 settembre per restare nella capitale londinese per partecipare ai goichi paralimpici per i militari in via permanente nell’adempimento del proprio dovere. Voluti dal principe Henry di Inghilterra, gli Invicuts Game rappresentano un momento di coesione tra gli atleti delle 14 nazioni partecipanti e sono la testimonianza che sebbene le lesioni permanenti abbiamo creato della disabilità è possibile avere una vita sociale piena anche attraverso lo sport.
è una grande occasione nella quale vince l’uomo. E’un momento nel quale sarà possibile socializzare, integrarsi, superare i propri limiti, vincere le proprie paure. Il valore dello sport è anche questo. Lo sport è una scuola di vita». Lei quando gareggerà? «Gareggerò il 13 settembre per la canoa. Mi sono preparato e se darò il meglio lo devo anche a mia moglie Paola che mi è sempre stata accanto. È stata un preparatore atletico severo. Non mi accompagnerà in Inghilterra perché i bambini vanno a scuola. Ma il 13 farà una follia e verrà a vedere la mia prova». Seduto dietro la scrivania il colonnello Albamonte è la testimonianza dei valori della Folgore: appartenenza alle Forze Armate, attaccamento al Basco Amaranto, umiltà, preparazione e consapevolezza di essere un soldato. Cosa ha significato per lei l’attentato del 31 marzo 2011? «Non mi piace guardare al passato, mi piace pensare al futuro. Sono un soldato. Sono attaccato alla divisa e la indosserò sempre anche quando passerò a miglior vita.

Essere un soldato è una vocazione. Ma quei momenti dell’esplosione mi hanno reso un uomo migliore, un papà, un marito, un soldato più consapevole. Partecipare a questa manifestazione è importante, ma non sono un atleta sono un uomo un soldato e come tale ho già vinto la mia competizione». Grazie colonnello Albamonte: i suoi valori sono un monito per tutti come del resto sono gli ideali della Brigata Folgore. E naturalmente, colonnello, in bocca al lupo.

Maria Nudi

 
 
 
 
 
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OTTAVO GUASTATORI IMPEGNATO IN UNA IMPEGNATIVA BONIFICA A COTIGNOLA
Venerdì, 5 Settembre 2014
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Cotignola (RA), 05 settembre 2014

Giovedì mattina gli artificieri dell'8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore" di Legnago (VR) hanno ultimato una complessa attività di bonifica che ha portato alla neutralizzazione di 195 residuati bellici rinvenuti in un fondo agricolo nel comune di Cotignola (RA).

I pericolosi residuati bellici, bombe da mortaio, granate d'artiglieria e mine antiuomo (ancora perfettamente funzionanti) sono stati rimossi dal sito di rinvenimento per essere definitivamente distrutti presso una cava nel comune di Faenza ideale per garantire la massima cornice di sicurezza.

Le operazioni di bonifica, coordinate dalla Prefettura di Ravenna e supportate da un collaudato dispositivo di protezione civile, si sono concluse come da programma nel primo pomeriggio contenendo al minimo i disagi per i residenti.

Per gli specialisti di Legnago si è trattato del 233° intervento dall’inizio dell’anno; tale intensa attività ha consentito di neutralizzare un potenziale distruttivo di 800 ordigni di varia tipologia e nazionalità.


 
 
 
 
 
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CAMBIO DI COMANDO AL RAFOS(REPARTO ADDESTRAMENTO FORZE PER OPERAZIONI SPECIALI)
Venerdì, 5 Settembre 2014
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di Paolo Frediani

Livorno 5 set.2014- Caserma Vannucci. Questa mattina, alle ore 09,30 in punto, sul Piazzale El Alamein si è svolta la Cerimonia del Cambio di Comando del RAFOS (Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali), Il Ten.Col. inc. Alessandro Tufano ha ceduto il Comando del Reparto al Ten. Col. inc. Tommaso Astorino.
Il Comandante Tufano, rivolgendosi al Reggimento schierato e a tutti gli incursori della "Task Force 45" presenti per l'occasione, ha espresso i ringraziamenti ai suoi uomini per la volontà e l'abnegazione dimostrata nell'intraprendere una carriera per nulla facile, ma sempre fiduciosi della conquista continua dei valori del Reggimento.

"Tutti voi,quando vorrete, saprete dove trovarmi" - ha continuato - "al momento del bisogno".

