Cerca tra le notizie:
 
HACKER RUSSI ATTACCANO BANCHE USA
Venerdì, 29 Agosto 2014
by webmaster

NEW YORK CYBERATTACCO al sistema finanziario americano: JPMorgan e altre quattro banche finiscono nel mirino degli hacker, che riescono a entrare nei loro sistemi e rubare dati sensibili che potrebbero essere usati per prelevare fondi. Un attacco sofisticato sul quale l'Fbi e il Secret Service stanno indagando per verificare se sia legato alla Russia e sia stato condotto come ritorsione per l'inasprimento delle sanzioni in seguito alla crisi in Ucraina. JPMorgan corre ai ripari e, ammettendo che le grandi aziende sono oggetto di frequenti attacchi informatici, annuncia di aver aumentato le difese contro gli hacker e che contatterà i clienti che potrebbero essere rimasti vittime dell'assalto informatico. Pur non rilevando nessun aumento del livello di frodi, la banca precisa che non riterrà responsabili i clienti di eventuali attività illecite. Gli hacker sarebbero entrati nella rete di JPMorgan secondo indiscrezioni riportate dalla stampa americana tramite il personal computer di uno dei suoi dipendenti. L'attacco è stato innescato da un malware: i software maligni', come i virus, creati con la funzione esclusiva di danneggiare un sistema informatico. L'attacco sarebbe avvenuto alla metà di agosto, in un momento di tensione fra l'Occidente e la Russia per la crisi in Ucraina e in coincidenza con le nuove sanzioni contro Mosca, che hanno preso di mira anche alcune grandi banche russe. Le autorità si mantengono però caute: anche se è vero che la maggioranza degli attacchi informatici contro aziende americane è arrivata da Cina, Russia e dall'Europa dell'Est è «presto» per trarre conclusioni. Ma la complessità dell'attacco secondo gli esperti indica un'organizzazione e una capacità che va al di là di quella di comuni hacker.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LUTTO CTTADINO AD ASCOLI PICENO PER I QUATTRO PILOTI CADUTI IL 19 AGOSTO
Venerdì, 29 Agosto 2014
by webmaster



PROCLAMAZIONE DEL LUTTO CITTADINO PER I QUATTRO PILOTI
DELL’AERONAUTICA MILITARE PREMATURAMENTE SCOMPARSI A SEGUITO
DELLO CONTRO SULLE COLLINE NEI PRESSI DI ASCOLI PICENO


IL SINDACO

Considerato che

- martedì 19 agosto 2014 due caccia bombardieri dell’Aeronautica Militare decollati dalla base militare di Ghedi si sono scontrati in volo sulle colline nei pressi della nostra Città;

- i due velivoli in missione di addestramento avevano a bordo i piloti Mariangela Valentini, Alessandro Dotto, e i navigatori Paolo Piero Franzese e Giuseppe Palmenteri;

- a seguito dello scontro non è risultato alcun supersite e dopo lunghe ed accurate ricerche sono stati recuperati i corpi dei quattro giovani piloti;
Dato atto che tutta la comunità cittadina è stata profondamente colpita dalla drammaticità dell’evento e dalla tragica scomparsa dei quattro piloti;
Tenuto conto che l’Amministrazione comunale, raccogliendo l spontanea partecipazione dei cittadini, dei soccorritori e degli amministratori intende manifestare in modo tangibile e solenne la propria vicinanza e il proprio cordoglio verso le famiglie degl scomparsi ed onorare la loro memoria proclamando il lutto cittadino nella giornata del 1 settembre 2014, giorno in cui le salme degli scomparsi lasceranno la città;

PROCLAMA

Il lutto cittadino in segno di cordoglio e di sentita partecipazione il 1 settembre 2014, giorno in cui le salme dei quattro piloti deceduti tragicamente in volo sulle colline nei pressi di Ascoli Piceno il giorno 19 agosto 2014 lasceranno la città,
ORDINA

L’esposizione delle bandiere a mezz’asta o abbrunate sugli edifici comunali e degli enti pubblici e privati, nonché edifici scolastici di ogni ordine e grado; Il divieto di tutte le attività che contrastino con il carattere luttuoso della cerimonia o con il decoro urbano;
INVITA

Tutti i cittadini e le organizzazioni sociali, culturali e produttive della città ad esprimere, in form decise autonomamente, il proprio cordoglio alle famiglie degli scomparsi.


Ascoli Piceno 29 agosto 2014
IL SINDACO
avv. Guido Castelli

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CASCHI BLU ITALIANI ADDESTRANO LE FORZE ARMATE LIBANESI SUL RICONOSCIMENTO DELLE MINE E ORDIGNI
Venerdì, 29 Agosto 2014
by webmaster



CASCHI BLU ITALIANI ADDESTRANO LE FORZE ARMATE LIBANESI SUL RICONOSCIMENTO DELLE MINE E ORDIGNI

Shama (Libano), 29 agosto 2014. Si è concluso ieri, presso la base MILLEVOI di Shama, sede della Joint Task Force Lebanon, un corso sulle tecniche di riconoscimento degli ordigni inesplosi e delle mine (UXO and Mines Awareness Course) tenuto dai militari del contingente italiano di UNIFIL, attualmente su base Brigata ARIETE, a favore dei colleghi delle Forze Armate Libanesi (LAF).
Gli specialisti EOD di UNIFIL hanno tenuto lezioni teoriche e pratiche per incrementare le conoscenze ed applicare le procedure per mettere in sicurezza l’area interessata dal rinvenimento di una potenziale minaccia e consentire agli specialisti le successive operazioni di bonifica.
Il corso UXO and Mines Awareness rientra nel programma addestrativo predisposto dal contingente italiano a beneficio dei militari libanesi, che comprende anche corsi sulle tecniche per il controllo della folla (Anti Riot and Crowd Control Techniques), sulle tecniche di primo soccorso (Basic Life Support) oltre che sulla condotta delle attività operative.
Il supporto alle Forze Armate Libanesi è uno dei compiti principali assegnati al contingente UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e all’assistenza alla popolazione locale, attività per le quali i militari della Brigata ARIETE si sono a lungo preparati in patria e svolgono qui con professionalità, trasparenza e imparzialità.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
IL 186mo REGGIMENTO FOLGORE COLLABORA AD UNA STORICA CORSA DELLE BOTTI A MONTEPULCIANO CHIAMATA "BRAVIO"
Venerdì, 29 Agosto 2014
by webmaster



Il 186° Reggimento paracadutisti "Folgore" di Siena in commissione per il controllo delle botti della famosa corsa " Bravio".

Montepulciano: Il Bravìo delle Botti di Montepulciano è una manifestazione antica, molto amata da abitanti e turisti che accorrono a migliaia ogni anno.

Si tratta di una "corsa" delle botti, spinte da squadre di spingitori, verso i quali negli anni gli organizzatori hanno posto maggiore cura e attenzione per far mantenere all'evento anche un serio carattere "sportivo". C'è bisogno di prestanza fisica per spingere una botte da 80 Kg per gli irti vicoli e le strade di Montepulciano; richiede tanto allenamento e tecnica,
Alessandro Fracassi, membro del consiglio di gestione, dice "Quest'anno, come l'anno precedente, i controlli sono stati intensificati e ad occuparsene è la Federazione Medici Sportivi Italiana.

Al Bravìo i controlli non vengono effettuati solo sugli atleti ma anche sulle botti.Queste ultime infatti , prima della gara, vengono controllate dai garanti dell'Amministrazione Comunale, scelti nei gruppi sportivi estranei alla competizione ma che sposino i principi di lealtà, abnegazione e rispetto.

Quast'anno è stato scelto il 186° Reggimento paracadutisti "Folgore" di Siena, già a Montepulciano da questa sera, venerdì 29 agosto, per eseguire tutti i controlli del caso.

I paracadutisti verranno messi a conoscenza di tutto il percorso, dovranno sorvegliare gli atleti, cioè li affiancheranno, durante tutto il tragitto di gara, dovranno capire i trucchi del gioco, controllare la regolarità delle botti, verificare la rotazione e ogni minimo particolare.


I parcadutisti della folgore saranno vestiti con una divisa, appositamente realizzata dalla CLFactory, azienda made in Italy di calzature e borse con sede a Montepulciano, che riporterà il logo dell'amministrazione comunale di Montepulciano e il logo dell'esercito.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
E' GIUSTO PUBBLICARE I VIDEO DELLE DECAPITAZIONI ?
Venerdì, 29 Agosto 2014
by webmaster


Domenico Quirico, giornalista de La Stampa: nel 2013 è stato rapito in Siria e rilasciato dopo cinque mesi di prigionia (©GettyImages).


Isis e decapitazioni, Domenico Quirico: «Non censuriamo l'orrore dei jihadisti»

Critica l'indecisione Usa in Siria. E invita a pubblicare i video macabri. Quirico: «L'Is è colpa nostra». Nuova esecuzione.


INTERVISTA

di Gabriella Colarusso
Lettera 43

.


La decapitazione del giornalista americano James Foley. Le esecuzioni in Egitto a favor di telecamera. Le umiliazioni e le violenze su uomini inermi pubblicizzate in video di buona qualità per chiamare alla guerra.

IN RETE IMMAGINI DI MORTE. La propaganda jihadista dell'Isis, come quella dei gruppi armati vicini ad al Qaeda, sta inondando la Rete di immagini di morte - ultimo il video del massacro in Egitto - e i media si trovano di fronte a una scelta complicata e non senza implicazioni: pubblicare o no quei contenuti? Se e quale censura può essere applicata? Cos'è informazione e quando invece mostrare l'orrore non serve ad altro che ad alimentare la propaganda di morte?
CONOSCENZA CON LA COSCIENZA. «Io quel video l'avrei pubblicato, la coscienza passa sempre attraverso la conoscenza e non attraverso la negazione, la censura, l'aggiramento della realtà», dice a Lettera43.it Domenico Quirico, inviato di guerra de La Stampa che ha raccontato e seguito l'evoluzione delle Primavere arabe, da Tripoli a Damasco, ed è stato rapito in Siria nell'aprile 2013: cinque mesi ostaggio dei jihadisti, fino al rilascio, l'8 settembre.



DOMANDA. Era giusto pubblicare il video dell'uccisione di Foley? È informazione o come sostiene qualcuno solo un favore ai jihadisti?
RISPOSTA. Bisogna riflettere su chi siano i destinatari della comunicazione dei fondamentalisti islamici, che non sono, come noi continuiamo a ritenere, persone uscite dal Medioevo e strampalatamente arrivate nel nostro tempo, ma fanatici perfettamente in grado di maneggiare la comunicazione moderna, in modo estremamente abile.
D. E chi sono i veri destinatari di quel video e degli altri fatti circolare in questi giorni?
R. Non siamo noi, se non in modo parziale. Indubbiamente c'è un intento terroristico nei confronti dell'Occidente: mettere paura, creare inquietudine, insicurezza, ma questo è un messaggio secondario. Il primo destinatario di quella comunicazione è il mondo islamico.
D. Un invito a unirsi alla jihad o c'è qualcosa di più?
R. Mostrare un video con un occidentale, in particolare un americano, che viene ammazzato come una bestia, che è totalmente nelle mani di coloro che lo detengono, abbigliati secondo i canoni dell'islamismo più radicale, per una buona parte di quel mondo è un messaggio che determina consenso, ammirazione e imitazione.
D. Non terrorizza anche l'ampia parte di società musulmana che non vuole orrore e martirio?
R. Io non sono uno che crede che tutti i musulmani siano delle belve umane, è la cosa più lontana dalla mia concezione. Ma se lei andasse in Siria ora, sono sicuro che troverebbe una quantità enorme di ragazzini che hanno caricato sul loro telefonino l'immagine di Foley sgozzato.
D. Come lo spiega?
R. L'occidentale umiliato e nelle mani di islamisti costituisce un messaggio confortante, che dona ottimismo e voglia di imitazione. Equivale a dire: dopo aver subito umiliazioni secolari siamo in grado di ripagarli.
D. YouTube e Twitter hanno rimosso il video. Questo può servire a limitarne la diffusione e a non favorire la propaganda jihadista?
R. Non è così semplice il meccanismo: qualcuno lo decide a New York o a San Francisco e il contenuto sparisce. In Siria ho visto persone che appartenevano a gruppi jihadisti e non, anche tutt'altro che estremisti, che viaggiavano con al seguito sequenze orribili di linciaggi e fucilazioni di massa. Se li portavano dietro insieme con le predicazioni degli imam radicali più alla moda.
D. Impossibile censurare.
R. Una volta avevamo il monopolio dell'informazione visiva, oggi nel mondo musulmano credo non ci sia più nessuno che guardi le emittenti come Cnn o Bbc. I miei sequestratori avevano la tivù accesa tutto il giorno e c'erano in continuazione decine di canali, di cui io non avevo mai sentito parlare, che trasmettevano senza sosta discorsi, sermoni e immagini di imam radicali, dal Pakistan agli Emirati.
D. Ma lei da direttore avrebbe scelto di pubblicare no le immagini della morte di Foley?
R. Le avrei pubblicate. La coscienza passa sempre attraverso la conoscenza e non attraverso la negazione, la censura, l'aggiramento della realtà. Chiudere gli occhi di fronte alla realtà è sempre un errore, ci fa fare scelte sbagliate. La separazione tra le vittime e gli assassini passa necessariamente dalla visione di ciò che questi ultimi fanno.
D. Che effetto possono avere, invece, quelle immagini sulle opinioni pubbliche europee o americane?
R. Credo che abbiano una vita assai breve nell'attenzione delle masse occidentali. Non mi sembra che questa vicenda della nascita dello Stato islamico - la gigantesca sfida islamista, che va dall'Africa occidentale alle Filippine - abbia ancora acquistato nell'attenzione collettiva, anche dei governi e delle cancellerie, il ruolo che dovrebbe avere.
D. Gli Usa sono indecisi sul da farsi. E l'Onu è assente. L'Occidente è impotente di fronte al diffondersi della violenza islamista?
R. Un progetto politico militare che è la costruzione del Califfato sta imponendo delle trasformazioni radicali in Siria e in Iraq, sta producendo in termini di sofferenza umana conseguenze gigantesche, senza che l'unica potenza occidentale degna di questo nome, gli Stati Uniti, sia stata in grado di fare qualche cosa. Questo è un elemento di assoluta novità.
D. Disimpegno o declino americano?
R. Gli Usa non hanno fatto niente perché non possono fare nulla, non hanno i mezzi per intervenire. Questo dovrebbe cambiare radicalmente la nostra valutazione di quello che sta capitando a due ore di volo da noi.
D. Un intervento militare in Siria è la risposta necessaria?
R. In Siria c'è un signore che si chiama Assad. Per intervenire lì bisogna mettersi d'accordo con lui e accettare le sue condizioni. Gli Stati Uniti volevano bombardarlo nel 2013, non 20 anni fa. Ho l'impressione che ci sia un po' di confusione nella scelta del nemico.
D. C'è una terza via, né con Assad né con i jihadisti?
R. Non so. Quello che sta accadendo oggi è la sconfitta tragica della vera rivoluzione siriana, che voleva semplicemente buttare fuori Assad senza costruire Califfati. Rivoluzione che noi e Obama abbiamo lasciato morire. È la bancarotta della politica e della diplomazia occidentale, il frutto della nostra ignoranza e della nostra insipienza.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LA ARENA DI VERONA PARLA DEI GUASTATORI PARACADUTISTI
Venerdì, 29 Agosto 2014
by webmaster

L'Arena di Verona del 29 Agosto 2014

LEGNAGO
L'Ottavo Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore della Briscese di Legnago è arrivato in questi giorni nella Repubblica Centrafricana per prendere parte, unico di tutta Italia, alla missione multinazionale Eufor Rca: operazione militare avviata formalmente ad aprile dall'Unione Europea ed autorizzata dall'Onu grazie alla risoluzione 2134 del 28 gennaio 2014, adottata con lo specifico obiettivo di dare sostegno ed aiuto alla popolazione locale.
I genieri della Folgore, partiti da Legnago per completare il contingente italiano (al quale si aggiungono altri cinque militari dello staff del comando di Eufor Rca), sono 45 ed hanno già preso stanza nella base «Ucatex» di Bangui, capitale della martoriata Repubblica Centrafricana, integrandosi nella forza multinazionale dell'Unione Europea impegnata in quelle terre dal 15 giugno con un battaglione di manovra ed una forza di polizia che si muove sotto l'egida di «Eurogendfor».
La scelta dell'Ottavo Reggimento, operata dallo Stato Maggiore della Difesa, si basa, come già avvenuto per altre importanti missioni all'estero, sulle specifiche ed elevate competenze dei genieri.
Ma anche sulla loro straordinaria capacità di portare aiuti alle popolazioni: fatto non di poco conto, in un'area come quella della Repubblica Centrafricana dove, da marzo 2013, fazioni armate contrapposte hanno provocato scontri durissimi, oltre 2mila vittime civili, un susseguirsi di violazioni dei diritti umani e l'esodo verso altri Paesi di un milione e trecentomila persone tra uomini, donne e bambini, frutto di una violenta guerra civile.
«Uno dei principali compiti che verranno affidati ai genieri della Folgore nel corso di questa missione», spiega il colonnello Riccardo Cristoni, dello Stato Maggiore della Difesa, «sarà quello di controllare itinerari, garantire la mobilità delle forze Europee, occuparsi della bonifica di residuati bellici e della realizzazione di lavori infrastrutturali necessari alla popolazione centroafricana, ma anche al Governo locale. Tra questi rientrano il controllo e le operazioni di monitoraggio di un importante progetto di ricostruzione di un ponte, finanziato dall'Unione Europea e realizzato da ditte del posto». I genieri disporranno, inoltre, di un parco macchine operatrici e di parecchi veicoli blindati, i cosiddetti «Lince», con torretta remotizzata «Hitrole», il sistema d'arma italiano ad elevata tecnologia che viene utilizzato per la protezione dei vari equipaggi. L'impegno del contingente italiano, e quindi dei 45 genieri provenienti da Legnago, durerà fino a dicembre e, al pari di altre precedenti missioni all'estero che hanno visto protagonista l'Ottavo Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore, non potrà che portare lustro anche alla stessa Legnago: città che vanta da sempre grandi tradizioni militari ed un fortissimo legame tra popolazione e caserma. La componente militare Eufor Rca a Bangui è composta da circa 750 soldati, di diversa nazionalità, chiamati ad operare in base alla risoluzione Onu del gennaio scorso ed alla decisione del Consiglio Europeo del 10 febbraio in modo da assicurare, con un'operazione di tipo militare, la transizione verso la missione delle Nazioni Unite denominata «Minusca». Ad appoggiarla, a livello nazionale, è stato il decreto legge del Consiglio dei Ministri, che il 23 luglio scorso ha prorogato fino al 31 dicembre 2014 le missioni internazionali.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LA TERZA GUERA MONDIALE E' INIZIATA CON LA VITTORIA HIDAHISTA PERSINO A GAZA
Venerdì, 29 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- Situazione gravissima, quella dell'occidente, in procinto di essere conquistato dall'islam. I Jidahisti sembrano invincibili, Hamas esulta vittorioso, l'Europa è ancor più antisemita, gli Stati uniti sono confusi e pasticcioni e l'Europa non sa che fare, grassa e pigra, ad essere generosi.


IL RESTO IN OPINIONI

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
RASSEGNA STAMPA- PERCHE' I JIDAHISTI DECAPITANO I NEMICI
Venerdì, 29 Agosto 2014
by webmaster



di ANTONELLO GUERRERA
REPUBBLICA


James Foley è stato decapitato dall'Is. Oggi quattro presunte "spie del Mossad" sono state decapitate da estremisti del Sinai. Pochi giorni fa la decapitazione di un cristiano in Kenya per mano di Al Shabaab. L'anno scorso il soldato Lee Rigby è stato decapitato a Londra da fanatici islamici. Nel 2004 il regista Theo Van Gogh si ritrovò senza testa in pieno centro di Amsterdam per "un film blasfemo". Stessa fine per il giornalista americano Daniel Pearl. La domanda è: perché gli estremisti islamici decapitano i loro "nemici"? E c'è un legame tra Islam è decapitazioni sommarie, con tanto di efferati e cruenti video?

Siria, jihadisti dello Stato islamico decapitano reporter Usa

La decapitazione nelle culture mondiali. Innanzitutto, la decapitazione è una pratica omicida millenaria, legata a un gran numero di culture. Basti pensare, tra le altre cose, ai Romani (a Cicerone venne mozzata la testa), all'Iliade, all'Odissea, a San Giovanni Battista (decapitato per volere di Salomé), ai giapponesi e a Yukio Mishima, a Robespierre e alla Francia, dove l'ultima ghigliottina è stata utilizzata nel 1977 ed è stata vietata ufficialmente da Parigi solo nel 1981. La decapitazione, soprattutto nell'antichità, costituiva una morte quasi onorevole, per esempio nei paesi anglosassoni e nordici, a differenza della crocifissione, come a Roma. Per altre culture, vedi quella cinese, è invece una fine ingloriosa e infamante. Dunque, dal punto di vista storico, legare la decapitazione esclusivamente al mondo musulmano è una grave inesattezza. Tanto è vero che, per fare solo un esempio, il Fulcherio di Chartres parla nel 1099 di circa 10mila musulmani ed ebrei decapitati dai crociati cristiani.

Il rituale nell'Islam. Tuttavia, è vero che l'unico che ancora contempla la decapitazione nei suoi codici penali è effettivamente un paese islamico (più precisamente wahabita, una branca estremista del sunnismo) come l'Arabia Saudita (e fino al 2005 hanno fatto lo stesso altri stati musulmani come Yemen, Iran e Qatar). Il primo biografo di Maometto, Ibn Ishaq (704-767), ha scritto che nel 627 il Profeta, durante la Battaglia del Fossato, approvò la decapitazione di centinaia di ebrei della tribù dei Banu Qurayza alla periferia di Medina. E, ai tempi dell'Impero Ottomano, la decapitazione era la prima tecnica di "aggressione simbolica" tra i soldati. Anche in epoca più recente, nel 1996, durante la Guerra in Cecenia, fecero scalpore i video dei miliziani islamici che decapitarono un soldato russo che non voleva convertirsi all'islam.

Nuovo orrore jihadista: 4 decapitati in Egitto

Nel Corano e altri testi sacri. Ma soprattutto, nel Corano ci sono alcuni riferimenti che possono far pensare alla decapitazione del nemico. Alla sura 8, versetto 12 si legge: "E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: 'Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!'". E poi, sura 47, verso 4: "Quando incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente". Ma una scena di decapitazione si può ritrovare, per esempio, anche nel Vecchio Testamento, nell'episodio di Davide e Golia. Inoltre, come si è scritto di recente, molti jihadisti non conoscono neanche questi versetti incriminati del Corano. Tanto che, come ha riportato Vox, alcuni degli articoli più comprati su ebay dai combattenti europei della Guerra Santa prima di trasferirsi in Medio Oriente sono una sorta di "bignami" su Corano e Islam. Quindi, molti jihadisti possiedono una conoscenza decisamente approssimativa dei precetti e della cultura dell'islam.

La pratica nel jihad oggi. Secondo diversi esperti, oltre a una sorta di rito antico, la decapitazione perpetrata dagli estremisti islamici dunque avviene innanzitutto per due motivi. Il primo: a differenza del passato, questa è la più agghiacciante profanazione del corpo del nemico, perché divide la testa, cioè la mente e il cervello, da tutto il resto. Alcuni estremisti islamici, secondo le testimonianze negli anni, credono che questa pratica condanni irrimediabilmente il nemico alla dannazione eterna. Tuttavia, questa credenza non trova conferma nei testi sacri dell'islam. Il secondo motivo, invece, risiede tutto nel terrore mediatico che lo Stato Islamico vuole diffondere nel mondo grazie ai media e soprattutto a Internet e social network. La decapitazione, secondo i jihadisti al soldo del leader dell'Is Al Baghdadi, è il messaggio più sconvolgente per spaventare "gli infedeli".

SCHEDA - Che cos'è lo Stato Islamico, il gruppo jihadista che minaccia il mondo

Un rito mediatico. Oggi dunque la decapitazione è diventata soprattutto un rivoltante rito dedicato agli spettatori, più che alle povere vittime. Mostrare le teste mozzate sui social network, infatti, è diventato quasi un must per i jihadisti per avere più retweet possibili. Non a caso, come abbiamo visto nella brutale esecuzione di James Foley, l'Is oramai usa una vera e propria regia (con montaggio) per lanciare i suoi agghiaccianti messaggi all'Occidente e a tutti "gli infedeli". Non è un caso, infatti, che sono soprattutto le "spettacolari" decapitazioni, insieme alle crocifissioni, che lo Stato Islamico decide di veicolare nella Rete per lanciare i suoi devastanti manifesti. Del resto c'è poca traccia. Tattiche mediatiche così atroci che persino Al Qaeda, oltre a altri gruppi estremisti islamici come Hamas ed Hezbollah, ha ripudiato. Nel 2005 Ayman al-Zawairi, attuale leader di Al Qaeda dopo l'uccisione di Bin Laden (di cui era il vice), scrisse addirittura una lettera ad Abu Musab al-Zarqawi, il "predecessore" dell'Is in Iraq poi eliminato dagli Usa, per dissuaderlo da queste tecniche così feroci: "Ai musulmani non piaceranno mai cose del genere".

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
PARACADUTISTI GUASTATORI ITALIANI IN REPUBBLICA CENTRAFRICANA
Giovedì, 28 Agosto 2014
by webmaster





Repubblica Centrafricana: completato lo schieramento dei genieri paracadutisti del contingente italiano che partecipa alla missione dell’Unione Europea



Si è completato ieri lo schieramento del contingente italiano inquadrato nella missione militare dell’Unione Europea nella Repubblica Centrafricana (EUFOR RCA), di stanza nella capitale Bangui, presso la base ‘Ucatex’.

Sono circa cinquanta i militari dell’Esercito che nell’ultima settimana si sono integrati nella forza multinazionale UE che opera nella capitale del Paese africano dallo scorso 15 giugno, con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro e consentire l’assistenza umanitaria alla popolazione civile minacciata dai violenti scontri interni tra fazioni opposte iniziati alla fine del 2013, che hanno causato migliaia di vittime e l’esodo di più di un milione e trecentomila persone.

In risposta alla crisi, l’Unione Europea ha messo in atto un’iniziativa politica, militare e di assistenza umanitaria e allo sviluppo.

La componente militare EUFOR RCA a Bangui è attualmente costituita da circa 750 soldati di diverse nazioni e comprende anche una forza di polizia.


Le attività avvengono nel quadro della risoluzione ONU 2134 del 28 gennaio 2014 e della decisione del Consiglio Europeo del 10 febbraio, con le quali veniva rispettivamente autorizzata e poi costituita un’operazione militare di stabilizzazione per assicurare in prospettiva la transizione verso la missione delle Nazioni Unite denominata MINUSCA. In ambio nazionale la missione è stata inserita nel decreto legge del Consiglio dei Ministri dello scorso 23 luglio, che proroga fino al 31 dicembre 2014 le missioni internazionali e fa seguito alla decisione dell’Italia di aderire alla missione annunciata al termine del summit Unione Europea – Africa dello scorso aprile.
LA FOLGORE
Il contributo militare italiano è costituito da un distaccamento dell’8° reggimento genio guastatori della brigata paracadutisti ‘Folgore’, cui si aggiungono alcuni elementi nell’ambito dello staff del comando di EUFOR RCA a Bangui.

Tra i compiti previsti per i genieri quello di garantire la mobilità delle forze europee, la bonifica di residuati bellici e la realizzazione di lavori infrastrutturali di base in favore della popolazione e del governo locale; i genieri italiani avranno tra l’altro il compito di monitorare un importante progetto di ricostruzione di un ponte, finanziato dall’UE e affidato a imprese locali.

Il contingente italiano disporrà di un importante parco macchine operatrici del genio e di un congruo numero di veicoli blindati ‘Lince’ dotati di torretta remotizzata ‘Hitrole’, il sistema d’arma italiano ad elevata tecnologia sviluppato per la protezione degli equipaggi.




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ASPIRANTE E FIANCHEGGIATORE DI TERRORISTI ISLAMICI ORA INSEGNA A CAMBRIDGE
Giovedì, 28 Agosto 2014
by webmaster


PESARO- UN ITALIANO DI 33 ANNI accusato di addestrare i terroristi, e pronto a partire per l'Afghanistan ed unirsi alle formazioni jihadiste,-come da accuse della procura di Cagliari- da qualche mese si trova a Cambridge, dove collabora con insegnanti di lingua e letteratura italiana, e forse anche insegna, a sua volta.

Andrea Campione, nato a Senigallia il 4 novembre 1983; il 23 aprile del 2012, venn arrestato dgli uomini dell'antiterrorismo e della Digos di Cagliari che lo vanno a prelevare sulle colline dell'entroterra pesarese, comune di Montelabbate.

Camoione ha studiato arabo e cultura orientale,ed è diventato musulmano. Ora si chiama Abdul Wahid al Siquily con tanto di barba lunga, e tappeto in camra su cui prega.

Campione, diffondeva in rete manuali operativi su come costruire certi ordigni, aveva contatti con un 20enne marocchino arrestato settimane prima di lui per aver pianificato un attentato alla sinagoga di Milano. L'italiano gli ha inviato una mail che conteneva link da cui scaricare manuali sulla realizzazione di attentati e tecniche di guerriglia.

CAMPIONE, al tempo respinge ogni accusa: al gip di Pesaro che lo interroga su rogatoria ammette la fede per l'Islam ma si ferma lì. Il gip convalida l'arresto. Per Campione inizia un periodo di detenzione che dura finchè non scadono i termini di custodia cautelare. Sta in carcere a Cagliari, poi in altri istituti del sud e infine è trasferito in una comunità. Nei primi mesi di quest'anno, come conferma il suo legale, Fabio Serra, Campione torna in libertà. Invece di partire per il Marocco come voleva fare nel 2012, il giorno prima di essere arrestato con in tasca un biglietto Bologna-Rabat sceglie l'Inghilterra, dalle parti di Cambridge. P

erchè l'Inghilterra? «Perchè in Italia non trovava lavoro», è la prosaica risposta sia del legale che di sua mamma, che lo ha sempre difeso, dicendo che lui, una volta, a Bologna, aveva fatto anche «una autodichiarazione di non violenza». RESTA però in piedi l'indagine ed è in attesa della decisione sul rinvio a giudizio.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CINQUALE: DAL COMUNE QUALCHE SPIRAGLIO PE RI PARACADUTISTI
Giovedì, 28 Agosto 2014
by webmaster


MASSA - C'è qualche spiraglio pe rl'attività aviolancistica di paracaduitisto con licenza che potrebbero fare attività al Cinquale dietro specifiche autorizzazioni concesse volta per volta. Ecco cosa ha dichiarato ieri un assessore:

«PER L'AEROPORTO vanno studiate e ricreate le condizioni, per svolgere tutte le attività adeguate a una superficie come quella di Cinquale, armonizzando, nei limiti del possibile, tutte le esigenze».
Un concetto quello espresso dell'assessore comunale al Patrimonio Giovanni Rutili, motivando il rinnovo dell'amministrazione massese della concessione dell'area all'aero club Marina di Massa». La giunta ha prorogato la permanenza dell'ente gestore almeno fino al 31 dicembre 2015.

VOLI SOSPESI IL SABATO E LA DOMENICA
« Fino ad allora, nel periodo dal 20 giugno al 15 settembre, nei giorni di sabato e domenica saranno sospesi i voli fatta esclusione di quelli di pubblica utilità.

PARACADUTISMO
L'amministrazione richiama l'attenzione al punto 3.5 del regolamento di scalo dell'aeroporto, che riguarda la attività di paracadutismo.

La norma stabilisce che «ai sensi della circolare dell'Ente nazionale aviazione civile, l'attività è autorizzata limitatamente ai lanci di addestramento di paracadutisti già in possesso di licenza (scuola esclusa quindi), previo coordinamento con la direzione aeroportuale e nulla osta».

LA NUOVA delibera considera la «possibilità di svolgere attività, nei casi singolarmente e specificatamente autorizzati dall'amministrazione comunale». «E' nostro dovere ha chiarito il sindaco Volpi considerare tutto e tutti. Residenti, operatori turistici e sportivi, cercando di ricreare le condizioni migliori sotto tutti i punti di vista. Residenziale, turistico, sportivo e non per ultimo, anche quello economico».

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
EGITTO: MORSI CONSEGNO' DOCUMENTI SEGRETI AL QATAR
Giovedì, 28 Agosto 2014
by webmaster

CAIRO- Una nuova inchiesta ha colpito il destituito e detenuto ex presidente egiziano Mohamed Morsi, accusato ora dalla giustizia di aver "consegnato documenti che attengono alla sicurezza nazionale" al Qatar. Lo rende noto l'agenzia di stampa Mena. Questa accusa potrebbe costare a Morsi una condanna a morte, pena che rischia già in vari processi ai quali è sottoposto dalla sua destituzione nel luglio del 2013.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
KOSOVO. ESERCITAZIONE DI DISPIEGAMENTO OPERATIVO CON LINCE
Mercoledì, 27 Agosto 2014
by webmaster


PRISTINA.Il Contingente italiano del Multinational Battle Group West, su base reggimento "Lancieri di Montebello", ha completato con successo un’attività operativa a nord del fiume Ibar dove si concentra lo sforzo principale della missione multinazionale KFOR in Kosovo.

I soldati italiani, affiancati dai loro colleghi moldavi, hanno svolto attività di pattugliamento e check point nelle aree più sensibili nel nord del Kosovo in supporto alle locali forze di polizia, contribuendo al mantenimento del clima di generale sicurezza e di libertà di movimento.
La compagnia italiana è stata rischierata a fine luglio nell’area nord della regione, equipaggiata per la prima volta con i VTLM "Lince", veicolo tattico già ampiamente impiegato con successo in Afghanistan e in Libano per le sue caratteristiche di flessibilità d’impiego e adattabilità ai diversi ambienti operativi.
L’attività - normale implementazione del cosiddetto concetto di Kosovo wide, per cui tutte le unità KFOR possono essere impiegate nell’intera area di operazione - rappresenta un elemento di novità per il Multinational Battle Group West, finora impiegato prevalentemente nel settore occidentale della regione a sorveglianza del Monastero di Decane e nel controllo della propria area di responsabilità.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
COCER ESERCITO: PRESIDENTE RENZI CI IMPRESSIONI A SETTEMBRE!
Mercoledì, 27 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- Il Presidente del Cocer , Generale di divisione Paolo Gerometta, ha diffuso un comunicato che richiama il presidente del Consiglio a mantenere alcuni impegni che riuardano il blocco delle retribuzioni pe ril personale delle Forze Armate. Ecco il testo:

Il 29 agosto è oramai alle porte e soprattutto per l’Esecutivo sarà l’inizio di un periodo di scadenze cruciali e non più rinviabili. Tra esse, vogliamo richiamare l’attenzione sull’ineludibile sblocco delle dinamiche retributive del Comparto Difesa-Sicurezza-Soccorso Pubblico da non confondersi – neanche strumentalmente – con quello dei contratti dell’intera Pubblica Amministrazione.

Il Presidente del Consiglio ben conosce tale differenza in quanto il suo Esecutivo lo ha reso edotto, in più occasioni, circa gli effetti maggiormente penalizzanti e destabilizzanti che la “Specificità” dello status del nostro Comparto provoca a tutto il personale e ai relativi nuclei familiari attraverso il blocco delle predette dinamiche retributive.

Infatti da ben 4 anni siamo una delle pochissime democrazie al mondo – se non l’unica – in cui ad un servitore dello Stato, appartenente a qualsiasi categoria, vengono imposte nuove e più gravose responsabilità e funzioni senza ricevere alcun tipo di compenso ma capitalizzando per contro una serie di penalizzazioni che proseguiranno anche oltre il pensionamento.

Presidente Renzi, in nome di quel coraggio di operare scelte radicali e decisive da Lei più volte invocato…ci impressioni a settembre…con un immediato sblocco delle dinamiche stipendiali del personale del nostro Comparto che – le assicuriamo – costituirà un reale e concreto atto di giustizia, tale da produrre una rottura della penalizzante continuità con i passati Esecutivi.

Ciò infonderà in tutti noi una rinnovata motivazione e la speranza che la politica - se lo vuole - sa mantenere la parola data e quindi essere degna di fiducia.
Signor Presidente, per quattro lunghi anni abbiamo dimostrato di possedere la determinazione e la pazienza del maratoneta…ora ci dimostri Lei di possederne la strategia, evitando in tal modo danni irreversibili.
.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
UNA TARGA INTITOLATA A FABRIZIO QUATTROCCHI A RIVAROLO CANAVESE
Mercoledì, 27 Agosto 2014
by webmaster




IL CANAVESE - quotidiano- edizione del 27 Agosto 2014

Ricordare un uomo, un eroe italiano, che al momento della sua dipartita ha mostrato dignità, coraggio e un grande attaccamento al suo Paese.

Con questa premessa, l'Associazione Paracadutisti del Canavese ha deciso, in piena collaborazione con l'Amministrazione comunale di Busano, capitanata dal primo cittadino Gianbattistino Chiono, di intitolare a Fabrizio Quattrocchi, barbaramente ucciso il 14 aprile 2004 in Iraq, un parco giochi. A dieci anni dalla sua scomparsa, il gruppo canavesano allestira una serie di eventi, che si terranno dal 12 al 14 settembre prossimi sia a Busano che a Rivarolo.
Proprio quest'ultima città, nei tre giorni sopraindicati, presso «Casa Toesca», che è sede dell'associazione «Areacreativa42» diretta da Karin Resiovà Chiono, ospiterà una mostra con oggetti, pensieri, lettere e riconoscimenti inviati da migliaia di persone da tutto il mondo alla famiglia Quattrocchi, a dimostrazione dell'affetto, la vicinanza e la stima per Fabrizio. Sabato 13, poi, l'attenzione si sposterà a Busano, dove alle ore 9.45, alla presenza delle Autorità Militari, Civili e Religiose e di numerose Associazioni d'Arma, la sorella di Fabrizio, Graziella Quattrocchi accompagnata dai compagni di prigionia Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, scoprirà un cippo con la targa a ricordo del tragico evento, in un cerimoniale al quale saranno presenti numerosissime Associazione d'Arma e alcuni veicoli leggeri militari. Infine, in serata, alle ore 21, presso l'hangar della scuola di volo di via Stefano Bruda a Busano, si terrà una conferenza nella quale i diretti interessati racconteranno quei tragici momenti vissuto a Baghdad..

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
I PARACADUTISTI DEL CANVESE SALUTANO PER L'ULTIMA VOLTA IL LORO SOCIO GIORGIO CALTRAN
Mercoledì, 27 Agosto 2014
by webmaster




ARTICOLO APPARSO SU "IL CANAVESE" DEL 27 AGOSTO 2014

RIVAROLO CANAVESE -Gli amici della «Folgore» lo hanno voluto salutare alzando verso il cielo il grido che contraddistingue il gruppo poco prima che la salma superasse la soglia della chiesa di San Giacomo a Rivarolo. Hanno voluto così onorare il ricordo di Giorgio Michele Caltran ( nella foto con il Labaro, ndr) , il paracadutista rivarolese deceduto sabato 23 all'ospedale di Cuorgnè.

Ieri pomeriggio, martedì 26 agosto, amici, parenti e compagni di avventura hanno partecipato, commossi, al funerale.

Caltran era molto conosciuto a Rivarolo: dal 2009 faceva parte del gruppo distaccato Paracadusti del Canavese guidato dal Pietro Borghesio , la cui sede è sita nel campovolo «Pegasus» di Busano, dove tanti sono i ricordi legati al rivarolese.

Maresciallo in pensione, era socio attivo dell'associazione canavesana, nella quale ricopriva anche il ruolo di economo. I rivarolesi lo ricordano per il suo impegno nel sociale. Era sempre presente alle manifestazioni culturali, in aiuto dei presidenti dei vari sodalizi. indossando immancabilmente e con tanto orgoglio il basco color amaranto con fregio e mostrinei.

A ricordarlo è un suo caro amico, l'ex paracadutista, socio Agostino Montovert : «Era un mio caro amico. L'ho conosciuto quando venne la banda militare della Folgore a Rivarolo, da allora sono sempre stato in ottimi rapporti. Era una bravissima persona, un carissimo amico, ci frequentavamo sempre. Era sempre in prima fila quando si trattava di aiutare durante le manifestazioni e gli eventi della città. Caltran era tesoriere del gruppo di Busano, si occupava della parte economica che gestiva personalmente. Era un'ottima persona - termina Montovert - ed ogni cosa che faceva ci metteva vera passione». In molti ieri pomeriggio hanno voluto tributargli l'ultimo saluto: i suoi parenti, gli amici di una vita con la moglie Mariangela e la figlia Roberta..

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LIBIA IN FIAMME A 3 ORE DI NAVE DALL'ITALIA - INTEGRALISTI ALLE PORTE DELLA SICILIA
Mercoledì, 27 Agosto 2014
by webmaster



Interviene un generale in congedo: Nessuna iniziativa italiana per difendere le coste. I terroristi potrebbero conquistare la Sicilia in un giorno

PARMA- Il Generale in congedo **, proveniente da una lunga esperienza nell'Esercito, nelle Forze Speciali e nell'intelligence italiana, è chiaro: "con la loro spinta ideologica, i loro mezzi finanziari e le armi che sanno usare bene, non mi stupirei se ISI e gli integralisti libici si saldassero e tentassero di sbarcare ed espugnare la Sicilia. La prenderebbero in 24 ore. I nostri mezzi navali sono impegnati in mare nostrum e di sicuro i nostri politici non hanno pensato alla eventualità di uno sbarco con forti aiuti degli immigrati già a terra. Il mio dovere , in servizio, era quello di ipotizzare scenari sfavorevoli ed agire per proteggere la mia Patria. Ora andiamo a proteggere quella degli altri - e va bene- dimenticandoci, però, dei nostri cittadini alla mercè dei milioni di immigrati in Italia di cui non sappiamo nulla. Non mi stupirei se i profughi di mare nostrum, che sono aumentati dell'800% da quando hanno saputo delle navi traghetto gratuite, fossero l'equivalente degli scudi umani che abbiamo conosciuto in Somalia e in molti altri conflitti, con la stampa favorevole ai terroristi , che diventano vittime. Ogni azione di contrasto viene immediatamente criticata da una stampa che è indubbiamente controllata, nel mondo, anche da potenti lobby arabe, come il Qatar con Al JAZEERA ".

"La guerra sta per arivare in Italia e potrà contare su migliaia di disperati che vedono nel nostro benessere una offesa al loro disagio e nei nostri costumo un oltraggio alla loro religione. Saranno "innescati" e coordinati dalle cellule dormienti che anche i servizi italiani danno ormai come presenti in almeno 1000 nuclei, composti da uno-due disperati pronti a tutto, capaci di combattere fino alla morte. Prima erano kamikaze, ora sono guerrieri temibili. E' così che sono scoppiate le rivolte arabe, accolte con così tanta benevolenza al punto da aiutare le frange estremiste siriane e libiche. Penso che ci aspettino periodi di violenza e terrore, e non siamo pronti, nè come popolo nè come Forze Armate, a diventare cattivi. Osservate bene la maglietta dell'islamico fotografato dopo una tortura ad un altro islamico: è italiana.C'è un intero discorso dietro quella maglietta".




TERRORISTI ISI RICCHISSIMI - CONTROLLANO UNA REGIONE GRANDE COME L'INGHILTERRA espugnata in 60 giorni
«Lo Stato islamico è probabilmente il gruppo terroristico più ricco mai conosciuto» ha detto Matthew Levitt, esperto di terrorismo islamico che ha lavorato anche per il governo statunitense, attualmente direttore del programma d'intelligence e antiterrorismo al Washington Institute for Near East Policy. «Non sono integrati nel sistema finanziario internazionale - dice - e per questo non sono vulnerabili». Lo Stato islamico, quindi, pone una sfida senza precedenti ai Paesi che stanno cercando di fermarlo, secondo Bloomberg, quando ormai controlla un'area compresa tra Iraq e Siria più grande del Regno Unito.

Il fenomeno dell'autofinanziamento non è del tutto nuovo. I talebani afgani vendono oppio, minerali e legname, i colombiani delle Farc esportano cocaina e i ribelli di Abu Sayyaf nelle Filippine, come i gruppi terroristici legati ad al Qaida in Yemen e Nordafrica, guadagnano milioni di dollari con i sequestri di persona. Difficile stimare le entrate di questi gruppi, ma secondo un rapporto delle Nazioni Unite i talebani avrebbero raccolto più di 400 milioni di dollari nel 2011.


VENDONO PETROLIO A STATI COMPIACENTI FORSE ANCHE EUOPEI E ALLA CINA
Per lo Stato Islamico è fondamentale il petrolio: controlla sette campi petroliferi e due raffinerie nel nord dell'Iraq e sei dei dieci campi petroliferi presenti nella Siria orientale, e vende il greggio a un prezzo compreso tra i 25 e i 60 dollari al barile, secondo Luay al-Khatteeb, Visiting Fellow al Brookings Doha Center in Qatar. Un prezzo molto più basso rispetto a quello sul mercato internazionale, visto che i future sul Brent a Londra sono scambiati a oltre 102 dollari al barile. Gli acquirenti? Alcune nazioni europee, Cina e forse Russia.


Così, grazie al petrolio, gli estremisti «possono portare avanti la guerra e mantenere le istituzioni» create nel territorio tra Iraq e Siria «usando quello che resta - aggiunge al-Khatteeb - per il reclutamento».


Oltre al petrolio, una fonte di ricchi profitti è quella dei riscatti:
secondo un funzionario statunitense, il gruppo potrebbe aver raccolto solo grazie al pagamento per la liberazione degli ostaggi 10 milioni di dollari negli ultimi anni.


GIORNALISTI FREE LANCE UN RICCO BOTTINO
I giornalisti improvvisati , i turisti fai da te e avventurieri senza esperienza sono da diversi anni un ricco bottino da negoziare con centinaia di milioni di euro di riscatto. L'Italia è tra le prime che ha accettato di pagare.

“Se penso che abbiamo rischiato la vita dei nostri soldati per tentare di salvarlo (il giornalista Foley, ndr) mi arrabbio. Quello prima è andato a giocare al corrispondente di guerra in Libia e si è fatto catturare. Poi è andato a cercar guai in Siria” raccontava qualche giorno fa l'ecvonomista UKMAR in un’intervista al Giornale.

“Il suo, come quello della vostra Sgrena, non è giornalismo, ma protagonismo – ha aggiunto il politologo rumeno naturalizzato americano – lui, la Sgrena e tanti altri non raccontano quel che succede, aiutano una parte in gioco. Nel suo caso il cosiddetto popolo siriano. Nel caso della Sgrena quelli che combattevano contro l’Italia. Che poi ha pagato per riaverla viva. Questo oltre ad esser pericoloso per chi lo pratica, genera disinformazione. Identificandosi con chi, a detta loro, soffre producono racconti emotivi destinati non ad informare, ma a coinvolgere il pubblico”.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
QUANDO FRANCESCO BARACCA "REGALO''" IL CAVALLINO RAMPANTE ALLA FERRARI
Mercoledì, 27 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- A villa Opicina ha sede il Reggimento Piemonte cavallera, comandato dal colonnello Alessandro Scano. I cavalieri portano al collo un fazzoletto rosso al cui centro compare la sagoma di un cavallino bianco rampante;la storia del simbolo della scuderia di Maranello si intreccia a doppio filo con quella del “Piemonte”. Il marchio arrivò sulle Rosse attraverso la famiglia del maggiore Francesco Baracca. Nato il 9 maggio 1888 a Lugo di Romagna, l’Asso degli assi fu ammesso nel 1907 all’Accademia militare di Modena. Uscitone come sottotenente dell'Arma di Cavalleria del Regio Esercito, nel 1909 frequentò il corso di specializzazione alla Scuola di Cavalleria di Pinerolo e l'anno successivo venne assegnato proprio al 2° Reggimento “Piemonte Reale Cavalleria”. Nel 1912 passò in aviazione (che allora era parte dell’esercito) diventando poi il personaggio italiano più famoso della Prima guerra mondiale. In onore del 2° Reggimento “Piemonte Reale Cavalleria”, Baracca fece dipingere sulla fiancata del suo aereo una nuvola bianca con all’interno un cavallino rampante. Inizialmente si dice fosse rosso, ma successivamente divenne nero. Prima d’essere abbattuto il 19 giugno 1918 sul Montello, l’Asso dei cieli risolse in suo favore 34 battaglie aeree (la prima delle quali fu a Medeuzza il 7 aprile 1916). Cinque anni dopo la sua morte, Enzo Ferrari vinse il primo Circuito del Savio alla guida di un’Alfa Romeo RL-Targa Florio. Nell’occasione incontrò Enrico Baracca, padre di Francesco. Successivamente la madre dell’aviatore, la contessa Paolina Biancoli, un giorno gli disse: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna». L’ingegnere accettò l’invito e la fortuna non mancò di certo, ma se da un lato mantenne per lo stallone il colore nero, dall’altro, decise di aggiungere il fondo giallo canarino simbolo di Modena. Per il cavallino rampante del “Piemonte” quella non fu l’unica incursione nel mondo dei motori. Lo stesso disegno venne adottato tra il 1956 e il 1961 anche dalla Ducati. Il marchio fu scelto dal progettista Fabio Taglioni, perché, come Baracca, anche lui era nato a Lugo di Romagna. Tralasciando il Museo storico militare di Palmanova che la Brigata Pozzuolo potrebbe a breve cedere all’amministrazione comunale della città stellata, va ricordato che a Udine il Terzo Genio guastatori ha allestito all’interno della caserma “Berghinz” un piccolo museo con la storia del reparto. Nelle sale sono conservati cimeli unici di cui il luogotenente Antonio Pitere, curatore e direttore, va orgoglioso. Su tutti ci sono quelli appartenuti a Paolo Caccia Dominioni. Oltre alla copia fedele del suo diario privato, le bacheche espongono diversi suoi manoscritti e disegni originali, ma anche sue cartoline ed il tascapane utilizzato in Africa. Dal deserto libico arriva anche l’asta della bandiera che l’ufficiale aveva nascosto nella sabbia prima di rientrare in Italia. Lui stesso l’aveva recuperata anni più tardi quando tornò in Africa alla ricerca dei morti i cui resti vennero poi composti nel mausoleo di El Alamein. A differenza di quanto si possa pensare, non si tratta di cimeli invisibili. Nei mesi scorsi il colonnello Domenico De Caprio ha siglato un accordo con la Provincia di Udine per inserire il museo nel circuito dei luoghi dedicati a Centenario della Grande guerra. (info per l’accesso: 0432/231584).

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ITALIA PRONTA PER GLI NVCTUS GAMES , CAPITANO GIANFRANCO PAGLIA
Martedì, 26 Agosto 2014
by webmaster


di Maurzio Piccirilli

L'Italia è pronta per gli Invictus Games

Dal 10 al 14 settembre si svolgeranno a Londra i giochi paralimpici per militari feriti in servizio. La squadra azzurra capitanata da Gianfranco Paglia


Una poesia per celebrare gli eroi delle guerre moderne. L’elegia "Invictus" scritta dal poeta inglese William Ernst Henley nel 1888 è ora anche il titolo dei giochi paralimpici per militari feriti in servizio. La prima edizione degli Invictus Games si svolgerà a Londra dal 10 al 14 settembre. I giochi paralimpici per militari disabili sono un'iniziativa fortemente voluta dal Principe Harry dopo aver assistito negli Stati Uniti proprio ai giochi paralimpici dedicati ai militari americani rimasti feriti nei vari teatri di guerra in cui l'esercito americano era impegnato. Il principio fondante degli Invictus è quello di fare i conti con le diverse disabilità attraverso lo sport. Gli Invictus Games sono organizzati dalla Royal Foundation, fondata dal Principe Harry e dal Duca e dalla Duchessa di Cambridge, insieme al Ministero della Difesa britannico e riservati ai militari feriti in servizio. Saranno oltre 400 i concorrenti provenienti da 14 nazioni parteciperanno ai Giochi Invictus, un evento sportivo internazionale per militari feriti: uomini e donne. Le squadre verranno da forze armate di nazioni che hanno prestato servizio fianco a fianco. Partecipernno soldati provenienti dall’Afghanistan, Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Iraq, Italia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, USA, UK. Per cinque giorni, oltre 400 atleti si sfideranno in 9 discipline paralimpiche presso il Queen Elisabeth Olympic Park e il Lee Valley Athletics Centre. Gli sport praticati sono l’atletica, il basket in carrozzina, il ciclismo, il sollevamento pesi, il canottaggio coperto, il tiro con l’arco, il nuoto, la pallavolo da seduti e il rugby in carrozzina.


Una manifestazione che vuole rendere omaggio a chi, servendo il proprio Paese, ha subito gravi menomazioni ma non è stato sconfitto. Invicti appunto. I nostri guerrieri che con coraggio hanno affrontato i rischi in conflitti e ora continuano a combattere la loro battaglia contro le difficoltà del loro status. Un'ulteriore prova del coraggio del soldato. E il Principe Harry che in Afghanistan ha toccato con mano le conseguenze della guerra si è da sempre impegnato accanto ai suoi commilitoni feriti. La delegazione italiana, capitanata dalla Medaglia d'Oro al Valor Militare, tenente colonnello Gianfranco Paglia, attualmente consigliere del Ministro della Difesa sarà composta da: tenente colonnello Alessandro Albamonte, tenente colonnello Roberto Punzo, maggiore Pasquale Barriera, tenente colonnello Fabio Tomasulo, maresciallo Bonaventura Bove, maresciallo Giovanni Dati, caporale maggiore capo sceltro Moreno Marchetti, caporale maggiore scelto Monica Contrafatto, caporale maggiore sceltro Andrea Tomasello, 1° caporale maggiore Domenico Russo, appuntato Loreto Di Loreto.

Militari vittime di attentati come il caporale maggiore Monica Contraffatto che in Afghanistan ha perso una gamba e che in piscina si impegnerà per ben figurare nelle gare di nuoto. Il tenente colonnello Roberto Punzo rimasto ferito in Libano mentre partecipava alla missione Unifil. Pasquale Barriera anche lui ridotto su una sedia a rotelle in Afghanistan che farà parte della nostra squadra di basket. “Una bella sfida. E’ importante esserci. Abbiamo una squadra motivata – ammette il tenente colonnello Paglia, ferito nel 1993 a Mogadiscio al check point Pasta, capitano della squadra italiana durante una pausa dagli allenamenti in piscina – A Londra dovremo combattere per farci onore. Questo è uno stimolo in più. Un modo diverso per servire il Paese. In squadra ci sono militari dell’esercito, dell’Aeronautica e dei carabinieri. Tutti feriti in servizio”. A quali discipline prenderà parte? “Nuoto, sollevamento pesi, rugby in carrozzina e rowing, canottaggio al coperto – spiega Paglia – è dura ma abbiamo il supporto di preparatori paraolimpici. Lo scorso dicembre a Roma è stato firmato un protocollo d'intesa tra il CIP (Comitato italiano paralimpico) e il Ministero della Difesa per facilitare l’attività sportiva a tutti i militari rimasti feriti nell'esercizio del proprio dovere. Del resto l’Italia è l’unico Paese che consente ai militari feriti di restare in servizio”.
Sono soldati ma anche madri, mogli, padri e mariti che hanno messo le loro vite al servizio della patria e le lesioni subite non li hanno spezzati. Queste persone sono l'incarnazione di tutto ciò che i Giochi Invictus vogliono rappresentare. Hanno la forza di volontà di perseverare e conquistare nuovi traguardi.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
TEAM FOLGORE PARACADUTISTI: LANCIO IN MONTAGNA E CORSA
Martedì, 26 Agosto 2014
by webmaster




PARMA- Il TEAM FOLGORE PARACADUTISTI asd ha fissato per il 31 Agosto 2014 uno dei numerosi allenamenti di corsa sull'appennino parmense , in quota.