Infine il Comandante del Reggimento, Col. inc. Pietro Addis, dopo aver rivolto parole affettuose e di ringraziamento per il lavoro svolto nel Reparto simbolo del Reggimento e dell'Esercito Italiano, ha consegnato la Medaglia d'Oro dell'Ordine di San Maurizio, a testimonianza degli anni di fedeltà e benemerenza svolti da Tufano, nell'ambito nell'unico Reparto delle Forze Speciali italiane.

Al più giovane Ten. Col. Astorino, subito a suo agio nel suo nuovo incarico, non sono mancati gli auguri da parte del Comandante, del cedente Tufano e dell'Associazione Nazionale Incursori dell'Esercito, presente con il Medagliere accompagnato dalla MAVM Marcello Fagnani e dal Ten. Col. Vittorio Scapolatello.
(Nella foto il TC Astorino a fianco del Madagliere dell'ANIE con l'alfiere inc. Pietro Lippolis).



 
 
 
 
 
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GORNALISMO DI GUERRA: LO STATO MAGGIORE DIFESA INAUGURA IL CORSO
Venerdì, 5 Settembre 2014
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Settima edizione del
“Corso di perfezionamento in Giornalismo per inviati in aree di crisi “Maria Grazia Cutuli”. Presentazione del corso e consegna dei diplomi ai frequentatori della sesta edizione.




Lunedì 8 settembre alle ore 17.00, presso la Sala Montezemolo del Centro Alti Studi della Difesa, verrà presentata alla stampa l’edizione per l’anno accademico 2014/2015 del “Corso di perfezionamento in Giornalismo per inviati in aree di crisi - Maria Grazia Cutuli”, frutto di una longeva collaborazione tra lo Stato Maggiore della Difesa, la Fondazione ONLUS “Maria Grazia CUTULI”, l’Università di Roma “Tor Vergata”, la Croce Rossa Italiana e il Ministero degli Affari Esteri.

Il corso si prefigge di fornire ai giornalisti destinati ad operare in aree di crisi quelle pratiche e quelle informazioni che gli consentiranno di affrontare i rischi in modo adeguato e consapevole e di poter operare in armonia con le forze militari. Al termine della presentazione, avrà luogo la consegna dei diplomi ai frequentatori la sesta edizione (2013-2014).

All’evento saranno presenti, il Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano; il Direttore del Corriere della Sera, Dottor Ferruccio de Bortoli; il vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Dottor Santino Franchina; per l’Università di Roma “Tor Vergata”, il Pro-Rettore Vicario, Professor Claudio Franchini; il Direttore del Dipartimento di Scienze Storiche, Filosofico-sociali, dei Beni Culturali e del territorio Prof. Franco Salvatori; il Direttore del Corso, Professore Alessandro Ferrara; la Dottoressa Donata Cutuli Vice Presidente della Fondazione Cutuli Onlus, sorella della giornalista cui è intitolato il Corso ed altri autorevoli ospiti.

 
 
 
 
 
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STATO MAGGIORE DIFESA PRECISA SULLA NAVE ALTINIA
Venerdì, 5 Settembre 2014
by webmaster


ROMA- In merito a quanto apparso su alcuni articoli di stampa inerenti l’incendio a bordo che ha visto coinvolto il mercantile ALTINIA lo scorso 6 maggio in Golfo di Aden, si riportano di seguito alcune precisazioni sulle attività di assistenza assicurate, senza soluzione di continuità, a favore dell’equipaggio e del mercantile con a bordo i mezzi ed il materiale militare in rientro dall’Afghanistan.

Al momento dell’incidente, il mercantile ALTINIA stava navigando in un’area in cui operava a protezione del traffico marittimo una nave militare cinese (la Fregata CHAO HU) impegnata in pattugliamento antipirateria secondo il consolidato coordinamento tra le forze multinazionali presenti in area, tra cui Nave Mimbelli.

L’equipaggio è stato prontamente recuperato dall’unità cinese e dopo poche ore è stato trasbordato su altra nave mercantile italiana presente nella stessa zona (Jolly Diamante), dirottata dalle Autorità Marittime nazionali. Nel frattempo Nave Mimbelli, in sosta logistica a Gibuti nell’ambito della missione NATO antipirateria Ocean Shield, lasciava, su disposizioni della Difesa, il porto e dirigeva per raggiungere l’Altinia alla massima velocità.

Dopo meno di dodici ore Nave MIMBELLI raggiungeva la scena d’azione, anticipata dal proprio elicottero e subentrava alla nave militare cinese nella protezione della Motonave Altinia, prendendone a bordo l’equipaggio.