Appuntamento
Domenica 31 Agosto
ore 09.00 - Passo del Cirone - parcheggio antistante la chiesa
( da non confondere con quella,più a valle a valle, del paese Cirone)
coordinate 44°26'15.02"N
10° 0'8.49"E


LANCIO - AVIORIFORNIMENTO- CORSA
Per i corridori che lo desiderano, ci sarà la possibilità di raggiungere il luogo di ritrovo, posto a m 1400 di quota, con un lancio in caduta libera sulla verticale della chiesa romanica del Passo Cirone. Sarà aviolanciato anche l'equipaggiamento per la corsa.


CARATTERISTICHE DELLA CORSA
Percorso montagnoso, su sentiero.
Difficiltà : media
Dislivelli previsti: + 2000 circa, con lo scollinamento di quattro cime ( Orsaro (msl 1780), Braiola(1710), Marmagna (1879) , Aquila(1750) e ritorno )
Chilometri previsti: circa 20
durata circa 4 ore


scivere a
Folgore.team.atletica@congedatifolgore.com

webmaster@congedatifolgore.com


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CRITICARE I SUPERIORI: LA CASSAZIONE LO RITIENE UN DIRITTO/DOVERE DEL MILITARE
Martedì, 26 Agosto 2014
by webmaster


ROMA- la Cassazione ha assolto un brigadiere della Guardia di Finanza del nucleo di polizia tributaria di Lecce che aveva denunciato anonimamente e in pubblico i metodi usati dai superiori.

Ad avviso della Suprema Corte – che è anche giudice militare di ultima istanza – esiste non solo un diritto “ma addirittura un dovere militare, e civico, alla denunzia di comportamenti contrari ad una amministrazione della disciplina militare in senso compatibile con l’assetto democratico dell’apparato statuale e con i principi. Il militare era stato condannato in appello nel 2012 a quattro mesi di reclusione militare.

Già una prima volta, nel maggio del 2013, la Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna del brigadiere e nell’appello bis, la condanna a carico di Giovanni S. veniva ridotta a due mesi di reclusione e a 500 euro di risarcimento danni in favore del maggiore.

Era stato infatti provato che l’ufficiale ordinava “continui e ripetuti controlli a sorpresa” ai quali adibiva “personale distolto dai compiti di servizio”, ispezionava “personalmente che nessuno consumasse un qualche alimento durante il servizio (anche annusando l’aria e controllando i cestini getta carte)”.

Il maggiore, inoltre, “frazionava i servizi esterni per impedire la fruizione dei buoni pasto” e aveva adibito a servizi esterni il militare X. che era esonerato da tali compiti “per gravi invalidità di servizio” e che non poteva così servirsi frequentemente del bagno come richiedevano le sue compromesse condizioni di salute.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
EGITTO: RECUPERATO IL TESORO DI RE FAROUK
Martedì, 26 Agosto 2014
by webmaster



Un tesoro di inestimabile valore è stato recuperato dai caveau di una banca egiziana: 265 sfavillanti gioielli appartenuti alla dinastia di Mohamed Ali detto il Pascià (considerato il padre dell'Egitto moderno), sono stati «strappati» a una possibile asta dalle autorità del Cairo.

L'Egitto recupera il tesoro di re Farouk
L'origine della collezione è «misteriosa»: farebbero parte dello «scrigno zeppo di gioielli» che il re Farouk, deposto dal colpo di Stato di Nasser nel '52, avrebbe nascosto sul suo leggendario yacht prima di fuggire dal Paese. Tra i pezzi della collezione confiscata c'è anche un diamante da oltre 40 carati - 44 è stato precisato - ovvero il terzo più grande al mondo. E ancora: bracciali e girocollo di platino e brillanti appartenuti alla madre di Farouk, la regina Nazli. Il ministero delle Antichità del Cairo è arrivato alla confisca dopo quasi due anni di indagini: un certo «signor Ali» ha proposto a una serie di collezionisti un'asta, vantando di poter mettere sul piatto i quasi 300 gioielli, molti dei quali - raffigurati in quadri e foto - si riteneva fossero definitivamente andati perduti. Gli investigatori scoprono che il «tesoro di Farouk», che Ali sbandiera di avere, era stato depositato in banca negli Anni 70 dalla moglie, assistente della famiglia reale nell'ultima fase dell'esilio, poi deceduta. E nei forzieri della banca Misr ci sono gioielli di inestimabile valore: i controlli degli esperti portano alla scoperta che si tratta proprio della collezione di Ali Pascià. •

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
NOTIZIE DA UNIFIL LIBANO
Martedì, 26 Agosto 2014
by webmaster


LIBANO: I CASCHI BLU ITALIANI COLLEGANO CON UNA STRADA DUE VILLAGGI LIBANESI

Shama (Libano), 25 agosto 2014. Nei giorni scorsi, il contingente italiano di UNIFIL, su base Brigata ARIETE, ha completato e inaugurato un importante progetto di cooperazione civile-militare consistente nella realizzazione di una strada che mette in comunicazione i due villaggi di Yanuh e Maraka, nel Sud del Libano.

In particolare, i caschi blu hanno provveduto alla sistemazione della carreggiata e all’asfaltatura di circa mille metri di strada, che collega le due località, permettendo di migliorare la circolazione viaria e garantendo maggiori condizioni di sicurezza agli abitanti della zona. I lavori sono stati diretti e coordinati dalla branca CIMIC della Joint Task Force Lebanon.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti, tra le autorità, il Comandante del Sector West di UNIFIL, Generale Fabio Polli, il Presidente dell’Unione delle Municipalità di Tiro, Abdel Mohssen El Husseini e il Sindaco di Yanuh, Alì Youssef Jaber il quale, nel suo discorso, ha ringraziato il contingente italiano per l’impegno in favore dei suoi cittadini, ricordando anche le opere realizzate in passato.

L’assistenza alla popolazione locale è uno dei compiti principali assegnati al contingente UNIFIL dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi, compiti per le quali i militari della Brigata ARIETE si sono a lungo preparati in patria e svolgono qui con professionalità, trasparenza e imparzialità.






 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
RIENTRANO DALL'IRAQ GLI UOMIONI DEL 187mo REGGIMENTO:
Martedì, 26 Agosto 2014
by webmaster


CONTRIBUTO DELL’ESERCITO ITALIANO ALL’EMERGENZA UMANITARIA NEL NORD IRACHENO


LIVORNO.- Hanno fatto rientro ieri i paracadutisti della Brigata Folgore che hanno dato il proprio contributo alla crisi che sta colpendo il territorio iracheno in questi ultimi giorni. Dopo aver ricevuto l'ordine, il giorno di Ferragosto, i paracadutisti, supportati dalla 46^ Brigata dell'Aeronautica Militare, hanno raggiunto la zona d'operazione in meno di 24 h, provvedendo al confezionamento ed al trasporto in sicurezza di aiuti umanitari destinati alla popolazione del nord Iracheno. Un pugno di uomini, appartenenti al 187° Reggimento paracadutisti ed al Battaglione “Avio” del Centro Addestramento Paracadutisti, che ha dimostrato, ancora una volta, l'efficienza dell'Esercito Italiano.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
964 ALLIEVI POLIZIOTTI ATTINTI DALLE GRADUATORIE PROVENIENTI DAI CONCORSI PER APPARTENENTI ALLE FFAA
Lunedì, 25 Agosto 2014
by webmaster


ROMA- E' stato pubblicato oggi il bollettino ufficiale del personale con il quale viene riportato il decreto del capo della Polizia sulla graduatorie.
Il documento si riferisce all'assorbimento dalla graduatoria del concorso pubblico per titoli ed esami , di 964 allievi agenti della polizia di stato riservato, ai sensi dell'articolo 2199, comma 1, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n.66, ai volontari delle forze armate in ferma prefissata di un anno o quadriennale ovvero in rafferma annuale, in servizio o in congedo, indetto con d.m. 19 marzo 2013.





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
L'ITALIA DICE GRAZIE ANCHE AI SIKH CHE "LIBERARONO " L' ITALIA
Lunedì, 25 Agosto 2014
by webmaster

FORLI' - Sabato 23 agosto 2014, presso il Cimitero di Guerra Indiano di via Ravegnana, si è svolta la cerimonia in ricordo dei soldati Sikh caduti durante l'avanzata degli anglo americani.

Nonostante la pioggia battente, folta era la presenza dei rappresentati della Comunità Sikh provenienti da tutta la Regione, in particolare dal Comune di Novellara ( Reggio Emilia).

Nella foto, scattata al momento della deposizione della corona al Monumento posto a ridosso del cimitero si riconoscono, oltre ai responsabili della Comunità Sikh, il sindaco di Novellara Elena Carletti, l'assessore del Comune di Forlì Raoul Mosconi e il sindaco di Dovadola Gabriele Zelli.


Nota del direttore Walter Amatobene:
Trasgredisco alla ferrea regola delle opinioni separate dalle notizie, nella mia qualità di nipote di abitanti della provincia di Montecassino e Frosinone, ma è necessario puntualizzare.

Scrivo queste righe per contrastare quella che per gli amici più anziani di quelle regioni potrebbe apparire una connivenza con truppe spietate, disordinate e zingaresche, quali erano quelle così composite , sguinzagliate degli angloamericani. Gente che ha lasciato una scia di dolore e violenza immotivata, dopo lo sbarco di Anzio.
Il basso Lazio italiano -cito solo un esempio ben incarnato da Sofia Loren nel film "La Ciociara"- ben conosce i comportamenti delle truppe del commonwealth, tra neozelandesi neri, indiani ed altre etnie, così come assai bene ricorda i comportamenti di quelle al seguito dei francesi, come i marocchini , algerini ed altri reparti africani francofoni.
Celebrarli e ringraziarli sembra una delle solite azioni di "captazio benevolentiae" mirata a tener calmi i nostri invadenti ospiti.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ISIS: IL PUNTO DI VISTA IRANIANO
Lunedì, 25 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- Il quotidiano "Tehran Times" pubbliica oggi un articolo che riguarda "il tallone di Achille" dell' ISIS.
Lo abbiamo tradotto per i nostri lettori



di Issa Rezazadeh

Perché ISIS ha scelto la strada nella decapitazione, del terrore, e degli atti orribili? Ci sono tre possibili spiegazioni.


In primo luogo, è la guerra psicologica un concetto chiave della strategia militare di ISIS. Essi credono che la paura sia un'arma molto efficace del loro esercito. ( ndr: la velocità con cui i visitatori dei siti sociali condividono i loro tre- quattro video tanto fa rli sembrare centinaia, è impressionante)

ISIS sa che tali azioni ben divulgate possono essere utilizzate come forte strumento di propaganda per espandere il ruolo del jihadisti nella società, convinte che i soldati britannici o americani saranno turbati da ciò che dovranno affrontare.

Ultimo ma non meno importante, il detto "le azioni parlano più forte delle parole", è incarnato nella loro filosofia. Il terrore è una forma di propaganda con i fatti, tanto forte da attirare emuli in tutto il medio oriente , in Europa e negli USA. Il messaggio lanciato della decapitazione, dagli atti atroci continui e la profanazione del corpo rafforzano l aloro leggenda; l'esplosione di una bomba viene percepita dalla gente come meno violenta, anche se il bilancio delle vittime è maggiore.

Ora, la domanda è: come può un gruppo come ISIS con una mentalità tale, essere sconfitto? E 'l'uso della forza militare, l'unica via d'uscita?

Non c'è dubbio che ISIS rappresenta una forza maligna. Il cosiddetto Stato islamico rivela una natura barbarica agli occhi di molti in questo mondo. Senza dubbio, l'isolamento di queste persone dal mondo islamico è una necessità come la vera immagine dell'Islam viene rovinata dalle loro convinzioni corrotti e sbagliate.

Il mondo islamico dovrebbe insistere che il terrore, decapitazione e atti orribili non hanno posto nell'Islam. E' naturale per contrastare tali azioni ISIS e informare gli altri del loro comportamento dal cuore di ghiaccio. L'ISIS dovrà capire che questi atti rappresenteranno nel medio periodo una perdita delle battaglie.

Per questo motivo, è fondamentale il ruolo degli studiosi islamici per pianificare e attuare strategie per sradicare queste persone dalla faccia della terra.La cooperazione tra gli studiosi islamici è una pura necessità; gli studiosi islamici dovrebbero tenere a mente che il divario esistente tra di loro crea una piattaforma per ISIS per distruggere la vera immagine dell'Islam.


La Turchia riconosce ISIS solo perchè ha propri funzionari in ostaggio, nonostante il nuovo stato in Iraq ne minacci i confini .

L'Arabia Saudita è gravemente minacciata dalle vittorie ISIS. E'stato riportato il licenziamento del principe Bandar, che rivestiva importantio incarichi in quel paese, come fornitore principale di armi ai ribelli siriani, tra cui ISIS; il Abdullah ha quindi riconosciuto cghe il sostegno saudita aveva creato conseguenze impreviste. Un vero e proprio esercito proprio ai confini dell'Arabia Saudita è una minaccia molto più grave di un campo di addestramento a mille miglia di distanza, in Afghanistan.

Ecco quindi emergere il ruolo degli Stati arabi, Turchia, Egitto, Arabia Saudita e gli altri emirati del Golfo - come fondamentale per sconfiggere ISIS. Inoltre, la cooperazione tra gli studiosi islamici in questi paesi può far rispettare e accelerare il processo di isolare e sconfiggere ISIS. Al contrario, il divario esistente tra i leader islamici e studiosi islamici è la vera piattaforma per l'esistenza di ISIS.


In pratica, un gruppo che dichiara guerra alla razza umana, come ISIS, può forse essere fficace nei primi combattimenti, ma non può essere circoscritto a Siria e Iraq. ISIS ha bisogno di più spazio per sopravvivere. Il vero tallone d'Achille di ISIS sarà l'alleanza degli studiosi musulmanti e degli stati dove questi hanno influenza..

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
TERRORISMO: L'ITALIA HA CELLULE DORMIENTI IMMIGRAZIONE SENZA CONTROLLO E COMBATTENTI ALL'ESTERO
Lunedì, 25 Agosto 2014
by webmaster

Via Jenner, Milano, il Venerdì mattina.


PARMA- L’intensificarsi dei fenomeni migratori dai teatri di guerra mediorientale solleva il rischio terrorismo anche in Italia dove "l'allerta è massima”. Il ministro dell’Interno Alfano spiega che, “come centro della cristianità, siano sempre stati un obiettivo dei filoni jihadisti. Abbiamo tuttavia una strategia di contrasto a livello europeo e globale". Quanto al nesso tra immigrazione e terrorismo, "tecnicamente non si può creare questa simmetria. Ma chi può escludere delle singole infiltrazioni? Ecco perché la vigilanza deve essere alta sia sul tema dell'immigrazione, sia su quella del terrorismo".

Gli italiani dell’Isis - In una intervista al Corriere della Sera, Alfano ha precisato che sarebbero almeno 50 gli italiani arruolati tra le fila dell’Isis (Stato islamico dell’Iraq e del Levante). Giovanissimi “foreign fighters” reclutati e indottrinati spesso attraverso il Web, vengono dalle città del Nord: soprattutto Brescia, Torino, Ravenna, Padova, Bologna, e diversi piccoli centri del Veneto. Alcuni anche Roma e Napoli. Almeno l’80% di loro sono italiani convertiti all’Islam da poco, ma ci sono anche figli di immigrati, di seconda generazione. Tutti sono attualmente tra Siria e Iraq, pronti ad immolarsi per la jihad: la guerra santa.

I foreign fighters - Spiega ancora Alfano al Corsera che, nei rapporti riservati della nostra intelligence, i “foreign fighters sono la punta estrema di fanatismo in un fenomeno che non è coeso in un unico nucleo, ma frammentato. E che può contare su un gruppo più consistente di residenti in Italia che fungono da ufficiali di collegamento tra il nostro territorio e il terrorismo islamico”. In tutti sarebbero almeno duecento i soggetti sotto controllo ritenuti molto pericolosi dai nostri servizi perché rientrati nel nostro Paese dopo un periodo di addestramento in basi segrete, per lo più in Afghanistan.

Logistica italiana per il terrorismo - Gli “jidaisti italiani” rappresenterebbero un fenomeno nuovo e in controtendenza rispetto agli altri Paesi europei come Gran Bretagna, Germania e Francia e Belgio. Lì la gran parte dei reclutati, molto più numerosi di quelli italiani, vanno direttamente a combattere come volontari nei teatri di conflitto. “Da noi è il contrario. La maggioranza resta a fornire sostegno logistico, organizzativo e di reclutamento sul nostro territorio, ritenuto uno snodo nevralgico. Anche perché le politiche di integrazione e di accoglienza stanno rendendo sempre più difficile riconoscere, all’interno del popolo di disperati in arrivo sulle nostre coste, quei soggetti che tornano dalla Siria o dalla Libia con ruoli di primo piano. E capaci di fare da punto di riferimento per le nuove reclute”.

Allarme 007: esplosivo nel latte neonati - L'ultimo allarme sulle modalità studiate dai jihadisti per seminare il terrore sarebbe quello dell’esplosivo nascosto nel latte per neonati per costruire una bomba da far esplodere in volo sugli aerei in partenza dagli aeroporti internazionali, tra cui anche quelli italiani. I servizi segreti hanno raccolto una serie di informazioni "acquisite in ambito internazionale" dagli 007 di altri paesi dell'Unione Europea, degli Stati Uniti e di Israele. " In sostanza i terroristi potrebbero utilizzare "scatole di latte per neonati riempite con un composto di ammonio, zucchero in polvere, cloridrato di potassio e di zolfo, nonché un apparecchio elettronico (cellulare e radio) con funzione di detonatore". I componenti della bomba, sostiene ancora la nota riservata, "potrebbero essere suddivisi tra più soggetti per essere assemblati a bordo del velivolo scelto come obiettivo". Nei principali scali italiani, soprattutto Fiumicino e Malpensa, in realtà i controlli erano già stati intensificati a seguito della circolare inviata dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza subito dopo l'uccisione del giornalista americano James Foley.

Nessun attacco imminente - Allo stato, viene sottolineato, l'offensiva dell'Isis in Siria e in Iraq e le minacce dei suoi membri all'Occidente, fanno dell'Italia, come degli altri paesi dell'Ue, un obiettivo possibile dei fondamentalisti. Ma non ci sarebbero al momento elementi né informazioni d'intelligence che fanno ritenere il nostro paese al centro di un possibile attacco. L'attenzione degli investigatori e degli 007 continua dunque a concentrarsi sui due aspetti più temuti: i foreign fighters, vale a dire gli europei che dopo aver combattuto in Siria e in Iraq tornano nei loro paesi d'appartenenza, e i “lupi solitari”, jihadisti individuali radicalizzatisi soprattutto sul Web che potrebbero dar vita a eventuali iniziative estemporanee.

Trenta combattenti partiti dall'Italia - Sarebbero una trentina, secondo i dati più aggiornati, i combattenti partiti dall'Italia ma non vi sarebbero ancora stati "rientri significativi". La situazione viene comunque costantemente monitorata e sono state intensificate le attività di controllo dei circuiti legati all'estremismo islamico.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
HERAT: INIZIA L'ULTIMO TURNO DI MISSIONE CON LA GARIBALDI CHE RILEVA IL COMANDO DALLA SASSARI
Lunedì, 25 Agosto 2014
by webmaster




LA BRIGATA “SASSARI” CEDE IL TESTIMONE ALLA BRIGATA BERSAGLIERI “GARIBALDI” ALLA PRESENZA DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA


Herat . Con la resa degli onori alla bandiera di guerra del 1° reggimento bersaglieri e allo stendardo di combattimento del 5° reggimento AVES “Rigel”,Sabato scorso ha avuto luogo a Herat, in Afghanistan, la cerimonia di avvicendamento tra la brigata “Sassari” e la brigata bersaglieri “Garibaldi” alla guida del Train Advise Assist Command West, il comando Nato multinazionale e interforze a guida italiana responsabile della missione Isaf (International Security Assistance Force).

Alla cerimonia, che ha sancito il passaggio del testimone tra il generale Manlio Scopigno e il parigrado Maurizio Angelo Scardino, erano presenti il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, l’attuale Comandante delle Forze Nato in Afghanistan, il Generale statunitense Joseph F. Dunford accompagnato dal suo successore, Generale Donald M. Campbell, il Comandante del comando interforze di Isaf, generale Joseph Anderson, l’ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti e le massime autorità civili e militari afghane della regione occidentale.

Il mandato della brigata “Sassari” è stato caratterizzato da un duplice impegno: da un lato, consolidare il processo di transizione del potere dalle forze Nato al governo afghano nel settore della sicurezza attraverso i compiti assegnati al Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), la nuova articolazione degli assetti del contingente italiano che il 16 giugno scorso, a distanza di poco più di otto anni dalla sua originaria configurazione, ha perso la denominazione di Regional Command West (RC-W).

Dall’altro, sviluppare il piano di rientro in Italia degli uomini ed il ripiegamento dei mezzi e dei materiali utilizzati dal contingente italiano in oltre 10 anni di missione.

Un’operazione logistica estremamente impegnativa, la più complessa che le Forze Armate italiane abbiamo condotto dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Durante i sei mesi del proprio mandato, la brigata “Sassari” ha inoltre garantito l’addestramento, la consulenza ed il supporto alle forze di sicurezza afghane, specialmente in occasione delle elezioni presidenziali del 5 aprile e del turno di ballottaggio del 14 giugno scorso.


“In tali circostanze”, ha sottolineato il generale Scopigno nel corso del suo intervento, “le forze di sicurezza afghane hanno dato ampia dimostrazione di saper camminare con le proprie gambe, avendo avuto la meglio su quanti ancora seminano terrore e uccidono la speranza e continuando a lottare per l’unità, la libertà e la stabilità del proprio Paese”.

Nel rivolgersi ai militari della brigata “Sassari”, l’Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli ha evidenziato “la professionalità, l’audacia e lo straordinario spirito di abnegazione con i quali gli uomini e le donne della brigata “Sassari” hanno saputo svolgere il loro mandato, operando in condizioni difficili ma sempre uniti nel conseguimento dell’obiettivo comune. Siate orgogliosi di ciò che avete realizzato”, ha aggiunto il Capo di Stato Maggiore della Difesa, “così come siate fieri della vostra lunga storia e delle vostre tradizioni”.

Durante la cerimonia il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha conferito al Generale Dunford l’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana concessa dal Presidente della Repubblica per l’eccezionale servizio prestato al comando della missione Isaf.





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CAMPIONATI DI PARACADUTISMO DI PRECISIONE
Domenica, 24 Agosto 2014
by webmaster



a cura di R. P.

PISA- Si e' svolto a Banja Luka (Bosnia) dal 16 al 23 agosto il 33' Campionato del Mondo di paracadutismo.
Nella specialità della precisione in atterraggio la Nazionale italiana, composta interamente da cinque atleti dell'Esercito (Magg. Paolo Filippini, Lgt. Giuseppe Tresoldi, CMCS Francesco Gullotti, 1`CM Fabrizio Mangia e 1`CM Luigi Pinchieri), si e' piazzata al quinto posto ex equo con la Repubblica Ceca.
La competizione, alla quale prendevano parte le 24 nazionali più forti al mondo, e' stata vinta dalla Russia seguita dalla Cina; sul terzo gradino del podio, a pari merito, Slovenia e Bielorussia.
La gara e' stata caratterizzata dal maltempo, che ne ha fortemente condizionato lo svolgimento, permettendo l'effettuazione di sole cinque manche rispetto alle otto previste.
Per quanto riguarda i piazzamenti individuali, citiamo il nono posto (pari merito) dei giovani Mangia e Pinchieri, assieme al più esperto Gullotti.
Tra le donne il 1'CM Milena Zanotti si e' piazzata al 14' posto della classifica individuale femminile.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
NOTZIE DAL 187mo REGGIMENTO PARACADUTISTI
Domenica, 24 Agosto 2014
by webmaster



IL 187° Reggimento Paracadutisti “FOLGORE” AD UN IMPORTANTISSIMO SEMINARIO INTERNAZIONALE DI clccand qui accederete alla nuova versionbe del giornale che consente anche il riconoscimento dei cellulari per leggere in versone mobile


Dal 20 al 23 agosto 2014 a Lignano Sabbiadoro si è tenuto uno dei più prestigiosi seminari internazionali di Karate diretto dal Prof. Pierluigi Aschieri Direttore Tecnico della Nazionale di Karate Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali), con la presenza del
Presidente Nazionale settore Karate Sergio Donati, al quale hanno partecipato oltre 300 tra atleti e tecnici. A tale importante appuntamento ha partecipato in rappresentanza del 187° Reggimento “Folgore” l’istruttore Caporal Maggiore Capo Scelto Antonio Citi (insegnante tecnico, anche in alcune delle discipline da combattimento della Fijlkam e della Fipa - Federazione Italiana Pancrazio Athlima).

Le lezioni e gli allenamenti tenutisi ogni giorno dalle 09.00 alle 19.30 sono state dense di contenuti tecnici. In particolare, tra le varie materie oggetto del seminario, è stata presentata la convenzione stipulata tra Fijlkam ed Esercito Italiano dal Prof. Aschieri (Direttore Tecnico della Nazionale Fijlkam di Karate) coadiuvato dall‘Avv. Carlo Francesco Tombolini, Cap. della Riserva Selezionata, componente del Gruppo di Progetto per lo sviluppo del Metodo di Combattimento Militare, collaboratore Fijlkam per le squadre militari.

Durante la lezione sono state evidenziate, grazie al contributo dell’Istruttore del Metodo di Combattimento Militare “MCM”, le differenze e le sinergie tra la pratica dello sport del Karate ed il Metodo di Combattimento Militare.

Infatti, presso il 187° Folgore di Livorno, nel 2002 è stata costituita la sezione sportiva denominata “Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito - 187° Reggimento Paracadutisti Folgore” con
Presidente il Comandante e con la direzione tecnica attribuita agli insegnanti titolari C.le Magg. Ca. Sc. A. Citi e C.le Magg. Ca. Sc. Daniele Pilagatti, che nell’anno 2002 e 2003, si sono distinti nelle competizioni militari del “Campionato Italiano dell’Esercito”, primeggiando tra le varie rappresentative di specialità della Forza Armata.
CONVENZIONE FIJLKAM ED ESERCITO
Grazie alla convenzione stipulata tra Fijlkam ed Esercito Italiano in tutti i reparti di Forza Armata, a partire dal 1° settembre 2014, sarà possibile la pratica sportiva del Karate. La lezione sulla presentazione dell’epocale convenzione ha fatto seguito un allenamento pratico con la partecipazione di alcuni militari appartenenti a reparti della Brigata “Pozzuolo del Friuli”.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
OPINIONI : I TORMENTONI CHE INGANNANO LA GENTE
Domenica, 24 Agosto 2014
by webmaster



La campagna anti-Sla che sta facendo il giro del mondo

UNA DOCCIA GELIDA PUÒ ESSERE «SOLIDALE»?

di Gigio Rancilio

Siamo sinceri: tirarsi addosso un secchio di acqua gelata, facendosi un «auto-gavettone», a prima vista non è propriamente un gesto epocale. E forse nemmeno tanto intelligente.