Il Mimbelli ha quindi assicurato protezione ed assistenza all’Altinia sino all’arrivo dei rimorchiatori, garantendone successivamente la scorta durante il transito a rimorchio fino al porto di Jebel Ali, negli Emirati Arabi Uniti, dove è stato scaricato il materiale militare imbarcato per il successivo rientro in Italia.

Il positivo esito dell’evento rappresenta una concreta testimonianza dell’efficace coordinamento e della cooperazione interagenzia ed internazionale nell’ambito all’attività di antipirateria che hanno permesso la continua assistenza e protezione alla nave italiana ed al suo equipaggio.


 
 
 
 
 
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CAMAIORE: CAPIONATI DI ORIENTAMENTO SUBACQUEO
Venerdì, 5 Settembre 2014
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CAMAIORE Si terranno domenica al lago Le Cave di Montramito i Campionati italiani di orientamento subacqueo.

Disciplina di rilevanza storica, nata dagli incursori della marina militare e poi adattato a sport nel dopoguerra, come spiega Simone Mallegni del Kama Sub, negli anni ’80 ha registrato campioni mondiali con il Sub Versilia di cui il Kama Sub Camaiore è erede.

Con lo scopo di riportare una disciplina abbandonata da vent’anni, Simone Mallegni si dice entusiasta «che la federazione italiana ci abbia affidato l’organizzazione del campionato italiano: questo premia gli sforzi fatti ed è sinonimo del fatto che la piccola realtà del nuoto pinnato camaiorese non è più così piccola e sta crescendo ogni anno diventando piano piano punto di riferimento del nuoto pinnato italiano». In concomitanza con i Campionati italiani, si terrà anche il collegiale azzurro che vede convocati tre atleti del Kama Sub ovvero Carlotta Farnesi, Francesca Giannoni e Mirko Crulli. «Il nostro vero obiettivo – dichiara ancora Mallegni - è quello di creare in Versilia un centro federale per la preparazione di atleti azzurri. Ma il nostro sforzo non basta, devono volerlo anche le amministrazioni locali, ed è proprio per questo che a breve porteremo un progetto in Comune nella speranza che diano il consenso e l’appoggio necessario».

 
 
 
 
 
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IN RICORDO DI FABRIZIO QUATTROCCHI
Venerdì, 5 Settembre 2014
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PARMA- La Associazione Paracadutisti del Canavese, distinta dall'ANPDI,ci informa circa una iniziativa in ricordo di Fabrizio Quattrocchi:






 
 
 
 
 
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70mo DELLA LINEA GOTICA
Venerdì, 5 Settembre 2014
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CASTELSANPIETRO-BO-Dopo 70 anni si stringeranno la mano nella sala consiliare di Castel San Pietro Terme alle 9,30 alla presenza del sindaco Fausto Tinti. Sono William Samuel Sam' Studstill della 88ª Divisione Blue Devils Americana, Heino Niehaus della 1ª Divisione Paracadutisti tedesca e Steven Barnard della Prima Divisione Britannica.

IL 20 OTTOBRE del 1944 gli americani in avanzata strapparono ai tedeschi le alture di Monte Grande, poi si impossessarono anche di Montecerere e di Montecalderaro. Il fronte però si arrestò su questa linea, la Linea Gotica, per tutto l'inverno successivo.

 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAPA: LA NAZIONE PARLA DELL'ANPDI DI AREZZO
Venerdì, 5 Settembre 2014
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LA NAZIONE - AREZZO- del 5 Settembre 2014

Una giornata di ricordi e commozione E la comunità non dimentica due eroi

LE CELEBRAZIONI PRATOVECCHIO, STIA E CASTEL SAN NICCOLO' INSIEME
MONTE POMPONI Un momento della celebrazione