IL RESTO IN OPINIONI

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ASCOLI: IL 235mo REGGIMENTO FA IL PCCHETTO D'ONORE ALLE SALME
Domenica, 24 Agosto 2014
by webmaster


ASCOLI - Pocchetto d'onore dei soldati del 235° Reggimento Piceno, e la benedizione del cappello militare, per la salma di Mariangela Valentini, uno dei quattro piloti dell'Aeronautica militare mortai nello scontro fra due Tornado nei cieli di Ascoli. Dopo la benedizione, le spoglie sono state trasportate in ambulanza nell'obitorio di Ascoli, per l'esame del Dna necessario all'identificazione ufficiale. Il corpo, individuato venerdì notte sotto la cabina di pilotaggio distrutta dell'aereo, è stato estratto dalla carlinga con l'intervento dei vigili del fuoco, dopo che gli artificieri hanno disinnescato le cariche esplosive di eiezione del seggiolino. E' stata recuperata anche la seconda scatola di registrazione del volo che servirà agli inquirenti per cercare di chiarire le cause dell'incidente. «I due piani di esercitazone confermano dall'Aeronautica Militare avevano compiti e rotte indipendenti». I due percorsi, infatti, erano stati programmati e approvati su corridoi lontani nel tempo e nello spazio e non prevedevano interferenze. Fino a quando uno dei due mezzi, forse entrambi, ha deciso di rompere' dal piano di volo stabilito. I piloti hanno la discrezionalità di variare il proprio piano, di concerto con chi di dovere e sulla base di esigenze nate dopo il decollo. Se hannno azzardato rotte non autorizzate è possibile che uno dei due aerei avesse un problema e avesse richiesto il sostegno del caccia più vicino nella zona, il cui compito era quello di scortarlo fuori città.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CRISTIANO DECAPITATO DAI SOMALI IN KENIA
Sabato, 23 Agosto 2014
by webmaster

PARMA- Nuova orrenda esecuzione, ad opera dei fondamentalisti somali al Shabaab è stata compiuta nel nord del Kenya. Vittima è stato un cristiano kenyano, sequestrato e poi decapitato vicino all'isola di Lamu. La vittima era stata rapita insieme ad altre tre persone, musulmane, poi rilasciate dal gruppo islamico.

Fonti della sicurezza hanno aggiunto che gli assalitori dopo avergli legato le mani lo hanno decapitato. Un atto di una crudeltà efferata che ha sconvolto le stesse autorità del posto che hanno assicurato di essere alla ricerca dei sanguinari terroristi.

I tre uomini rilasciati hanno aggiunto che gli assalitori erano pesantemente armati e si sono presentati come dei combattenti Shabaab in "missione" in Kenya per rappresaglia all'intervento delle forze dell'esercito di Nairobi nel Paese confinante. Non è la prima volta che i fondamentalisti che si ispirano ad al Qaeda attraversano i confini meridionali della Somalia per compiere attentati. L'arcipelago di Lamu, dichiarato patrimonio mondiale dall'Unesco, è già stato teatro a metà giugno di una serie di attacchi condotti dagli stessi estremisti con la morte di decine di persone. Assalti mirati a dissuadere i turisti, in particolare dai Paesi occidentali, a recarsi in queste aree del Paese.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
GLI ERRORI CHE FECERO SCOPPIARE LE GUERE
Sabato, 23 Agosto 2014
by webmaster


1914. Fanti francesi durante la Battaglia della Marna: secondo Gareth Rubin lo scontro fu deciso dall’errore di una spia tedesca
Dalle mitragliatrici che vanno a benzina agli «inediti» già editi, dai testi scritti nel prossimo secolo ai sommergibilli volanti: ecco lo stupidario del pressapochismo editoriale




Storiografia

Orrori di stampa: divulgatori e traduttori tra svarioni, gaffe e comicità involontaria


I libri di storia sono non di rado lardellati di vere e proprie perle. Abbiamo cercato di risalire ai casi più eclatanti di sciatteria editoriale degli ultimi anni, e ne è uscito questo vademecum che potrebbe essere intitolato “stupidario storiografico”. Perfino il sommo Indro Montanelli ha incespicato. Un caso, su tutti: ne L’Italia del-l’Asse, scritto con Mario Cervi e ristampato infinite volte, spicca un’inesattezza che avrebbe potuto essere agevolmente corretta da Rizzoli nel corso di decenni. Vi si legge infatti che, quando morì il 1° marzo 1938, a Gabriele D’Annunzio mancavano pochi giorni per compiere 74 anni. Peccato che gli anni del Vate fossero 75, ma pazienza.

Anche i principi della narrazione storica, come Arrigo Petacco e Antonio Spinosa, hanno spesso farcito le loro opere di lacune e imprecisioni, per non dire di veri e propri capitomboli. Cominciamo da Spinosa, scomparso nel 2009. Nel suo volume su Vittorio Emanuele III, passando in rassegna i rami cadetti di Casa Savoia, citò il duca d’Ascoli, che però non esiste. Poi, a proposito di una donna sabauda che divenne regina del Portogallo nel XII secolo, la chiamò Mafalda anziché Matilde. E, nella biografia del Duce, Spinosa confuse Anna Kuliscioff con Angelica Balabanoff.

Quanto a Petacco, autore fortunato e prolifico, prendiamo uno dei suoi testi forse meno celebri, quello sul carteggio Churchill-Mussolini


Dear Benito, caro Winston, edito da Mondadori nel 1985. In poche pagine, troviamo un florilegio di errori. Petacco colloca infatti la morte dei due partigiani Neri e Gianna, grandi protagonisti sulla scena di Dongo, tra il 27 aprile e il 2 maggio 1945: in realtà, il primo fu tolto di mezzo il 7 maggio, mentre la seconda fu ammazzata un mese e mezzo più tardi, il 23 giugno. Poi scrive che la massiccia operazione di riproduzione dei documenti sequestrati al Duce nelle ore dell’epilogo sarebbe avvenuta nella “Fototecnica di Gallarate”, mentre invece si trattava del laboratorio Ballarate di Como. Anche i divulgatori di nuova generazione non sono da meno. Mimmo Franzinelli si segnala per il volume rizzoliano dei diari di Claretta Petacci, pubblicato nel 2011, dove riesce a definire Margherita Sarfatti, di origini ebraico-veneziane, «l’intellettuale fiorentina ». La stessa Rizzoli ha commesso una gaffe piuttosto grave, nel libro Dux di Roberto Olla, uscito nel marzo del 2012. Nel testo, mi viene attribuita la paternità di un virgolettato, in qualità di curatore di un nuovo volume dei diari della Petacci: notizia infondata.

Un altro capitolo riguarda i falsi scoop dei divulgatori storici. Intendiamoci: la tentazione del 'colpaccio' non risparmia neanche l’autore di questo articolo, e un infortunio può sempre capitare a chiunque. Ma la serie degli scivoloni è talmente lunga, da consigliare una sana prudenza, soprattutto nell’abbordare temi e testi ritenuti 'inediti'. Proprio di recente, La Repubblica ha lanciato come 'inedito' uno scritto di Sciascia che tale non era, perché già diffuso per radio. Alla fine degli anni Settanta Arrigo Petacco, su Panorama, presentò a sua volta come una novità assoluta i rapporti diplomatici redatti dal maggiore Giuseppe Renzetti,




il quale, dalla nostra ambasciata a Berlino, operò come trait d’union tra il Duce e il Führer. In realtà i documenti, di grande interesse, furono già resi noti da Renzo De Felice nel suo Mussolini e Hitler, i rapporti segreti 1922-1933, volume pubblicato la prima volta da Le Monnier nel 1975 e riproposto di recente da Laterza. Sulla buccia di banana cadde anche Gian Franco Venè che, su Panorama del 6 maggio 1990, spacciò per inedito il memoriale di don Enea Mainetti, il sacerdote di Musso, sul lago di Como, che per primo colse la presenza di Mussolini nella colonna di tedeschi e italiani che venne fermata, alle porte di Dongo, nella mattinata del 27 aprile 1945.

Da ultimo, qualche cenno alle audaci imprese di editor e traduttori. “Come ti assassino un romanziere”, potrebbe essere rititolato Missione compiuta, storia della squadra di un bombardiere durante la Seconda guerra mondiale, scritto da John Steinbeck nel 1942 e ripubblicato da Bompiani lo scorso anno. Si legge che, per difendersi, l’aereo B-17, la famosa Fortezza Volante della Boeing, aveva «quattro mitragliatrici Browning bicilindriche calibro 50 e due monocilindriche Browning calibro 50». Si tratta dello scoop del secolo, ossia l’annuncio dell’esistenza, finora ignorata dagli storici, delle mitragliatrici con motore a scoppio... Probabilmente, nel testo inglese si leggeva « cylinder », cioè “canna”, e il traduttore ha scritto “cilindro” senza che, nella catena di montaggio del lavoro redazionale, nessun editor con un minimo di preparazione tecnica specifica intervenisse a parare il rigore.

Volete un altro esempio di avventurismo librario? La Nuova Editoriale Florence Press, lo scorso settembre, ha impresso la riedizione di un testo classico di Franco Bandini, Tecnica della sconfitta, un best seller che ai tempi della sua prima apparizione per i tipi della Sugar, nel 1963, vendette 150 mila copie. L’opera, in apparenza molto curata, contiene alcuni gioielli: sia la presentazione di Gianni Bonini sia l’introduzione firmata da Franco Cardini sono datate «Firenze, 25 luglio 21 03». Lanciate così, non sembrano refusi, ma profezie di antiveggenti. Poi uno sfoglia le pagine interne e trova Dunkerque scritto sempre «Dunquerque ». Né è stata da meno la milanese Res Gestae, che ha mandato in libreria Altamente confidenziale, ovvero la raccolta in due tomi dei carteggi di Stalin con Churchill, Roosevelt, Truman e Attlee. Peccato che, in copertina, il nome del premier britannico Attlee sia storpiato in «Atlee». Un brutto biglietto da visita, per una pubblicazione di 770 pagine che costa 38 euro.

Infortuni di questa gravità sono capitati anche a Mursia, dove, nella quarta di copertina del riedito libro di Gianfranco Bianchi

Come e perché cadde il fascismo, viene postdatata di un mese, al 10 luglio 1940, l’entrata in guerra dell’Italia. La giovane casa editrice Odoya nella sua produzione ha inanellato una lunga serie di scivoloni, specie negli apparati come le didascalie delle foto, scambiando marinai britannici per soldati dell’Afrika Korps, convogli navali italiani per convogli alleati, per tacere dei sommergibili «abbattuti» e della foto di un Mussolini ritratto «a Siracusa il 10 luglio 1943»: il giorno dello sbarco angloamericano in Sicilia.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
L'ESPRESSO ARRIVA NELLO SPAZIO
Sabato, 23 Agosto 2014
by webmaster



Con la prossima missione dell'ESA di nome FUTURA, il caffè arriverà nello Spazio: sarà uno degli esperimenti che l’astronauta Samantha Cristoforetti farà a bordo della ISS e nasce da un’idea di due aziende italiane - Argotec e Lavazza - in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana

Così il capitano dell’Aeronautica Militare, Samantha Cristoforetti, sarà non solo la prima donna italiana ad andare nello Spazio, ma anche il primo astronauta della storia a bere in orbita un autentico espresso italiano.

La macchina per il caffè, battezzata ISSpresso, pesà venti chili e è stata realizzata dall’azienda italiana Argotec in collaborazione con Lavazza e sotto la stretta supervisione dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Per preparare un caffè nello spazio è necessaria una tecnologia estremamente raffinata: non si tratta solo di un progresso scientifico, ma anche di un'operazione che porterà nello spazio un simbolo dell'Italia. È la prima macchina espresso a capsule in grado di lavorare nelle condizioni speciali dello spazio, dove i principi che regolano la fluidodinamica dei liquidi e delle miscele sono diversi da quelli tipici terrestri: è un condensato tecnologico e ingegneristico, in grado di erogare un espresso in assenza di peso. Per questo è stato selezionato dall’Agenzia Spaziale Italiana per un’opportunità di utilizzazione a bordo della ISS, nell’ambito della costante apertura che l’Agenzia mantiene verso progetti e attività da condurre sulla Stazione Spaziale Internazionale in partenariato pubblico-privato.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
DOPO 55 ANNI RISARCITO MARINAIO CHE PERSE LE DITA IN SERVIZIO DI LEVA
Sabato, 23 Agosto 2014
by webmaster

Umberto Dandolo, tarantino classe 1937, marinaio di leva . 24 mesi per la marina- come motorista a bordo di una nave per trasporto costiero di stanza a La Spezia sul finire degli anni Cinquanta. Il 5 agosto del 1959, durante la prova dei motori della nave, il giovane motorista scivolò in sala macchine mentre si spostava per staccare la corrente. Nel tentativo di sorreggersi, la mano sinistra finì maciullata negli ingranaggi.

All’ospedale militare di Brindisi gli furono amputate le falangi del terzo e del quinto dito. Dopo 140 giorni di convalescenza, nel 1960 fu congedato per “ridotta attitudine militare”.
Gli fu riconosciuto un assegno per causa di servizio per tre anni ma Dandolo non accettò, perché a suo modo di vedere aveva perso il funzionamento di quattro dita della mano e meritava per tutta la vita una pensione di invalidità permanente dalla Marina Militare.

Portò il ministero della Difesa davanti alla Corte dei Conti di Roma nel 1964 ma morì nel 1975 senza vedere la fine del processo. Il giudizio che riguarda la sua pensione militare arriva alla sezione giurisdizionale Puglia della Corte dei Conti nel 2003.

«Cosa sia accaduto dal 1964 al 2003 non è dato sapere» commenta l’avvocato tarantino Rosario Orlando, al quale si sono rivolti i familiari di Dandolo per chiudere quella causa iniziata ben 40 anni prima. Gli eredi del marinaio depositano richiesta di interruzione e poi istanza di riassunzione del ricorso nel settembre del 2009 chiedendo il riconoscimento della pensione fissa per il padre morto più di 30 anni prima.
Una battaglia di principio nel nome di un uomo che chiedeva giustizia, sconfitto dalla burocrazia. Dopo quasi cinque anni la Corte dei Conti di Bari ha riconosciuto alla moglie ed ai tre figli di Dandolo il diritto alla pensione del padre. Il ministero dovrà pagare la pensione a far data dalla domanda, cioè dal 1964, versando anche gli interessi legali su 50 anni di arretrati, tenendo conto della rivalutazione monetaria.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
IL GENERALE GRAZIANO ESPRIME LA VICINANZA AI FAMLIARI DEI PILOT CADUTI E ALL'ARMA AERONAUTICA
Sabato, 23 Agosto 2014
by webmaster


"L'Esercito condivide il dolore dell’Aeronautica", sono le parole del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, per la morte del capitano pilota Mariangela Valentini, del capitano pilota Alessandro Dotto, del capitano navigatore Giuseppe Palminteri e del capitano navigatore Paolo Piero Franzese, caduti nel tragico incidente nei cieli delle Marche mentre erano impegnati in un volo addestrativo. "Gli uomini e le donne dell'Esercito si stringono alle famiglie dei caduti ed ai fratelli in armi dell'Aeronautica Militare, nel cordoglio più profondo, in sincera comunione di spirito", ha concluso il Gen. Graziano rivolgendosi al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa per testimoniargli la propria vicinanza e quella di tutto l'Esercito Italiano.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
L' AERONAUTICA CERTFICHERA' I BOOKMAKER CHE PRENDERANO SCOMMESSE SU METEO. UN FIUME DI OCCASIONI PER SPERPERARE SOLDI COL GIOCO
Sabato, 23 Agosto 2014
by webmaster

L'Aeronautica Militare certifichera' le scommesse sul meteo. Sara' stata l'estate bizzarra, fatto sta che BetFlag, noto bookmaker che opera sul mercato italiano, ha offerto la possibilita' di pronosticare il meteo - nel dettaglio le temperature cittadine alle ore 12 - e gl scommettitori patologici hanno gradito questa scommessa speciale.

A spiegarne il meccanismo, il quotidiano specializzato "Totoguida scommesse" in un lungo articolo dedicato al palinsesto complementare, a quasi un anno dal varo da parte dei Monopoli di Stato. Non solo la Premier League irlandese, la Bundesliga, le curiosita' mondiali, e tanti altri sport. Le novelty bets devono ricevere l'autorizzazione di ADM (molti i limiti; ad esempio non possono riguardare elezioni politiche italiane, o contenere alcuna forma di discriminazione di sesso, razza, religione o ledere la privacy dei personaggi pubblici), che si riserva 30 giorni per decidere se approvare la proposta, i cui esiti devono essere certificati da fonti attendibili, accreditate dai Monopoli stessi. La fonte per il meteo e' www.meteoam.it, il sito internet dell'Aeronautica Militare, che e' responsabile del Servizio operativo e di controllo dell'intero Servizio meteorologico nel Paese

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
QUALI SONO GLI AEREOPORTI DI INTERESSE NAZIONALE
Venerdì, 22 Agosto 2014
by webmaster


Undici aeroporti strategici (tra cui Fiumicino, Malpensa e Venezia) e ulteriori 26 scali di interesse nazionale è tra questi c’è il Salerno Costa d’Amalfi.


Il Piano nazionale degli aeroporti del minstro Lupi presentato al parlamento, ha niziato una “dieta” rispetto ai piani Matteoli e Passera. Per individuare gli scali strategici, il territorio nazionale è stato ripartito in 10 bacini di traffico e per ciascuno è stato identificato un aeroporto strategico, con l’eccezione del Centro-Nord, dove ce ne sono due.

Ecco gli aeroporti strategici e quelli di interesse nazionale
Nel bacino del Nord-Ovest l’aeroporto strategico è Milano-Malpensa, mentre sono di interesse nazionale Milano Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia e Cuneo. Nel bacino Nord-Est è strategico l’aeroporto di Venezia, sono di interesse nazionale Verona, Treviso e Trieste.

Nel Centro-Nord strategici sono Bologna e Pisa Firenze (a condizione che le toscane realizzino una gestione unica), mentredi interesse nazionale sono Rimini, Parma e Ancona. Nel Centro Italia strategico e Roma Fiumicino, mentre sono di interesse nazionale Roma Ciampino, Perugia e Pescara. Per la Campania Stretegico è Napoli, mentre di interesse nazionale è Salerno. Nel bacino di traffico Mediterraneo/Adriatico è strategico Bari, sono di interesse nazionale Brindisi e Taranto. Nel bacino Calabria è strategico lo scalo Lamezia, sono di interesse nazionale Reggio calabria e Crotone. Nella Sicilia Orientale è Catania di interesse strategico, mentre Comiso è di interesse nazionale. Nella Sicilia Occidentale è palermo di interesse strategico, mentre Trapani, pantelleria e Lampedusa. On sardegna è strategico lo scalo di cagliari, sono di interesse nazionale quelli di Olbia e Alghero.

Inizia l’iter di approvazione del piano
Con l’informativa al Consiglio dei ministri si apre formalmente l’iter di approvazione del piano nazionale degli aeroporti che sarà poi discusso in sede di conferenza Stato-Regioni. Sarà poi necessario un nuovo passaggio a palazzo Chigi per l’approvazione del piano che sarà poi inviato al Parlamento e sottoposto al vaglio delle commissioni parlamentari competenti.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
PARACADUTISTI DEL 186mo NTERVENGONO IN AUTSTRADA IN ATTESA DEI SOCCORSI AD UN AUTOMOBILISTA NCIDENTATO
Venerdì, 22 Agosto 2014
by webmaster


SIENA-
Mercoledì 20 agosto alle ore 8.20, alcuni paracadutisti del 186° Reggimento “Folgore” di stanza a Siena, mentre si dirigevano con l'autovettura di servizio in direzione Verona percorrendo l’Autostrada A 13, hanno assistito ad un incidente all'altezza di Rovigo che ha coinvolto l’autovettura che li precedeva.

In particolare una Mercedes classe B si era ribaltata procurando pericolo per la viabilità. I militari sono prontamente intervenuti, effettuando i primi soccorsi al conducente ed hanno posto in essere varie misure atte a garantire la sicurezza del tratto di strada interessato dall’incidente, in attesa dell’arrivo della Polizia Stradale e dei mezzi di soccorso del 118.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
HERAT : TORNA LA BANDERA DI GUERRA DELLA BRIGATA SASSARI
Venerdì, 22 Agosto 2014
by webmaster

HERAT- Finisce il mandato semestrale della "Brigata Sassari" nell'ambito della missione Isaf in Afghanistan. I "Dimonios" decolleranno da Herat sabato prossimo e atterreranno allo scalo militare di Alghero alle prime ore di domenica mattina. A bordo ci saranno il comandante della brigata "Sassari", il generale Manlio Scopigno, il comandante del 152/o reggimento, il colonnello Nicola Piccolo. Gli onori alla Bandiera di guerra saranno resi nella caserma "Gonzaga" di Sassari, sede del reggimento.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
SOLBIATE OLONA: LA NRDC INIZIA LA GRANDE ESERCITAZIONE JOCKER2014
Venerdì, 22 Agosto 2014
by webmaster

SOLBIATE OLONA - E' ufficialmente iniziato lo schieramento del Nato Rapid Deployable Corps Italy per l'Esercitazione Eagle Joker 14. Dopo la complessa fase di pianificazione sono partiti mezzi e container per il porto di imbarco dal quale raggiungeranno Brindisi, per giungere nell'area addestrativa di Torre Veneri, dove si svolgerà l'esercitazione Nato.

In tutto verranno utilizzati 210 mezzi, 165 container, 2 vettori navali, 3 vettori aerei e 2 vettori ferroviari. Tra il 23 settembre ed il 31 ottobre, infatti, oltre 1500 militari delle 15 nazioni che contribuiscono a formare il Corpo d'Armata di Reazione Rapida in Italia saranno impegnati in questa importante tappa del processo che consentirà al Nrdc-Ita di soddisfare i requisiti dalle nuova struttura delle Forze dell'Alleanza Atlantica.

L'esercitazione Eagle Joker 14, che vede coinvolti numerosi Enti, Comandi e Unità delle Forze Armate, è volta ad accertare la capacità di Nrdc-Ita di gestire autonomamente forze navali ed aeree in operazioni, di interagire efficacemente con gli attori non militari presenti in aree di crisi e di sviluppare e applicare concetti come ad esempio la difesa da minacce informatiche. Solo tre dei nove comandi di Corpo d'armata di Reazione Rapida presenti in Europa sono stati scelti al momento per questa evoluzione.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
Venerdì, 22 Agosto 2014
by webmaster

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
I QUATTRO PILOTI VOLAVANO "IN CACCIA"
Venerdì, 22 Agosto 2014
by webmaster


ASCOLI - Nessuna speranza di ritrovare anche feriti gravemente i due piloti ancora dispersi. A bordo del primo jet c’erano il capitano pilota Alessandro Dotto, 31 anni di Ivrea, e il capitano navigatore Giuseppe Palminteri, 36 anni di Palermo.

Sul secondo c’erano il capitano pilota Mariangela Valentini, 32 anni, di Borgomanero in provincia di Novara, e il capitano navigatore Paolo Piero Franzese, 35 anni di Benevento.

Le squadre di soccorso hanno trovato i resti carbonizzati di due corpi, che sarebbero di due uomini, già portati all’obitorio di Ascoli (e non ancora identificati).

Secondo una prima ricostruzione dell’Ispettorato sicurezza al volo dell’Aeronautica, che indaga sulla dinamica dello schianto, l’impatto tra i due caccia, partiti dalla base di Ghedi (Brescia), è stato ortogonale. Cioè i due jet «si sono scontrati perpendicolarmente mentre percorrevano una delle aerovie a disposizione per raggiungere il luogo di un’esercitazione».

Eurocontrol (l’agenzia intergovernativa responsabile di rotte e spazi aerei in Europa),dice che i due aerei potevano volare tra L’Aquila, Rieti e Perugia. Ma l’impatto si è verificato nella zona di Ascoli.
Inoltre l’area era stata prenotata dalle 14 alle 15.30 e dalle 18 alle 19.30. E il livello di volo consentito per quell’esercitazione era tra 24 e 37mila piedi (all’incirca tra 8-11mila metri di quota).

Questio dati non collimano : i due aerei si sono scontrati intorno alle 16 e, come raccontato da più testimoni, volavano a bassa quota.

«Eurocontrol gestisce il Gat, il traffico aereo generale, insomma gestisce il traffico Alitalia. I Tornado, invece, volavano come piano Oat, traffico volo operativo , ma le rotte dei due aerei erano autorizzate» spiega il colonnello dell’Aeronautica Urbano Floriani smentendo la possibilità che i caccia non dovessero trovarsi lì.

Lo spazio aereo sopra Ascoli non è precluso al traffico civile, come conferma anche il colonnello aggiungendo, però, che quello usato martedì dai piloti era un «corridoio», cioè «un passaggio verso una zona di lavoro militare».

Fonti militari poi, fanno sapere che i Tornado erano impegnati in una «missione a tempo» che prevedeva una serie di «punti di virata» per effettuare una ricognizione di un’area specifica. I due caccia non erano dunque impegnati a simulare «una reazione ad una possibile minaccia» sottolineano ancora ribadendo che i piloti «erano tutti esperti».

Potrebbero esserci altre ipotesi che spiegano lo scontro in volo: un “dog fight” ad esempio, cioè una “caccia al cane”, addestramento in cui i due caccia si puntano frontalmente, oppure una manovra di ricongiungimento finita male.

Proseguono le ricerche degli altri due piloti, rese faticose dall’aerea montuosa. «La zona di ricerca - ha spiegato - il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno Achille Cipriani - si estende su 46 ettari tra le frazioni di Casamurana, Poggio Anzù e Tronzano, tra i comuni di Ascoli Piceno, Venarotta e Roccafluvione».


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CONGEDATIFOLGORE SARA' ANCHE IN VERSIONE PER GLI SMARTPHONE
Giovedì, 21 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- Abbiamo annunciato alcune settimane orsono che il nostro giornale si sta modernizzando: a parte qualche ritocco alla grafica, che rimarrà come tradizione, spartana, essenziale e non "confusionaria" , in meno di 10 giorni sarà in linea la nuova versione, dotata di programmi più potenti , in grado , ad esempio, di fare una sola ricerca velocissima per tutte le 360 pagine del giornale, così come uno spazio veloce per la gestione di notizie e immagini multimediali. Sarà ovviamente possibile condividere ogni articolo con i siti sociali ( facebook, twitter etc ).
Il "vecchio" giornale non andrà in pensione perchè sarà consultabile da un apposito riquadro di prima pagina, per le notizie anteriori al 2009.

Entro pochi giorni saremo nella versione definitiva. Per adesso vi diamo una anteprima in fase di miglioramento:

PROVATE LA VERSIONE "RESPONSIVE" PER I TELEFONI CELLULARI E TABLET
Uno degli adeguamenti resi necessari dai tempi è stato quello della "risposta" ai cellulari e portatili del tipo "tablet". Il sistema operativo di chi si connetterà tramite questi strumenti verrà immediatamente riconosciuto ed il server risponderà mettendo online la versione dedicata, con gli stessi contenuti ma in forma grafica adeguata alle dimensioni E CONSULTABILI ATTRAVERSO UN APPOSITO MENU A TENDINA.