ERA IL 3 SETTEMBRE 1944 quando Eldo Capanna e Otello Boccherini, due giovani paracadutisti dello squadrone F si lanciarono, nel buio della notte, sulle montagne della Consuma per poi raggiungere la Rufina. Ma sul Monte Pomponi, un fazzoletto di terra tra i comuni di Pratovecchio Stia e Castel San Niccolò, furono avvistati dai tedeschi che li catturarono cercando di farli parlare. I due, però, non rivelarono alcun movimento degli italiani e dunque finirono trucidati. «Non potemmo fare niente se non assistere allibiti a quanto stava accadendo» racconta Vittorio Corsi, 81 anni, all'epoca un bambino impaurito dalle voci che arrivavano dallo spiazzo dove oggi si trova il monumento che ricorda la tragedia. Lo stesso testimone che mercoledì, insieme alle autorità locali civili e religiose, al sindaco di Stia Pratovecchio Nicolò Caleri e ai rappresentanti delle associazioni dell'Arma e combattentistiche, ha risposto all'appello dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, sezione di Arezzo, guidata dal presidente Caroti, che ha voluto ricordare quei due eroi della Patria. PARTICOLARMENTE commovente la presenza della figlia del tenente Capanna, la signora Maria, venuta da Latina: «Ricordo con quanto affetto mi ha sempre trattato lo squadrone, persone meravigliose che hanno tenuto vivo il ricordo di mio padre. Io avevo due anni quando morì ma la sia figura è sempre stata accanto grazie anche a loro». Alla cerimonia ha fatto da cornice il picchetto della Folgore di Siena. Domani è previsto il lancio celebrativo di paracadutisti sul luogo che ospita il cippo. Intanto proseguono anche in altre zone della vallata le celebrazioni per il settantesimo della Liberazione. Sempre domani l'appuntamento è a Moggiona, alle ore 17, al Centro di Documentazione sulla Guerra e la Resistenza. Claudia Martini


 
 
 
 
 
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COCER ESERCITO E POLIZIA MINACCIANO LO SCIOPERO. COCER CHEDE LE DIMISSIONI DEI RESPONSABILI DI OGNI CORPO
Venerdì, 5 Settembre 2014
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PARMA- Esercito, Carabinieri e Finanza verso lo sciopero
La mobilitazione generale per protestare contro il blocco degli stipendi

Il provvedimento del blocco degli stipendi degli statali, più volte annincato sia dal Ministro Madia sia dallo stesso Matteo Renzi sta producendo uno scontro tra premier e uomini in divisa.

Sindacati di polizia e Cocer delle forze armate mettono in campo la minaccia di un inaudito e inusuale, sciopero generale del comparto. Renzi replica duro: «Pronto ad incontrarli, ma non cedo ai ricatti».

Ne è scaturito un comunicato contro il Governo che ha mantenuto il blocco degli stipendi per il quinto anno consecutivo, nonostante "i continui impegni assunti formalmente con documenti ufficiali e con dichiarazioni sia dei ministri che dei capi dei singoli Corpi e Dipartimenti".

Sarebbe un record, uno sciopero delle forse dell'ordine, che si verificherebbe per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana.

Da Newport risponde Renzi, dove sta partecipando al vertice Nato: "Riceverò personalmente gli uomini in divisa - assicura - ma non accetto ricatti". Per il premier, è ingiusto in un momento di crisi fare sciopero per un mancato aumento quando ci sono milioni di disoccupati. E da Palazzo Chigi fanno notare che il blocco degli stipendi degli statali era già previsto nel Def, non c’è niente di nuovo.
Renzi: "No ai ricatti" - "Riceverò personalmente gli uomini in divisa - assicura Renzi - ma non accetto ricatti". Per il premier, è ingiusto in un momento di crisi fare sciopero per un mancato aumento quando ci sono milioni di disoccupati. E da Palazzo Chigi fanno notare che il blocco degli stipendi degli statali era già previsto nel Def, non c'è niente di nuovo. Il governo, spiegano, è disposto volentieri ad aprire un tavolo di discussione con le forze di sicurezza, che sono fondamentali per la vita del Paese. "Ma siamo l'unico Paese - osservano nel palazzo del Governo - che ha cinque forze di polizia. Se vogliono discutere siamo pronti a farlo su tutto. Non tocchiamo lo stipendio né il posto di lavoro di nessuno, ma è ingiusto scioperare in un momento di crisi per un mancato aumento". Intanto, si fanno sentire i primi effetti della protesta sul territorio.

 
 
 
 
 
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INCENDIO A BORDO DI UNA NAVE NOLEGGIATA PER IL RIENTRO DEGLI EQUIPAGGIAMENTI ITALIANI IN AFGANISTAN
Giovedì, 4 Settembre 2014
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nella foto di repertorio la nave ATTIIA noleggiata dalla Difesa italiana abbandonata dall'equipaggio per incendio quando era carica di materiale militare rotabile


Il mercantile con bvandiera italiana ALTINIA ( anno 1992) carico di centinaia di mezzi militari italiani di ritorno dall’Afghanistan, ha preso fuoco ed è rimasto alla deriva per giorni, senza equipaggio, nel Golfo di Aden, la zona dei pirati. Senza scorta: i naufraghi sono stati soccorsi dalla marina cinese”.

Lo scrive il settimanale L’Espresso, in edicola domani ,5 settembre,, sottolineando che “la notizia è rimasta segreta” e che “è stato sfiorato il disastro”. Secondo l’anticipazione del servizio del settimanale, oggi anche sul sito, i fatti risalgono alla notte tra il 5 e il 6 maggio.


“L’Altinia, una nave da 9000 tonnellate, lunga 150 metri, noleggiata dal ministero della Difesa – scrive L’Espresso – era partita da Abu Dhabi verso Salerno, zeppa di materiali trasferiti per via aerea dall’Afghanistan. A bordo anche decine di blindati Lince e Freccia. Verso le due è scoppiato un incendio in sala macchine, che il personale civile ha tentato invano di domare. Poi le fiamme si sono estese e l’equipaggio è salito sulle scialuppe. In zona però c’era solo una squadra militare cinese, che ha salvato i naufraghi: secondo il resoconto del giornale dell’Esercito popolare di Pechino la nostra Marina era troppo lontana. Dopo l’allarme rilanciato tramite il comando americano, da Roma hanno fatto intervenire un altro mercantile, la Jolly Diamante,della compagnia Messina, che ha preso in consegna i marinai”.

“L’Altinia con il suo arsenale – prosegue la ricostruzione del settimanale – è rimasta in balia delle onde. Solo l’8 maggio un elicottero partito dal caccia Mimbelli, che si trovava a Giubiti, ha calato un team di incursori per verificare che il carico fosse intatto. Dopo una settimana alla deriva, il mercantile è stato messo in sicurezza da una società specializzata olandese e poi rimorchiato fino alla base di partenza. Ma l’operazione di rientro del contingente dall’Afghanistan – scrive ancora L’Espresso – ha subìto un mese di ritardo. E secondo la Marina cinese, già nel 2013 l’Altinia ebbe un guasto ai motori nella stessa zona, fermandosi nel mare dei pirati. Anche allora non c’erano navi di scorta italiane e fu assistita da una fregata tedesca

 
 
 
 
 
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UNA STRADA INTITOLATA AD UN PILOTA ITALIANO NELLA BASE AIRFORCE DI SHEPPARD (TX)
Giovedì, 4 Settembre 2014
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cortesia A.M.I.

04/09/2014 - Mercoledì 27 Agosto, si è svolta presso la Base di Sheppard, in Texas, la cerimonia d’intitolazione di una strada del centro di addestramento aereo alla memoria del Sottotenente Marco Tosi, scomparso tragicamente il 24 agosto 2001 a seguito di un incidente di volo.

Il Sottotenente Tosi, mentre si trovava in missione presso la Rappresentanza Aeronautica Militare Italiana di Sheppard AFB per la frequenza del programma Euro NATO Joint Jet Pilot Training (ENJJPT) tesa al conseguimento del Brevetto di Pilota Militare, durante una sortita da solista, in formazione con un altro velivolo T-38, perse la vita a causa della collisione in volo con l'altro velivolo.

Alla sentita cerimonia, presieduta dal Generale di Divisione Aerea Giovanni Fantuzzi, Addetto per la Difesa e per la Cooperazione per la Difesa presso l'Ambasciata d'Italia a Washington, hanno partecipato, tra gli altri, il Brigadier General Scott A. Kindsvater, Comandante l'82nd Training Wing, ed il Colonnello Lance Bunch, Comandante l'80th Flight Training Wing, l’Addetto Aeronautico, Colonnello Gianfranco Adamo, ed il Comandante dell’Operational Group, Colonnello Paolo Baldasso, tutto il personale italiano presente in Base, nonché una nutrita rappresentanza delle altre Nazioni partecipanti al programma.