WWW.CONGEDATIFOLGORE.COM/IT
CLICCATE QUI PER VEDERE IL PROTOTIPO (IN FASE DI MIGLIORAMENTO)

se lo farete con smartphone apparira' in versione leggera- se lo farete con il PC , la grafica sarà "normalizzata"




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
POZZUOLI: L' ACCADEMIA DEI PILOTI DELL'AERONAUTICA IN LUTTO
Giovedì, 21 Agosto 2014
by webmaster


Le quattro vittime si erano formate qui e tutti le conoscevano. La Valentini tornava spesso


Nello Mazzone
Pozzuoli. Il Tricolore a mezz'asta e listato a lutto sventola mesto sul Tornado, piazzato all'ingresso dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli. È il tributo ai quattro piloti militari che si sono scontrati nei cieli dell'Appennino e che sono stati allievi della prestigiosa accademia militare che in novant'anni ha formato, tra gli altri, anche l'astronauta Luca Parmitano e decine di capi di Stato maggiore dell'Arma azzurra.

I capitani navigatori Mariangela Valentini, Giuseppe Palminteri e Paolo Piero Franzese, insieme al capitano Alessandro Dotto avevano frequentato da allievi cadetti le aule che dominano la collina di Pozzuoli, a picco sul golfo.

Alessandro Dotto, il più giovane dei quattro, aveva partecipato al corso Drago V nel 2003, mentre Mariangela Valentini era stata tra le prime donne ad arruolarsi, nel corso Borea V del 2001, due anni dopo la decisione dell'allora premier Massimo D'Alema di aprire anche alle donne la carriera militare. Palminteri e Franzese sono stati, invece, compagni nello stesso corso Zodiaco IV del 1999: si sono conosciuti durante le durissime selezioni che ogni anno si svolgono ai primi di settembre per scegliere i magnifici 70.


In lizza tra gli oltre cinquemila giovani che ogni anno fanno richiesta di accedere alla formazione universitaria gestita dall'Aeronautica in collaborazione con la Federico II di Napoli e altri atenei italiani. E la notizia della tragedia dei cieli è stata accolta con dolore e commozione tra i dipendenti militari e civili della struttura inaugurata nel 1962, dall'allora Capo dello Stato Antonio Segni. Don Salvatore, il cappellano militare che tutti da queste parti chiamano in senso affettuoso «Don Sà», si è raccolto in preghiera appena appresa la notizia.

I cadetti, invece, sono tutti in vacanza in attesa della riapertura ufficiale dei corsi.


«Tristezza e cordoglio» è il messaggio del comandante Ferdinando Giancotti che trapela dallo strettissimo riserbo tenuto dall'Accademia. Ma sono in molti a ricordarsi di Giuseppe, Paolo, Alessandro e soprattutto Mariangela: il capitano Valentini, dopo la fase di formazione universitaria, era tornata a Pozzuoli come ufficiale di inquadramento e aveva accompagnato nel marzo dello scorso anno i cadetti nel giorno del solenne giuramento in piazza del Plebiscito.

E in tanti hanno voluto inviare il loro messaggio di vicinanza, di cordoglio, di mestizia. Ma anche di flebile speranza per la sorte dei due piloti dispersi e non ancora identificati. La pagina Facebook ufficiale aperta dall'Aeronautica militare è diventata una sorta di Spoon River dei sentimenti. Messaggi multimediali firmati da ex cadetti, piloti militari in attività, colleghi di lavoro. Ma anche amici e anonimi cittadini che hanno voluto esprimere la loro vicinanza alle forze armate del Paese e all'Aeronautica in particolare. E a scorrere quei 500 e passa messaggi postati sulla bacheca ufficiale si ha il senso della mestizia. «Trovo non poche difficoltà nel cercare di esprimermi a causa del dolore che provo e delle lacrime che sto versando – scrive Simone, compagno di corso di Paolo Franzese – Anche se nutro ancora la speranza che vengano trovati vivi il capitano Dotto e il navigatore Palminteri, va tutta la mia solidarietà a te, capitano pilota Paolo Franzese. La tua perdita è la perdita di chi, nella sua normalità, può essere considerato un vero eroe italiano. È il mio cuore il paese più straziato». «Forza cari colleghi, dai che vi troviamo sani e salvi», hanno scritto invece Stefano Schisano e Alfonso e Vittoria Maione. Dalle valli bresciane al Belice è un rosario di dolore. «Siete Diavoli Rossi e i diavoli rossi tornano sempre a volare», scrive Marco Nobile riferendosi allo Stormo bresciano nel quale era di stanza il capitano Mariangela Valentini, mentre dalla Sicilia, Luca Pulvirenti si stringe alla famiglia dell'Aeronautica militare italiana per la tragedia. Tra i messaggi c'è anche chi si chiede come mai non sia stato possibile localizzare subito i resti dei due velivoli. E c'è pure chi polemizza sulla presunta dotazione «obsoleta» dei sistemi di localizzazione dei Tornado, come il pilota Dario Cucè, mentre Luigi Mitarotonda solleva dubbi sulla efficienza e affidabilità dei sistemi di geolocalizzazione di emergenza, segnalando il caso dei piloti degli F16 di Aviano che porterebbero «con sé il loro telefono cellulare chiuso in una busta ermetica».
© RIPRODUZIONE RISERVATA


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
RASSEGNA STAMPA
Giovedì, 21 Agosto 2014
by webmaster

IL MATTINO DI SALERNO del 21 agosto 2014

I paracadutisti tricolore di Pontecagnano

Alessandro Mazzaro

Ancora un successo per i giovani paracadutisti Mario ed Armando Fattoruso. I due fratelli, originari di Pontecagnano Faiano, si sono classificati rispettivamente al primo ed al secondo posto ai campionati italiani di Canopy Piloting disputati a Ravenna nei giorni scorsi. La disciplina acrobatica (chiamata anche swooping) si basa principalmente sugli atterraggi ad alta velocità su specchi d'acqua artificiali, ed ha visto primeggiare i due campioni picentini, più volte sul podio nella rassegna nazionale negli anni passati. Un trionfo doppio, considerato che la competizione era valida per la categoria «Open», riservata ad atleti provenienti da altri Paesi, dati per favoriti grazie al maggiore apporto della tecnologia. La performance dei Fattoruso, supportati dalla scuola di paracadutismo di Salerno, ha sovvertito i pronostici, regalando un'affermazione più che meritata. La dedica della vittoria è andata alla famiglia ed, in particolare, alla nonna Marianna, venuta a mancare qualche giorno fa. Ma c'è poco tempo per festeggiare. Nel mirino dei due giovani campioni c'è la coppa del Mondo di Canopy Piloting, in programma a Zephyrhills (Florida, Stati Uniti d'America) dall'1 al 7 novembre. Un appuntamento importantissimo nel quale i fratelli Fattoruso vogliono essere protagonisti.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
GIORNALISTA DECAPITATO: TENTATIVO DI LIBERARLO ANDATO A VUOTO
Giovedì, 21 Agosto 2014
by webmaster



PARMA- Le forze speciali Usa hanno tentato all'inizio di luglio di liberare il giornalista James Foley e altri ostaggi americani detenuti in Siria dagli jihadisti dell'Is, ma l'operazione non è andata a buon fine perchè gli ostaggi non erano nel luogo in cui il commando ha fatto irruzione.

La rivelazione arriva direttamente dal Pentagono, all'indomani della diffusione del filmato della decapitazione di Foley.

Gli Usa "di recente hanno condotto un'operazione per liberare ostaggi americani detenuti in Siria" dall'Is, ha reso noto l'ammiraglio John Kirby, portavoce del dipartimento della Difesa. Ma "sfortunatamente - ha aggiunto - la missione non ha avuto successo. Gli ostaggi non erano presenti nel luogo preso di mira". All'operazione, ha quindi precisato, hanno partecipato forze aeree e terrestri.

All'operazione hanno partecipato decine di militari delle forze speciali, di quasi ogni arma, ed uno di loro è rimasto ferito nel corso di una feroce battaglia con i miliziani dell'Is. Il blitz è scattato il quattro luglio e almeno cinque miliziani sono rimasti uccisi. Il blitz è avvenuto dopo che sei ostaggi occidentali erano stati liberati dai militanti islamici ed erano stati contattati e interrogati dall'intelligence Usa.

I militari si sono mossi "in modo davvero aggressivo e davvero veloce, ma purtroppo l'operazione non ha infine avuto successo perchè gli ostaggi non erano detenuti nel sito dell'operazione".

Si tratta della prima operazione militare condotta da forze Usa in Siria di cui si abbia notizia e, successivamente, la portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Caitlin Hayden, ha precisato che l'amministrazione non aveva alcuna intenzione di renderla nota. "Una ampia preoccupazione per la sicurezza degli ostaggi e per la sicurezza operativa rende imperativo che sia mantenuta la massima segretezza possibile" su azioni di questo tipo, ha affermato. Ma "oggi siamo venuti allo scoperto quando oramai era chiaro che numerosi media si preparavano a riferire

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
IL GOVERNO VUOLE FAVORIRE I RICONGIUNGIMENTI DELLE DECINE DI MIGLIAIA DI PROFUGHI IN ARRIVO
Giovedì, 21 Agosto 2014
by webmaster


ROMA -Riportiamo parte dell’articolo che il sottosegretario agli esteri Mario Giro ha scritto oggi per il quotidiano della Cei “Avvenire”, che susciterà grandi polemiche:

“Caro direttore, c`è un popolo dolente che bussa alle porte dell`Europa, un flusso di natura straordinaria con circa 100mila sbarchi registrati dall`inizio dell`anno, molti molti di più rispetto all`anno precedente. Si tratta in larghissima parte di persone arrivate su improbabili natanti salpati dalle coste libiche, con l`intenzione di chiedere asilo.

Vengono soprattutto dall`Eritrea, dalla Siria e dalla Somalia, con una minoranza proveniente dai Paesi dell`area saheliana. Registriamo con preoccupazione un notevole aumento di minori non accompagnati, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, principalmente dall`Eritrea, dalla Somalia e dall`Egitto”.
GOVERNO ORGOGLIOSO DI MARE NOSTRUM
“Dopo tanti anni di inerzia e inutili polemiche, l`operazione Mare Nostrum rappresenta una prima risposta, voluta e finanziata solo dall`Italia, di cui essere orgogliosi. Le polemiche che si sono riaccese nelle ultime ore e certe perduranti inerzie nell`Unione Europea non possono mettere in questione questo dato di realtà.

IL GOVERNO VUOLE FAVORIRE DECINE DI MIGLIAIA DI RICONGIUNGIMENTI- IL COMMISSARIATO CUI APPARTENEVA L'N BOLDRINI CHIEDE DI ESSERE CREATIVI
Il governo deve non limitarsi a soluzioni emergenziali e trovare un`alternativa alla via del mare soprattutto a favore dei richiedenti protezione internazionale, l`Alto Commissariato per i Rifugiati
invita gli Stati europei a essere creativi.


Trovo pienamente condivisibile l`idea che il senatore Manconi ha proposto su queste colonne lo scorso 30 luglio 2014, e cioè un piano per l`ammissione umanitaria nell`Unione Europea che permetta alle ambasciate Ue di esaminare le domande di protezione internazionale (anche temporanea) direttamente nei Paesi di origine o di transito dei flussi, in modo da evitare la via del mare.

Tale meccanismo potrebbe essere particolarmente utile in Paesi di transito come Marocco, Etiopia, Egitto o Sudan. Restano solo problemi di attuazione, legati all`esigenza di riformare la normativa sulla protezione internazionale. Per realizzarsi, tuttavia, tale proposta richiede un negoziato e un accordo europeo. Richiede, quindi, tempo. In attesa che «l`Europa torni ad avere una coscienza del tragico» come diceva Jacques Delors e agisca, l`Italia può già fare qualcosa per ridurre il flusso di coloro che tentano la via del mare.

Credo occorra favorire immediatamente le richieste di ricongiungimenti familiari dei rifugiati riconosciuti dall`Onu, da sottoporre alla nostra rete consolare.

In questo caso si può agire in maniera rapida, applicando i trattati e i regolamenti comunitari in modo estensivo per offrire garanzie e ridurre i viaggi della morte.

Il nostro Paese potrebbe immediatamente consentire il ricongiungersi di rifugiati Onu con parenti fino al 3° grado, fratelli, zii e nipoti, regolarmente residenti in Italia, a fronte di una fideiussione o di una sponsorizzazione privata.

Si tratta di un`azione che può essere realizzata rapidamente, ridurrebbe significativamente le pericolose traversate soprattutto di Eritrei, Somali, Maliani ed Etiopici che sarebbero i gruppi di rifugiati che più s`avvantaggerebbero di questa disposizione. L`Italia conquisterebbe il primato morale della Ue sul tema che potrebbe trascinare la revisione dell`azione dell`Unione. Non sarebbe una forzatura ma l`applicazione in modo corretto, secondo le richieste del Parlamento europeo, del regolamento Dublino III, privilegiando il criterio della riunificazione familiare così come espresso dalla Corte di giustizia europea.
A cento anni dalla prima guerra mondiale, noi europei dobbiamo a chi fugge dai conflitti lo stesso trattamento che abbiamo faticosamente conquistato per noi stessi.
È compito dell`Italia, in questo semestre europeo, promuovere l`attuazione solidale in maniera creativa di tutte le disposizioni dei trattati in materia di frontiere, immigrazione, asilo e integrazione dei migranti. Per l`Europa sarebbe inutile ergersi a paladina dei diritti dell`uomo lontano da casa, se non sa metterli in pratica sotto casa sua”.

I FUTURI ASSISTITI GRAVEREBBERO SULLE CASSE DEI SERVIZI SOCIALI ITALIANI
Risponde l'onorevole Salvini : "La balla degli immigrati che pagano le nostre pensioni diventa colossale: non solo gli immigrati attingono a piene mani a tutti i servizi sociali, dalla USL alle assistenze comunali, ma i ricongiungimenti ci riempirebbero di anziani malati e di famiglie numerose che sottrarrebbero risorse alle nostre casse. Chi li farà lavorare?

AFRICA NERA: CRESCITA ESPONENZIALE DEMOGRAFICA
Il continente ha continuato a crescere a ritmi superiori al 5% annuo, nettamente più della media mondiale. E la popolazione, secondo le proiezioni demografiche continuerà a crescere rapidamente (più di quella asiatica) talché l'Africa (dato riferito all'intero continente) conterà 2,5 miliardi di abitanti nel 2050. Quel che è più importante, l'età media della popolazione, che oggi è incredibilmente bassa (poco sotto i vent'anni), continuerà a essere, nel 2050, di gran lunga la più bassa dei cinque continenti (intorno ai 24 anni). Si staglia quindi sull'orizzonte africano un "dividendo demografico" benefico per la crescita, con un aumento della popolazione in età di lavoro.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ISIS: SISTEMA MAFIOSO DI RAPIMENTI, ESTORSIONI , RAPINE E VESSAZIONI
Giovedì, 21 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- Chi è tornato vivo dopo un rapimento , racconta spesso di essere stato in balia di sbandati, drogati e criminali comuni. Abu Bakr al Baghdadi, alias califfo Ibrahim, ha saputo capitalizzare molto meglio di Ayman al Zawahiri, l'erede di Osama bin Laden, questo patrimonio di crudeltà.
Per gli esperti del antiterrorismo Usa, dopo il trampolino di lancio dei petrodollari dei ricchi emiri del Golfo, l'Is riuscirebbe ormai a auto-finanziarsi in proprio con «rapine bancarie, estorsioni, furti e contrabbando di petrolio».
UN SISTEMA MAFIOSO. I metodi criminali includono, però, pure rapimenti e taglieggi di aziende e cittadini, attraverso un capillare racket mafioso e isituzionalizzato.
La maxi rapina in banca di decine di milioni di dollari, con la presa di Mosul, seconda città dell'Iraq, è l'azione più eclatante di pratiche illecite sistematiche e ormai strutturate: la manovalanza, dal Levante siriano ai confini orientali dello Stato islamico, non manca.
Con Quirico, i più umani sono stati i sequestratori di al Nusra. «La rivoluzione», ha scritto il giornalista de La Stampa, «è diventata fanatismo e lavoro di briganti». Un «Paese del Male» sempre più grande, dove «si ride del dolore» e «persino i bambini e i vecchi gioiscono a essere cattivi, pregando Dio, senza rimorsi e in assenza di misericordia».


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
NOVE CADUTI AI COMANDI DEI TORNADO DAL 1992
Giovedì, 21 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- Il primo Tornado italiano è precipitato nel 1992 nel Nevada, cause ignote. Sono morti in due: il tenente colonnello Francesco Petrozziello, 37 anni, e il navigatore Nicola Barini, 31.
Migliarino, Ferrara, giugno 2007: il maggiore Cristiano Galli e il tenente Renato Pagnoni trovarono nuvole a bassa quota. L’aereo precipita in qualche secondo. Erano partiti da Ghedi: missione di addestramento. Hanno aperto i paracadute, se la sono cavata con qualche contusione.

21 gennaio 1999, Rutland, Nottinghamshire: un Cessna 152 si scontra con un Tornado della Royal Air Force. Quattro vittime. C’era anche un sottotenente dell’aviazione italiana.

Stesso anno, 20 agosto: il tornado Adv del 156esimo stormo di Gioia del Colle decolla alle 10 di mattina e vola a 2 mila chilometri l’ora, direzione Sicilia. Doveva essere un’esercitazione di routine, finché sulla spiaggia di Porto Empedocle hanno visto il fuoco. Marco Co, 34 anni, bresciano, e Giuseppe Cornacchia, 35 anni di Chieti, avevano passato tre mesi in Kosovo: sono morti sul colpo.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
AVIORIFORNITORI DELLA FOLGORE CONDIZIONANO CARICHI UMANITARI. IL 187mo REGGIMENTO LI SCORTA A ERBIL PER L'IRAQ
Mercoledì, 20 Agosto 2014
by webmaster

PISA-L’ultimo C-130J dell’Aeronautica Militare italiana è atterrato oggi a Erbil completando il ponte aereo che dal 16 agosto ha trasportato, con 6 voli, 49 tonnellate di acqua e generi alimentari, 200 tende da campo e 400 sacchi a pelo per gli sfollati e i profughi minacciati dallo Stato islamico che hanno trovato rifugio nei campi delle Nazioni Unite nel nord dell’Iraq.

L’intervento, disposto dai Ministri della Difesa e degli Esteri, ha visto l’impiego di velivoli C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa che per questa operazione, sono stati rischierati presso le strutture della Task Force Air di Al Bateen (EAU), dalla quale l'Aeronautica militare supporta da anni il teatro afgano, e dove sono avvenute le operazioni di carico dei velivoli con il materiale messo a disposizione per la popolazione colpita dalla crisi. Tra il personale impiegato anche un nucleo del 16° Stormo Fucilieri dell’aria per la sicurezza dei velivoli.

Nel dispositivo predisposto per l’emergenza presente, inoltre, personale dell’Esercito Italiano con un plotone di paracadutisti aviorifornitori destinati a preparare i carichi in caso di aviolancio e un plotone paracadutisti del 187° reggimento della brigata paracadutisti “Folgore” con compiti di force protection.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
GIORNALISTA AMERICANO DECAPITATO: IL BOIA HA L'ACCEnTO INGLESE
Mercoledì, 20 Agosto 2014
by webmaster


Il fotogramma del video in cui viene decapitato James Foley


LONDRA - Il primo ministro britannico, David Cameron ha interrotto all'improvviso le vacanze in Portogallo per tornare a Londra perché nel video diffuso ieri dai jihadisti sunniti dello Stato Islamico, in cui viene decapitato il reporter americano James Foley, il boia mascherato parlava con uno spiccato accento inglese. Questo elemento fa temere che si possa trattare di uno dei tanti sudditi di Sua Maestà aggregatisi agli jihadisti in Siria e Iraq. "Se vero, è un omicidio sconvolgente e turpe", ha commentato l'ufficio del primo ministro.

CORRIERE DELLA SERA DEL 20 Agosto 2014
James Foley aveva insegnato a leggere e scrivere ai carcerati prima di voler tornare lui a studiare, a imparare un nuovo mestiere. A 35 anni aveva scelto di percorrere le strade impolverate del Medio Oriente, anche se l'idea gli era venuta mentre lavorava nella prigione alla periferia di Chicago, vite deragliate, storie da raccontare. Come quelle che era andato a cercare in Afghanistan, il primo servizio all'estero, con la 173esima Divisione, tra le montagne della provincia di Kunar, negli avamposti americani circondati dai combattenti talebani. In Afghanistan era rimasto mesi, con la telecamera girava i video che inviava al sito Globalpost, nell'agosto del 2010 aveva seguito la 101esima, le Aquile urlanti, durante l'offensiva nella valle dell'Arghandab, quella che avrebbe dovuto cambiare l'andamento della guerra e l'immagine dei soldati tra i contadini locali: sorrisi, riunioni con gli anziani dei villaggi, progetti per fare arrivare l'acqua potabile dove non c'era mai stata. Riprendeva i bambini che chiedevano le penne ai militari in pattuglia tra i muri di fango, ammetteva di essere un po' deluso perché non era ancora riuscito a filmare uno scontro a fuoco: «Si vendono bene ai grandi network», diceva. Era un freelance, girava a spese sue. Come in Siria, dov'era stato più volte prima di essere rapito il 22 novembre del 2012 nella città di Taftanz, era entrato dal confine turco. Un'inchiesta condotta da Globalpost aveva sostenuto che fosse detenuto dal regime in un carcere vicino a Damasco. Ieri lo Stato Islamico ha diffuso il video della sua esecuzione, Viene mostrata una fotografia del periodo afghano: James indossa il giubbotto antiproiettile, color verde marcio, una maglietta mimetica. I fondamentalisti vogliono implicare che fosse legato all'esercito. Era un giornalista, come altri aveva accettato di essere «embedded», di accompagnare le truppe nelle missioni, l'unico modo di poter arrivare alla prima linea, di poter visitare aree altrimenti troppo pericolose, di vedere anche quello che l'esercito non vorrebbe mostrare. E' il fratello John ad aver scelto la carriera militare, pilota d'aviazione. A lui James vestito di una tuta arancione simile a quella dei prigionieri a Guantanamo è costretto a rivolgersi dai suoi carnefici, le ultime parole che gli hanno imposto prima di decapitarlo: «Pensa a quel che stai facendo, pensa alle vite che distruggi, pensa a chi ha preso la decisione di bombardare l'Iraq. Sono morto quel giorno John, quando i tuoi commilitoni hanno sganciato le bombe sulla popolazione. Speravo di avere più tempo, la speranza della libertà e di rivedere la mia famiglia ancora una volta. Quella nave ha lasciato il porto, alla fine sarebbe stato meglio non essere americano». Il filmato, di cui la Casa Bianca sta ancora verificando l'autenticità, è intitolato «Messaggio all'America» e le immagini finali mostrano un altro giornalista, indicato come Steven Joel Sotloff: «La vita di questo cittadino americano dipende dalla tua prossima decisione, Obama», proclama con accento britannico il terrorista mascherato e bardato di nero. James Foley era stato sequestrato anche in Libia, dove aveva seguito la rivolta contro Muhammar Gheddafi fin dall'inizio nel febbraio del 2011. I soldati del Colonnello avevano fermato l'auto su cui viaggiava con altri giornalisti (uno di loro era stato ucciso) e li aveva portati via. Allora la famiglia era stato in grado di rintracciare i suoi spostamenti, trascinato per il Paese dai carcerieri, e dopo 45 giorni di campagna per la liberazione, il regime aveva finito con il rilasciarlo. Davide Frattini





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
IL NEO SINDACO DI LIVORNO DI CINQUE STELLE SI LANCERA' IN TANDEM CON LA FOLGORE
Mercoledì, 20 Agosto 2014
by webmaster


LIVORNO- Il sindaco di Livorno, ing Nogarin ha raccolto l’invito rivoltogli dal Comandante, durante la visita istituzionale, a fine luglio, al comando della Brigata Folgore ( foto sopra). Ingegnere aerospaziale, ha già volato su alianti e ultraleggeri e su aerei C130 in assenza di gravità per pochi secondi nelle operazioni scientifiche. Una data per il lancio non è ancora stata fissata, perché deve arrivare l’autorizzazione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito a Roma.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
TORNADO PRECIPITATI: PAGLIA CHIEDE DI CESSARE LE POLEMICHE
Mercoledì, 20 Agosto 2014
by webmaster


ZURIGO - Sulla vicenda dell'incidente avvenuto nelle Marche tra due tornado dell'Aeronautica Militare, interviene il Ten.Col. Gianfranco Paglia, consigliere del Ministro della Difesa, attualmente in Svizzera.

"Trovo alquanto strumentale iniziare con la solita ridda di polemiche senza ancora sapere se lo scontro dei due tornado in cui sono dispersi quattro militari dell'Aeronautica sia dovuto a motivi tecnici o a errore umano. Ho sempre considerato i nostri piloti i migliori del mondo; una stima che viene condivisa anche all'estero alla luce della grandissima preparazione, competenza e senso del dovere. In questo momento credo sia necessario fare tutti gli sforzi possibili per scoprire la sorte dei due piloti e dei due navigatori. Il momento delle analisi e degli approfondimenti verrà dopo, quando saranno chiarite tutte le dinamiche dell'incidente. Adesso è opportuno sperare di trovare vivi almeno qualcuno dei nostri quattro servitori dello Stato che sono e restano dei professionisti che meritano rispetto e considerazione da parte di tutti noi."