Dopo un'invocazione recitata dal parroco della Sacred Heart Catholic Church, Father Jack McKone, il Tenente Colonnello Minonne, Capo Rappresentanza, ringraziando tutti i partecipanti, ha enfatizzato la generosità, la passione e la dedizione del Sottotenente Tosi, da lui personalmente conosciuto durante il suo precedente mandato quale istruttore presso il programma ENJJPT.
Successivamente, il Generale Fantuzzi ha dapprima portato i saluti della famiglia Tosi e dell’Aeronautica Militare tutta, per poi sottolineare come da ogni incidente si debbano trarre spunti di miglioramento e lezioni di vita, ricordando che "la professione del pilota militare, pur magnifica, comporta l'accettazione di alcuni rischi per il suo svolgimento e tutti dobbiamo essere chiamati a svolgere il nostro ruolo nel migliore dei modi allo scopo di migliorare le capacità operative e la sicurezza del volo delle nostre aeronautiche", evidenziando inoltre come "[...] la cerimonia odierna è un segnale importante di sensibilità e soprattutto un segno tangibile degli ottimi rapporti esistenti tra la United States Air Force e l'Aeronautica Militare". Il "nostro Marco", ha concluso il Generale Fantuzzi, è stato "uno splendido ragazzo, un figlio d’Italia, un pilota appassionato, un ottimo Ufficiale, figlio di una stupenda famiglia italiana".
La cerimonia si è conclusa con lo scoprimento della targa con l'intonazione del "silenzio" da parte della Guardia d'Onore presente.






 
 
 
 
 
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CORTESIA RIVISTA FOLGORE LE IMMAGINI DEL FUNERALE DELLA MEDAGLIA D'ORO FERRUCCIO BRANDI
Giovedì, 4 Settembre 2014
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PARMA- Grazie alla cortesia della rivista Folgore pubblichiamo alcune foto in anteprima dei Funerali della Medaglia d'Oro di El Alamein Gen c.a. Ferruccio Brandi





 
 
 
 
 
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UN PARCO INTITOLATO AL PARACADUTISTA ALBERTO GALLETTI
Giovedì, 4 Settembre 2014
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INTITOLAZIONE PARCO AL 1° Caporale Maggiore Alberto GALLETTI
del 186° reggimento paracadutisti Folgore
Il giorno 3 settembre si è svolta a Castel Sant’Elia Pratole in provincia di Viterbo, la cerimonia di intitolazione del parco in memoria del 1°Caporal Maggiore paracadutista Alberto GALLETTI, deceduto in tragicamente nell’anno 2002.
Alla breve e commovente cerimonia ha partecipato anche il Comandante del 186° reggimento paracadutisti Folgore, Colonnello Roberto Trubiani, ed una rappresentanza di commilitoni del reggimento stesso, reggimento cui era effettivo Alberto Galletti.
Durante la cerimonia è stata scoperta la lapide dal Sindaco e dal Col. Roberto TRUBIANI che ha rivolto un breve saluto e ringraziamento alla famiglia e ai cittadini presenti all’evento.
Nel suo discorso il Comandante ha voluto ricordare la vicinanza del reggimento alle famiglie dei Caduti, evidenziando il forte legame con i familiari.
Il Paracadutista Alberto GALLETTI era effettivo presso la Compagnia Comando e Supporto Logistico “SORCI VERDI” ed ha partecipato alla Missione in KOSOVO tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002, proprio durante la fruizione di un periodo di licenza al termine della missione perdeva la vita nel tragico incidente accorsogli il 1 maggio del 2002 insieme alla fidanzata Tiziana durante l’effettuazione di un salto Bungee jumping nelle vicinanze del le cascate delle Marmore (RI).


 
 
 
 
 
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RASSEGNA STAMPA: IL GENERALE DADDARIO SALUTA GLI ATLETI DEGLI INVICTUS GAMES
Giovedì, 4 Settembre 2014
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foto di archivio 2014: il generale Daddario entre si prepara ad una esercitazione con aviolancio


LA NAZIONE del 4 SETTEBRE 2014

LIVORNO «SONO orgoglioso di questi ragazzi. Sono altrettanto orgoglioso delle loro famiglie. Sono orgoglioso dell'impegno che dimostrano non soltanto quando sono impegnati nelle missioni, ma anche quando tornano a casa e si perfezionano con i corsi di addestramento», così il generale Lorenzo D'Addario al vertice della Brigata Paracadutisti Folgore chiama i su suoi uomini: ragazzi, i ragazzi della Folgore che hanno fatto la storia delle forze armate del nostro Paese lavorando per la costruzione della pace in scenari internazionali guadagnandosi l'ammirazione sul panorama internazionale. Il generale Lorenzo D'Addario è al vertice della Folgore dal marzo del 2013, fiorentino di origine, è un militare di grande professionalità ed esperienza. Doti alle quali aggiunge la passione con la quale ha svolto incarichi importanti, nel 2011 ha comandato il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore nella missione in Afganistan. Seduto nel suo ufficio nel quartier generale della Brigata, alla caserma Ruspoli sul viale Marconi parla della grande famiglia dei Baschi Amaranto senza retorica e senza toni altisonanti, i suoi uomini non sono eroi, ma professionisti che lavorano per la pace e per la sicurezza. «Sono orgoglioso delle famiglie dei miei ragazzi. L'impegno che mettono nelle missioni all'estero, nel perfezionare la loro professionalità quando sono a casa possono sostenerlo grazie alle famiglie. Famiglie che li sostengono che li affiancano. Raccontare le storie di questi ragazzi mi riempie di gioia quando la mattina vengo in ufficio e li vedo sorridenti, pieni di entusiasmo, penso che c'è un'Italia bella, un'Italia ricca di valori che è bello racccontare e far conoscere».