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
INTENSE SESSIONI DI ALLENAMENTO PER LA MOVM GIANFRANCO PAGLIA
Mercoledì, 20 Agosto 2014
by webmaster




PARMA-Forse anche per smaltire i residui della lunga cena di Sabato scorso a base di salumi, tortelli e malvasia parmensi, Gianfranco Paglia ha iniziato da ieri un intenso programma di allenamento per gli INVICTUS GAMES di Settembre a Londra.
Primo fra tutti sarà la "handybike" lo strumento ginnico che rimetterà in forma la nostra Medaglia d'Oro, che dovrebbe cimentarsi in 4 discipline, da decidere sulla base dei risultati dei prossimi giorni.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
MESE TERRIBILE PER L'AERONAUTICA MLITARE
Mercoledì, 20 Agosto 2014
by webmaster

VASTO Un mese nero per i voli militari. Solo qualche settimana fa, il primo agosto, un caccia Amx dell’Aeronautica militare era precipitato nelle campagne di Carovilli, in provincia di Isernia. L’aereo era caduto in una zona montuosa in località Carovilli, in provincia di Isernia, nel corso di un volo di trasferimento. Il pilota Francesco Sferra, 35 anni residente a Vasto, fortunatamente riusciva a salvarsi, lanciandosi col paracadute. Ricoverato in ospedale per i controlli, non riportò traumi o lesioni significative. Sferra, 35 anni, venne portato nell'ospedale di Isernia dove lo raggiunsero i genitori. Le sue condizioni sopno rimaste in seguito buone. Anche secondo il primario del Pronto soccorso il pilota non aveva riportato ferite gravi. Padre e madre erano state fra le persone accorse nella zona dopo lo schianto, non immaginando che nel caccia ci fosse il figlio. Sferra, originario di Carovilli, vive con moglie e figli a Vasto. In ospedale andò a trovarolo anche il sindaco di Carovilli. Il velivolo, del Reparto Sperimentale Volo, era partito dalla base di Pratica di Mare, nei pressi di Roma. Due le inchieste aperte: quella dell’Aeronautica è relativa anche alla rotta seguita dal pilota abruzzese. Perché il fatto che l’aereo fosse caduto vicino a Carovilli ha fatto pensare che il pilota volesse effettuare un passaggio di saluto al suo paese

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ASCOLI: DUE TORNADO PRECIPITATI. SI CERCANO PILOTI E NAVIGATORI
Mercoledì, 20 Agosto 2014
by webmaster


ASCOLI PICENO - Due aerei militari si sono scontrati in volo e sono caduti sulle colline tra Olibra e Venarotta, vicino ad Ascoli Piceno. Si tratta di due Tornado dell’Aeronautica Militare. I due jet appartenevano al Sesto Stormo e stavano svolgendo un’attività addestrativa in preparazione di un’esercitazione della Nato in programma in autunno. A bordo dei due aerei militari c’erano quattro militari, due piloti e due navigatori. I quattro, secondo le fonti, sarebbero dispersi ed è già al lavoro una squadra di esperti per la loro ricerca. Probabilmente i piloti dei due velivoli si sono lanciati. Secondo un testimone, infatti, un paracadute arancione sarebbe stato avvistato nella zona in cui i due aerei si sono scontrati e sono caduti. Il paracadute, poi, è stato trovato a Casamurana, un luogo nei pressi del luogo dell’incidente. L’Aeronautica Militare ha fatto aprire un’indagine, per fare chiarezza sulla vicenda e soprattutto per trovare gli equipaggi.
I due aerei provenivano dalla base di Ghedi (Brescia), dove sarebbero dovuti rientrare in seguito al volo. Alcuni testimoni riferiscono però che i due aerei volavano a quota molto bassa e che si sono toccati in volo, uno ha preso fuoco ed entrambi poi sono precipitati. Nella zona ci sono vari focolai d’incendio. Alcuni nella frazione di Casamurana. “Ho visto i due velivoli scontrarsi e l’esplosione – riferisce un testimone –. Non ho potuto vedere dove sono caduti gli aerei. La procura di Ascoli Piceno è stata informata dello scontro.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
RETE INTERNET ITALIANA: PALLA AL PIEDE
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster

Navigare con lentezza
I guai della Rete italiana
Siamo ultimi nell’Ue per velocità del Web



La grande maggioranza delle connessioni a banda larga (82%) non raggiungono i 10 Mbps Soltanto a Cipro i navigatori del Web sono più lenti. La quota di connessioni italiane più rapide di 10 Mbps è appena del 18%


PIETRO SACCÒ

MILANO- Chi negli anni Novanta aveva un computer e un accesso a Internet si ricorda la serie di bip, fruscii e suoni striscianti prodotti da un modem analogico mentre avviava la connessio­ne alla Rete. Quel rumore, moderno e vecchissimo, potrebbe essere adotta­to come inno dell’arretrata Italia digi­tale, un paese equipaggiato con una rete fissa a banda larga semplice­mente inadeguata.

A metà luglio la Commissione europea ha pubblicato l’ultimo aggiornamento, basato su dati di gennaio, sui progressi degli Stati membri verso gli obiettivi tec­nologici fissati dall’Agenda digitale del 2010. L’Europa esige che entro il 2020 tut­ti i cittadini abbiano a disposizione con­nessioni oltre i 30 Mbps e almeno il 50% della popolazione possa navigare sopra i 100 Mbps. Nell’aggiornamento di luglio l’Italia è indicata, assieme alla sola Gre­cia, come una delle nazioni «con una pe­netrazione e una copertura della banda larga fissa molto basse». L’Italia è quart’ultima, tra le nazioni dell’Unione europea, per tasso di cittadini che han­no un accesso a Internet ad almeno 144 kilobit al secondo (la “penetrazione” del­l’alta velocità è al 23,3% in Italia e al 29,8% nell’Ue). E questo è uno dei dati miglio­ri, assieme a un altro, quello delle con­nessioni lentissime, cioè sotto i 2 mega­bit al secondo (è la velocità minima per un uso accettabile della rete): in Italia so­no il 2%, cioè meno del 3% medio euro­peo.

Per il resto il rapporto europeo è un do­cumento duro da digerire per il nostro paese. La grande maggioranza delle con­nessioni a banda larga italiane, l’82%, so­no a lenta velocità, non raggiungono cioè i 10 Mbps. Soltanto a Cipro i navigatori del Web sono più lenti. La quota di con­nessioni italiane più rapide di 10 Mbps è del 18%, una percentuale di poco supe­riore a quella che la media europea ave­va raggiunto nel 2009. Cioè cinque anni fa. Un’era, nella storia dell’evoluzione tecnologica. Oggi la percentuale di con­nessioni europee sopra i 18 Mbps è del 66%, e da tempo si sta diffondendo la co­siddetta “banda larga veloce”, cioè più ra­pida di 30 Mbps: è ormai una realtà af­fermata in una decina di paesi europei (la media è un 6,3% delle connessioni, con punte del 22,7% in Belgio e del 17,2% in Olanda) ma non in Italia, paese che con il suo misero 0,1% è ultima in Europa, anche dietro a Cipro e alla Grecia (en­trambi con uno 0,4%). Questi tre paesi della banda 'stretta' sono anche gli uni­ci in cui la rete ultraveloce — quella che va a oltre 100 Mbps — praticamente non esiste: Italia, Grecia e Cipro non arriva­no a uno 0,1% di connessioni ultravelo­ci. Senza rincorrere la Svezia, dove la su­perinternet è quotidianità per il 10,4% dei cittadini, basta confrontare il dato i­taliano con quelli di paesi non proprio all’avanguardia come il Portogallo o la Romania (entrambi con una quota di connessioni ultraveloci del 4,6%) per ren­dersi conto che davvero l’Italia sta rima­nendo drammaticamente indietro.

Nel programma per il semestre italiano di Presidenza europea il governo ha scrit­to che «per progredire verso una vera e­conomia digitale, l’Ue deve colmare le lacune delle proprie infrastrutture e re­ti », un invito che Roma deve rivolgere prima di tutto a se stessa. Se è vero che l’Europa deve «colmare le lacune», per l’Italia si tratta di chiudere una voragine tecnologica. Le compagnie di telecomu­nicazioni si stanno dando da fare. Inve­stono soprattutto sulla rete di connes­sione in mobilità, dove l’Italia – paese sto­ricamente ad altissimo uso di telefonini – è già anche messa meglio del resto d’Eu­ropa. Sulla rete fissa, invece, i privati so­no più cauti. Difficile aspettarsi che le compagnie telefoniche investano gran­di cifre su un mercato italiano sempre meno redditizio: nota l’Agcom che tra il 2006 e il 2014 i prezzi delle telecomuni­cazioni in Italia sono diminuiti del 24,5%, il calo più pesante d’Europa. Per raggiungere gli obiettivi di rete fissa dell’agenda digitale nelle aree d’Italia do­ve il mercato non investirebbe (a partire dal Mezzogiorno) il governo Monti, nel 2012, ha lanciato il Progetto strategico banda ultralarga, con 450 milioni di eu­ro a fondo perduto già stanziati nel 2013. Fondi che si sommano al miliardo del Piano banda larga (i cui obiettivi di una rete a 2 Mbps, però, sono troppo mode­sti per l’Agenda digitale europea. Nel­l’Accordo di partenariato che il governo sta sistemando dopo gli ultimi richiami per Bruxelles, ci sono 2 miliardi di inve­stimenti sulle «tecnologie dell’informa­zione » basati i fondi europei. Nel decre­to Sblocca Italia di fine luglio è stato poi introdotto il credito d’imposta (del 70% su Ires e Irap) per gli investimenti in in­frastrutture a banda larga. Basterà? No, servono più fondi. Per raggiungere gli o­biettivi europei, ha chiarito qualche set­timana fa Antonello Giacomelli, sottose­gretario del ministero dello Sviluppo eoc­nomico con delega alle telecomunica­zioni, servono 5 miliardi di euro. Il go­verno dovrà trovarli. «Del resto — ha ag­giunto il sottosegretario — il presidente del Consiglio ha preso l’impegno di por­tare l’Italia tra le locomotive d’Europa, ri­spetto alla rivoluzione digitale, e penso che gli atti di programmazione debbano essere conseguenti».

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
AEREOPORTO DI FANO: ENAC RITIRA IL FINANZIAMENTO PER LA PISTA . RIMANE L'ERBA, ANCHE SE POCO CURATA
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster


FANO- La Camera di Commercio ha nuovamente minacciato di uscire dalla Fanum Fortunae, task force nata per la implementazione dell'aereoporto, perchè l’Enac avrebbe ritirato i finanziamenti destinati al potenziamento del campo d’aviazione e all’asfaltatura della pista di cemento.
Per giustificare la spesa di circa 2 milioni e mezzo di euro di denaro pubblico Enac chiedeva uno studio di comparazione costi-ricavi. I bilanci in rosso dell'aereoporto e la genericità del progetto hanno determinato l'uscita dell'Ente per l'aviazione civile. Dice un amministratore: "siamo convinti che una struttura nella quale l'Amministrazione e quindi i cittadini hanno gettato soldi pur senza averne alcun ritorno, debba essere mantenuta e debba conservare quelle attività che già vi si svolgono, come l'attività di paracadutismo e la scuola di volo, garantendone al meglio la sicurezza. Per farlo la sola via è quella di praticare anno dopo anno una vera manutenzione alla pista in erba, conservandola e preservandola dal degrado anche in considerazione del suo valore storico».


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
AFGANISTAN: CAMBIO AL VERTICE ITALFOR- COMANDO DEL PERSONALE ITALIANO DELLA BASE
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster



Herat, 19 agosto 2014. Passaggio di consegne stamane a Herat tra il colonnello Giuseppe Lucarelli e il tenente colonnello Michele Lombardi alla guida di Italfor, la componente nazionale interforze che si occupa degli aspetti gestionali e logistici di carattere strettamente nazionale del contingente italiano in Afghanistan.

Composta da militari dell’Esercito, con una presenza di un battaglione di paracadutisti del 6° REMA, e dell’Aeronautica Militare, Italfor ha assicurato la piena funzionalità della base “Camp Arena” di Herat nei settori del vettovagliamento, dei rifornimenti, della manutenzione dei veicoli nonché l’efficace gestione delle infrastrutture, dei generatori elettrici e degli impianti idrici.

Alla cerimonia di avvicendamento ha presenziato il generale Manlio Scopigno, comandante del Train Advise Assist Command West, il quale ha sottolineato il ruolo determinante svolto da Italfor nell’attuazione del piano di ripiegamento del contingente italiano dall’Afghanistan che si concluderà il 31 dicembre 2014, data che sancirà il termine del mandato della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF).

ITACA 2: IMPONENTE MOVIMENTAZIONE DI MEZZI CHE RIENTRANO IN PATRIA. ECCELLENTI PRESTAZIONI DELA LOGISTICA MILITARE ITALIANA
Concertato con gli altri paesi della Nato, il piano di rientro, denominato “Itaca 2”, “è un’operazione logistica estremamente delicata, la più complessa che le Forze Armate italiane abbiamo mai condotto dalla fine della seconda Guerra Mondiale”, ha spiegato il generale Scopigno. “Sia per la complessità del contesto geostrategico in cui operiamo, sia per la conformazione geografica del paese asiatico, privo di sbocchi sul mare”.

Pianificata nei minimi dettagli con la supervisione del COI
, l’operazione “Itaca 2” è stata avviata a settembre 2012 e finora ha comportato il rientro in Italia di circa 3.000 soldati e il ripiegamento di 11.700 metri lineari di carico, mezzi e materiali utilizzati dal contingente italiano in oltre 10 anni di missione che messi in fila raggiungono undici chilometri di lunghezza.

Per il rientro in Italia dei rimanenti 5 chilometri e mezzo di carico saranno utilizzati ponti aerei e mezzi navali.

Complessivamente, sono stati fatti rientrare 1070 container, 159 mezzi di varia tipologia (tra cui 44 generatori di corrente), 875 veicoli tattici, 4 velivoli da combattimento, 6 elicotteri multiruolo e 2 da esplorazione e scorta, per un peso complessivo di oltre undicimila tonnellate.

LE FOTO OFFERTE DAL COMANDO RCWEST

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
MEZZO DELLA FOLGORE SI RIBALTA A LEGNAGO
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster


LEGNAGO- Ieri sera alle sette, all'altezza dello svincolo di Legnago nord della Transpolesana,un camion porta-container appartenente all'Ottavo Reggimento Guastatori Folgore si è ribaltato. Il mezzo aveva da poco lasciato la caserma «Briscese» di via del Pontiere per un servizio di trasporto logistico. Stava percorrendo la rotatoria che congiunge la regionale 10 con la statale 434 quando, per cause ancora in corso di accertamento, si è adagiato sul fianco destro prima di imboccare la rampa della superstrada in direzione di Rovigo.
Nell'impatto, i due soldati che erano nella cabina di guida del tir hanno riportato fortunatamente solo lievi ferite. Entrambi sono stati soccorsi dagli altri colleghi dell'Ottavo Reggimento che seguivano il convoglio. I due militari sono stati quindi trasferiti all'ospedale «Mater Salutis» per accertamenti. Il conducente è stato dimesso subito dopo, mentre il capomacchina, responsabile del trasporto, è stato trattenuto per ulteriori controlli. Per rimuovere il camion militare è stato necessario l'intervento di un'autogrù. Dopo il raddrizzamento, il mezzo pesante è stato trasportato nella caserma legnaghese, per le riparazioni.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
SOLO 11 PAESI AL MONDO NON SONO COINVOLTI DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE IN GUERRE
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster

CLICCA PER CONSULTARE LA CARTINA INTERATTIVA


PARMA- Secondo il Global Peace Index 2014, solo Svizzera, Giappone, Qatar, Mauritius, Uruguay, Cile, Botswana, Costa Rica, Vietnam, Panama e Brasile non sono coinvolte in conflitti.

Il rapporto prende in esame 162 nazioni e il loro tasso di violenza e militarizzazione, compiuto dall'Institute for Economics and Peace.

Non cita tra i più violenti solo Ucraina, Gaza, Iraq e Siria,ma altri paesi dell'Unione Europea, visto il loro coinvolgimento diretto o indiretto in guerre lontane dai propri confini.

Il criterio secondo l'Istituto è la non partecipazione "a qualsiasi controversia tra governi e territori, con il ricorso alle armi, che abbia fatto almeno 25 morti in un anno ".

Stati membri della Nato che partecipino ad operazioni in Afghanistan, o anche a missioni d'interposizione sotto l'egida Onu, sono in qualche modo coinvolti in guerre. Inoltre l'Iep misura quella forma di partecipazione alla guerra che sono le vendite di armi.

Le più pacifiche:
Svizzera, Giappone, Qatar, Mauritius, Uruguay, Cile, Botswana, Costa Rica, Vietnam, Panama e Brasile.

ITALIA 62ma
Il nostro paese si piazza al 34esimo posto (su 162 paesi), grazie al basso tasso di conflittualità interna (valutata 1,2 su una scala di 5), ma non è altrettanto lodata quanto a militarizzazione (1,8 su 5) e sicurezza sociale (2 su 5). A penalizzare il nostro paese è anche l'alto indice di corruzione e il tasso di violenza percepito (4 su 5), che contrasta però con le statistiche oggettive sulla criminalità (il tasso di omicidi è 1 su 5, e quasi nulle sono le morti in guerre esterne o conflitti interni).


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LE PEGGIORI COMPAGNIE AEREE DEL MONDO
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster


PARMA-Ci sono vari enti che stilano classifiche sulla pericolosità delle compagnie aeree, ma anche sulla qualità dei servizi e del personale.Eccone alcuni

La Jadec (Jet Airliner Crash Data Evaluation Centre) fornisce una statistica riassumendo le peggiori dell’ultimo trentennio.
Analizzando chilometri percorsi, incidenti e decessi la Jadec ha stilato una classifica a punteggio che vede nelle ultime posizioni GARUDA INDONESIA, AIR INDIA, CHINA AIRLINES, VIETNAM AIRLINES e LION AIR (Indonesia).
Alitalia è a metà classifica.

Una ulteriore fonte di indizi sulla pericolosità la fornisce www.aviation-safety.net; si tratta di un sito che permette di conoscere, in tempo reale, tutti gli incidenti di una certa compagnia aerea. Basta cercare il Paese o il nome della compagnia per venire a conoscenza di tutti i sinistri (da una gomma a terra fino allo schianto).

Uno dei siti più seguiti è airlineratings.com. Questo portale analizza scrupolosamente ogni servizio messo a disposizione dalle compagnie aeree, compresa la sicurezza. Ogni compagnia è stata analizzata sotto diversi aspetti con lo scopo di assegnare un punteggio. Ecco quelle che sono risultate addirittura sotto lo zero: Kam Air (Afghanistan), Scat Airlines (Kazakhstan), Blue Wing Airlines (Suriname), Afghan Airways (Afghanistan), Daallo Airlines (United Arab Emirates), Eritrean Airlines (Eritrea), Lion Air (Indonesia), Merpati Airlines (Jakarta), Susi Air (Indonesia), Air Bagan (Myanmar). Dall'elenco si deduce che sono molti i paesi asiatici e africani ad offrire voli meno sicuri.


INCIDENTI: QUAL'E' IL MOMENTO PIU' PERICOLOSO?

Chi pensa che decollo ed atterraggio siano i momenti più pericolosi del volo potrebbe rimanere sorpreso sapendo che è nei minuti precedenti l’arrivo che avvengono casi gravissimi: buona parte degli incidenti aerei sono avvenuti durante la fase preliminare , in volo, di preparazione alla discesa. La primissima fase,invece , sembra invece essere il momento più sicuro di tutta la traversata.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
IL TRENTINO NON METTERA' DIVIETI AI BASE JUMPERS
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster



«Base jumper: no ai divieti, servono regole chiare»

Articolo di Paolo Liserre


Si può pensare di mettere tutti i divieti di questo mondo ma alla fine loro arriveranno comunque. E ne arriveranno sempre di più. Allora invece che reprimere è forse meglio pensare di «governare» un fenomeno quasi di massa come il base-jumping che ha fatto del Brento e del Becco dell'Aquila uno dei «santuari» mondiali di questa specialità.

Regolamentare i lanci, attivare un posto di controllo gestito da personale specializzato che sappia valutare capacità e curriculum di chi vuole lanciarsi e fornire informazioni preziose anche dal punto di vista metereologico (nel caso della giovanissimi russa di alcuni giorni fa, ad esempio, le condizioni meteo erano pessime per avventurarsi in lanci di questo tipo).

È in buona sostanza questo il pensiero di Gianluca Tognoni, comandante del Soccorso Alpino di Riva del Garda, accorso anch'esso sabato sera alla base della Parete Zebrata poco dopo la tragedia così come nella stragrande maggioranza dei «lanci mortali» dal Becco dell'Aquila dal 2000 ad oggi. L'ultima vittima, quella di sabato, ha il volto e il nome di Abraham Cubo Lopez, spagnolo di Madrid: avrebbe compiuto 38 anni il prossimo 8 dicembre. L'impatto con le rocce nella parte sommitale delle Placche Zebrate gli è stato fatale, è morto praticamente sul colpo. «Aveva una tuta alare particolare, usata spesso per compiere acrobazie e passaggi radenti ma che aumenta l'indice di difficoltà - afferma Gianluca Tognoni - Credo si sia accorto subito di essere passato troppo basso, forse ha perso lucidità e quando ha aperto il paracadute era troppo a ridosso delle rocce». Questa la cronaca di ieri. Ora però bisogna guardare al futuro. «Sarebbe veramente ora di fare qualcosa - afferma senza esitazioni il comandante del Soccorso Alpino di Riva - E non dico di proibire i lanci ma di dare alcune regole precise. Del resto la nascita di questa disciplina è simile alla nascita dell'alpinismo: anche all'epoca si pensava che fossero solo quattro matti che volevano sfidare la montagna e la natura».
E allora che fare? «Attivare un tavolo di confronto con politici, tecnici del settore, responsabili del Soccorso Alpino e altri soggetti sarebbe un buon punto di partenza - sottolinea Tognoni - Qui parliamo di un fenomeno che ormai viaggia su numeri importanti, con 2-3000 lanci all'anno dalla sommità del Brento. Si possono e si dovrebbero individuare regole precise, proibire non serve a nulla. Un presidio al punto di lancio sarebbe ad esempio già una buona cosa. Tantissimi russi che si lanciano dalle nostre parti, ad esempio, hanno esperienza di paracadutismo ma nessuna di base-jumping. E non è affatto la stessa cosa».

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
SIRIA: TIMIDO SEGNALE DI RITORNO DEI CRISTIANI
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster

Dopo la sua liberazione, nella Chiesa di Um Al Zunnar, in occasione della festa dell’Assunta, sono ritornate l’icona mariana e la reliquia della Sacra Cintola della Vergine, che non aveva mai abbandonato la città da oltre 1200 anni.
HOMS- Siria- Eid AlSaide (Festa della Signora) è l’evento più atteso dell’anno per i siriani cristiani, soprattutto per coloro che abitano tra le colline che ospitano i villaggi a maggioranza cristiana della provincia di Homs. Città, quest’ultima, che sta pian piano ritornando in vita: tanti dei suoi abitanti stanno rientrando nelle proprie case sopratutto nelle zone meno danneggiate, mentre il 40% dei servizi urbani sono stati ripristinati regolarmente. Ci vorrà tanto per ricostruire la città ma la volontà e la forza dei suoi abitanti stanno già facendo miracoli.

Dopo la sua liberazione, nella Chiesa di Um Al Zunnar, in occasione della festa dell’Assunta, sono ritornate l’icona mariana e la reliquia della Sacra Cintola della Vergine, che non aveva mai abbandonato la città da oltre 1200 anni. Hanno accolto questo ritorno migliaia di fedeli in una grande celebrazione presieduta da Mar Ignatius Afram II Patriarca di Antiochia e tutto l’Oriente, Capo della Chiesa Siro Ortodossa in tutto il mondo.

Nel suo discorso il Patriarca ha espresso la sua gioia per il ritorno della reliquia, definita «un tesoro e una benedizione per tutta la città». Essa ha dato il nome alla Chiesa e ha protetto gli abitanti di Homs per tanti anni. La reliquia è rimasta lontana dalla città solo negli ultimi tre anni, l’augurio è che ritorni ora la pace e la tranquillità in tutta la Siria: «Siamo un popolo che ama la pace e ci impegneremo per ricostruire le persone e il Paese, cristiani e mussulmani insieme, come sempre, ricordando e pregando per chi ha dato la sua vita per il Paese e per le forze armate impegnate a proteggere i cittadini siriani. Speriamo poi nel ritorno al più presto dei siriani che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e il proprio Paese».

Alla celebrazione, insieme ai fedeli di tutte le confessioni, ha partecipato il sindaco di Homs, Talal AlBarasi, che ha sottolineato la sua immensa gioia per questa festa e questo ritorno: segno di speranza e incoraggiamento per tutti i cittadini decisi a riprendersi la propria città.

Dopo la Santa Messa si è svolta una processione con la sacra reliquia nel piazzale della Chiesa di Um Al Zunnar, che risale al 59 D.C. La storica chiesa in questo periodo è sotto restauro per i gravi danni subiti in alcune parti, dopo essere stata data alle fiamme dai terroristi prima della loro fuga dalla città di Homs appena liberata.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
IL 187mo REGGIMENTO PARACADUTISTI ALL'ISOLA D'ELBA PER PROMUOVERE GLI ARRUOLAMENTI
Martedì, 19 Agosto 2014
by webmaster



ESERCITO ITALIANO: TOUR PROMOZIONALE ESTIVO 187° REGGIMENTO PARACADUTISTI

Tappa estiva sull’isola d’Elba per i paracadutisti del 187° Reggimento della “Folgore”, che hanno raccolto adesioni sulle spiagge nel lungo week end di Ferragosto.
L'inusuale presenza dell'INFOTEAM del 187° reggimento, ha suscitato la curiosità dei bagnanti in spiaggia, scaturendo numerose richieste di informazioni, rivolte ai militari, da parte dei molti giovani villeggianti. Da evidenziare, l'interesse mostrato da molti neo laureati, considerate le numerose opportunità professionali offerte dall'Esercito Italiano.
L'isola toscana, con le sue spiagge suggestive, bagnate da acque caraibiche, richiama ogni anno migliaia di giovani turisti.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
KOSOVO :DICHIARAZIONE DI RELIGIOSI CONTRO LA VIOLENZA ISIS
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster


Pristina, 18 agosto 2014. I rappresentanti delle principali comunita’ religiose in Kosovo, il Mufti Ternava, a capo della comunita’ islamica, il vescovo ortodosso Teodosje e il vescovo cattolico Georgi hanno incontrato oggi, nella sede del Quartier Generale di Kfor a Pristina, il Generale Salvatore Farina Comandante della missione multinazionale Nato Kfor.

Durante l’incontro si e’ discusso di quanto la presenza di diverse comunita’ religiose in Kosovo rappresenti una risorsa per la societa’. Esse sono le guide spirituali che insegnano a vivere in pace nel rispetto delle differenze.

Nell’occasione i leader religiosi nel riconoscere il diritto di tutte le persone a celebrare la propria fede e sostenere la pacifica convivenza tra le diverse etnie religiose hanno “condannato fortemente chi invoca il nome di Dio per compiere atti criminali contro l’umanita’, le religioni non giustificano l’odio e la violenza. Dio e’ pace”.

“Ci rivolgiamo ai nostri fedeli affinche’ prendano le distanze da ogni forma di estremismo e violenza al fine di supportare la pace per garantire un futuro migliore ale nostre famiglie e ai nostri figli”, hanno espresso i leader religiosi al termine del loro incontro con il Generale Farina.

Ternava, Teodosje e Georgi hanno ringraziato il Comandante di Kforper il continuo ed efficace impegno a favore della sicurezza e del dialogo in Kosovo.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
KALASHNIKOV "ITALIANI" PER I PESHMERGA
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster


L'ITALIA CONSEGNERA' ARMI SOVIETICHE SEQUESTRATE NEI BALCANI
Il primo aereo C-130J potrebbe lasciare Roma e arrivare a Erbil nel giro di due o tre giorni, non prima, a causa delle rotte battute da voli che portano aiuti umanitari come acqua, viveri e generi di prima necessità.
Uno dei problemi era costituito dalla scarsa conoscenza di armi europee da parte dei peshmerga , che hanno sempre utilizzato materiali di origine sovietica; questo l'Italia ricorrerà a 30 mila kalashnikov con relative munizioni, sequestrate nel 1994 durante la guerra dei Balcani.
A queste potrebbero aggiungersi mitragliatrici Browning e fucili a ripetizione Mg, da anni in disuso presso le forze armate italiane.
Ma per queste armi sono in corso valutazioni di compatibilità con le competenze dei curdi.Si valuta anche la possibilità di inviare armi non letali come puntatori laser, dispositivi anti-bomba, giubbotti antiproiettile, sistemi di comunicazione radio.

CINQUE STELLE E NUOVO CENTRO DESTRA CONTRARI
Contrari all'invio di armi Movimento 5 stelle e Nuovo centrodestra. Alessando Di Battista ha individuato nei jihadisti non dei nemici da combattere ma una realtà con cui dialogare. Fabrizio Cicchitto, di Ncd, ha mostrato tutto il suo scetticismo: «In primo luogo bisogna fornire di aiuti umanitari le popolazioni colpite in Iraq da un genocidio messo in atto dalle truppe dell'Isis. Detto tutto ciò è bene che in Europa e negli Usa nessuno pensi che fornendo un po' di armi ai peshmerga questi siano in grado di risolvere un problema che è innanzitutto dell'Occidente nel suo complesso».