IL GENERALE D'Addario pensa anche alla partecipazione del colonnello Alessandro Albamonte alla manifestazione in Inghilterra. Sulla parete dietro la scrivania il generale d'Addario ha affisso un'immagine della Madonna di Montenero e commenta «Bisogna stare attenti alla Madonna di Montenero, alle sue reazioni. Bisogna crederci». Nel suo cuore l'ufficiale spera che lo sguardo della Madonna di Montenero protegga la grande famiglia della Folgore, soldati che si impegnano per tutti noi. Non è poi così poco. Maria Nudi


 
 
 
 
 
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ANCHE IL COLONNELLO ALBAMONTE AGLI INVICTUS GAMES
Giovedì, 4 Settembre 2014
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il colonnello Albamonte in una recente manifestazione alla Lustrissimi dove ha incontrato altri atleti disabili, alcuni dei quali parteciperanno agli INVICTUS GAMES insieme a lui


PARMA- Tra gli atleti che compongono la formazione italiana c'è il colonnello paracadutista Alessandro Albamonte che ha descritto lo spirito con il quale partecipa a questa esperienza.

«QUESTA manifestazione sportiva è una grande occasione nella quale vince l'uomo. E'un momento nel quale sarà possibile socializzare, integrarsi, superare i propri limiti, vincere le proprie paure. Il valore dello sport è anche questo. Lo sport è una scuola di vita». Lei quando gareggerà? «Gareggerò il 13 settembre per la canoa. Mi sono preparato e se darò il meglio lo devo anche a mia moglie Paola che mi è sempre stata accanto. È stata un preparatore atletico severo. Non mi accompagnerà in Inghilterra perché i bambini vanno a scuola. Ma il 13 farà una follia e verrà a vedere la mia prova». Seduto dietro la scrivania il colonnello Albamonte è la testimonianza dei valori della Folgore: appartenenza alle Forze Armate, attaccamento al Basco Amaranto, umiltà, preparazione e consapevolezza di essere un soldato. Cosa ha significato per lei l'attentato del 31 marzo 2011? «Non mi piace guardare al passato, mi piace pensare al futuro. Sono un soldato. Sono attaccato alla divisa e la indosserò sempre anche quando passerò a miglior vita. Essere un soldato è una vocazione. Ma quei momenti dell'esplosione mi hanno reso un uomo migliore, un papà, un marito, un soldato più consapevole. Partecipare a questa manifestazione è importante, ma non sono un atleta sono un uomo un soldato e come tale ho già vinto la mia competizione». Grazie colonnello Albamonte: i suoi valori sono un monito per tutti come del resto sono gli ideali della Brigata Folgore. E naturalmente, colonnello, in bocca al lupo.

 
 
 
 
 
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VICENZA : PARTONO PER L'UKRAINA 200 PARACADUTISTI DELLA 173ma
Giovedì, 4 Settembre 2014
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VICENZA -Duecento paracadutistii della 173a brigata sono partiti per l' Ucraina per partecipare all´esercitazione militare “Rapid Trident” in programma a metà settembre; nel frattepo Barak Obama ha visitato l´Estonia e oggi volerà al vertice Nato di Newport in Galles.
Dalla scorsa primavera,poi, i paracadutisti della 173ma sono stati schierati nelle repubbliche baltiche e in Polonia.

“Rapid Trident”, in programma intorno a Leopoli, inaugurerà invece per la prima volta la presenza di soldati americani in Ucraina (che non fa parte della Nato e in teoria mantiene per ora uno status di neutralità da ogni blocco militare).
Davanti alle commissioni di Camera e Senato il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha garantito che «l´esercitazione della Nato in Ucraina cui partecipano anche i militari italiani non è da intendere come un elemento di pressione sulla Russia». Toni ben diversi, invece, nelle parole di Obama da Tallin: «Non accetteremo nessuna occupazione russa in nessuna parte dell´Ucraina; la Nato difenderà sempre tutti i suoi Stati membri e i suoi alleati, compresi i Paesi baltici. La Nato deve restare aperta all´ingresso di nuovi Stati membri».