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CENTOMILA SPETTATORI ALL'ANNO PER IL CANALE YOUTUBE DI CONGEDATIFOLGORE
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster



PARMA- Nonostante il nostro giornale abbia dato -sinora- poco spazio ai video, dal Luglio 2009 ad oggi , il canale Youtube di Congedati Folgore ha registrato circa mezzo milione di visualizzazioni: 496454 visualizzazioni per 95 video pubblicati e 505 iscritti, con una media di quasi centomila all'anno.

Aperto nel Luglio 2009 per dare spazio alle immagini provenienti da El Alamein e dagli event da noi organzzati, si è successivamente arricchito, soprattutto negli ultimi 3 anni, pubblicando video originali ed esclusivi, alcuni dei quali diventati "famosi".

Nel nostro canale Youtube troverete solo documenti originali,esclusivi e di "azione", come quello pubblicato sopra, ultimo in ordine di tempo, che descrive una intensa esercitazione del 185mo Rgt artiglieria Paracadutisti.

Grazie a tutti, come sempre.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
SPORT PER I DISABLI DELLE FORZE ARMATE TALIANE
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster

sopra: alcuni militari atleti con disabilità alla caserma Lustrissimi di Livorno, il 9 Maggio, per la giornata dedicata allo sport per tutti




Grazie ad un accordo del Dicembre 2013 fra ministero della Difesa e Comitato paralimpico, oggi i militari con disabilità sperimentano varie discipline sportive, alla ricerca di quella più adatta a loro. Ecco alcune delle loro testimonianze



ROMA - Alcuni di loro accettano con rassegnazione quanto ha cambiato il corso di una vita che doveva essere improntata all’azione, al mantenimento della prestanza fisica, all’addestramento; altri ancora fanno i conti con la fase dell’accettazione, altri hanno superato la fase acuta, e si danno nuovi obiettivi.

Li coordina, per lo Stato Maggiore Didesa , il tenente colonnello Marco Iannuzzi, che potrà contare , nel percorso di avviamento alla pratica sportiva, anche sulla lettera d’intenti firmata lo scorso dicembre dal ministero della Difesa e dal Comitato italiano paralimpico.

Uno di loro, Marco,già pilota di caccia, che ha perso l'uso delle gambe in un incidente col suo jet, è stato nazionale di nuoto di grandi speranze, dal 2002 al 2009, dopo l’incidente.

Marco ha toccato punte di eccellenza nelle prestazioni del 2004, con il quinto posto in ranking mondiale nei 50 metri stile libero e il settimo nei 100, ma si difendeva bene anche nei 200 misti (decimo) e nei 100 delfino (undicesimo).

Ci parla di Lui il collega Massimo Vitella, 51 anni, che ha perso il braccio in un’esplosione durante un addestramento, ora impegnato n incarichi allo Statpo Maggiore Aeronautica, dopo alcuni anni in Accademia.

Il tenente colonnello Iannuzzi coordina questo progetto in capo alla Sezione Promozione e sviluppo pratica sportiva per il personale disabile della Difesa.

Ma ne fa anche parte a pieno titolo, come atleta in pista: “Io so già cosa vorrei fare – dice –. Ho una sfida da lanciare ad Alex Zanardi, mi piacerebbe diventare campione di handbike. È un mezzo che mi incuriosisce moltissimo. Proverò anche il remo ergometro, che permette di allenare le spalle in palestra, e il tiro a segno.

Loreto Di Loreto 34 anni, ora è in pensione ma fino a due anni fa era appuntato carabiniere del Tuscania, divisione paracadutisti. Poi a Farah, dove era la base italiana in Afghanistan, l’incidente stradale: era in torretta quando il mezzo si è ribaltato, lasciandolo paraplegico. “Ero già uno sportivo: sci, calcio, arrampicata soprattutto in addestramento. Poi ho saputo dell’accordo tra Difesa e Comitato paralimpico, e ho voluto esserci. Sono in congedo da giugno, ho tanto tempo per dedicarmi allo sport e voglio provarli tutti; magari faccio 50 chilometri in bici, centro il bersaglio del tiro a segno: chissà dove riesco meglio. Mi piacciono gli sport di velocità; io sono uno esuberante, amo l’aria aperta, Poi vorrei sposare la mia compagna... Insomma i progetti personali vanno avanti”.

Domenico Russo, primo caporal maggiore dell’Esercito. “Nessuna missione all’estero – racconta Domenico, 36 anni, congedato nel 2000 –, ho perso l’occhio in servizio durante un addestramento a fuoco a Capo Teulada, in Sardegna, nel 1999. Stavo nell’ottavo reggimento bersaglieri, e durante un assalto la scheggia di una bomba mi ha colpito. Sono stato congedato e sono rimasto a casa fino allo scorso anno, ma ho fatto di tutto per riuscire a rientrare in servizio: questa è la mia vita. Sono rientrato nel 2013. Ora sono a Viterbo, comando aviazione esercito. Faccio corsi per istruttore di sopravvivenza militare per i reggimenti che devono partire in missione all’estero. Prima, devono superare il Sere (acronimo inglese per Survival, evasion, resistance, escape, ndr). Su che sport mi orienterò? Visto che mi piace muovermi, atletica sicuramente, ma anche il tiro con l’arco mi intriga molto”.

Massimo Vitella, che di tutti questi ragazzi potrebbe essere il padre, non tanto dal punto di vista anagrafico, quanto per la vita militare vissuta, l’unica possibile per lui che all’aviazione ha dato tempo e salute. “E chi se lo ricorda l’incidente – scherza –. Ero giovanotto, ora sono vecchio. Sono saltato in aria con il materiale esplosivo, ero in addestramento e nel ruolo di comandante di gruppo”. Era il 1987, ma oggi è acqua passata. Massimo è comandante del Gruppo servizi tecnicologistici della scuola specialistica, fa il formatore. “Quando è successo l’incidente – continua – avevo una preparazione multiforme, mi sono adattato al lavoro in ufficio molto presto; il volo era una parte secondaria del mio lavoro, ero abituato ai corridoi dello Stato Maggiore”. Ma adesso se c’è anche la carta dello sport, da giocare, Massimo non si tira indietro: “Sono 20 anni che non faccio più sport, ma me la cavavo in diverse discipline: facevo i 50 metri a nuoto in 24.9, il trampolino dai 5 metri, la fune, salite in montagna, i 1.500 metri in 4.50 anche se pesavo 90 chili. Oggi sono qui, spinto anche dai miei tre figli. Ho rotto un tabù: per natura sono molto conservatore e mi sento anche piuttosto avanti con l’età per reinventarmi nello sport. Però Marco, che oltre a essere un collega è un caro amico, mi ha convinto a buttarmi. Ho ripreso anche a correre, per farmi trovare in forma. E proverò tutto, non voglio scegliere. Ma, come in ogni cosa, vorrò dare il massimo”. (Cip)

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
RECORD D EXPORT DI ARMI ITALIANE VERSO IL MEDIO ORIENTE
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster



PARMA- All’inizio di agosto è stata resa pubbllica la Relazione governativa sulle esportazioni di sistemi militari del 2013 (scaricable qui,ndr) .

Gli esperti hanno definito i risultati del 2013 come il record di autorizzazioni ed esportazioni di sistemi militari ai paesi del Medio Oriente.

Verso quell’area, nel 2013, sono state autorizzate esportazioni per oltre 709 milioni di euro ed effettuate consegne per oltre 888 milioni di euro.

L’Arabia Saudita ha acquistato armi per oltre 420 milioni di euro: componenti per i caccia Eurofighter coi relativi missili IRIS-T, ma anche un ampio arsenale di bombe, munizionamento, apparecchi per la direzione del tiro, veicoli e velivoli militari.

All’Algeria sono stati forniti sistemi militari per 235 milioni di euro, mentre verso gli Emirati Arabi Uniti sono state autorizzate esportazioni per quasi 95 milioni di euro e consegnati sistemi militari per oltre 434 milioni di euro, tra cui spiccano due corvette “Abu Dhabi Class”.

Sempre nel Golfo persico, sono state autorizzate commesse all’Oman per oltre 44 milioni di euro che riguardano “armi automatiche”, munizioni e veicoli terrestri.

In Egitto, sono state autorizzate esportazioni di materiali d’armamento per oltre 17 milioni di euro tra cui figurano armi automatiche, munizioni, bombe e sistemi per la direzione del tiro.

La maggior parte di queste forniture è arrivata a destinazione prima del mese di agosto quando, come segnala una breve nota della Relazione del Senato (p. 24), sono state decise a livello europeo “misure restrittive” dopo la deposizione del presidente Mohamed Morsi da parte delle forze armate e i successivi massacri di simpatizzanti e membri della Fratellanza musulmana.

Quanto a Israele, Beretta ricorda che Alenia Aermacchi ha consegnato i primi due velivoli addestratori M-346 , parte di una precedente commessa del valore di oltre 800 milioni di euro. Nel 2013 sono state autorizzate esportazioni di armi a Israele per poco più di 2,4 milioni di euro e consegnate per oltre 3,7 milioni.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
L'AQUILA: RASSEGNA CINEMATOGRAFICA D'AUTORE SULLA GRANDE GUERRA
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster


L'AQUILA- Inizierà domani, 19 agosto, a Castel del Monte, in provincia de L’Aquila, “Gli Italiani e la Guerra”, rassegna cinematografica diretta da Claudio Botosso che propone fino al 22 agosto film dedicati alla prima guerra mondiale, che saranno proiettati nel teatro Giuliani alle 21,30. Le proiezioni sono ad ingresso gratuito.

La rassegna si apre con “La Grande Guerra”, un film di Mario Monicelli con Vittorio Gasmann, Alberto Sordi, Silvana Mangano, Bernard Blier. In divisa da fanti il romano Oreste Jacovacci e il lombardo Giovanni Busacca vivono da opportunisti un po’ fifoni il conflitto 1914-18. Catturati dagli austriaci, sanno morire con dignità. Due grandi istrioni - e alcune sequenze memorabili - in un affresco di complessa, cordiale, furbesca coralità. Sagace equilibrio tra epica e macchiettismo, antiretorica e buoni sentimenti. Leone d’oro a Venezia ex aequo con “Il generale Della Rovere” di Rossellini. Cinemascope. 2 Nastri d’argento: a Sordi e a Mario Garbuglia per le scenografie. Scritto con Luciano Vincenzoni, Age & Scarpelli. Alla lontana ispirato al racconto “Due amici” di Guy de Maupassant.
Si continua mercoledì 20 con “Uomini contro”, un film di Francesco Rosi con Gianmaria Volontè, Pier Paolo Capponi, Alain Cuny e Franco Graziosi. Sull’altopiano di Asiago tra il 1916 e il 1917 un giovane ufficiale italiano interventista scopre la follia della guerra e la disumana, insensata incompetenza degli alti comandi. Dal bel libro “Un anno sull’altipiano (1938)” di Emilio Lussu - sceneggiato da Tonino Guerra e Raffaele La Capria col regista - un film che ne ha sfrondato la chiarezza politica, le riflessioni sull’interventismo, la grandezza eroica dei soldati contadini di mezza Italia, a vantaggio di una polemica antiautoritaria e pacifista. L’indubbia efficacia spettacolare di molte pagine riscatta solo in parte la demagogia di fondo.
Il 21 agosto sarà proiettato “Mediterraneo”, un film di Gabriele Salvatores con Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Claudio Bisio Gigio Aberti. Avventure, amori e tribolazioni di otto soldati del Regio Esercito Italiano che nel giugno 1941 sono mandati a presidiare un’isoletta greca dell’Egeo dove rimangono sino all’inverno del 1943. Uno degli otto non tornerà. Senza ambizioni storiche, è una favola, un racconto di formazione, un apologo sull’amicizia virile, sul desiderio di fuga (è dedicato "a tutti quelli che stanno scappando"), sulle difficoltà di crescere. Chiude un’ideale trilogia sul viaggio e su una generazione, quella del regista, formata da Marrakech Express e Turné. Un bel gioco di squadra attoriale e un’accattivante mistura di buffo e patetico. Oscar per il film straniero.
La rassegna si conclude il 22 agosto con “El Alamein”, un film di Enzo Monteleone con Paolo Briguglia, Pierfrancesco Favino, Silvo Orlando ed Emilio Solfrizzi. Nell’ottobre del 1942 l ‘esercito italiano è bloccato presso El alamein. Il soldato Serra, volontario universitario, è partito entusiasta di vedere l’ Africa e convinto che la vittoria fosse una formalità. Invece El Alamein fu una disfatta. Mancanza d’ acqua, dissenteria, e la battaglia furibonda. Povera gente portata via di casa per andare nel deserto. Un grande film italiano. Monteleone ha centrato tutte le misure della vita in trincea, i discorsi, il dolore. E anche gli attori: straordinari.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ANPDI COSENZA RICORDA LEO MIRILE
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster






La sezione A.N.P.D'I di Cosenza organizza, come ogni anno, assieme ai familiari, la giornata del ricordo del Paracadutista Leo Mirile, tragicamente scomparso il 20 agosto del 2009 a seguito di un incidente di lancio in caduta libera. L

'appuntamento è nel piazzale antistante l'abitazione di Leo in località Portosalvo di Vibo Valentia alle ore 14,00 di mercoledì 20 agosto.

Programma:
Ore 14,30 Onori al Par. Leo Mirile c/o la Cappella di famiglia al cimitero di Portosalvo;
A seguire, due ore di ricordo di Leo;
Ore 17,30 lanci TCL nel piazzale antistante l'abitazione di Leo in località Portosalvo di Vibo Valentia;
Ore 19,30 messa in ricordo di Leo nella vicina chiesa di Portosalvo;
Ore 20,30 brindisi "per Leo" e rompete le righe.


Ringraziamo la famiglia di Leo, che in piena sintonia con tutti gli amici paracadutisti del loro congiunto, consente che possiamo rispettare uno dei nostri nobili ideali: mai dimenticare.

UN INVITO AI PARACADUTISTI IN TRANSITO IN CALABRIA PER LE VACANZE
Gli amici paracadutisti che dovessero trovarsi in vacanza in Calabria e gradirebbero trascorrere mezza giornata assieme a noi, possono tranquillamente contattarci al 3358249759.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CINA E RUSSIA: ESERCITAZIONE CONGIUNTA ANTITERRORISMO
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster


SHANGAI- 39 ufficiali russi, altrettanti cinesi e complessivamente 7.000 militari, di cui 1000 russi , appartenenti alla "Shanghai Cooperation Organization" SCO sono impegnati in una grande esercitazione militare antiterrorismo a Zhurihe, area autonoma della Mongolia.

Giunta alla quinta edizione è iniziata ieri, Domenica 17, e si concluderà Venerdì.

L'addestramento coinvolge 2.200 militari stranieri, tra fanteria, aerei, truppe aviotrasportate e forze speciali. Armi, veicoli da trasporto, elicotteri e carri armati giungono dalla Russia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan.

Un generale russo ha dichiarato che le esercitazioni congiunte anti terrorismo sono importanti per migliorare la cooperazione globale: L'bbiettivo è che Cina, Russia e gli altri paesi della SCO è di affinare le proprie capacità di intervento rapido.

La SCO, che comprende Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, è stata fondata a Shanghai nel 2001. Aderiscono anche Afghanistan, India, Iran, Mongolia e Pakistan come osservatori, e la Bielorussia, la Turchia e Sri Lanka come esterni da consultare.





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
COMPIE CENTO ANNI IL GAS LACRIMOGENO
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster


Cento anni di gas lacrimogeno

Venne utilizzato per la prima volta nell'agosto del 1914 e dalle mani degli eserciti è passato in quelle delle polizie di tutto il mondo

Nell’agosto del 1914, pochi giorni dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, un milione e trecentomila soldati francesi avanzarono verso il confine tedesco in quella che è passata alla storia come la Battaglia delle frontiere. I soldati francesi andarono all’attacco del filo spinato e delle mitragliatrici tedesche indossando divise blu e rosse, guidati da bande musicali, bandiere e ufficiali a cavallo che indossavano guanti bianchi. Fu un massacro, che nel giro di un mese causò la morte o il ferimento di quasi mezzo milione di uomini su entrambi i fronti.

In quella battaglia combattuta con principi tattici che risalivano all’epoca di Napoleone, venne introdotta un’assoluta novità tecnologica che nei decenni successivi avrebbe incontrato uno straordinario successo lontano dai campi di battaglia: alcuni soldati francesi erano armati di una speciale granata che potevano lanciare con i loro fucili. Questa piccola bomba conteneva una mistura chimica chiamata acido bromoacetico. Si tratta di un liquido tossico che evapora a temperatura ambiente. Respirarlo procura immediatamente una forte irritazione ad occhi, naso e gola: era un gas lacrimogeno e nell’agosto del 1914 era la prima volta che veniva utilizzato.

La storia

Nel 1899 la Convenzione dell’Aia aveva già vietato l’utilizzo in guerra di «gas velenosi». Anche per questo motivo, i francesi non avevano motivo di pubblicizzare il loro utilizzo di granate lacrimogene. Non ci sono molti dubbi, comunque, sul fatto che tra l’agosto e il novembre del 1914 i francesi utilizzarono in maniera piuttosto limitata e con scarso successo agenti lacrimogeni: questi attacchi furono poi usati dai tedeschi come giustificazione per le loro massicce offensive con il gas nella primavera dell’anno successivo. Nell’aprile del 1915, l’esercito tedesco rilasciò una nube di gas cloro lunga più di sei chilometri contro postazioni dell’esercito francese nel settore di Ypres, in Belgio. Le dimensioni dell’attacco sono raccontate anche nei libri di storia: da allora molti considerano quello dei tedeschi come il primo attacco con armi chimiche della storia.

Quando alla fine del novembre del 1918 gli imperi centrali si arresero, il gas lacrimogeno scomparve praticamente dai campi di battaglia. I lacrimogeni e altri gas letali vennero utilizzati in piccoli conflitti in giro per il mondo, e nel conflitto tra Iran e Iraq negli anni Ottanta. Il gas lacrimogeno sarebbe però diventato presto uno strumento molto usato nelle piazze di tutto il mondo.

Il processo, ha raccontato l’Atlantic, cominciò durante la guerra, quando ufficiali e militari che avevano sperimentato l’efficacia dei gas lacrimogeni nel demoralizzare e disperdere il nemico cominciarono a fare pressione sui loro governi affinché le riserve di armi chimiche non venissero smantellate. Alcuni di questi uomini, una volta lasciato l’esercito, diventarono imprenditori e uomini d’affari che individuarono nel gas lacrimogeno una possibilità di fare profitto.

Uno di loro era l’ex tenente colonnello dell’esercito americano Byron Goss che fondò la Lake Eerie Chemichal company, un’azienda chimica che vendette per anni gas lacrimogeno alle polizie di tutti gli Stati Uniti.

All’epoca, per gestire le folle arrabbiate, eserciti e polizia non andavano tanto per il sottile. Sui manifestanti era considerato abbastanza normale sparare con le armi da fuoco o attaccarli con manganelli e bastoni. Entrambi questi metodi però erano molto violenti e l’opinione pubblica cominciava a essere sempre più critica verso gli eccessi delle forze di sicurezza. A differenza di fucili e bastoni, il gas lacrimogeno permetteva di disperdere la folla senza lasciare tracce di corpi o di sangue per le strade. Sembrava, in altre parole, un metodo più umano per controllare le folle arrabbiate. I lobbisti del gas cominciarono a pubblicizzarlo come un metodo umano e sicuro per trattare con le proteste di piazza o con i “selvaggi” che abitavano le colonie.

Come scrive l’Atlantic: «mentre la domanda aumentava» migliorava anche l’offerta. Gli ingegneri studiarono metodi più semplici per spargere il gas, rispetto alle ingombranti bombole e ai proiettili dell’artiglieria usati nella Prima Guerra Mondiale. Vennero commercializzate anche linee di prodotti per i civili: pistole, bombolette e persino penne cominciarono a essere vendute come sistemi di autodifesa, mentre bombole di gas furono installate nei caveau delle banche per bloccare i tentativi di rapina.

Anche la composizione chimica dei gas cambiò e dalle prime misture utilizzate nella Prima Guerra Mondiale, poco efficaci e che si disperdevano male nell’aria soprattutto in caso di basse temperature, si passò a composti più elaborati ed efficaci. Questi composti non sono dei veri e propri gas, ma dei liquidi o solidi che a temperatura ambiente si trasformano in aerosol (cioè una nuvola di piccole particelle solide o liquide disperse in un altro gas, come ad esempio l’aria). Il più utilizzato oggi è il Gas CS, il cui componente principale è l’orto-clorobenziliden-malononitrile, inventato da alcuni scienziati americani nel 1928. Alcuni studi recenti hanno dimostrato che questo gas agisce sul corpo umano non soltanto irritando occhi e vie respiratorie. In modo simile ai gas nervini, una famiglia di gas letali, attiva direttamente alcuni nervi, in particolare i recettori del dolore.

L’epoca d’oro del gas CS cominciò circa quarant’anni dopo la sua invenzione. Mentre il gas tornava sui campi di battaglia del Vietnam, dove in alcuni casi venne utilizzato per costringere i guerriglieri vietcong ad uscire dai tunnel sotterranei, la stessa sostanza cominciava a prendere piede anche negli Stati Uniti, per disperdere le manifestazioni contro la guerra. In alcuni casi i manifestanti vennero attaccati spargendo gas CS da piccoli aerei o elicotteri. Quando nel 1968 il movimento di protesta arrivò in Europa, anche le polizie di Francia, Regno Unito, Italia e Germania Occidentale cominciarono a impiegare il gas lacrimogeno in maniera massiccia. Da allora i lacrimogeni hanno continuato a essere utilizzati per il controllo della folla in tutto il mondo. Una mappa realizzata da Anna Feigenbaum della Bournemouth University mostra tutti gli utilizzi documentati di gas lacrimogeno nel corso del 2013.




Oggi l’utilizzo dei gas lacrimogeni ha in sé diverse contraddizioni. In passato i lacrimogeni sono stati pubblicizzati come un modo innocuo per gestire i disordini, ma negli ultimi anni è stato dimostrato che possono causare danni molto seri. Negli ultimi decenni adulti e bambini sono stati asfissiati dai gas, mentre ci sono ancora molti dubbi sugli effetti a cui può portare l’esposizione a lungo termine a questi agenti. Gli abitanti di piazza Tahrir in Egitto e quelli di alcuni quartieri di Istanbul – le cui case, negli ultimi anni, sono state per giorni e giorni avvolte dai lacrimogeni – mostrano danni alle vie respiratorie che rischiano di diventare permanenti. Associazioni come Amnesty International inseriscono i lacrimogeni nelle liste degli “strumenti di tortura” e chiedono di vietarne l’utilizzo, anche se i mezzi alternativi a disposizione delle forze dell’ordine per controllare le proteste sono tuttora molto più inquietanti e potenzialmente dannosi dei lacrimogeni. Ma la contraddizione più evidente di queste armi è che il loro utilizzo in guerra è vietato dalla Convenzione contro l’uso di armi chimiche. Nessuna legge, invece, ne vieta l’uso contro i civili.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
HERAT: I SASSARINI RICORDANO IL PRESIDENTE COSSIGA
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster



HERAT- La figura del presidente emerito della Repubblica italiana, Francesco Cossiga, è stata ricordata ieri mattina a Herat, in Afghanistan, nel corso della messa domenicale celebrata a "Camp Arena" in occasione del quarto anniversario della sua scomparsa. Durante la celebrazione liturgica, alla quale hanno preso parte centinaia di soldati, buona parte dei quali appartenenti alla ?Brigata Sassari", il cappellano militare del contingente, padre Mariano Asunis, ha sottolineato la «grande vicinanza del compianto capo dello Stato alla famiglia militare durante la sua lunga carriera politica».


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
MEUCCI ORO ALLA MARATONA DI ZURIGO: LE CONGRATULAZIONI DEL CAPO DI SME
Lunedì, 18 Agosto 2014
by webmaster



Roma , 17 agosto - Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano, si congratula con il Caporal Maggiore Scelto Daniele Meucci per l'eccezionale risultato conseguito nei Campionati Europei di Atletica leggera in corso a Zurigo, che "testimonia, ancora una volta, lo spirito di sacrificio e di dedizione che giornalmente i soldati infondono in tutte le attività sia sul territorio nazionale sia all'estero nelle principali aree di crisi internazionali".

Il podista dell’Esercito ha trionfato nella gara regina dei giochi, la Maratona, con il tempo di 2h11’8’’, diventando il nuovo campione d'Europa.

Il Caporal Maggiore Scelto Meucci è un atleta del Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito, specialista nelle corse di fondo e mezzofondo.
Quella di oggi è la sua prima medaglia d'oro nella Maratona agli Europei dove, due anni fa, vinse la medaglia d’argento nei 10.000 metri piani, mentre nel 2010, vinse quella di bronzo sempre nei 10.000.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LUCA BARISONZI CONCLUDE LA SUA IMPRESA SUL MONTE ROSA
Domenica, 17 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- Luca Barisonzi, alpino rimasto tetraplegico in Afghanistan per un agguato e Luca Colli, alpinista, hanno raggiunto questa mattina la Capanna Margherita, a 4.554 metri, il rifugio più alto d’Europa sul Monte Rosa. Si è così concluso il progetto Toccando il cielo, che era inizialmente previsto per il 5 luglio, ma è stato posticipato ad agosto per le condizioni del meteo che non permettevano prima la salita.

I due sono partiti alle 4 di questa mattina dal Rifugio Gnifetti dove hanno pernottato, poi con tutta la cordata, fatta di amici e alpini, hanno raggiunto il Rifugio Regina Margherita. Per compierla hanno usato una carrozzina cingolata americana, che rimarrà allo Spazio Vita dell’Unità spinale di Niguarda. Diceva così, a chi gli chiedeva il motivo: “Due motivi mi spingono a farlo. Come militare, mi sento di portare con me, quel giorno, tutti i feriti e coloro che non sono tornati. E poi, voglio mostrare le abilità della disabilità, la forza che rimane, la voglia di sognare”. Mai nessun alpinista con tetraplegia vi era riuscito.

Ora si dedicherà all’ennesima sfida: allenarsi nel tiro a segno per raggiungere un altro sogno, quello di partecipare alla Paralimpiade di Rio 2016, grazie anche al programma congiunto fra Comitato Paralimpico e Ministero della Difesa per la pratica sportiva fra i militari rimasti con disabilità mentre erano in servizio


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
HERAT: UCCISO IL CAPO DEI SERVZI
Domenica, 17 Agosto 2014
by webmaster

HERAT- Un commando armato ha ucciso oggi a colpi d'arma da fuoco il responsabile per la provincia di Herat (Afghanistan occidentale) dei servizi di intelligence (Nds).Il capo della polizia di Herat, Abdul Qadir Behsudi, ha detto che Hamid Mirzai è stato abbattuto nel quartiere di Drab Mulk del capoluogo provinciale, Herat City, mentre la sua guardia del corpo è rimasta ferita. Intervenuta sul posto, la polizia ha aperto le indagini ed ha arrestato un sospetto

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
BASE JUMPING N TRENTINO: SECONDO MORTO IN POCHI GIORNI
Domenica, 17 Agosto 2014
by webmaster


TRENTO- Uno spagnolo è morto mentre praticava base jumping in Trentino. L'incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio sul Becco dell'Aquila, sul monte Brento, dove solo poch giorni orsono era morta un'altra paracadutsta. Come hanno ricostruito i soccorritori, l'uomo, 38 anni di Madrid, ha avuto difficoltà son dallo stacco. Testimoni lo hanno visto azionare il paracadute ma era già tropo vicino alle rocce e pochi istanti dopo si è schiantato. Inutile l'intervento degli uomini del soccorso alpino, calatisi sul posto da un elicottero con il verricello.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LANCIO IN ONORE DI GIANFRANCO PAGLIA
Domenica, 17 Agosto 2014
by webmaster



sopra: Conforti, Robuschi e Amatobene,al decollo, con il pilota, paracadutsta e competitore,Stefano Corradini, che da temopo lancia il trio sulle montagne e colline parmensi. Sotto, appena atterrati, hanno salutato Gianfranco Paglia

PARMA- Ieri a Parma, il nostro giornale ha organizzato una amichevole accoglienza alla MOVM Gianfranco Paglia e la Sua Famigla, di passaggio a Parma, dove si sono fermati una notte.
Alle 2015, quasi allo scoccare delle effemeridi, Walter Amatobene, Giovanni Conforti e Paolo Robuschi lo hanno aspettato nonostante il ritardo dovuto ad un lungo viaggo da Caserta, costellato di code e deviazioni, per lanciarsi a sorpresa sulla verticale di una splendida area dell'appennino parmense dove si erano dati appuntamento per una cena con le rispettive consorti.