 
 
 
 
 
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I PARACADUTISTI DI AREZZO RICORDANO DUE M EDAGLIE D'ORO DELLO SQUADRONE F
Mercoledì, 3 Settembre 2014
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Da sinistra, il Par. Ascanio Morreale,la Sig.ra Maria Capanna,il Presidente di sezione Par. Giuliano Carotie il sindaco d Arezzo dr Nicolò Caleri.

AREZZO -La pioggia battente non ha fermato i Paracadutisti della Sezione di Arezzo, che oggi hanno celebrato l'anniversario della Morte di due Paracadutisti della seconda guerra mondiale.


Il tre settembre del 1944 nei pressi di Monte Pomponi (Pratovecchio),venivano presi prigionieri dai nazisti in ritirata, due Paracadutisti dello Squadrone “F”: il Tenente Eldo Capanna e il Sergente Otello Boccherini.Pur identificandosi come soldati italiani in uniforme e con documenti a seguito,furono considerati partigiani,torturati tutta la notte ed assassinati secondo il loro barbaro ed illegale uso.
Il loro silenzio ha salvato delle vite umane in pericolo,difatti non rilevarono,ne le nostre postazioni, ne tantomeno dove si nascondesse la popolazione in fuga. Ai nostri Eroi fu conferita la M.O.V.M.
La Sezione di Arezzo,la quale porta il loro nome,gli ha dedicato un monumento, eretto diversi anni fà; come ogni anno , ricorda la loro figuraa invitando le autorità civili e tutte le Associazioni d'Arma presenti nel territorio e nbelle aree limitrofe.
Era doveroso , nel 70°anniversario sdi quei fatti,dare la giusta luce a questo piccolo tassello di storia,ora per allora,per non dimenticare.
La pioggia ha bagnato il monumento e i partecipanti come se fosse una benedizione dall'alto. Oltre al Presidente di Sezione Giuliano Giuliano,c'era la Sig.ra Maria Capanna,figlia del Tenente Eldo ,che ha ricordato la memoria del padre e ringraziato l'affetto che tutta l'A.N.P.d'I di Arezzo gli hasempre dimostrato.
L'appuntamento è per il prossimo anno.

 
 
 
 
 
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A BOLZANO L'ADDIO AL GENERALE BRANDI
Mercoledì, 3 Settembre 2014
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FOTO: CORTESIA RIVISTA FOLGORE


BOLZANO - Sono stati celebrati oggi pomeriggio, nel duomo di Bolzano, i funerali del Generale di Corpo d'Armata Ferruccio Brandi, medaglia d'oro al valor militare ,ex Comandante della Folgore, Presidente Onorario dell'ANPDI, scomparso lo scorso 30 agosto.

Alla cerimonia, officiata dal cappellano militare del Comando Truppe Alpine don Lorenzo Cottali e da don Mario Gretter, nipote del generale Brandi, erano presenti, oltre al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Claudio Graziano, il Comandante del COI, Generale Bertolini, il Comandante delle Truppe Alpine Generale Primicerij, il Generale Stano Comandante del COMFODI-NORD,il Comandante della Brigata Folgore Generale Lorenzo D'addario, il commissario del Governo della provincia autonoma di Bolzano, dottoressa Elisabetta Margiacchi e tanti paracadutisti mescolati alla cittadinanza. Tutti si sono stretti intorno ai familiari dell'Ufficiale per l'ultimo saluto.

"La grande partecipazione odierna - ha ricordato don Mario durante l'omelia - testimonia l'affetto che coloro che lo hanno conosciuto nutrono per Ferruccio".

Al termine della celebrazione il Generale Claudio Graziano, ha rivolto un saluto di vicinanza e un caloroso abbraccio alla famiglia del Generale Brandi. "Egli e' stato un comandante esemplare e un eroe perche' alla testa dei propri uomini, con il proprio comportamento consapevole, scelse di mettere a rischio la propria vita per compiere il proprio dovere e per il bene supremo della Patria".

A rendere omaggio al Generale Brandi, un picchetto d'onore dell'ottavo reggimento genio guastatori paracadutisti della brigata Folgore e un gruppo assai nuerfoso di labari delle sezioni dell'associazione nazionale paracadutisti d'Italia , provcenienti da diverse regioni d'Italia.