Felicissimi i suoi Figli, Vittoria - 15 anni- e Antonio di 7 che non si aspettavano lo spettacolo.
Nel cielo i tre hanno volato a lungo con due enormi tricolori ed un fumogeno per salutare l'Amico.Una volta atterrati I paracadutIstI, Stefano Corradini, il pilota, ha salutato Paglia con un volo radente a luci accese ed il movimento delle ali.

Gianfranco Paglia si stava recando in Svizzera, dove da anni la Difesa mette a disposizione sua e degli altri militari con gravi lesioni, uno staff medico riabilitativo per la cura neuro muscolare avanzata ed il mantenimento dei progressi fisici.

Nei giorni che trascorrerà oltre confine, continuerà l'allenamento sportivo per gli INVICTUS GAMES (10-14 settembre) di Londra, giochi riservati ai militari di tutti i Paesi alleati, che hanno riportato ferite invalidanti, organizzati dal
Principe Harry

Chi conosce la carica di simpatia di Ganfranco Paglia e della moglie Giovanna e la dolcezza di Vittoria e Antono, può mmaginare quanto gradevole sia stata la serata.




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
L'INDIA RAFFORZA L A MARINA
Domenica, 17 Agosto 2014
by webmaster

MUMBAI- Il primo ministro indiano Narendra Modi ha salutato poche ore fa con una cerimonia a Mumbai l'entrata in servizio nella marina del cacciatorpediniere Ins Kolkata, con le sue 6.800 tonnellate la più grande nave militare interamente costruita in India.

"E' un esempio delle capacità tecniche indiane che manderà un forte segnale nel mondo - ha dichiarato Modi - il nostro obiettivo è di rafforzare così tanto il nostro paese nelle sue capacità di difesa, da far sì che nessun paese voglia minacciarci". Dotata di capacità di difesa anti sottomarino, la Kolkata è equipaggiaya con missili di crociera BrahMos sviluppati assieme alla Russia.

Negli ultimi dieci anni, l'India ha avviato un importante programma di ammodernamento delle proprie forze armate. A spingere verso il riarmo è anche la crescita delle forze armate della confinante Cina.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CORSI E RICORSI STORICI- IL 16 AGOSTO 1620 I TURCHI MUSULMANI SBARCARONO IN PUGLIA E LA MISERO A FERRO E FUOCO
Sabato, 16 Agosto 2014
by webmaster




ACCADDE IL 16 AGOSTO DI 394 ANNI FA


Tiziano Samele

Il 16 agosto del 1620, Manfredonia fu attaccata da circa 56 galee turche. I Turchi giunsero in città e misero a ferro e fuoco ogni cosa incontravano. Il saccheggio, le uccisioni e le devastazioni furono ‘terribili’. Furono saccheggiate chiese, rubate opere d’arte, violato e disperso il corpo di San Lorenzo Maiorano, bruciati e distrutti diversi documenti cittadini. Senza distinzione furono uccisi tutti coloro che i Turchi incontravano: donne, bambini, anziani, malati. I più validi vennero trattenuti per essere venduti come schiavi. Le case dei più ricchi venivano saccheggiate, mentre quelle dei poveri
incendiate.

Ma la violenza più atroce fu perpetrata ai danni di chiese e conventi.

Il 17 Agosto fu sferrato l’attacco decisivo al Castello, difeso dal governatore Carafa. La resa fu inevitabile. La fortezza fu consegnata a Pascià Alì, capo della flotta turca che, all’alba del 19 Agosto, levò le ancore, salpando con un ingente bottino. L’episodio è narrato dal Sarnelli e dai cronisti dell’epoca.

Nel monastero delle Clarisse fu rapita la piccola Giacoma Beccarini, orfana di madre e figlia di un alto ufficiale dell’esercito spagnolo. Condotta a Costantinopoli, nell’harem di Topkaki, diverrà la favorita del sultano Ibrahim.

Ventiquattro anni dopo, mentre si recava con il figlio Osman in pellegrinaggio alla Mecca, fu presa prigioniera dai Cavalieri di Malta. Non volle rinnegare l’Islam.

GLI ALTRI SBARCHI DEI TURCHI SUI LITORALI DEL GARGANO
Nel 1600 e nel secolo successivo le incursioni saracene interessarono tutto il Gargano. La Cronica di Giuseppe Pisani, relativa all’ultimo scorcio del Seicento, ci fornisce una drammatica visione dei lidi e delle campagne invase dai Saraceni. Tra i vari episodi, ne citiamo alcuni. 5 luglio 1672 = Più di duecento turchi sbarcarono nella chianca di Marino (Vieste), venuti con tre grandi fuste; fecero schiavi due uomini e una ragazza. «Fu grazia di Dio non farne gran numero – commenta il Pisani – stante la maggior parte metendo li campi et il sbarco fu a due hore dopo fatto giorno» . 16 maggio 1673 = Sul «giale (spiaggia; ndr) di Mileto» alle prime ore dell’alba, era ancora buio, sbarcarono più di trecento turchi da «sei fuste dulcignane». Con bandiere e tamburi entrarono in Sannicandro Garganico. Erano guidati da rinnegati. Fecero schiavi diversi torrieri, sentinelle, «ma anco il sopracavallaro», il quale l’anno precedente era stato già sequestrato al ponte di Varano e riscattato con 115 zecchini. 25 luglio 1675 = Tre fuste di Turchi approdarono vicino alla grotta del Duca, presso Vieste. Diversi cittadini armati, usciti dalla città, combatterono “con la maggior parte di gente di detta compagnia”. A un cittadino originario di Lecce, che si era “accasato in Vesti”, i turchi mozzarono la testa e se la portarono via come macabro trofeo; fecero inoltre 22 prigionieri. 26 giugno 1677 = Alle prime luci dell’alba, «giunsero due fuste turchesche di S. Maura et sbarcarono dalla parte di dietro della Chianca di Marino, fra li confini di Vesti et Peschici, et girarono il piano grande, anco da sopra l’Acqua viva, il piano piccolo, il Morello et li Mezzani et girarono di sopra il monte S. Paulo et s’andarono ad imbarcare nella detta Chianca, con portare quattordeci persone Christiane: dieci homini et quattro donne». Questo sbarco fu clamoroso: mai i Turchi si erano così addentrati nel territorio. Il Pisani riferisce che furono guidati da “rinnegati nativi del Regno” e che, in fondo, il “bottino” fu minimo, da suscitare “gran meraviglia”: i turchi avrebbero potuto senz’altro fare più prigionieri, «perchè v’erano in detti luochi quattrocento persone senz’armi et non furono pigliati più delli sopradetti» . Nelle fuste vi erano dei “renegati nativi del Regno”. 4 settembre 1680 = Verso l’alba, nel tratto di costa tra Peschici e Vieste, sbarcarono 160 Turchi. Si recarono nella chiesa della Pietà, delle Grazie e del Carmine di Vieste, dove ruppero candelieri, carte di gloria, lampade, arredi d’altare e il SS.mo Crocifisso grande. I predoni si diedero al saccheggio e alle solite ruberie: fecero schiavi sei contadini, ammazzarono sette buoi e andarono a bollirne la carne sotto la Gattarella, dove erano ancorate le loro navi; altri assaltarono la Torre di Portonuovo. Finalmente, da Peschici sopraggiunsero due galee veneziane, fra cui la capitana del golfo guidata da Geronimo Garzon. I Turchi, riconosciutala, si imbarcarono celermente sulle loro fuste, dandosi alla fuga verso Levante: lasciarono sulla spiaggia le caldaie ancora fumanti e un barile di polvere da sparo. Era stata la guarnigione spagnola che presidiava il Castello di Vieste a dare l’allarme: alcuni colpi di cannone avevano allertato gli abitanti, ma soprattutto le galee veneziane che controllavano la costa da Sfinale a Peschici. Inseguiti dalle due galee veneziane, i Turchi si rifugiarono a Ragusa vecchia, da dove contavano di ripartire all’assalto di Vieste.Se questo progetto non si concretizzò fu solo grazie alla vigile presenza delle navi della Serenissima sul tratto di mare antistante la costa

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CAUSE DI SERVZIO PER ASMA BRONCHALE A MILITARE VFB
Sabato, 16 Agosto 2014
by webmaster


AGRIGENTO- A.V., 36 anni di Agrigento, era stato arruolato nell'Esercito italiano nel 2001 quale volontario in ferma annuale presso il reggimento fanteria Aosta di Messina e successivamente ricoverato per problemi all'apparato respiratorio; dopo alcuni mesi veniva congedato dopo avere subito altri ricoveri. Il giovane, nel 2002, ha chiesto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della patologia "asma bronchiale allergica" da cui era affetto. Il comitato per le pensioni privilegiate nel 2007 ha escluso l'esistenza di un nesso di causalità tra la malattia e il servizio, e pertanto il Ministero della Difesa ha rigettato la domanda tendente ad ottenere la pensione privilegiata.

Il giovane agrigentino, allora, ha proposto un ricorso davanti la Corte dei Conti, contro il Ministero della Difesa, per il riconoscimento del diritto alla pensione privilegiata.

STRAPAZZI FISICI E PSICHICI PER IL MILITARE LO HANNO PROSTRATO
In particolare gli avvocati Rubino e Di Giorgio hanno sostenuto che "i prevedibili strapazzi fisici e disagi psichici connessi con il servizio militare hanno con certezza determinato il primo accesso asmatico". Supportando il ricorso con una consulenza tecnica di parte a firma del dottore Francesco Geraci, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, secondo cui "i fattori inquinanti ambientali e le condizioni presenti nell'ambiente di una caserma, hanno determinato la patologia asmatica".

La Corte dei Conti, nel 2014, ha ritenuto necessaria la consulenza di un organo tecnico, individuato nella commissione medico legale presso la stessa Corte dei Conti; il collegio medico, condividendo le tesi degli avvocati Rubino e Di Giorgio, è giunto alla conclusione secondo cui "la malattia doveva considerarsi dipendente da causa di servizio e che fosse da ristorare con la pensione privilegiata dalla data del congedo a vita".

La Corte dei Conti, ritenendo corretta la valutazione della commissione medico legale, ha accolto il ricorso riconoscendo al ricorrente il diritto al trattamento privilegiato dalla data del congedo a vita e al pagamento della somme arretrate, maggiorate degli interessi e della rivalutazione monetaria. Pertanto, per effetto della sentenza resa dalla Corte dei Conti, verrà erogata la pensione privilegiata a vita con decorrenza retroattiva a partire dal 2002, data del congedo, al giovane agrigentino, il quale potrà avanzare anche pretese risarcitorie ai sensi della Legge "Pinto" sull'eccessiva durata dei processi, essendosi il giudizio protratto per oltre sei anni, ben oltre il limite triennale individuato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo quale corretta durata di un giudizio di primo grado.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
FANO : MUORE DARIO MANDRAGOLA IN SEGUITO AD AD UN MALFUNZIONAMENTO DEL SUO PARACADUTE
Sabato, 16 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- Dario Mandragola, paracadutista di 40 anni originario di Bergamo, ha perso la vita nel giorno di Ferragosto schiantandosi al suolo durante un lancio con il paracadute.SAveva oltre 500 lanci all'attivo.

E' successo intorno alle 17.30 nella zona dell'aeroporto di Fano, nelle Marche, dove si trovava da alcuni giorni.

Dopo avere sganciato la vela principale per un malfunzionamento, il plotino dell'emergenza non ha trovato l'aria per aprire la vela ausiliaria, essendo finito tra le gambe dello sfortunato paracadutista.

Dario è così precipitato davanti alla recinzione della scuola di paracadutismo, sotto gli occhi attoniti degli amici. Inutile ogni tentativo di soccorso.

Solo due giorni fa un 59enne aveva perso il controllo del proprio paracadute a causa di un malore e, invece di atterrare nell’area del “campo dell’aviazione”, era finito a largo, a 500 metri dalla costa, rischiando di annegare. L’uomo deve la vita a un gruppo di surfisti del Circolo Windsurfing di Sassonia, che lo hanno liberato dall’imbracatura e portato a riva con l gommone del Circolo e poi trasportato al Pronto Soccorso di Fano.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CRISTIANI TRUCIDATI E UCCISI : IN ITALIA C'E CHI VUOLE PARTIRE PER DIFENDERLI
Venerdì, 15 Agosto 2014
by webmaster



MILANO «Pellegrinaggio armato», quinta Crociata,nuova Lepanto.Si sta diffondendo la voglia di partire. Chi lo vuole, ricorda la battaglia del 7 ottobre 1571, quando la Lega Santa sconfisse via mare le flotte musulmano dell’Impero Ottomano.

C’è pure chi, come il giornalista ultracattolico Antonio Socci, critica Papa Francesco, «reticente» di fronte ai «duecentomila cristiani (ma anche altre minoranze) sono in fuga, cacciati dai miliziani islamisti che crocifiggono, decapitano e lapidano i nemici».

LA DESTRA CATTOLICA CERCA DI CONTRASTARE ANCHE LA INVASONE ISLAMICA IN ITALIA
Non ci sono solo le battaglie contro gli sbarchi di immigrati a Lampedusa o quelle contro le moschee a Milano, che presto potranno essere costruite in quattro aree del capoluogo lombardo. La destra italiana sta formando alleanze tra partiti come Forza Nuova, esponenti della Lega Nord o ex esponenti di Alleanza Nazionale: l'obbiettivo è di "contrastare l’avanzata islamica in arrivo dalla Siria e dall’Iraq». La minaccia dell’Isis, la creazione di uno Stato Islamico in medioriente, il Califfato di Abu Bakr Al Baghdadi, affacciato sul Mediterraneo e a pochi chilometri dall’Europa, inizia a scuotere le anime ortodosse e nazionaliste di tutta Europa. A mostrarlo pure l’ultimo reportage di "Vice" del giornalista Medyan Dairieh.

Le destre hanno già da qualche mese iniziato a organizzarsi per aiutare la resistenza al confine tra Iraq e Siria, con aiuti economici e militari per i «regimi laici e militari del presidente siriano Assad e del generale egiziano Al Sisi».

Già da luglio è possibile raccogliere fondi e finanziare le milizie armate di autodifesa dei Cristiani Caldei del patriarca Sako, Assiri, Mandei, Ortodossi e Copti.

A portare avanti l’iniziativa è il fronte dei Fratelli Cristiani coordinato dall’esponente di estrema destra Roberto Jonghi Lavarini. Niente medicine o cibo, ma armi, pistole, fucili, bombe a mano e divise per difendersi, in territori dove l’Isis ha già iniziato a imporre una tassa, come prescrive il Corano, a chi non vuole convertirsi all’Islam e nel caso in cui ci si rifiuti di pagare c’è la condanna a morte.

Le chiese vengono sequestrate per diventare uffici del Califfato. Il network di associazioni è composte da cristiani ultraconservatori, spesso legati a movimenti di estrema destra in europa, tra associazioni francesi vicine al Front National di Marine Le Pen, associazioni di copti egiziani, russi, serbi e svizzeri. Il nemico è l’Islam «wahabita e salafita». Si guarda all’Eurasia di Putin, all’asse dei russi con l’islam sciita e ai moniti di Kiril, diciassettesimao Patriarca di Mosca e Capo della Chiesa Ortodossa Russa contro l’avanzata islamica.

GRILLO DICE DI COMPRENDERE L'ISIS. ANCHE IL PAPA SOTTO ACCUSA
E mentre il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, attraverso alcuni suoi parlamentari, spiega che bisogna «comprendere il fenomeno Isis», tra le frange di estrema destra la Chiesa romana di Papa Francesco viene definita «decadente e buonista» più attenta a «difendere le minoranze (etniche, religiose e sessuali)» che «ascoltare le tragiche richieste d’aiuto che provenivano dai cristiani di Oriente».

I soldi arrivano su un conto della Bank of Beirut attraverso una onlus parigina collegata alla Fraternità sacerdotale di San Pio X. A «gestirli» sarebbe il Fronte Nazionale cristiano maronita libanese del generale Michel Aoun, già capo di stato maggiore, per conto del presidente del Libano Amin Gemayel.

Il fulcro della protesta è la Fraternità sacerdotale di San Pio X, fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre, arcivescovo morto scomunicato dalla Chiesa di Roma per le sue posizioni ultraconservatrici che lo portarono a rigettare il Concilio Vaticano II e a ordinare, senza il permesso di Roma, quattro vescovi nel 1988.

Nell’ultimo anno si è parlato di loro perché hanno officiato il funerale di Erik Priebke. Accusati di antisemitismo, scomunicati da Giovanni Paolo II e poi in parte riabilitati da Papa Ratzinger, attraverso la loro onlus oltre a inviare armi alla resistenza cristiana vi sarebbe anche un aiuto strategico da parte di ex generali della Folgore italiana. La base è variegata, annovera esponenti di Alba Dorata ma pure quelli del nuovo Fronte Cristiano nato da poco a Parma alle ultime elezioni amministrative.

JONGHI LAVARINI ACCUSA LA SINISTRA PACIFISTA
Jonghi Lavarini attacca la sinistra italiana: «Ma dove sono tutti i pacifisti arcobaleno, anche cattolici progressisti, che manifestano per qualunque altra causa, dalla Palestina all’Ucraina, ma non fanno assolutamente nulla contro l’esodo biblico di oltre 120.000 fratelli cristiani iracheni, cacciati, derubati e massacrati dal fondamentalismo islamico? Noi siamo pronti a risfoderare la spada crociata per difenderli!».

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
I FUNERALI DEL MARESCIALLO PARACADUTISTA BRUNETTO
Venerdì, 15 Agosto 2014
by webmaster


LIVORNO- I funerali del Maresciallo Girolamo Brunetto,70 anni, paracadutista in congedo del nono reggimento,travolto da un'auto sulla tangenzale di Livoron si terranno nella Chiesa di Corea (quartiere nord della città di Livorno) alle ore 10,30 di sabato 16 agosto.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
AFGANISTAN:: LA TASK FOPRCE DELLE TRASMISSIONI (C4) RIENTRA
Venerdì, 15 Agosto 2014
by webmaster




Herat, 15 agosto 2014. Il tenente colonnello Giovanni Di Giovanni ha concluso oggi il suo mandato al comando della Joint Task Force C4, l’assetto interforze del Train Advise Assist Command West responsabile delle comunicazioni nella regione occidentale dell’Afghanistan e dei collegamenti tra il contingente italiano e la madrepatria.

Nel corso di una breve cerimonia alla quale ha presenziato il generale Manlio Scopigno, comandante del contingente italiano in Afghanistan, il tenente colonnello Di Giovanni ha evidenziato “la grande professionalità’ dell’unità che ha saputo garantire un efficace sistema di comunicazioni e di informazioni, indispensabile per l’esercizio della funzione di comando e controllo del Train Advise Assist Command West”.

Ai trasmettitori del 7° reggimento di Sacile (PN) subentrano i militari del 232° reggimento trasmissioni di Avellino.

LE FOTO OFFERTE DAL COMANDO RCWEST

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
GIOVENTU ITALIANA
Venerdì, 15 Agosto 2014
by webmaster

Parma- Per ricordare a chi è in vacanza che la giungla li attende, ecco una notizia sconcertante di un animale di 21 anni che inveisce e uccide un ottantenne per un posto a sedere su una scalinata. Episodi come questi accadono a migliaia in questa Italia irriconoscible, caOtica e ciaLtrona.



SALERNO-Una lite per un posto su un gradino della piazza del paese, a Olevano sul Tu­sciano, in provincia di Salerno. La rabbia di un ventenne che lancia contro un anziano una pietra e la morte di ben due persone: l’81en­ne, molto probabilmente per le fe­rite riportate, e sua moglie colta da infarto per lo spavento causa­to dall’aggressione subita al ma­rito. Tutto questo è accaduto in un normale pomeriggio di agosto per ragioni che, con la normalità, non hanno davvero niente in comune. Tutto è iniziato martedì scorso, quando Vito Manzi decide di se­dersi su un gradino di piazza Um­berto I. É stato allora che un ra­gazzo comincia a inveire contro l’anziano per quel posto a sedere soffiato all’ultimo istante. Uno scambio di battute feroci e qual­che colpo del ventenne che poi si allontana carico di rabbia. Pochi minuti dopo il giovane torna con un sampietrino tra le mani. Ha pensato che quella pietra potesse aiutarlo a scaricare la rabbia e ad affermare la sua prepotenza. Il tutto avviene sotto gli occhi della moglie di Vito Manzi. Carmela Bu­fano è sul balcone di casa ad assi­stere al diverbio, ma quando ve­de il marito accasciarsi a terra fe­rito e sanguinante si precipita nel­la piazza, dove non riesce neppu­re a soccorrere l’anziano coniuge. Ha un malore e muore mentre i sanitari del 118 caricano Vito Manzi su un’ambulanza. Ad ucci­derla un infarto fulminante. In­tanto, l’uomo veniva trasferito in ospedale a Salerno. Le prime no­tizie non apparivano disperate. Manzi ferito al volto rischiava un occhio, non la vita. Eppure le sue condizioni si sono aggravate im­provvisamente. Ora il 20enne è accusato di omicidio preterinten­zionale.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
C130 DELLA AERONAUTICA MIOLITARE IN IRAQ PER AVIORIFORNIMENTI
Venerdì, 15 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- L’Italia domani farà partire la sua missione a sostegno delle popolazioni irachene. I ministri degli Esteri, Federica Mogherini, e della Difesa, Roberta Pinotti, hanno dato il via libera a un ponte aereo, con 6 voli, per la distribuzione attraverso l’Unicef di 36 tonnellate di acqua, 14 tonnellate di biscotti proteici, 200 tende da campo e 400 sacchi a pelo.

«L’aereo, che è già in zona, sarà impiegato per far arrivare aiuti umanitari» hanno detto le ministre confermando che il piano prevede due voli domani e altri quattro fino al 20 agosto.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
MORTO UNO DEI MARINE CHE ORINAVA SUI TALEBANI
Venerdì, 15 Agosto 2014
by webmaster


WASHINGTON, 15 AGO - Robert Richards, l'ex marine e reduce dell'Afghanistan che era stato incriminaato perchè urinava, insieme a 3 commilitoni sui corpi di talebani, e' stato trovato morto ieri sera nella sua casa nella Carolina del Nord. Aveva 28 anni. La morte e' stata confermata dall'avvocato che lo difendeva nella causa intentata dal corpo dei Marine dopo la diffusione del video incriminato su Youtube. Non sembra suicidio, ha detto. Disposta l'autopsia.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LE LIISTE DI PROSCRIZIONE PER I FASCISTI, DOPO IL 1944
Giovedì, 14 Agosto 2014
by webmaster



PARMA- La rivista internet Slate ha pubblicato alcune fotografie di un documento dell’esercito statunitense del 1944 dove sono elencate dettagliatamente tutte le categoprie di persone che il governo militare in Italia avrebbe dovuto considerare fascisti e quindi rimuovere e isolare dalla vita politica del paese.
Per questo motivo venne stilato questo documento, che indicava dettagliatamente chi era da considerare un fascista e chi no. Alla fine, mettendo insieme tutte le categorie elencate, la lista finiva per includere una larga maggioranza della classe dirigente italiana:

nella lista erano inclusi tutti i dirigenti del partito fascista, tutto il governo, parte della magistratura, tutti i direttori e capiredattori dei giornali, tutti gli amministratori locali e tutti quegli imprenditori che avessero avuto a che fare in un modo o nell’altro con l’amministrazione pubblica (il che, visto l’interventismo nell’economia del regime fascista, significava più o meno tutti gli imprenditori). Gli alleati furono più severi degli italiani, che dopo la fine della guerra con una serie di amnistie e altri provvedimenti sostanzialmente riabilitarono quasi tutti i fascisti che erano riusciti a sopravvivere.

Il documento doveva serviva alla Commissione di Controllo Alleata (ACC), l’organo militare incaricato dell’amministrazione civile nei territori liberati degli eserciti alleati, insediata nel novembre del 1943.

I compiti principali della ACC erano assicurarsi che i vari servizi civili continuassero a funzionare, che la popolazione venisse sfamata e che fosse ragionevolmente protetta dalle malattie e genericamente da altri rischi. In sostanza svolgeva le funzioni di un governo civile, e in alcuni casi lo fece in maniera piuttosto sbrigativa e autoritaria. Tra gli altri compiti, però, c’era anche preparare il terreno per una restituzione dei poteri agli italiani: per fare questo serviva assicurarsi che le persone compromesse con il regime fascista restassero lontane dalle istituzioni.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
BUON FERRAGOSTO AI 5000 MILITARI ITALIANI IN MISSIONE E AI 4000 DI STRADE SICURE
Giovedì, 14 Agosto 2014
by webmaster


PARMA- A Ferragosto saranno 5.070 militari italiani impegnati nelle 33 missioni attualmente in atto in 25 Paesi. Tra le principali ricordiamo l'operazione 'Isaf' in Afghanistan, Unifil in Libano, Eulex nei Balcani, Atalanta contro la pirateria nell'Oceano indiano.

Sono 2.530 sono ad oggi i militari in Afghanistan, mentre circa 1000 sono in Libano, nella missione Unifil, per assistere il governo libanese ad esercitare la propria sovranità sul Libano e a garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele. La missione. inoltre, intende sostenere le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell'area

STRADE SICURE
Nell’operazione “Strade Sicure” sono circa 4000 i soldati della Forza Armata impiegati in attività di pattugliamento delle città, di vigilanza ad obiettivi sensibili ed a centri per immigrati e, da ieri, di controllo delle spiagge.
Dall’inizio dell’operazione, i militari dell’Esercito, in concorso alle forze di polizia, hanno sequestrato più di 2 tonnellate di droga, 630 armi e 12.000 mezzi. I militari hanno inoltre eseguitocomplessivamente più di 14500 arresti, controllato oltre 2 milioni di persone ed oltre un milione di mezzi.

Molto intenso il lavoro dei militari nelle provincie di Napoli e Caserta, dove una componente dell’Esercito è impiegata nel controllo della cosiddetta “terra dei fuochi” e dove, solamente nella giornata di ieri, è stato segnalato dai militari un incendio di rifiuti a San Marcellino e rinvenuto un sito di sversamento illecito a Marigliano.

A Rimini i militari dell’Esercito concorrono al controllo delle spiagge in concorso alle forze dell’ordine, un ulteriore attività compresa nell’Operazione “Strade Sicure” sorta a seguito delle recenti disposizioni del Ministero degli Interni.

L’importante impiego dell’Esercito, disposto con apposito decreto del ministero dell’Interno di concerto con il Ministero della Difesa, ha confermato ancora una volta la grande versatilità della Forza Armata, oggi più che mai risorsa a disposizione del Paese sia per la sicurezza nazionale sia per quella internazionale.